Santa Maria: Foto, storia e informazioni del borgo

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Frazioni & Località
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Oggi Santa Maria conserva soprattutto attraverso la sua chiesa, il patrimonio artistico e il tessuto del borgo la memoria della comunità che vi ha vissuto per secoli. La chiesa di Santa Maria Assunta rimane il principale elemento monumentale della località e, con il suo coro ligneo, l'organo Agati, gli stucchi e gli affreschi di David Beghè, costituisce una delle testimonianze artistiche più interessanti dell'entroterra calicese. Ma il valore di Santa Maria va oltre il singolo monumento: è quello di un piccolo centro nel quale religione, arte, agricoltura e vita comunitaria si sono intrecciate nel corso del tempo. Santa Maria rappresenta così una parte importante della storia di Calice al Cornoviglio: un borgo appartato della Lunigiana storica, ma capace di conservare nelle sue architetture e nelle sue tradizioni la memoria di una comunità e del territorio che l'ha generata. Santa Maria è geograficamente in Val di Vara, ma storicamente e culturalmente è parte della Lunigiana.

Santa Maria

Santa Maria

Vista da Calice

La fontana

Festa in paese

Sagra del miele

Festa in paese

Case

La Chiesa di S.Maria

Il sagrato

Verso la Chiesa

Il paese

Santa Maria

Santa Maria

Vista dalla località di Campi

Il borgo

Il borgo

Il borgo

Il paese

Santa Maria – storia, cultura e territorio

Santa Maria è una delle frazioni storiche del comune di Calice al Cornoviglio, nel cuore della Lunigiana storica. Il borgo si sviluppa in un territorio collinare e montano caratterizzato da boschi, piccoli corsi d'acqua e antichi percorsi che mettevano in comunicazione la valle del Vara con quella del Magra. La località conserva ancora oggi un carattere prevalentemente rurale e, come molte altre borgate di Calice, testimonia un modo di abitare strettamente legato alla terra, al bosco e alla dimensione comunitaria. Il Comune comprende complessivamente venti frazioni e numerosi nuclei minori, inseriti in un territorio prevalentemente collinare e montuoso.

La storia di Santa Maria

La storia di Santa Maria si intreccia strettamente con quella del territorio di Calice al Cornoviglio, un'area appartenuta nel Medioevo a importanti famiglie feudali e a lungo contesa tra Malaspina, Fieschi e altre signorie locali. Il territorio di Calice è documentato almeno dall'XI secolo e nel corso del Medioevo passò attraverso diverse dominazioni. Nel XIII secolo fu coinvolto nelle contese tra il vescovo di Luni, i Malaspina e i Fieschi; nel Quattrocento l'area fu interessata dalla presenza genovese e successivamente entrò nella sfera dei Doria. Nel Settecento il territorio passò infine sotto il Granducato di Toscana. Santa Maria si sviluppò all'interno di questo complesso sistema territoriale, assumendo progressivamente una propria identità soprattutto attraverso la presenza della chiesa parrocchiale, che divenne il principale punto di riferimento religioso della comunità.

La chiesa di Santa Maria Assunta

Il monumento più importante della frazione è la chiesa di Santa Maria Assunta, situata nell'omonima piazza. La storia della parrocchia risale probabilmente agli inizi del XVII secolo. Prima della costruzione dell'attuale chiesa, le funzioni religiose venivano celebrate in un antico oratorio dedicato a Sant'Antonio Abate. La nuova chiesa venne realizzata nelle immediate vicinanze dell'oratorio, su un'area che in precedenza era destinata a cimitero. Nel 1667 la rettoria di Santa Maria fu elevata a pievania, sebbene l'antica organizzazione plebana fosse ormai da tempo in fase di disgregazione. Questo riconoscimento testimonia comunque l'importanza raggiunta dalla comunità religiosa di Santa Maria nel territorio circostante. La chiesa venne successivamente ampliata nel 1696, con un intervento che interessò in particolare la parte posteriore dell'edificio e la zona dell'altare.

Un patrimonio artistico di particolare interesse

L'interno della chiesa conserva alcune testimonianze artistiche di notevole interesse. La parte centrale della volta è arricchita da stucchi e decorazioni pittoriche realizzati da Zeffiro Righi nel 1897, mentre gli affreschi dell'abside sono opera del pittore calicese David Beghè, che li realizzò nel 1894. La presenza di David Beghè è particolarmente significativa per la storia culturale di Calice. L'artista, nato a Nasso nel 1854, fu una delle figure artistiche più importanti espresse dal territorio calicese nell'Ottocento. La sua attività è oggi ricordata anche dalla pinacoteca a lui dedicata nel castello di Calice. Un altro elemento di pregio è il coro ligneo settecentesco, realizzato nella zona ampliata della chiesa, insieme all'organo della famiglia Agati di Pistoia, celebre dinastia di costruttori di strumenti musicali. La chiesa è oggi riconosciuta anche dal Catalogo Generale dei Beni Culturali, che la identifica come edificio religioso di interesse storico-architettonico risalente al XVII secolo.

Il centro religioso delle borgate

L'importanza storica di Santa Maria non deriva soltanto dall'edificio della chiesa, ma anche dal ruolo che la sua parrocchia ha avuto nella vita delle comunità circostanti. Ancora oggi fanno riferimento alla parrocchia diversi edifici religiosi presenti nelle località vicine: l'oratorio di San Giuseppe a Molunghi, quello di Sant'Antonio di Padova al Montale, l'oratorio di San Sebastiano a Villagrossa e quello di San Giovanni Battista a Nasso. Questo sistema di chiese e oratori permette di comprendere come fosse organizzata la vita delle piccole comunità della valle: ogni borgata possedeva il proprio luogo di culto, mentre Santa Maria costituiva un importante centro religioso di riferimento per un territorio più ampio. La festa patronale della Santa Maria Assunta, celebrata il 15 agosto, rappresenta ancora oggi il principale appuntamento religioso della comunità.

La cultura rurale

Come gran parte del territorio di Calice al Cornoviglio, anche Santa Maria è legata alla tradizionale economia agricola e forestale. Per secoli la vita delle famiglie è stata organizzata intorno alla coltivazione dei piccoli appezzamenti, alla raccolta dei prodotti del bosco e all'allevamento. Castagneti, boschi e terreni coltivati costituivano una risorsa essenziale per le comunità dell'entroterra. Questa economia ha lasciato una traccia evidente anche nell'architettura: le abitazioni tradizionali, i piccoli edifici agricoli, i percorsi tra le case e gli spazi destinati alle attività rurali formavano un sistema strettamente integrato con il paesaggio.

Santa Maria e il paesaggio della Lunigiana

La posizione della frazione permette di leggere bene la particolare natura geografica di Calice al Cornoviglio. Il territorio comunale si trova infatti sullo spartiacque tra le valli del Magra e del Vara, con i monti Cornoviglio e Coppigliolo che rappresentano le principali elevazioni della zona. Numerosi crinali e passi naturali hanno favorito nei secoli i collegamenti tra le due vallate. Santa Maria appartiene quindi a quel paesaggio di confine nel quale gli elementi liguri e lunigianesi si sono incontrati e sovrapposti nel corso dei secoli. La posizione geografica ha contribuito alla formazione di una cultura locale caratterizzata da piccoli borghi, strade di crinale, boschi e una forte presenza dell'architettura rurale.