Santa Maria – storia, cultura e territorio
Santa Maria è
una delle frazioni storiche del comune di Calice al Cornoviglio,
nel cuore della Lunigiana storica. Il borgo si sviluppa in un territorio
collinare e montano caratterizzato da boschi, piccoli corsi d'acqua e
antichi percorsi che mettevano in comunicazione la valle del Vara con
quella del Magra.
La località conserva ancora oggi un carattere
prevalentemente rurale e, come molte altre borgate di Calice, testimonia
un modo di abitare strettamente legato alla terra, al bosco e alla
dimensione comunitaria. Il Comune comprende complessivamente venti
frazioni e numerosi nuclei minori, inseriti in un territorio
prevalentemente collinare e montuoso.
La storia di Santa Maria
La storia di Santa Maria si intreccia strettamente con
quella del territorio di Calice al Cornoviglio, un'area appartenuta nel
Medioevo a importanti famiglie feudali e a lungo contesa tra
Malaspina, Fieschi e altre signorie locali.
Il territorio di Calice è documentato almeno dall'XI
secolo e nel corso del Medioevo passò attraverso diverse dominazioni.
Nel XIII secolo fu coinvolto nelle contese tra il vescovo di Luni, i
Malaspina e i Fieschi; nel Quattrocento l'area fu interessata dalla
presenza genovese e successivamente entrò nella sfera dei Doria. Nel
Settecento il territorio passò infine sotto il Granducato di Toscana.
Santa Maria si sviluppò all'interno di questo
complesso sistema territoriale, assumendo progressivamente una propria
identità soprattutto attraverso la presenza della chiesa parrocchiale,
che divenne il principale punto di riferimento religioso della comunità.
La chiesa di Santa Maria Assunta
Il monumento più importante della frazione è la
chiesa di Santa Maria Assunta, situata nell'omonima
piazza.
La storia della parrocchia risale probabilmente agli
inizi del XVII secolo. Prima della costruzione
dell'attuale chiesa, le funzioni religiose venivano celebrate in un
antico oratorio dedicato a Sant'Antonio Abate. La nuova
chiesa venne realizzata nelle immediate vicinanze dell'oratorio, su
un'area che in precedenza era destinata a cimitero.
Nel 1667 la rettoria di Santa Maria
fu elevata a pievania, sebbene l'antica organizzazione
plebana fosse ormai da tempo in fase di disgregazione. Questo
riconoscimento testimonia comunque l'importanza raggiunta dalla comunità
religiosa di Santa Maria nel territorio circostante.
La chiesa venne successivamente ampliata nel
1696, con un intervento che interessò in particolare la parte
posteriore dell'edificio e la zona dell'altare.
Un patrimonio artistico di particolare interesse
L'interno della chiesa conserva alcune testimonianze
artistiche di notevole interesse.
La parte centrale della volta è arricchita da
stucchi e decorazioni pittoriche realizzati da Zeffiro Righi nel 1897,
mentre gli affreschi dell'abside sono opera del pittore calicese
David Beghè, che li realizzò nel 1894.
La presenza di David Beghè è particolarmente
significativa per la storia culturale di Calice. L'artista, nato a
Nasso nel 1854, fu una delle figure artistiche più
importanti espresse dal territorio calicese nell'Ottocento. La sua
attività è oggi ricordata anche dalla pinacoteca a lui dedicata nel
castello di Calice.
Un altro elemento di pregio è il coro ligneo
settecentesco, realizzato nella zona ampliata della chiesa,
insieme all'organo della famiglia Agati di Pistoia,
celebre dinastia di costruttori di strumenti musicali.
La chiesa è oggi riconosciuta anche dal
Catalogo Generale dei Beni Culturali, che la identifica come
edificio religioso di interesse storico-architettonico risalente al XVII
secolo.
Il centro religioso delle borgate
L'importanza storica di Santa Maria non deriva
soltanto dall'edificio della chiesa, ma anche dal ruolo che la sua
parrocchia ha avuto nella vita delle comunità circostanti.
Ancora oggi fanno riferimento alla parrocchia diversi
edifici religiosi presenti nelle località vicine: l'oratorio di
San Giuseppe a Molunghi, quello di Sant'Antonio di
Padova al Montale, l'oratorio di San Sebastiano a
Villagrossa e quello di San Giovanni Battista a Nasso.
Questo sistema di chiese e oratori permette di
comprendere come fosse organizzata la vita delle piccole comunità della
valle: ogni borgata possedeva il proprio luogo di culto, mentre Santa
Maria costituiva un importante centro religioso di riferimento per un
territorio più ampio.
La festa patronale della Santa Maria Assunta,
celebrata il 15 agosto, rappresenta ancora oggi il
principale appuntamento religioso della comunità.
La cultura rurale
Come gran parte del territorio di Calice al
Cornoviglio, anche Santa Maria è legata alla tradizionale economia
agricola e forestale.
Per secoli la vita delle famiglie è stata organizzata
intorno alla coltivazione dei piccoli appezzamenti, alla raccolta dei
prodotti del bosco e all'allevamento. Castagneti, boschi e terreni
coltivati costituivano una risorsa essenziale per le comunità
dell'entroterra.
Questa economia ha lasciato una traccia evidente anche
nell'architettura: le abitazioni tradizionali, i piccoli edifici
agricoli, i percorsi tra le case e gli spazi destinati alle attività
rurali formavano un sistema strettamente integrato con il paesaggio.
Santa Maria e il paesaggio della Lunigiana
La posizione della frazione permette di leggere bene
la particolare natura geografica di Calice al Cornoviglio.
Il territorio comunale si trova infatti sullo
spartiacque tra le valli del Magra e del Vara, con i
monti Cornoviglio e Coppigliolo che rappresentano le principali
elevazioni della zona. Numerosi crinali e passi naturali hanno favorito
nei secoli i collegamenti tra le due vallate.
Santa Maria appartiene quindi a quel paesaggio di
confine nel quale gli elementi liguri e lunigianesi si sono incontrati e
sovrapposti nel corso dei secoli. La posizione geografica ha contribuito
alla formazione di una cultura locale caratterizzata da piccoli borghi,
strade di crinale, boschi e una forte presenza dell'architettura rurale.
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