Taponecco: il borgo in
galleria alle pendici dell'Appennino
Altitudine: circa 610
m s.l.m.
Taponecco è una piccola frazione del Comune di
Licciana Nardi, situata nella
parte più montana della valle del Taverone, alle pendici dell'Appennino
Tosco-Emiliano.
Il paese rappresenta uno degli esempi più affascinanti
di architettura rurale e medievale della Lunigiana. Il suo nucleo
storico è infatti caratterizzato da una particolare struttura
“a galleria”: case, archi,
volte e passaggi coperti si intrecciano formando un tessuto urbano
compatto, costruito adattandosi alla pendenza del terreno.
Ma la storia di Taponecco è molto più antica del borgo
medievale. Il ritrovamento di una
statua stele nel 1975 testimonia infatti la presenza dell'uomo
in questa zona già in epoca preistorica.
Un territorio frequentato dalla
Preistoria
La più importante testimonianza delle origini
antichissime di Taponecco venne scoperta casualmente nel
1975, in localit���� Cavallino,
nei pressi del paese.
Si tratta della celebre
Statua Stele di Taponecco.
Le statue stele sono grandi figure antropomorfe
scolpite nella pietra, caratteristiche soprattutto della Lunigiana e
oggi considerate uno dei simboli archeologici dell'intero territorio.
La scoperta di Taponecco dimostra che queste montagne
erano frequentate dall'uomo migliaia di anni prima della nascita del
borgo medievale.
La Statua Stele di Taponecco
La stele rinvenuta a Taponecco appartiene alla grande
famiglia delle Statue Stele della
Lunigiana.
È una figura maschile caratterizzata dalla tipica
testa separata dal corpo e dal volto stilizzato a forma di “U”.
La figura porta inoltre un'arma, elemento che permette
di riconoscerne il carattere maschile.
Il reperto costituisce una delle testimonianze
archeologiche più importanti provenienti dal territorio di Licciana
Nardi.
Oggi la Statua Stele di Taponecco è conservata nel
Museo delle Statue Stele Lunigianesi,
all'interno del Castello del Piagnaro di Pontremoli.
Un borgo dalle origini antiche
La presenza della statua stele non significa
necessariamente che l'attuale paese esistesse già in epoca preistorica.
Dimostra però che il territorio era conosciuto e
frequentato molto prima del Medioevo.
La formazione del borgo che vediamo oggi appartiene
invece soprattutto all'età medievale.
Taponecco si sviluppò in una posizione favorevole al
controllo delle vie che dalle vallate della Lunigiana salivano verso
l'Appennino.
Il rapporto tra il paese e le antiche strade
costituisce quindi uno degli elementi fondamentali della sua storia.
Le vie verso il Passo del Lagastrello
Taponecco si trova infatti non lontano dalla
direttrice che conduce verso il Passo
del Lagastrello, uno dei principali valichi naturali tra la
Lunigiana e il versante emiliano.
Per secoli attraverso queste montagne passarono
pastori, mercanti, pellegrini e viaggiatori.
La valle del Taverone era percorsa dalla cosiddetta
Strata Lizane, o via di
Linari, che collegava la media Val di Magra con l'Appennino e con i
territori posti oltre il crinale.
I piccoli borghi montani erano parte integrante di
questa rete di comunicazioni.
Il borgo medievale
La caratteristica più sorprendente di Taponecco è il
suo impianto architettonico.
Il paese è considerato uno degli esempi meglio
conservati di borgo in galleria della
Lunigiana.
Le abitazioni sono costruite molto vicine tra loro e
numerosi passaggi attraversano direttamente gli edifici.
Le strade diventano così vere e proprie gallerie
coperte, sulle quali si sviluppano le abitazioni.
Archi, volte, pilastri e passaggi si susseguono
creando un ambiente particolarmente suggestivo.
Perché costruire un borgo “in
galleria”?
Questa particolare organizzazione non rispondeva
soltanto a esigenze estetiche.
Costruire in modo compatto permetteva di sfruttare
meglio il poco spazio disponibile sui versanti montani e offriva una
maggiore protezione dalle condizioni climatiche.
Le abitazioni sovrapposte ai passaggi permettevano
inoltre di concentrare la comunità in uno spazio relativamente ridotto.
Durante l'inverno, attraversare percorsi almeno
parzialmente coperti significava anche essere maggiormente protetti
dalla pioggia, dal vento e dalla neve.
L'architettura del paese è quindi il risultato di un
lungo adattamento dell'uomo all'ambiente montano.
Archi, volte e pilastri
Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
descrive Taponecco come un borgo interamente “a galleria”,
caratterizzato da archi, volte e
pilastri.
Sono proprio questi elementi a conferire al paese il
suo aspetto particolare.
Camminando nel nucleo storico, la distinzione tra
strada e abitazione sembra quasi scomparire.
I piani superiori delle case scavalcano i percorsi
pubblici e le strutture di sostegno diventano parte integrante delle vie
del borgo.
È uno dei migliori esempi di come l'architettura
tradizionale della Lunigiana sapesse adattarsi alla conformazione del
terreno.
La torre castrense
Taponecco possedeva anche una struttura difensiva.
Dell'antico sistema fortificato rimane una
torre castrense,
successivamente inglobata nella ex canonica e trasformata in torre
campanaria.
La sua origine testimonia che Taponecco non era
soltanto un piccolo villaggio agricolo.
La posizione del paese aveva anche una funzione di
controllo del territorio.
La torre permetteva infatti di osservare i percorsi e
le vallate circostanti.
Un sistema di torri a vista
Particolarmente interessante è il rapporto visivo tra
la torre di Taponecco e altre strutture fortificate della zona.
La torre si trovava in corrispondenza visiva con la
Torre del Nocciolo e con altre
torri presenti nel territorio.
Questo sistema permetteva di controllare un'area molto
ampia.
In un paesaggio montano, dove le comunicazioni
potevano essere lente e difficili, la possibilità di vedere direttamente
un'altra fortificazione aveva una notevole importanza strategica.
Le torri diventavano così punti di riferimento
all'interno di una vera e propria rete di controllo del territorio.
Taponecco e i Malaspina
Durante il Medioevo anche questa parte della valle del
Taverone entrò progressivamente nell'orbita politica dei
Malaspina.
La grande famiglia marchionale costruì in Lunigiana un
articolato sistema di feudi, castelli e torri.
Il controllo delle strade appenniniche era
particolarmente importante perché permetteva di sorvegliare gli
spostamenti tra la Val di Magra e la pianura padana.
Taponecco faceva parte di questo territorio di
montagna nel quale piccoli borghi, torri e vie di comunicazione erano
strettamente collegati.
La chiesa tra Taponecco e Apella
Taponecco è storicamente legato anche al vicino borgo
di Apella.
Tra i due paesi, in posizione isolata, si trova la
Chiesa di Santa Maria Assunta,
riferimento religioso delle comunità locali.
La collocazione della chiesa tra i due nuclei è
significativa.
Nei territori montani era infatti frequente che
piccoli paesi condividessero lo stesso edificio parrocchiale,
raggiungendolo attraverso sentieri e mulattiere.
Anche la geografia religiosa contribuiva quindi a
creare collegamenti tra le diverse comunità della montagna.
La cultura della pietra
L'aspetto di Taponecco è strettamente legato
all'utilizzo della pietra locale.
Murature, archi, volte, portali e pavimentazioni
raccontano una cultura costruttiva sviluppata nel corso di generazioni.
La pietra permetteva di realizzare edifici resistenti
e adatti alle condizioni climatiche dell'Appennino.
Il legno veniva invece utilizzato soprattutto per
solai, coperture e strutture interne.
Il risultato è un'architettura essenziale ma
estremamente funzionale, nella quale ogni elemento rispondeva alle
necessità della vita quotidiana.
Il castagno e la vita della montagna
Per secoli una delle principali risorse degli abitanti
di Taponecco fu il castagno.
Il Comune di Licciana Nardi ricorda ancora oggi la
tradizione della lavorazione delle castagne secondo metodi antichi,
compresa l'essiccazione naturale.
Nelle comunità dell'Appennino il castagno aveva
un'importanza fondamentale.
Le castagne venivano consumate direttamente oppure
essiccate e trasformate in farina.
La farina di castagne consentiva di preparare alimenti
nutrienti durante i mesi invernali, quando le altre risorse agricole
erano limitate.
I metati
Alla coltivazione del castagno era collegata anche la
presenza dei metati, piccoli
edifici utilizzati per l'essiccazione delle castagne.
Al piano inferiore veniva acceso lentamente il fuoco,
mentre le castagne erano disposte su un graticcio superiore.
L'essiccazione richiedeva tempo e attenzione e
rappresentava uno dei momenti fondamentali dell'anno agricolo.
Dopo essere state essiccate, le castagne potevano
essere conservate e successivamente macinate nei mulini.
Era un sistema produttivo che coinvolgeva l'intera
comunità.
La canapa e i “lenzuoli di Taponecco”
Una tradizione particolarmente interessante del paese
è quella legata alla canapa tessile.
Il Comune di Licciana Nardi ricorda infatti l'antica
produzione dei cosiddetti “lenzuoli di
Taponecco”.
La coltivazione della canapa era un'attività diffusa
in passato in numerose zone della Lunigiana.
Le fibre della pianta venivano lavorate e trasformate
in filato, utilizzato successivamente per realizzare tessuti
particolarmente resistenti.
Lenzuola, tovaglie e altri tessuti domestici venivano
spesso prodotti direttamente dalle famiglie.
Una tradizione che racconta la vita
quotidiana
La produzione tessile domestica rappresentava una
parte importante dell'economia delle comunità rurali.
Dalla coltivazione della pianta alla preparazione
delle fibre, dalla filatura alla tessitura, il processo richiedeva
numerose lavorazioni.
I “lenzuoli di Taponecco” sono quindi molto più di una
curiosità locale.
Raccontano una società nella quale quasi tutto ciò che
serviva alla famiglia veniva prodotto utilizzando le risorse disponibili
sul territorio.
Accanto al castagno, la canapa rappresentava così un
altro elemento importante dell'economia tradizionale.
Un paesaggio appenninico
Intorno a Taponecco il paesaggio cambia
progressivamente rispetto al fondovalle.
I rilievi diventano più marcati, i boschi più estesi e
la presenza dell'Appennino
Tosco-Emiliano sempre più evidente.
Il paese appartiene a un territorio nel quale la
natura ha condizionato profondamente la vita degli abitanti.
Sentieri, terrazzamenti, castagneti e antiche aree
agricole testimoniano secoli di lavoro e di adattamento alla montagna.
Il paesaggio apparentemente naturale che circonda il
borgo è quindi anche un paesaggio culturale.
Tra Taponecco e Apella
Taponecco e Apella costituiscono due dei nuclei più
settentrionali del Comune di Licciana Nardi.
La loro storia è strettamente collegata.
Sentieri, terreni agricoli, luoghi di culto e sistemi
di controllo del territorio crearono per secoli una rete di rapporti tra
le due comunità.
Ancora oggi visitare insieme Taponecco e Apella
permette di comprendere due aspetti differenti della montagna
lunigianese: da una parte il borgo compatto e “in galleria” di Taponecco,
dall'altra Apella con la sua torre e la memoria dei patrioti Nardi.
Dalla Preistoria al Medioevo
Pochi luoghi del territorio permettono di osservare in
uno spazio così ristretto epoche tanto lontane.
La Statua Stele di
Taponecco porta la storia del luogo indietro di millenni.
La torre e il borgo in galleria raccontano invece il
Medioevo.
Le case in pietra, i castagneti e la tradizione della
canapa testimoniano la lunga civiltà rurale dell'Appennino.
Sono elementi molto diversi tra loro, ma insieme
formano l'identità del paese.
Un borgo da scoprire lentamente
Taponecco non è un borgo da osservare soltanto
dall'esterno.
Il suo fascino emerge soprattutto entrando nei
passaggi coperti,
attraversando le gallerie, osservando gli archi in pietra e seguendo le
strette vie che si insinuano sotto le abitazioni.
È proprio questa architettura a renderlo uno dei
piccoli centri più originali del Comune di Licciana Nardi.
Visitare Taponecco significa attraversare fisicamente
la storia della montagna lunigianese: dalla misteriosa Statua Stele
preistorica alla torre medievale, dalle case in pietra ai castagneti e
alla tradizione dei tessuti di canapa.
Un piccolo borgo nel quale
Preistoria, Medioevo e cultura
contadina dell'Appennino convivono ancora oggi nello stesso
paesaggio. |