Schiara: Foto, storia e informazioni del borgo

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Schiara è uno dei luoghi nei quali si comprende meglio il significato della parola Tramonti. Qui la montagna e il mare non sono due paesaggi distinti. Sono parte dello stesso ambiente. Le vigne crescono sulle fasce costruite sulla montagna, le case seguono il profilo del pendio, le scalinate scendono verso lo scalo e la piccola chiesa di Sant'Antonio custodisce la memoria religiosa della comunità. Ogni elemento racconta il rapporto fra gli abitanti e un territorio difficile, che per secoli ha richiesto fatica, ingegno e collaborazione....

Schiara

Schiara

Schiara e il Ferale

Il paese

Vista

Il sentiero

Vista del paese dal sentiero

La Chiesetta di S.Antonio vista dal sentiero

Il borgo

Case

Il paese

Vecchia casa

Tetti

Vista a mare

Vista a mare

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Interno

Interno

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Nel percorso

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Chiesetta di Sant'Antonio

Vista

Vista

Cactus

Nel sentiero

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Vista

Lo scoglio del Ferale

Lo scoglio del Ferale

Vista a mare

Nel percorso

Sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Vista dal sentiero

Schiara visto dal sentiero

Vista su Schiara

Vista su Schiara

Schiara dal mare

Schiara dal mare

Schiara dal mare

Vigneto

Vista

Vista dal percorso

Il percorso

Vigneto

Il percorso

La costa

La costa

La spiaggia

Vista

Vista

Fiori

Cactus

Cactus

Vista

Vigneto

Vista

Vista

Vista

Dal percorso

Il percorso

Il percorso

Il percorso

Il percorso

Vista a mare

Vista

Vista

Schiara

Vista

Vista

Vista

Vista

Vista

Fiore con insetto

Vista

La costa

Vista

Il Ferale

La costa

Lo scoglio del Ferale

Il Ferale

La costa

Vista

Vigneto

Vista

Vista

Dal percorso

Vista

Dal percorso

Vista dal percorso

Vista

Vista

Schiara

Il percorso

Dal percorso

Cactus

Dal percorso

Sant'Antonio

Sant'Antonio

Interno della Chiesina di Sant'Antonio

Casa

Casa

Vista

Sant'Antonio

Sant'Antonio

Tetti

In paese

Case

Schiara

Schiara

Schiara

Schiara

La località

La località

Il trenino

Sant'Antonio

Case

Case

Case

Schiara

Case

Vista

Vista

Il Ferale

La chiesina di Sant'Antonio

Schiara

Schiara

Il trenino

Case

Case

Schiara

Schiara

Schiara e lo scoglio del Ferrale

Case

Schiara

Vista

Trenino

Trenino

Schiara

Camino

Casa

Casa

Tetti

Vista

Vista

Vista

Fiori di cactus

Fiore di cactus

Cactus nel piazzale della chiesetta

In paese

Cactus

Gatto locale

Gatto locale

Vista dal paese

Vista dal paese

Vista dal paese

In paese

In paese

Schiara

La costa

Vista

Vista

Schiara

Schiara

Schiara: storia, cultura e paesaggio di un borgo sospeso sul mare

Schiara è uno dei luoghi più suggestivi di Tramonti, la fascia costiera del Comune della Spezia che dalle alture di Biassa e Campiglia scende verso il Mar Ligure, tra Portovenere e le Cinque Terre. Qui la montagna precipita verso il mare e le case sembrano aggrapparsi al versante attraverso una successione di scalinate, muri in pietra e antichi terrazzamenti. Schiara è un piccolo nucleo abitato, raccolto attorno alla Chiesa di Sant'Antonio, e conserva ancora oggi l'immagine di un antico borgo rurale legato alla comunità di Biassa. La sua storia è inseparabile da quella dei vigneti di Tramonti, dei muri a secco, delle mulattiere e del lavoro necessario per coltivare una terra difficile e ripida. È proprio questo rapporto fra uomo e paesaggio a rappresentare il valore più autentico di Schiara.

Schiara e i Tramonti di Biassa

Schiara fa parte dei cosiddetti Tramonti di Biassa, un territorio che si estende per circa sette chilometri lungo la costa orientale del Golfo della Spezia. Tramonti non identifica infatti un unico paese, ma un'intera fascia territoriale che comprende quattro principali nuclei: Persico, Schiara, Monesteroli e Fossola. Schiara occupa una posizione particolare all'interno di questo sistema. Il piccolo abitato è inserito sul versante della montagna e guarda direttamente verso il mare aperto. Le fonti turistiche locali descrivono Schiara e Fossola come i due nuclei di Tramonti che più propriamente assumono le caratteristiche di piccoli paesi, anche grazie alla presenza delle rispettive chiesette. Il paesaggio è quello tipico della costa di Tramonti: boschi nelle quote più alte, macchia mediterranea, vigneti e terrazzamenti che scendono verso il mare.

Un borgo legato a Biassa

La storia di Schiara è strettamente legata a Biassa, antico paese delle colline orientali della Spezia. Per generazioni gli abitanti di Biassa hanno coltivato i terreni di Tramonti, raggiungendo le fasce attraverso mulattiere e scalinate. Il rapporto fra il paese di montagna e i terreni sul mare era quindi parte integrante della vita quotidiana. Le vigne di Schiara venivano lavorate da famiglie che si tramandavano nel tempo la proprietà dei terreni e le tecniche necessarie alla coltivazione. Era un'agricoltura difficile, condizionata dalla pendenza e dalla scarsità di spazi pianeggianti. Ogni metro di terreno utile veniva conquistato attraverso la costruzione e la manutenzione dei terrazzamenti. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha documentato il progressivo abbandono di alcune di queste vigne nel secondo dopoguerra e i successivi tentativi di recuperarle, evidenziando come la coltivazione fosse stata per generazioni una vera eredità familiare.

La montagna trasformata in vigneto

Uno degli aspetti più affascinanti di Schiara è il suo paesaggio agricolo. I pendii sono stati trasformati nei secoli in una successione di fasce terrazzate, sostenute da muri a secco. Costruire una fascia significava trasportare pietre, creare il muro di sostegno, riportare la terra e predisporre il terreno alla coltivazione. La manutenzione era continua: le piogge, le frane e l'erosione potevano danneggiare i muri e compromettere il lavoro di un'intera stagione. Il paesaggio che vediamo oggi è quindi il risultato di un enorme lavoro collettivo. Lungo il sentiero che raggiunge Schiara, il Parco Nazionale delle Cinque Terre segnala esplicitamente la presenza di muretti a secco, coltivi, vigneti e macchia mediterranea, evidenziando il valore storico e naturalistico del percorso.

La vite e il vino di Tramonti

La coltivazione della vite è una delle tradizioni più importanti di Schiara. La conformazione del territorio ha favorito una viticoltura particolare, praticata su superfici piccole e molto ripide. Tra i prodotti legati alla tradizione locale rientra anche lo Sciacchetrà, il celebre vino passito delle Cinque Terre, oltre ai vini bianchi prodotti nelle fasce della costa. A Schiara il vino è soprattutto espressione del paesaggio: ogni bottiglia racchiude il lavoro svolto su terreni difficili, raggiungibili attraverso scalinate e sentieri. Negli ultimi decenni alcune associazioni locali hanno cercato di recuperare le vigne abbandonate. Un esempio è il progetto promosso dall'Associazione Per Tramonti, che ha portato alla ripresa della coltivazione di alcuni terreni nell'area di Campodonico, a Schiara. Le uve recuperate hanno dato origine anche al vino “Cimento”, prodotto con la collaborazione della Cantina Primaterra. Il recupero dei vigneti non rappresenta soltanto un'attività agricola: significa mantenere in vita il paesaggio storico e impedire che i terrazzamenti vengano progressivamente riconquistati dalla vegetazione.

La Chiesa di Sant'Antonio

Al centro del piccolo abitato di Schiara si trova la Chiesa di Sant'Antonio, uno degli elementi più caratteristici del borgo. La chiesetta è strettamente legata alla storia della comunità locale e alla tradizione religiosa di Tramonti. La ricorrenza di Sant'Antonio viene celebrata il 13 giugno, e la festa costituisce ancora oggi una delle occasioni nelle quali la comunità mantiene vivo il legame con il borgo e con le proprie tradizioni. La chiesa è semplice e di piccole dimensioni, ma la sua posizione le conferisce un'importanza particolare. L'abitato ruota infatti attorno alla piccola piazza antistante l'edificio religioso. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre descrive proprio la piazzetta della chiesa come il centro del nucleo abitato e segnala la presenza, sulla piazza, di date e nomi incisi nella pietra, legati alla tradizione locale degli scalpellini.

Gli scalpellini di Schiara

Queste incisioni rappresentano un dettaglio particolarmente interessante della cultura di Schiara. La lavorazione della pietra era infatti una delle attività che potevano affiancare il lavoro agricolo. In un territorio costruito letteralmente con la pietra, le competenze degli scalpellini avevano un'importanza concreta: servivano per realizzare muri, gradini, pavimentazioni, elementi architettonici e altri manufatti necessari alla vita quotidiana. Le iscrizioni presenti nella piazzetta della chiesa sono una piccola testimonianza di questa cultura del lavoro. La pietra, a Schiara, non è soltanto materiale da costruzione: è parte dell'identità del luogo.

Le scalinate: la strada di Schiara

A Schiara le strade assumono una forma particolare. Il territorio è talmente ripido che per raggiungere il borgo e i terreni agricoli si utilizzano soprattutto mulattiere e scalinate in pietra. Il sentiero ufficiale del Parco 504 Sant'Antonio-Schiara, già indicato in passato come sentiero n. 4, scende dalle alture di Sant'Antonio verso il borgo. Il percorso è lungo circa 2,5 chilometri, con un dislivello di circa 372 metri, ed è classificato dal Parco come itinerario per escursionisti esperti. Dopo aver attraversato boschi di leccio e sughera, il percorso raggiunge le aree terrazzate e la Fontana di Nozzano, per poi proseguire tra vigneti e macchia mediterranea fino alla scalinata che conduce a Schiara. La scalinata non è quindi soltanto un'infrastruttura escursionistica. È l'eredità materiale degli antichi collegamenti attraverso i quali gli abitanti raggiungevano le case e i terreni coltivati.

La Fontana di Nozzano

Poco distante da Schiara si trova la Fontana di Nozzano, importante punto d'acqua lungo gli antichi percorsi di Tramonti. Secondo il Parco Nazionale delle Cinque Terre, la fontana risale all'epoca napoleonica. La sua presenza è particolarmente significativa perché l'acqua rappresentava una risorsa fondamentale per chi viveva e lavorava in un territorio così impervio. La fontana si trova lungo il percorso 504 e costituisce anche un punto di collegamento con altri itinerari diretti verso Fossola e Monesteroli.

Il Menhir di Biassa

Lungo il percorso verso Schiara si incontra anche il cosiddetto Menhir di Biassa. Si tratta di un monolite sormontato da una piccola croce, che il Parco Nazionale delle Cinque Terre indica come possibile testimonianza di epoca precristiana. La sua origine e la sua funzione non possono essere considerate completamente certe, ma la presenza del monolite aggiunge un elemento archeologico e simbolico alla storia del territorio. Il Menhir rappresenta uno dei tanti elementi che fanno comprendere quanto sia antica la frequentazione delle alture e dei sentieri che conducono verso Tramonti.

Schiara e la sua marina

Uno degli aspetti più suggestivi della località è il rapporto diretto con il mare. Schiara non possiede una vera e propria spiaggia. La sua antica marina è raggiungibile attraverso una lunghissima scalinata che conduce allo “scao”, lo scalo utilizzato dagli abitanti per raggiungere il mare. Fonti del Parco Nazionale delle Cinque Terre descrivono questo collegamento come una scalinata di circa 700 gradini, elemento caratteristico del rapporto fra il borgo e la costa. Lo scalo era parte integrante della vita della comunità. Il mare non era soltanto un elemento da ammirare: rappresentava una risorsa, una via di comunicazione e un luogo di lavoro. La ripidità del versante rendeva però ogni spostamento estremamente impegnativo. È proprio questa difficoltà ad aver contribuito alla particolare struttura di Schiara: il paese sembra quasi sospeso tra due mondi, quello agricolo della montagna e quello marinaro della costa.

Un'architettura spontanea

Le case di Schiara sono strettamente legate alla conformazione del terreno. Il borgo non è costruito secondo una pianta regolare: le abitazioni seguono il pendio e si inseriscono negli spazi disponibili fra terrazzamenti e percorsi. La pietra locale è il materiale dominante. Muri, scalinate, cantine e piccoli manufatti agricoli formano un insieme nel quale architettura e paesaggio si fondono. Il risultato è quello che il Parco descrive come un esempio di architettura spontanea, particolarmente evidente lungo la discesa verso il mare.

Schiara e il paesaggio delle Cinque Terre

Schiara si trova all'interno del territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre e condivide con le Cinque Terre un paesaggio costruito nei secoli attraverso la viticoltura terrazzata. Ma Schiara conserva una caratteristica particolare. Qui l'affaccio è verso il mare aperto, e il rapporto con il paesaggio delle Cinque Terre convive con quello del Golfo della Spezia e del promontorio di Portovenere. Nelle giornate limpide il panorama può estendersi lungo una porzione molto ampia del Mar Ligure. Le fonti turistiche locali ricordano la possibilità di osservare, nelle condizioni di visibilità più favorevoli, le isole dell'Arcipelago Toscano e persino la Corsica.

Il paesaggio del lavoro

Guardando Schiara dall'alto, il primo elemento che colpisce è la bellezza del panorama. Ma osservando più attentamente, emerge un'altra storia. Ogni fascia, ogni muro e ogni scala raccontano ore di lavoro umano. Il paesaggio di Schiara non è un paesaggio naturale intatto: è il risultato di secoli di interventi. Gli abitanti hanno modificato la montagna per renderla coltivabile, costruendo muri, trasportando terra e pietre e creando percorsi adatti al trasporto dell'uva. Le monorotaie agricole, oggi presenti in varie zone dei terrazzamenti di Tramonti, sono un esempio moderno della continua ricerca di soluzioni per ridurre la fatica del lavoro sui pendii. Il Parco segnala lungo l'itinerario verso Schiara proprio la presenza di cantine e monorotaie utilizzate dai viticoltori.

L'abbandono delle campagne e il recupero dei terrazzamenti

Come è avvenuto in molte aree rurali della Liguria, anche Tramonti ha conosciuto un progressivo abbandono delle attività agricole tradizionali. Dopo la seconda guerra mondiale le nuove generazioni hanno progressivamente lasciato il lavoro agricolo, mentre la manutenzione dei terrazzamenti diventava sempre più difficile. La conseguenza è stata l'abbandono di numerose fasce e la crescita della vegetazione spontanea. Il problema non riguarda soltanto la produzione agricola. Quando i muri a secco non vengono più mantenuti, aumentano anche i rischi di dissesto e di erosione del versante. Per questo negli ultimi anni diverse associazioni locali hanno lavorato al recupero dei vigneti e dei muri a secco, cercando di conservare il paesaggio storico di Tramonti. Il Comune della Spezia e il Parco Nazionale delle Cinque Terre hanno inoltre realizzato interventi di manutenzione della rete sentieristica e delle strutture in pietra, compresi lavori sulla storica scalinata di Schiara.

Il dialetto e la memoria di Biassa

La cultura di Schiara è legata anche alla cultura immateriale di Biassa. Una testimonianza importante è rappresentata dal Dizionario del Dialetto di Biassa, che raccoglie e tramanda il linguaggio della comunità. Il dialetto conserva parole legate alla vita agricola, agli strumenti di lavoro, ai sentieri, alle coltivazioni e alla vita quotidiana. È una forma di patrimonio culturale particolarmente importante perché permette di conservare non soltanto i nomi delle cose, ma anche il modo in cui una comunità le percepiva e le utilizzava. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha sottolineato il valore di questa memoria linguistica all'interno delle iniziative dedicate alla storia e alle tradizioni di Tramonti.

La festa di Sant'Antonio

La festa di Sant'Antonio, celebrata il 13 giugno, rappresenta una delle tradizioni religiose più significative di Schiara. La piccola chiesa diventa in questa occasione il punto di riferimento della comunità. La ricorrenza religiosa permette di mantenere vivo il legame con un luogo che, per gran parte dell'anno, appare quasi appartato rispetto ai centri abitati più grandi. La festa rappresenta quindi anche una forma di memoria collettiva.

Schiara oggi

Oggi Schiara conserva soltanto una piccola parte della popolazione che un tempo viveva e lavorava stabilmente a Tramonti. Il borgo è però tutt'altro che privo di vita. Le associazioni locali, gli abitanti e gli enti territoriali hanno sviluppato negli ultimi anni iniziative rivolte al recupero dei terrazzamenti, dei sentieri e delle tradizioni. Il vino, la manutenzione dei muri a secco, le feste religiose e la sentieristica contribuiscono a mantenere vivo il rapporto fra la comunità e il territorio. Schiara rimane inoltre una delle mete più suggestive per chi vuole conoscere il lato meno conosciuto del territorio spezzino.

Cosa vedere a Schiara. La Chiesa di Sant'Antonio. La piccola chiesa rappresenta il cuore del borgo e conserva il legame religioso della comunità con Sant'Antonio.

La piazzetta della chiesa. È il centro dell'abitato e conserva le testimonianze lapidee legate alla tradizione locale degli scalpellini.

I vigneti di Campodonico. Le fasce terrazzate raccontano la storia della viticoltura di Tramonti e gli sforzi recenti per recuperare i terreni abbandonati.

La Fontana di Nozzano. Fontana di origine napoleonica, costituisce uno dei punti storici lungo la rete dei sentieri di Tramonti.

Il Menhir di Biassa. Un antico monolite di possibile origine precristiana, oggi sormontato da una croce.

La scalinata verso la marina.Uno dei percorsi più spettacolari del territorio, che conduce verso l'antico scalo sul mare.

Il panorama. Da Schiara lo sguardo si apre sul Mar Ligure e sulla costa di Tramonti, in uno dei punti panoramici più suggestivi del territorio spezzino.

Come raggiungere Schiara

L'accesso storico a Schiara avviene principalmente attraverso la rete dei sentieri. Il percorso 504 Sant'Antonio-Schiara parte dalla zona di Sant'Antonio, sulle alture di Biassa, e scende verso il borgo attraversando boschi, macchia mediterranea, terrazzamenti e vigneti. Il Parco lo classifica come itinerario per escursionisti esperti. Esiste inoltre una strada carrabile riservata ai residenti che raggiunge la località. Per chi visita la zona è fondamentale verificare prima della partenza lo stato di apertura dei sentieri e le eventuali ordinanze o limitazioni, perché frane e dissesti possono modificare la percorribilità della rete escursionistica. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre raccomanda inoltre di affrontare i percorsi soltanto con condizioni meteorologiche favorevoli, calzature adeguate e una preparazione escursionistica compatibile con la difficoltà dell'itinerario.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)