Varano: l'antico
avamposto estense nel cuore della Lunigiana
Varano è una frazione del Comune di
Licciana Nardi, situata sulle
colline che dominano la valle del Taverone, lungo il territorio che
dalla media Val di Magra sale progressivamente verso l'Appennino.
Il borgo occupa una posizione particolarmente
interessante dal punto di vista storico. Mentre gran parte della
Lunigiana circostante fu per secoli dominata dai diversi rami della
famiglia Malaspina, Varano mantenne un forte legame con gli
Estensi, diventando una sorta
di enclave e avamposto modenese all'interno di un territorio
prevalentemente malaspiniano.
La sua storia è quindi diversa da quella di molti
paesi vicini e permette di comprendere bene la straordinaria
frammentazione politica che caratterizzò la Lunigiana fino all'età
napoleonica.
Le origini di Varano
Le origini più antiche dell'insediamento non sono
facilmente ricostruibili e le fonti disponibili non consentono di
stabilire con sicurezza una precisa data di fondazione.
La posizione del paese suggerisce comunque un'origine
legata al controllo del territorio e delle antiche vie che collegavano
la valle del Taverone con l'Appennino.
Varano si trovava infatti all'interno di un'area
attraversata da percorsi utilizzati per raggiungere Tavernelle,
Taponecco, Apella e, più in alto, i valichi appenninici.
Nel corso del Medioevo il paese acquisì un'importanza
particolare proprio per la sua posizione e per la presenza di strutture
di controllo e difesa.
Un avamposto estense nella Lunigiana
dei Malaspina
Una delle caratteristiche più interessanti della
storia di Varano è il suo rapporto con gli
Este.
Il Comune di Licciana Nardi definisce esplicitamente
il paese un antico avamposto estense
nella Lunigiana malaspiniana.
Questa particolare situazione politica distingueva
Varano dai numerosi feudi circostanti governati dai Malaspina.
La Lunigiana medievale e moderna era infatti un vero
mosaico di giurisdizioni: piccoli marchesati, comunità, podesterie e
territori appartenenti a potenze differenti potevano trovarsi a pochi
chilometri di distanza gli uni dagli altri.
Varano rappresenta uno degli esempi più significativi
di questa complessità.
La torre di Varano
Dell'antico sistema di controllo del territorio rimane
una torre storica, ancora
ricordata tra gli elementi caratteristici del paese.
La sua posizione aveva evidentemente una funzione
strategica.
Le torri della valle permettevano infatti di
sorvegliare strade e versanti e, in alcuni casi, di mantenere un
contatto visivo con altre fortificazioni.
La torre di Varano apparteneva a una rete di punti di
controllo distribuiti lungo le alture della valle del Taverone.
Una rete di torri nella valle
Il sistema difensivo della zona non deve essere
immaginato come una serie di fortificazioni completamente isolate.
Le torri venivano costruite in posizioni dalle quali
fosse possibile osservare ampie porzioni del territorio.
Quella di Varano era inserita nel sistema di controllo
che comprendeva anche le torri situate verso
Apella, Taponecco e Cisigliana.
In un territorio montuoso, nel quale gli spostamenti
potevano richiedere molto tempo, il controllo visivo aveva un'importanza
fondamentale.
Queste strutture permettevano di osservare i movimenti
lungo le vie della valle e gli accessi provenienti dall'Appennino.
La Pieve di San Nicolò
Il principale monumento religioso di Varano è la
Pieve di San Nicolò da Bari.
La chiesa sorge sul margine del borgo e costituisce
uno degli edifici religiosi storicamente più interessanti del territorio
di Licciana Nardi.
L'edificio possedeva originariamente caratteristiche
romaniche.
I successivi interventi di restauro e trasformazione
hanno però modificato profondamente l'antica struttura, tanto che oggi
rimangono poche tracce dell'aspetto medievale originario.
La chiesa conserva tuttavia al proprio interno
un'opera d'arte di eccezionale interesse.
La pala di Angelo Puccinelli
Il vero tesoro artistico di Varano è una pala d'altare
realizzata dal pittore lucchese Angelo
Puccinelli, uno dei protagonisti della pittura toscana della
seconda metà del Trecento.
L'opera è firmata e datata
1394.
La tavola raffigura la
Madonna con il Bambino
accompagnata da quattro santi: Santa
Lucia, San Nicola di Bari, San Michele Arcangelo e Sant'Agostino.
La presenza dell'opera rende la piccola chiesa di
Varano un luogo di notevole interesse storico-artistico.
Angelo Puccinelli e la pittura del
Trecento
Angelo Puccinelli fu un pittore originario di
Lucca, attivo tra la seconda
metà del XIV e l'inizio del XV secolo.
La sua pittura si sviluppò all'interno della cultura
artistica toscana del Trecento, mostrando rapporti con le esperienze
senesi e fiorentine.
Il dipinto conservato a Varano è particolarmente
importante perché reca la firma dell'artista e la data
1394, diventando così un punto
di riferimento anche per la ricostruzione della sua attività.
La presenza di un'opera di questo livello in un
piccolo borgo della Lunigiana dimostra inoltre quanto le comunità locali
fossero inserite nei circuiti artistici e religiosi della Toscana
medievale.
San Nicola, patrono del borgo
La chiesa è dedicata a
San Nicola di Bari, uno dei
santi più venerati nel Medioevo.
San Nicola era considerato protettore dei viaggiatori,
dei mercanti e delle persone che affrontavano lunghi spostamenti.
La sua devozione era quindi particolarmente diffusa
nei territori attraversati da importanti vie di comunicazione.
Il culto del santo si inserisce bene nel contesto
geografico di Varano, situato in una zona storicamente attraversata da
percorsi che mettevano in comunicazione la Lunigiana con l'Appennino.
Le strade verso l'Appennino
La storia di Varano non può essere separata dalla
viabilità dell'alta valle del Taverone.
Il territorio di Licciana era attraversato dalla
Strata Lizane, o Via di
Linari, una direttrice che collegava la media Val di Magra con i
territori posti oltre l'Appennino.
Salendo lungo la valle, le strade raggiungevano
Tavernelle e i paesi della montagna per poi dirigersi verso i valichi
appenninici.
Varano era collegato a questa rete attraverso percorsi
secondari e strade di crinale.
Per secoli questi itinerari furono utilizzati da
mercanti, pastori, viaggiatori e abitanti delle comunità locali.
Varano e Tavernelle
Il legame tra Varano
e Tavernelle fu particolarmente stretto.
Non si trattava soltanto di una vicinanza geografica.
Le due comunità furono infatti unite anche dal punto
di vista politico e amministrativo.
Tavernelle, con le sue taverne e le botteghe
sviluppatesi lungo l'antica strada verso l'Appennino, rappresentava il
centro maggiormente legato ai traffici.
Varano costituiva invece un importante punto di
controllo e amministrazione del territorio.
Insieme formavano una piccola realtà distinta dai
feudi malaspiniani circostanti.
La Podesteria di Varano
L'importanza politica del paese è dimostrata
dall'esistenza di una vera e propria
Podesteria di Varano.
La documentazione archivistica ne attesta l'esistenza
per un lungo periodo, fino alla fine del Settecento.
La presenza di un podestà significava che Varano
possedeva un ruolo amministrativo e giudiziario superiore a quello di un
semplice villaggio rurale.
Il paese costituiva quindi il centro di riferimento
per un territorio che comprendeva anche altri nuclei della montagna.
Una comunità legata agli Este
A differenza dei vicini territori malaspiniani, Varano
mantenne a lungo il proprio legame con il
Ducato di Modena.
Questa appartenenza emerge chiaramente anche nel
momento della crisi dell'Antico Regime.
Quando alla fine del Settecento l'arrivo delle truppe
francesi sconvolse il sistema politico della Lunigiana, Varano seguì una
storia amministrativa in parte differente da quella dei vecchi feudi dei
Malaspina.
Il paese conservava infatti una propria identità
politica legata alla tradizione estense.
L'età napoleonica
Con l'arrivo dei Francesi anche l'organizzazione
amministrativa di Varano venne profondamente modificata.
Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento
il territorio fu più volte riorganizzato.
Nel 1805
venne costituito un vero e proprio
Comune di Varano.
La nuova amministrazione comprendeva non soltanto
Varano, ma anche una parte significativa della montagna liccianese.
Secondo la documentazione dell'Archivio storico
comunale, il Comune contava allora 622
abitanti.
Un Comune tra Varano e Apella
Il territorio comunale era organizzato nelle sezioni
di Varano e Apella.
All'interno di queste sezioni erano comprese anche le
ville di Tavernelle, Taponecco e Ripola.
Questa informazione è particolarmente interessante
perché permette di comprendere come fossero organizzate
amministrativamente le comunità montane all'inizio dell'Ottocento.
Varano non era quindi un piccolo paese isolato, ma il
centro amministrativo di un territorio che raggiungeva le zone più alte
del Comune attuale.
Il ritorno degli Estensi
La dominazione napoleonica terminò nel
1814.
A Varano si formò immediatamente una
Reggenza temporanea,
presieduta da Battista Boschetti.
La comunità rivendicò rapidamente il proprio antico
legame con gli Este.
Il 14 febbraio 1816
il duca Francesco IV d'Este
prese ufficialmente possesso di questa parte della Lunigiana, che entrò
nella cosiddetta Lunigiana Estense.
Varano tornò quindi a essere un Comune appartenente ai
domini estensi.
Il Comune austro-estense di Varano
Durante la Restaurazione Varano mantenne per diversi
decenni una propria amministrazione.
La documentazione archivistica conserva infatti le
carte del Comune austro-estense di
Varano, attivo nella prima metà dell'Ottocento.
Il paese continuò così a esercitare un ruolo
amministrativo sulle comunità circostanti.
Questa storia distingue nettamente Varano da molte
altre frazioni di Licciana Nardi, che in passato erano invece piccoli
centri appartenenti ai feudi malaspiniani.
Dall'Unità d'Italia a Licciana
La situazione cambiò con le trasformazioni politiche
che portarono all'Unità d'Italia.
Nel 1860 il
piccolo Comune di Varano venne soppresso e il suo territorio fu
aggregato a Licciana.
Da quel momento Varano perse la propria autonomia
amministrativa e divenne una frazione del Comune al quale appartiene
ancora oggi.
La memoria dell'antico Comune rimane però un elemento
importante dell'identità storica del paese.
La vita rurale
Accanto alle vicende politiche, la vita quotidiana
degli abitanti di Varano rimase per secoli legata soprattutto
all'agricoltura.
Il territorio offriva piccoli appezzamenti
coltivabili, prati, boschi e pascoli.
Le famiglie utilizzavano intensamente le risorse
disponibili, alternando coltivazioni, allevamento e attività forestali.
Come in gran parte della Lunigiana interna, il
rapporto tra paese e territorio circostante era strettissimo.
Le case non erano soltanto abitazioni, ma
comprendevano cantine, stalle, depositi e ambienti destinati alle
attività agricole.
Il castagno e il bosco
Salendo verso le quote maggiori acquistava particolare
importanza il castagno.
Per generazioni le castagne rappresentarono una
risorsa fondamentale per le comunità dell'Appennino.
Venivano raccolte, essiccate e successivamente
macinate per ottenere una farina che poteva essere conservata durante
l'inverno.
Anche il bosco forniva legname, pascolo e numerosi
altri prodotti indispensabili alla vita quotidiana.
Il paesaggio che circonda Varano è quindi il risultato
di un lungo rapporto tra attività umane e ambiente naturale.
Le mulattiere tra i borghi
Prima della moderna rete stradale, Varano era
collegato ai paesi circostanti attraverso una fitta rete di
mulattiere e sentieri.
Questi percorsi permettevano di raggiungere Tavernelle,
Ripola e gli altri nuclei della valle.
Proseguendo verso la montagna si entrava invece nel
sistema di vie che conduceva a Taponecco, Apella e ai valichi
dell'Appennino.
Le vecchie strade erano utilizzate per il commercio ma
anche quotidianamente dagli abitanti per raggiungere terreni, boschi,
chiese e mercati.
Il paesaggio
Il territorio di Varano rappresenta bene il passaggio
dalla Lunigiana collinare a quella
appenninica.
Il fondovalle del Taverone lascia progressivamente
spazio a versanti coperti da boschi, piccoli pianori e antichi terreni
agricoli.
Da queste alture era possibile controllare le vie
della valle, spiegando così l'importanza strategica che il paese ebbe
nei secoli passati.
La torre, la chiesa e l'antica rete dei sentieri sono
ancora oggi elementi attraverso i quali leggere questa relazione tra
borgo e territorio.
Un borgo dalla storia diversa
Varano è particolarmente interessante perché racconta
una Lunigiana diversa da quella dominata esclusivamente dai Malaspina.
Qui emerge infatti con forza la presenza degli
Este e del Ducato di Modena.
L'antico avamposto estense, la torre, la Podesteria,
il Comune autonomo e il ritorno sotto Francesco IV dopo l'età
napoleonica testimoniano una storia politica originale.
A questa si aggiunge un patrimonio artistico di grande
valore: la Pieve di San Nicolò,
con la pala dipinta nel 1394 da Angelo Puccinelli.
Visitare Varano significa quindi scoprire un piccolo
borgo nel quale si incontrano arte
medievale, storia estense, antiche vie appenniniche e cultura rurale,
un luogo che per secoli rappresentò una piccola ma significativa
eccezione nel complesso mosaico politico della Lunigiana. |