Sasso Pisano
Comune di
Castelnuovo di Val di Cecina – Provincia di Pisa – Toscana
Storia
Sasso Pisano
è una frazione del Comune di Castelnuovo di Val di Cecina, in
provincia di Pisa, situata nel cuore delle
Colline Metallifere,
in uno dei paesaggi geotermici più suggestivi della Toscana.
Il borgo antico sorge su un grande sperone
roccioso nei pressi delle sorgenti del
fiume Cornia. La
particolare conformazione naturale del luogo favorì la nascita
di un insediamento fortificato medievale, ancora oggi
riconoscibile nella struttura compatta del centro storico.
Ma ciò che rende Sasso Pisano veramente
particolare è il territorio che lo circonda.
Fumarole, putizze, sorgenti di acqua calda,
vapori e rocce alterate dai gas geotermici creano un ambiente
che per secoli ha impressionato viaggiatori e abitanti. Il
calore proveniente dal sottosuolo non costituisce soltanto una
curiosità naturale: ha influenzato profondamente la storia
economica e culturale della comunità, dall'epoca etrusca fino
alla moderna produzione di energia.
Un territorio modellato dal
fuoco e dall'acqua
La storia di Sasso Pisano non può essere
separata dalla geotermia.
Il sottosuolo di questa parte delle Colline
Metallifere è caratterizzato da un'intensa attività geotermica.
Il calore raggiunge la superficie attraverso sorgenti termali,
emissioni di vapore e gas.
Tradizionalmente queste manifestazioni
naturali vengono indicate con termini come
fumarole, putizze e lagoni.
Le fumarole sono emissioni di gas e vapore ad
alta temperatura, mentre il termine putizze viene utilizzato
localmente per particolari emissioni gassose caratterizzate
anche dal tipico odore sulfureo.
Il risultato è un paesaggio straordinario,
dove il terreno può assumere tonalità bianche, gialle, rosse e
ocra a causa dell'alterazione delle rocce e della formazione di
minerali.
Gli Etruschi e le acque
termali
Molto prima della nascita del borgo medievale,
gli abitanti dell'antica Etruria conoscevano già le sorgenti
calde di Sasso Pisano.
La testimonianza più importante è
rappresentata dal complesso
sacro-termale del Bagnone, scoperto nelle vicinanze del
paese lungo un antico percorso che metteva in comunicazione
l'area di Volterra con quella di Populonia.
La fase più antica del complesso risale al
III
secolo a.C.
Gli archeologi hanno individuato un grande
portico quadrangolare di ordine dorico costruito con blocchi di
calcare locale.
Nel secolo successivo il complesso venne
ampliato con veri e propri impianti termali dotati di
vasche e ambienti di servizio.
Il complesso sacro-termale
del Bagnone
Il Bagnone non era semplicemente un luogo dove
fare il bagno.
Le acque calde avevano anche un importante
significato religioso e rituale.
Un sofisticato sistema di canalizzazioni in
pietra permetteva di raccogliere l'acqua delle sorgenti e
condurla alle vasche. Era presente inoltre una grande fontana
collegata al portico.
Altri ambienti erano probabilmente destinati
all'accoglienza dei visitatori e dei pellegrini che
raggiungevano il santuario.
Le terme costituivano quindi un luogo nel
quale culto, salute e uso delle
risorse naturali erano profondamente collegati.
Le Aquae Volaterrae
Uno dei ritrovamenti più interessanti del
Bagnone è costituito da alcune tegole recanti un'iscrizione
etrusca.
La presenza della parola spural,
interpretabile come riferimento alla città o alla comunità
pubblica, ha fatto ipotizzare che il complesso avesse carattere
pubblico e fosse collegato al territorio di
Volterra.
Gli studiosi hanno inoltre proposto di
identificare il sito con le
Aquae Volaterrae, una stazione termale ricordata dalla
tradizione cartografica antica.
L'identificazione è suggestiva e sostenuta da
diversi elementi archeologici, anche se è corretto considerarla
una proposta interpretativa e non una certezza assoluta.
Dai Romani alla tarda
antichità
Il complesso termale continuò a essere
utilizzato anche dopo la conquista romana dell'Etruria.
Un evento sismico avvenuto nella seconda metà
del I secolo a.C.
provocò gravi danni e determinò un periodo di abbandono.
Successivamente alcune strutture furono
recuperate e l'attività termale riprese.
Il complesso rimase frequentato fino al
III secolo d.C.
Tra i ritrovamenti archeologici figura anche
un gruppo di monete romane rinvenute all'interno di una
canaletta di deflusso delle vasche.
Il Bagnone costituisce oggi una delle
testimonianze archeologiche più importanti per comprendere
l'antichissimo rapporto tra l'uomo e la geotermia nella Toscana
centrale.
La nascita del borgo
medievale
Molti secoli dopo l'epoca delle terme
etrusco-romane, sulla grande rupe naturale si sviluppò il
castello di Sasso.
La scelta del luogo non fu casuale.
La roccia offriva infatti una posizione
naturalmente difendibile e permetteva di controllare il
territorio circostante e le vie che collegavano l'entroterra
volterrano alla Val di Cornia.
Il nucleo medievale si sviluppò adattandosi
alla conformazione dello sperone.
Ancora oggi le case in pietra, i vicoli e la
disposizione compatta dell'abitato permettono di riconoscere
l'origine fortificata di Sasso Pisano.
Sasso e il territorio di
Volterra
Durante il Medioevo Sasso rientrò nell'area
d'influenza politica ed ecclesiastica di
Volterra.
Come accadde per numerosi castelli della Val
di Cecina, il controllo del territorio fu a lungo legato ai
diritti esercitati dai vescovi volterrani e successivamente
all'espansione del Comune di Volterra.
L'importanza del luogo era accresciuta dalle
risorse naturali.
Le manifestazioni geotermiche non erano
considerate soltanto fenomeni curiosi: dalle aree dei lagoni era
possibile ricavare sostanze minerali utilizzabili nelle attività
artigianali e produttive.
Il controllo del territorio aveva quindi anche
un evidente valore economico.
La chiesa di San Bartolomeo
Sulla parte più elevata del borgo sorge la
chiesa di San Bartolomeo
Apostolo, principale edificio religioso di Sasso
Pisano.
La sua posizione dominante sottolinea il
carattere medievale dell'abitato.
L'edificio ha subito modifiche e restauri nel
corso dei secoli, ma continua a costituire uno degli elementi
architettonici più riconoscibili del paese.
Chiesa e abitazioni formano un nucleo compatto
sulla sommità della rupe, creando il caratteristico profilo di
Sasso Pisano.
La Buca di San Rocco
Al di sotto dell'area occupata dalla chiesa si
trova la cosiddetta Buca di San
Rocco.
Si tratta di uno degli elementi caratteristici
del borgo e viene ricordata dallo stesso Comune tra i luoghi di
interesse del centro medievale.
La presenza di cavità, fratture e sorgenti nel
territorio è strettamente collegata alla particolare natura
geologica dell'area.
La Buca di San Rocco contribuisce quindi a
rendere evidente anche all'interno dell'abitato il rapporto tra
il paese e la roccia sulla quale è stato costruito.
Le terre fumanti
Il luogo più spettacolare di Sasso Pisano è
probabilmente rappresentato dalle sue
terre fumanti.
Poco fuori dal centro storico è possibile
osservare direttamente fumarole, putizze, sorgenti calde e
terreni profondamente trasformati dall'attività geotermica.
In alcuni punti il vapore emerge dalle
fratture delle rocce, mentre in altri l'acqua gorgoglia nel
terreno.
Le condizioni estreme modificano anche la
vegetazione: nelle zone maggiormente interessate dalle emissioni
riescono a crescere soltanto specie capaci di adattarsi a
terreni particolarmente acidi e caldi.
In prossimità delle fratture possono inoltre
formarsi caratteristiche cristallizzazioni gialle di
zolfo.
Il percorso delle fumarole
Oggi le manifestazioni naturali possono essere
osservate seguendo il percorso
delle fumarole.
Il sentiero attraversa uno dei paesaggi più
insoliti della Toscana.
Il visitatore cammina tra emissioni di vapore,
rocce dai colori intensi, sorgenti calde e piccoli corsi
d'acqua, osservando direttamente gli effetti del calore
proveniente dal sottosuolo.
Un percorso più ampio mette in comunicazione
l'area di Sasso Pisano con le
Biancane di Monterotondo Marittimo, creando un
itinerario interamente dedicato alla geotermia naturale.
È uno dei luoghi migliori per comprendere come
doveva apparire questo territorio prima dello sviluppo degli
impianti industriali per lo sfruttamento del vapore.
Dalle risorse naturali alla
geotermia moderna
Per secoli le manifestazioni geotermiche
furono sfruttate soprattutto per ricavare sostanze minerali.
La grande trasformazione arrivò tra Ottocento
e Novecento, quando l'area geotermica toscana divenne uno dei
principali laboratori mondiali per lo sfruttamento industriale
del calore terrestre.
All'inizio del Novecento si riuscì a
utilizzare il vapore geotermico
per produrre energia elettrica.
Da quel momento il paesaggio delle Colline
Metallifere cambiò profondamente.
Pozzi, tubazioni e centrali si affiancarono ai
lagoni e alle fumarole naturali.
Sasso Pisano entrò così nel cuore di uno dei
più importanti distretti geotermici europei.
Il Villaggio Boracifero
Una testimonianza interessante della fase
moderna della geotermia si trova nella zona del
Villaggio Boracifero.
Il complesso venne realizzato nel Novecento
per rispondere alle esigenze delle attività legate allo
sfruttamento geotermico.
Nel 1958
venne realizzata anche una piccola chiesa progettata da
Giovanni Michelucci,
uno dei maggiori architetti italiani del Novecento.
La presenza di un'opera legata a Michelucci
crea un curioso contrasto con il vicino borgo medievale: a poca
distanza convivono infatti testimonianze architettoniche
appartenenti a epoche completamente diverse.
Il lavatoio termale
Un'altra testimonianza caratteristica della
vita quotidiana di Sasso Pisano è il
lavatoio alimentato dalle acque
termali.
In passato la disponibilità naturale di acqua
calda rappresentava una risorsa preziosa per gli abitanti.
L'utilizzo delle sorgenti non era quindi
limitato alla cura del corpo o alle attività produttive: il
calore della terra entrava direttamente nella vita quotidiana
della comunità.
Il lavatoio costituisce una testimonianza
semplice ma particolarmente significativa di questo rapporto.
L'Antiquarium “Il Canapaio”
Nel paese si trova anche l'Antiquarium
Il Canapaio, piccolo museo archeologico dedicato
soprattutto ai reperti provenienti dal complesso termale del
Bagnone.
La raccolta permette di comprendere meglio la
lunga storia del territorio e l'organizzazione dell'antico
santuario termale.
I materiali etruschi e romani completano
quindi la visita all'area archeologica, mostrando alcuni degli
oggetti utilizzati dalle persone che frequentavano queste
sorgenti oltre duemila anni fa.
Il Biolago geotermico
La tradizione termale di Sasso Pisano continua
anche in epoca contemporanea.
Nel territorio è stato realizzato un
Biolago geotermico,
alimentato attraverso l'utilizzo delle risorse termiche locali.
Il complesso comprende vasche a differenti
temperature e un laghetto inserito nel paesaggio naturale.
È un esempio particolarmente interessante di
come una risorsa conosciuta e utilizzata fin dall'epoca etrusca
continui ancora oggi a essere parte integrante dell'identità del
territorio.
Geotermia e riscaldamento
Oggi il calore del sottosuolo non viene
utilizzato soltanto per produrre elettricità.
Nel territorio di Castelnuovo di Val di Cecina
la risorsa geotermica viene impiegata anche nel
teleriscaldamento,
permettendo di riscaldare edifici attraverso il calore
proveniente dalla terra.
Si crea così una continuità straordinaria
nella storia di Sasso Pisano.
Gli Etruschi utilizzavano le sorgenti per le
terme e il culto; le popolazioni medievali sfruttavano le
sostanze presenti nei lagoni; la società moderna utilizza lo
stesso fenomeno naturale per produrre energia e calore.
Il paesaggio
Il territorio intorno a Sasso Pisano presenta
contrasti particolarmente suggestivi.
Alle zone quasi prive di vegetazione
interessate dalle manifestazioni geotermiche si alternano
boschi di castagni, cerri e
carpini, tipici delle Colline Metallifere.
Scendendo verso quote inferiori compaiono
invece specie più mediterranee.
Il risultato è un mosaico ambientale nel
quale, nel giro di pochi chilometri, si passa dai boschi alla
campagna e dalle sorgenti termali alle rocce fumanti.
È proprio questo contrasto a rendere Sasso
Pisano uno dei paesaggi più particolari dell'intera Val di
Cecina.
Sasso Pisano oggi
Oggi Sasso Pisano conserva due identità
strettamente intrecciate.
La prima è quella del
borgo medievale,
arroccato sulla grande rupe con le case in pietra e la chiesa di
San Bartolomeo.
La seconda è quella del
paese della geotermia,
circondato da fumarole, sorgenti calde, impianti energetici e
testimonianze dell'antico sfruttamento delle acque termali.
A queste si aggiunge una terza dimensione
ancora più antica: quella etrusco-romana del Bagnone.
Pochi luoghi riescono quindi a raccontare in
uno spazio così ristretto oltre duemila anni di rapporto tra
l'uomo e il calore della terra.
Cosa vedere
La visita può iniziare dal
borgo medievale di Sasso Pisano,
costruito sul grande sperone roccioso e dominato dalla chiesa di
San Bartolomeo.
Da non perdere sono le
fumarole e le putizze,
raggiungibili attraverso gli itinerari geotermici che
attraversano le terre fumanti.
Di eccezionale interesse è il
complesso sacro-termale del
Bagnone, risalente nelle sue fasi più antiche al III
secolo a.C. e legato all'utilizzo delle sorgenti calde da parte
degli Etruschi e successivamente dei Romani.
L'Antiquarium
Il Canapaio conserva reperti provenienti dall'area
archeologica.
Meritano inoltre attenzione il
lavatoio termale, il
Villaggio Boracifero con l'architettura novecentesca legata a
Giovanni Michelucci e il moderno
Biolago geotermico.
Da ricordare:
Sasso Pisano è il paese delle “terre fumanti”. Il borgo
medievale sorge su uno sperone roccioso presso le sorgenti del
Cornia, circondato da fumarole, putizze e sorgenti calde. Nel
vicino Bagnone gli Etruschi realizzarono già nel
III secolo a.C. un
importante complesso sacro-termale, successivamente utilizzato
dai Romani. La stessa energia naturale che alimentava quelle
antiche terme costituisce oggi una delle principali risorse
geotermiche del territorio. |