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Informazioni storiche, culturali della località. |
Sant’Anastasio e ColognolaDue antichi nuclei dell’Alta GarfagnanaSant’Anastasio e Colognola sono due piccoli nuclei del comune di Piazza al Serchio, nell’Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. Insieme alla vicina Petrognola costituiscono una stessa frazione amministrativa, ma ciascuno conserva una propria identità. Sant’Anastasio rappresenta soprattutto il nucleo storico e religioso della comunità. Colognola, invece, possiede origini documentarie antichissime e nel corso del Novecento ha sfruttato la posizione lungo la principale strada della Garfagnana per sviluppare attività commerciali e artigianali. Tra i due si trova Petrognola, storicamente legata all’agricoltura e alla trasformazione dei prodotti tipici. Tre piccoli nuclei, quindi, ma tre evoluzioni differenti. Il Comune di Piazza al Serchio riassume perfettamente questa realtà indicando la frazione come composta da Sant’Anastasio, Petrognola e Colognola.Sant’Anastasio, Petrognola e ColognolaOggi i tre abitati possono sembrare semplicemente piccoli paesi molto vicini tra loro. Storicamente, però, costituivano un territorio organizzato attraverso rapporti amministrativi, religiosi ed economici. Sant’Anastasio esercitava la funzione principale. Petrognola era strettamente collegata alla comunità agricola. Colognola occupava invece una posizione particolarmente favorevole lungo le vie di comunicazione. La storia della frazione nasce quindi dall’incontro di questi tre nuclei.Colognola: una storia che risale al 783Il dato più sorprendente riguarda Colognola. Il Comune di Piazza al Serchio la considera uno dei luoghi più antichi dell’intero territorio comunale e ne fa risalire la documentazione al 783. L’informazione deriva da un documento conservato nell’Archivio Arcivescovile di Lucca. Siamo quindi nell’VIII secolo. È un’epoca lontanissima rispetto alla maggior parte delle testimonianze architettoniche oggi visibili. Non significa naturalmente che le case attuali di Colognola risalgano al 783. Significa però che il luogo, o comunque il territorio identificato attraverso quel toponimo, era già conosciuto e documentato nell’Alto Medioevo.La Garfagnana nell’VIII secoloPer comprendere l’importanza di questa data bisogna immaginare una Garfagnana completamente diversa. Le moderne strade non esistevano. I paesi avevano dimensioni ridotte. Le proprietà erano organizzate attraverso corti, poderi e piccoli insediamenti. La Chiesa di Lucca possedeva vaste proprietà distribuite in tutta la valle. La documentazione ecclesiastica rappresenta proprio per questo una delle fonti fondamentali per ricostruire la storia altomedievale della Garfagnana. La citazione di Colognola nel 783 inserisce il luogo in questa fase antichissima della storia della valle.Il significato del nome ColognolaIl toponimo Colognola potrebbe appartenere alla famiglia di nomi derivati dal latino colonia o da termini collegati all’insediamento e alla coltivazione del territorio. È una spiegazione linguisticamente plausibile, ma senza uno studio toponomastico specifico è preferibile non considerarla un’etimologia definitivamente dimostrata. Il dato più importante rimane quindi quello documentario. Il nome, in una forma antica da verificare direttamente sull’atto originale, era già collegato al territorio nell’VIII secolo.Un territorio organizzato molto prestoLa presenza di una documentazione così antica dimostra che questa parte dell’Alta Garfagnana non era una zona marginale e disabitata. Il territorio era utilizzato, attraversato e organizzato. Campi, boschi, pascoli e vie di comunicazione avevano già un valore economico. Nei secoli successivi questa organizzazione sarebbe diventata sempre più complessa. Sarebbero comparsi castelli, comunità rurali, chiese e strutture amministrative. Colognola rappresenta quindi una delle tracce più antiche di questa lunga trasformazione.La posizione di Sant’AnastasioSant’Anastasio si sviluppa poco distante da Colognola, in una posizione dalla quale era possibile controllare e utilizzare i terreni circostanti. Il nucleo storico mantiene ancora oggi un carattere prevalentemente rurale. Case, strade e chiesa raccontano un paese nato in funzione della comunità agricola. La vicinanza a Piazza al Serchio garantiva inoltre un collegamento relativamente rapido con il principale centro dell’Alta Garfagnana.Un antico capoluogoIl Comune ricorda un particolare molto importante: Sant’Anastasio fu fino al XVIII secolo capoluogo di una piccola comunità. Oggi può essere difficile immaginarlo. Le dimensioni dell’abitato sono ridotte e Piazza al Serchio rappresenta chiaramente il centro amministrativo del territorio. In passato, però, l’organizzazione era molto più frammentata. Piccoli paesi potevano possedere istituzioni proprie e amministrare direttamente una parte delle risorse locali. Sant’Anastasio era uno di questi centri.Che cosa significava essere una comunitàUna comunità rurale doveva affrontare problemi molto concreti. Occorreva mantenere le strade. Bisognava regolare l’utilizzo dei boschi. Era necessario organizzare il pascolo. Le acque dovevano essere protette. Gli animali non potevano essere lasciati liberamente nei campi coltivati. Alcune spese dovevano essere sostenute collettivamente. Per questo anche piccoli paesi avevano bisogno di proprie regole.Sant’Anastasio e PetrognolaLa documentazione archivistica dimostra in maniera particolarmente chiara il rapporto tra Sant’Anastasio e la vicina Petrognola. Nell’Archivio della Garfagnana sono infatti conservati i Capitoli di Sant’Anastasio e Petrognola del 1749. Il documento è conosciuto attraverso una copia realizzata nel 1838. È una testimonianza molto importante. Dimostra che i due nuclei costituivano una comunità strettamente collegata e regolavano congiuntamente almeno una parte della propria vita amministrativa.I Capitoli del 1749I Capitoli rappresentavano una sorta di regolamento comunitario. Non erano costituzioni nel significato moderno. Erano raccolte di norme destinate soprattutto alla vita quotidiana. In una società agricola anche una questione apparentemente semplice poteva essere fondamentale. Chi poteva utilizzare un pascolo? Quando era consentito tagliare legna? Come si doveva mantenere una strada? Quali sanzioni venivano applicate a chi danneggiava un campo? Come venivano protette le risorse comuni? I Capitoli servivano a rispondere a problemi di questo tipo.La montagna come bene collettivoLa necessità di queste regole nasceva dalla natura stessa del territorio. La montagna offriva risorse limitate. Ogni campo aveva valore. Ogni prato produceva fieno. Ogni bosco forniva legna e castagne. Una sorgente poteva essere essenziale per un intero gruppo di famiglie. Utilizzare male una risorsa significava danneggiare tutti. La collaborazione non era quindi soltanto una scelta sociale. Era una necessità.La chiesa dei Santi Anastasio e VincenzoIl principale monumento di Sant’Anastasio è la Chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo. L’edificio rappresenta da secoli il centro religioso della comunità e continua ancora oggi a essere il principale punto di riferimento monumentale del paese. La chiesa è dedicata a due santi: Anastasio e Vincenzo. La sua importanza, però, deriva soprattutto da un’opera d’arte conservata all’interno.Il trittico quattrocentescoNella chiesa si trova infatti un prezioso trittico del XV secolo. Il Comune di Piazza al Serchio lo attribuisce al pittore fiorentino Filippo Lippi e lo descrive come una Madonna con Bambino tra santi. La presenza di un’opera quattrocentesca di questo livello in un piccolo paese dell’Alta Garfagnana è estremamente significativa. Dimostra ancora una volta che le comunità montane non erano culturalmente isolate. Opere, artisti e modelli figurativi potevano raggiungere anche chiese molto lontane dai grandi centri urbani.Filippo Lippi e l’attribuzioneFra Filippo Lippi fu uno dei protagonisti della pittura fiorentina del Quattrocento. Nato intorno al 1406, lavorò per importanti committenti e contribuì allo sviluppo della pittura rinascimentale toscana. Per una pagina divulgativa dedicata a Sant’Anastasio è comunque prudente mantenere la formula utilizzata dalla fonte istituzionale: trittico attribuito a Filippo Lippi. L’attribuzione di un’opera d’arte può infatti essere oggetto di revisioni e discussioni specialistiche. Ciò che non cambia è l’importanza storico-artistica del dipinto.La Madonna con BambinoAl centro del trittico compare la Madonna con il Bambino. Ai lati sono raffigurati santi. È una struttura tipica delle pale d’altare tardomedievali e rinascimentali. Le immagini non avevano naturalmente una funzione soltanto estetica. Erano strumenti di devozione. Gli abitanti pregavano davanti a queste figure. Le osservavano durante le celebrazioni. Il trittico accompagnava battesimi, matrimoni, funerali e feste religiose. Per secoli fu quindi parte della vita quotidiana della comunità.Un tesoro in un piccolo paeseIl contrasto è affascinante. Sant’Anastasio è un piccolo borgo montano. Eppure la sua chiesa conserva un’opera che rimanda direttamente alla cultura artistica fiorentina del Quattrocento. Situazioni simili si incontrano in diversi paesi della Garfagnana. Borsigliana conserva il trittico di Pietro da Talada. Altre chiese custodiscono sculture, pale e arredi di notevole interesse. La valle era molto meno isolata di quanto potrebbe sembrare.Come arrivavano le opere d’arteLe opere potevano giungere nelle chiese rurali attraverso committenze ecclesiastiche, confraternite, famiglie locali o rapporti con centri maggiori. La Garfagnana era attraversata da strade che conducevano verso Lucca, la Lunigiana, Modena e l’Emilia. Mercanti, ecclesiastici e artigiani si spostavano continuamente. Anche le idee artistiche viaggiavano. Il trittico di Sant’Anastasio è quindi una testimonianza materiale di questi collegamenti.Sant’Anastasio e la vita religiosaLa chiesa era il centro della vita sociale oltre che religiosa. Le principali tappe dell’esistenza passavano da qui. Il battesimo introduceva il bambino nella comunità. Il matrimonio veniva celebrato davanti all’altare. Le campane segnalavano feste e pericoli. Il funerale accompagnava l’ultimo passaggio. Per un piccolo paese, la chiesa era uno dei pochi luoghi nei quali l’intera popolazione si riuniva regolarmente.Il borgo storicoAttorno alla chiesa si sviluppa il nucleo di Sant’Anastasio. L’architettura tradizionale utilizza soprattutto pietra e materiali disponibili localmente. Gli edifici sono stati naturalmente modificati nel corso dei secoli. Non bisogna quindi considerare ogni casa attuale come medievale. È piuttosto l’organizzazione del paese a raccontare la sua origine rurale. Abitazioni, stalle, cantine e piccoli spazi agricoli formavano un sistema unitario.Le case contadineLa casa tradizionale doveva rispondere alle necessità della famiglia e del lavoro. I piani inferiori potevano essere destinati agli animali o alla conservazione dei prodotti. Le stanze abitate si trovavano generalmente ai livelli superiori. Accanto alle case potevano sorgere orti, fienili e altri edifici di servizio. Ogni spazio aveva una funzione. La distinzione moderna tra abitazione e azienda agricola era molto meno netta.Colognola sull’altopianoColognola presenta caratteristiche differenti. Il Comune descrive il borgo come situato su un altopiano. Questa posizione favoriva l’utilizzo agricolo del territorio, offrendo superfici relativamente più agevoli rispetto ai versanti più ripidi della montagna. La disponibilità di terreni coltivabili contribuì certamente alla lunga continuità dell’insediamento. Ma la vera trasformazione di Colognola sarebbe arrivata molti secoli dopo.L’antica strada della valleLa storia dell’intero territorio di Piazza al Serchio è profondamente legata alle vie di comunicazione. Il Comune ricorda come il capoluogo fosse il principale nodo viario dell’Alta Garfagnana. Le direttrici seguivano il Serchio oppure percorrevano versanti e crinali. Da qui si poteva raggiungere la Lunigiana attraverso il Passo di Tea oppure l’Appennino attraverso i valichi settentrionali. Sant’Anastasio e Colognola erano inserite in questa rete.Dalle mulattiere alla strada modernaPer secoli gli spostamenti avvennero soprattutto a piedi o con animali da soma. Le strade erano strette. I muli trasportavano merci, cereali, legna e prodotti agricoli. Con l’età contemporanea tutto cambiò. Le nuove strade carrozzabili modificarono i percorsi. Poi arrivarono automobili, camion e autobus. I paesi che si trovavano direttamente lungo le nuove arterie acquisirono un vantaggio economico. Colognola fu uno di questi.La ex SS 445Il Comune sottolinea infatti che Colognola ha sfruttato la propria posizione lungo la ex SS 445 della Garfagnana. La strada rappresenta uno dei principali assi di comunicazione della valle. Collega i centri garfagnini e permette di raggiungere la Lunigiana attraverso l’area di Piazza al Serchio. La presenza dell’arteria ha cambiato profondamente Colognola. Il borgo antichissimo ha assunto anche una funzione moderna.Il centro commerciale e artigianaleSecondo il Comune, Colognola è diventata il centro commerciale e artigianale del territorio comunale. È una trasformazione molto interessante. Sant’Anastasio conserva soprattutto l’identità storica e religiosa. Petrognola mantiene una forte relazione con l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti. Colognola ha sviluppato invece attività commerciali e artigianali favorite dalla strada. Tre nuclei vicinissimi hanno quindi assunto funzioni differenti.Il commercio cambia il paeseLa presenza di una strada trafficata crea opportunità. Le attività non dipendono soltanto dagli abitanti del borgo. Possono servire l’intero territorio. Negozi, officine, laboratori e altre imprese trovano più conveniente stabilirsi lungo una direttrice facilmente raggiungibile. È così che una località documentata già nell’VIII secolo ha potuto assumere, nel Novecento, una funzione completamente nuova. La storia di Colognola è quindi una storia di adattamento.L’artigianatoL’artigianato ha sempre avuto un ruolo importante nella montagna. In passato erano indispensabili falegnami, fabbri, muratori e artigiani capaci di riparare gli strumenti agricoli. Con la modernizzazione cambiarono i mestieri. La diffusione delle automobili, delle macchine agricole e delle nuove tecnologie generò esigenze differenti. La posizione stradale di Colognola favorì proprio questo tipo di sviluppo.La CementeriaLa toponomastica contemporanea conserva anche il nome Via della Cementeria. È una traccia interessante della trasformazione industriale e produttiva del territorio. L’Alta Garfagnana del Novecento non fu infatti soltanto agricoltura. La disponibilità di energia idroelettrica, le attività estrattive e la costruzione di infrastrutture favorirono anche lo sviluppo di industrie e lavorazioni moderne. Colognola si trovò direttamente coinvolta in questa nuova geografia economica.Un paesaggio trasformatoLo sviluppo lungo la strada ha naturalmente modificato il paesaggio. Il vecchio nucleo agricolo è stato affiancato da edifici commerciali, laboratori e infrastrutture. È una trasformazione differente da quella vissuta da molti borghi montani, dove lo spopolamento ha semplicemente favorito l’espansione del bosco. A Colognola la strada ha continuato a generare attività. Il paese mostra quindi contemporaneamente tracce della propria antichità e segni della modernizzazione.L��agricolturaNonostante queste trasformazioni, il territorio circostante rimane legato alla tradizione agricola della Garfagnana. Le frazioni di Piazza al Serchio sono descritte dalle fonti turistiche territoriali come piccoli nuclei circondati da campi destinati soprattutto al farro e alle colture foraggere. Per secoli l’agricoltura fu la base economica anche di Sant’Anastasio e Colognola. La maggior parte delle famiglie produceva direttamente almeno una parte degli alimenti necessari.Il farroIl Farro della Garfagnana rappresenta oggi uno dei prodotti simbolo della valle. La coltivazione di cereali rustici si adattava bene alle condizioni della montagna. Il farro poteva essere conservato e utilizzato nelle minestre. Era un alimento semplice ma nutriente. La sua attuale valorizzazione gastronomica ha trasformato una coltura tradizionale in una risorsa economica e turistica. La vicina Petrognola mantiene un rapporto particolarmente forte proprio con la produzione e trasformazione del farro.Il castagnoUn’altra grande risorsa era il castagno. Per secoli le castagne hanno contribuito in maniera decisiva all’alimentazione delle popolazioni montane. Venivano raccolte in autunno. Una parte veniva consumata fresca. Il resto poteva essere essiccato e successivamente macinato. La farina di castagne permetteva di preparare necci, polenta e altre pietanze. Il castagneto era quindi un vero spazio agricolo.Prati e allevamentoI prati servivano alla produzione di fieno. Durante l’estate l’erba veniva tagliata, essiccata e conservata. Il fieno permetteva di mantenere gli animali durante l’inverno. Bovini e ovini fornivano latte, formaggi, carne e concime. L’agricoltura tradizionale funzionava attraverso un equilibrio tra campi, prati, boschi e allevamento.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì la Garfagnana e la Lunigiana. Sant’Anastasio e Colognola si trovavano nell’area interessata. L’evento provocò distruzioni gravissime in tutta l’Alta Valle del Serchio e modificò profondamente numerosi paesi. Per i singoli edifici dei due nuclei è però necessario evitare attribuzioni non documentate. Non ogni modifica architettonica deve essere automaticamente collegata al terremoto. Il sisma rimane comunque uno degli eventi fondamentali della storia contemporanea dell’intero territorio.Il NovecentoIl XX secolo portò cambiamenti ancora più profondi. L’elettricità entrò nelle abitazioni. Le strade vennero migliorate. Automobili e camion sostituirono progressivamente carri e animali da soma. La ferrovia Lucca-Aulla collegò Piazza al Serchio con la Lunigiana e il resto della valle. Il lavoro agricolo perse gradualmente la propria centralità. Sant’Anastasio e Colognola reagirono in maniera differente a queste trasformazioni.Sant’Anastasio conserva il ruolo comunitarioSant’Anastasio mantenne soprattutto una funzione residenziale, religiosa e sociale. La chiesa continuò a rappresentare il principale punto di riferimento. Il paese conservò un rapporto molto stretto con Petrognola e Colognola. Le associazioni moderne e le feste locali mostrano ancora oggi questa unità. La vecchia comunità rurale non esiste più nelle forme del Settecento. Ma la collaborazione tra i nuclei continua.Colognola diventa un centro di serviziColognola sfruttò invece maggiormente la propria posizione. La strada favorì l’apertura di attività. La località divenne progressivamente un punto di riferimento commerciale e artigianale. È interessante osservare come la geografia abbia determinato due destini differenti. La stessa strada che un tempo serviva agli spostamenti agricoli e locali divenne nel Novecento un motore di sviluppo economico.Lo spopolamentoAnche quest’area ha naturalmente conosciuto il fenomeno dello spopolamento. Molti giovani hanno lasciato la montagna alla ricerca di lavoro. L’agricoltura ha occupato sempre meno persone. Alcuni terreni sono stati abbandonati. Il bosco ha riconquistato superfici precedentemente coltivate. La presenza di attività commerciali e artigianali ha però consentito a Colognola di mantenere una funzione economica più evidente rispetto ad altri piccoli borghi.La comunità oggiOggi Sant’Anastasio, Petrognola e Colognola continuano a condividere numerose iniziative. Un ruolo importante è svolto dall’associazione PE.SA.CO., il cui stesso nome richiama i tre nuclei. Le feste gastronomiche e gli appuntamenti sociali diventano occasioni per riunire residenti, persone originarie del territorio e visitatori. È una forma contemporanea di comunità.La Festa del TordelloTra le manifestazioni organizzate nell’area figura la Festa del Tordello. Il Comune di Piazza al Serchio documenta l’edizione 2025, organizzata a Sant’Anastasio e Petrognola dall’associazione PE.SA.CO. Il tordello appartiene alla tradizione gastronomica lucchese e garfagnina. La festa unisce quindi cucina e socialità. In un piccolo paese, manifestazioni di questo tipo hanno anche il compito di mantenere vivi i rapporti tra le persone.La birra di PetrognolaAnche il vicino Birrificio Petrognola è diventato parte dell’identità contemporanea dell’area. Nel 2025 il Comune ha celebrato i vent’anni dell’attività attraverso la Festa della Birra organizzata a Sant’Anastasio. Il rapporto tra birra artigianale e cereali locali, in particolare il farro, costituisce un interessante esempio di reinterpretazione moderna delle produzioni agricole della Garfagnana. Tradizione e innovazione finiscono così per incontrarsi.Una comunità tra passato e presenteÈ interessante confrontare il presente con i Capitoli del 1749. Allora gli abitanti di Sant’Anastasio e Petrognola si organizzavano per gestire risorse, obblighi e regole comuni. Oggi le associazioni riuniscono la popolazione intorno a feste, attività culturali e iniziative sociali. Naturalmente sono realtà completamente differenti. Ma entrambe raccontano una caratteristica tipica dei piccoli paesi: la necessità di collaborare.Il rapporto con Piazza al SerchioPiazza al Serchio rimane il principale centro di riferimento. Qui si trovano la stazione ferroviaria, servizi pubblici e attività. La breve distanza rende Sant’Anastasio e Colognola facilmente raggiungibili. Questo permette di visitarle all’interno di un itinerario dedicato alle frazioni del comune. In pochi chilometri si incontrano borghi medievali, chiese, antiche strade e paesaggi agricoli molto differenti.Cosa vedere a Sant’AnastasioLa visita deve concentrarsi soprattutto sul nucleo storico e sulla Chiesa dei Santi Anastasio e Vincenzo. All��interno della chiesa merita particolare attenzione il prezioso trittico quattrocentesco attribuito a Filippo Lippi, raffigurante la Madonna con Bambino tra santi. Vale poi la pena osservare il rapporto tra il paese e la campagna circostante. Sant’Anastasio non è un borgo monumentale nel senso tradizionale. È soprattutto un piccolo centro storico rurale nel quale la chiesa continua a rappresentare il cuore dell’abitato.Cosa vedere a ColognolaColognola deve essere osservata in maniera differente. Il principale motivo d’interesse è il contrasto tra l’antichità dell’insediamento e lo sviluppo contemporaneo. Il luogo è documentato almeno dal 783, ma oggi si presenta anche come centro commerciale e artigianale sviluppato lungo la strada della Garfagnana. Vale quindi la pena cercare il nucleo più antico e confrontarlo con la fascia moderna cresciuta lungo l’asse viario. È un modo interessante per osservare più di mille anni di trasformazione del territorio.Un itinerario tra i tre nucleiIl modo migliore per conoscere la frazione è visitare insieme Sant’Anastasio, Petrognola e Colognola. Sant’Anastasio racconta la comunità storica e religiosa. Petrognola racconta l’agricoltura, il farro e la trasformazione dei prodotti. Colognola racconta l’antichità dell’insediamento e l’evoluzione commerciale e artigianale contemporanea. Tre luoghi molto vicini diventano così tre capitoli della stessa storia.Curiosità su Sant’Anastasio e ColognolaLa frazione è formata da tre nucleiIl Comune di Piazza al Serchio indica Sant’Anastasio, Petrognola e Colognola come componenti della stessa frazione. Sant’Anastasio era un piccolo capoluogo Fino al XVIII secolo fu capoluogo di una propria comunità. Sant’Anastasio e Petrognola avevano Capitoli comuni L’Archivio della Garfagnana conserva i loro Capitoli del 1749. Il documento è conservato in una copia ottocentesca La copia oggi inventariata risale al 1838. La chiesa conserva un trittico del Quattrocento Raffigura la Madonna con Bambino tra santi. Il Comune lo attribuisce a Filippo Lippi Per prudenza storico-artistica è corretto mantenere la formula “attribuito a”. Colognola è antichissima Il Comune fa risalire la prima documentazione del luogo al 783. La fonte è l’Archivio Arcivescovile di Lucca Il dato viene ricondotto a un documento conservato nell’archivio ecclesiastico lucchese. Colognola sorge su un altopiano Questa è una delle caratteristiche geografiche evidenziate dal Comune. Il paese ha cambiato funzione nel Novecento La posizione lungo la strada principale della Garfagnana ne ha favorito lo sviluppo economico. Colognola è diventata il centro commerciale e artigianale del comune È così definita nella scheda istituzionale del Comune di Piazza al Serchio. I tre nuclei possiedono oggi funzioni differenti Sant’Anastasio mantiene soprattutto il ruolo storico-religioso, Petrognola quello agricolo-produttivo e Colognola quello commerciale-artigianale. PE.SA.CO. riunisce simbolicamente i tre paesi L’associazione locale promuove iniziative nell’area di Petrognola, Sant’Anastasio e Colognola. La Festa del Tordello continua la tradizione gastronomica locale La manifestazione viene organizzata nell’area di Sant’Anastasio e Petrognola. Nel 2025 si sono festeggiati i vent’anni del Birrificio Petrognola L’anniversario è stato celebrato con la Festa della Birra a Sant’Anastasio. La viabilità continua a determinare la storia locale Se in passato contavano mulattiere e percorsi agricoli, oggi è la strada principale della Garfagnana ad aver favorito lo sviluppo di Colognola. Perché visitare Sant’Anastasio e ColognolaSant’Anastasio e Colognola permettono di osservare due modi completamente differenti nei quali un piccolo paese può attraversare la storia. Colognola compare nella documentazione già nel 783. Quando il luogo veniva citato, gran parte dei borghi che oggi conosciamo non aveva ancora assunto la propria forma medievale. Sant’Anastasio divenne invece il centro di una piccola comunità rurale. La sua chiesa conserva ancora oggi un prezioso trittico quattrocentesco attribuito a Filippo Lippi. Nel 1749 gli abitanti di Sant’Anastasio e Petrognola possedevano Capitoli comuni attraverso i quali regolavano la propria vita collettiva. Poi arrivò la modernità. Le vecchie mulattiere persero importanza. Le strade carrozzabili cambiarono il modo di muoversi. Il Novecento portò automobili, ferrovia, nuove attività e nuovi mestieri. E Colognola, proprio grazie alla strada, si trasformò. Da antico borgo agricolo divenne il principale nucleo commerciale e artigianale del territorio comunale. Sant’Anastasio mantenne invece soprattutto il proprio ruolo religioso e comunitario. Ancora oggi le feste e le associazioni uniscono Sant’Anastasio, Petrognola e Colognola. È questo il motivo più interessante per visitarli insieme. In pochi chilometri possiamo osservare quasi l’intera storia della montagna garfagnina. Un insediamento documentato nell’Alto Medioevo. Una comunità rurale con proprie regole. Una chiesa con un’opera del Quattrocento. Campi e attività agricole. E infine una strada moderna che trasforma un antico paese nel centro commerciale e artigianale del comune. Sant’Anastasio e Colognola mostrano così che la storia dei piccoli borghi non è necessariamente una storia di immobilità. È, al contrario, una lunga capacità di adattarsi. |