Foto, storia e informazioni della località
Informazioni storiche, culturali della località. |
VergnanoUn piccolo borgo dell’Alta GarfagnanaVergnano è un piccolo nucleo abitato del comune di Piazza al Serchio, nell’Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. Sorge sul versante appenninico della valle, nelle immediate vicinanze di Borsigliana, con la quale condivide una parte fondamentale della propria storia. Oggi le dimensioni del paese sono molto ridotte, ma Vergnano non deve essere considerato semplicemente un gruppo di case dipendente dal borgo vicino. Le fonti storiche ricordano infatti che Vergnano e Borsigliana formarono anticamente un comune autonomo. È questo il dato più importante per comprendere l'identità della località. La storia amministrativa dei due paesi si è successivamente separata: Borsigliana è rimasta una delle frazioni storiche del territorio, mentre Vergnano è stato aggregato a Piazza al Serchio. Dal punto di vista religioso, invece, il legame con Borsigliana è rimasto particolarmente forte. Ancora oggi Vergnano appartiene infatti al territorio parrocchiale che fa riferimento alla Chiesa di Santa Maria Assunta di Borsigliana.Vergnano e BorsiglianaIl rapporto tra Vergnano e Borsigliana è documentato direttamente dal Comune di Piazza al Serchio. Nella scheda istituzionale dedicata a Borsigliana, il Comune ricorda che il paese è vicino alla piccola frazione di Vergnano e precisa che insieme formavano un comune autonomo. Non si tratta quindi soltanto di due nuclei geograficamente vicini. Per un periodo della loro storia costituirono una vera comunità amministrativa. Questo significa che gli abitanti condividevano interessi, risorse e almeno una parte dell'organizzazione del territorio.Borsigliana nel 1376Il Comune documenta Borsigliana nel 1376 con il nome di “Comune Burciliani”. La fonte istituzionale collega a questa comunità anche Vergnano. La documentazione oggi facilmente accessibile non permette però di stabilire con la stessa precisione quando Vergnano compaia per la prima volta nelle fonti scritte. È quindi preferibile non attribuire al paese una data di fondazione arbitraria. Quello che possiamo affermare con sicurezza è che Vergnano appartiene al sistema storico delle piccole comunità rurali sviluppatesi sul versante appenninico dell'Alta Garfagnana.Una comunità ruralePer comprendere che cosa significasse formare un comune autonomo bisogna dimenticare l'idea moderna di Comune. Le piccole comunità della Garfagnana avevano dimensioni molto ridotte. Potevano comprendere poche decine di famiglie. La loro funzione era soprattutto pratica. Occorreva amministrare boschi e pascoli. Bisognava mantenere strade e sentieri. Era necessario regolare l'utilizzo delle acque. Gli animali dovevano essere controllati per evitare danni alle coltivazioni. Alcune spese erano sostenute collettivamente. Vergnano e Borsigliana condividevano questo mondo.La montagna come risorsaPer gli abitanti del passato il territorio non era semplicemente il paesaggio che circondava il paese. Era la principale fonte di sostentamento. Il bosco forniva legna. I castagneti producevano castagne. I prati permettevano di ottenere il fieno. I campi davano cereali, patate e altri prodotti. Gli animali fornivano latte, carne, formaggi e concime. Ogni porzione utilizzabile del territorio aveva quindi un valore economico. È in questo contesto che devono essere interpretate le antiche comunità rurali come quella formata da Borsigliana e Vergnano.Il versante appenninicoVergnano appartiene al settore appenninico del territorio di Piazza al Serchio. Borsigliana viene descritta dal Comune come collocata sulla sinistra del Serchio di Soraggio e Vergnano si trova immediatamente nelle sue vicinanze. Il paesaggio è caratterizzato dall'alternanza tra boschi, prati, piccoli appezzamenti agricoli e nuclei abitati. Guardando verso occidente, il panorama si apre invece in direzione delle Alpi Apuane. La posizione permette quindi di percepire chiaramente la particolare geografia dell'Alta Garfagnana, stretta tra Appennino e catena apuana.Un paese di poche caseVergnano conserva la dimensione tipica delle più piccole borgate garfagnine. Il nucleo abitato è raccolto. Le abitazioni tradizionali mostrano il carattere rurale del luogo. Molti edifici sono naturalmente stati trasformati e restaurati nel corso del tempo. Non sarebbe quindi corretto definire genericamente medievali tutte le case oggi visibili. È piuttosto l'organizzazione complessiva del borgo a conservare la memoria di un'economia agricola.La casa ruraleLa casa tradizionale della montagna doveva rispondere contemporaneamente alle esigenze della famiglia e del lavoro. I piani inferiori potevano ospitare cantine, depositi o stalle. Gli ambienti abitati erano generalmente collocati ai livelli superiori. Accanto alle case potevano sorgere fienili, piccoli ricoveri e orti. La distinzione moderna tra abitazione e azienda agricola era molto meno netta. La casa era parte integrante del sistema produttivo familiare.L'Oratorio di Santa ElisabettaIl principale edificio religioso di Vergnano è il piccolo Oratorio di Santa Elisabetta. Non si tratta di una grande chiesa parrocchiale. È una cappella di dimensioni contenute, perfettamente proporzionata alla piccola comunità alla quale appartiene. Una ricerca dedicata alle chiese del territorio di Piazza al Serchio descrive l'edificio come una minuscola chiesetta a navata unica, caratterizzata da grande semplicità sia all'esterno sia all'interno. La dedicazione è a Santa Elisabetta, madre di San Giovanni Battista.Santa ElisabettaElisabetta appartiene alle figure evangeliche legate alla nascita di Giovanni Battista e di Gesù. Secondo il Vangelo di Luca era moglie di Zaccaria e madre di Giovanni. Particolarmente celebre è l'episodio della Visitazione, quando Maria raggiunge Elisabetta dopo l'Annunciazione. Il loro incontro è diventato uno dei soggetti più rappresentati nell'arte cristiana. La presenza di un piccolo oratorio dedicato a Santa Elisabetta costituisce quindi un elemento specifico dell'identità religiosa di Vergnano.L'interno dell'oratorioL'oratorio presenta un'aula molto semplice a navata unica. Una descrizione contemporanea segnala accanto all'altare una statua della Madonna con il Bambino. Sull'altare è presente anche un dipinto tradizionalmente indicato come raffigurazione di Santa Elisabetta. La stessa fonte, tuttavia, manifesta qualche dubbio sull'identificazione iconografica del personaggio. È quindi preferibile non attribuire con certezza il soggetto del quadro senza un'indagine storico-artistica più approfondita. Questo piccolo particolare mostra quanto sia importante distinguere tra devozione locale e attribuzione scientifica delle opere.Una chiesa proporzionata al paeseLe ridotte dimensioni dell'oratorio raccontano perfettamente la scala della comunità. Vergnano non aveva bisogno di una grande chiesa. La vicinissima Borsigliana possedeva già una parrocchiale importante. Il piccolo edificio di Santa Elisabetta serviva soprattutto alla devozione locale. È un modello molto comune nella montagna. Accanto alle grandi pievi e alle chiese parrocchiali esisteva una rete capillare di oratori, cappelle e maestà che permetteva agli abitanti delle borgate più piccole di possedere un luogo di culto vicino alle proprie case.La parrocchia di BorsiglianaPer le funzioni religiose principali Vergnano è storicamente collegato a Borsigliana. La Chiesa di Santa Maria Assunta costituisce il principale centro religioso del territorio. Una cronaca del 2023 dedicata all'associazione Civitas Borsigliana definisce esplicitamente il territorio parrocchiale come formato da Borsigliana, Vergnano, Molinello, Grotto e Gambarotta. Il rapporto tra i due paesi è quindi ancora oggi perfettamente leggibile nell'organizzazione ecclesiastica.Santa Maria AssuntaLa parrocchiale di Borsigliana rappresenta uno dei principali monumenti religiosi del territorio di Piazza al Serchio. Vi si accede attraverso un arco identificato dal Comune come antica porta del borgo. All'interno sono conservate diverse opere d'arte, tra le quali spicca il celebre trittico quattrocentesco attribuito a Pietro da Talada, artista conosciuto anche come Maestro di Borsigliana. Per gli abitanti di Vergnano questa chiesa rappresentava quindi il principale riferimento per battesimi, matrimoni, funerali e celebrazioni solenni.Vergnano e il territorio parrocchialeIl rapporto con Borsigliana non significa che Vergnano abbia perso la propria identità. Al contrario, la presenza dell'Oratorio di Santa Elisabetta dimostra che il piccolo nucleo conservava un proprio centro devozionale. Possiamo quindi immaginare una struttura a due livelli. Borsigliana rappresentava il principale riferimento parrocchiale. Vergnano possedeva però un proprio luogo di culto per la vita religiosa quotidiana. È un'organizzazione tipica delle comunità montane disperse.Molinello, Grotto e GambarottaIl territorio storico e parrocchiale non comprende soltanto i due nuclei principali. Le fonti contemporanee ricordano anche Molinello, Grotto e Gambarotta. Sono nomi che aiutano a comprendere quanto fosse articolato il popolamento rurale. La montagna non era organizzata esclusivamente attraverso grandi paesi. Esistevano nuclei minori, gruppi di case e insediamenti collegati alle attività agricole e alla viabilità. Borsigliana e Vergnano erano quindi il centro di un territorio più ampio.Un territorio oggi poco popolatoNel 2022, in occasione della presentazione del volume dedicato alla storia di Borsigliana, la stampa locale indicava per l'intero territorio parrocchiale formato da Borsigliana, Vergnano, Molinello, Gambarotta e Grotto poco più di cento residenti effettivi. Il dato è riferito a quel momento e all'intero territorio, non alla sola Vergnano. È però molto significativo per comprendere le dimensioni attuali della comunità.Un libro per conservare la memoriaNel 2022 è stato pubblicato un volume particolarmente importante per la conoscenza di questo territorio: Dino Magistrelli, Borsigliana da un millennio sul colle. Vicende di un territorio dell'alta Garfagnana formato da Borsigliana, Vergnano, Molinello, Gambarotta e Grotto. Il libro è entrato nella collana legata alla Banca dell'Identità e della Memoria della Garfagnana. L'opera è il risultato di anni di ricerche, interviste, fotografie e consultazioni documentarie e rappresenta una fonte importante per approfondire la storia sociale e demografica dell'area.Dino MagistrelliIl legame tra Vergnano e la ricerca storica locale è particolarmente significativo perché Dino Magistrelli è originario proprio di Vergnano. Studioso, insegnante e giornalista, ha dedicato numerosi lavori alla storia e alla società della Garfagnana. Le fonti biografiche contemporanee lo indicano come nato a Vergnano di Piazza al Serchio. Questo significa che una parte importante della memoria moderna del territorio è stata raccolta e studiata da una persona cresciuta direttamente nella comunità.Storia scritta e memoria oralePer piccoli paesi come Vergnano la memoria orale possiede un'importanza particolare. La documentazione ufficiale tende infatti a concentrarsi sulle comunità amministrative maggiori, sulle parrocchie e sui centri fortificati. La vita quotidiana delle borgate lascia meno tracce negli archivi. Interviste, fotografie familiari, registri parrocchiali e ricordi degli abitanti diventano quindi strumenti fondamentali. Il lavoro dedicato a Borsigliana e Vergnano è interessante proprio perché combina fonti archivistiche e testimonianze della popolazione.I registri parrocchialiI registri ecclesiastici sono particolarmente preziosi per ricostruire la storia demografica. Battesimi, matrimoni e morti permettono di seguire le famiglie attraverso i secoli. La cronaca relativa alla presentazione del volume di Magistrelli racconta anche un episodio curioso: persone provenienti dall'Argentina e dal Brasile hanno potuto ricostruire le proprie origini nel territorio proprio attraverso i registri parrocchiali. È una testimonianza concreta del grande fenomeno migratorio che ha coinvolto anche questi piccoli paesi.L'emigrazioneTra Ottocento e Novecento la Garfagnana conobbe una fortissima emigrazione. Le risorse agricole erano limitate. Le famiglie erano spesso numerose. Il lavoro disponibile non bastava per tutti. Molti abitanti partirono quindi verso altre regioni italiane oppure all'estero. Francia, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Argentina e altri paesi divennero destinazioni delle comunità garfagnine. Vergnano partecipò a questo grande movimento.Le famiglie lontaneL'emigrazione non cancellava necessariamente il rapporto con il paese. Lettere, fotografie e rimesse economiche continuavano a collegare chi era partito con le famiglie rimaste. In alcuni casi gli emigranti ritornavano. In altri costruivano una nuova vita definitivamente all'estero. Generazioni dopo, i discendenti possono ancora cercare nei registri parrocchiali il nome di un bisnonno o di un trisavolo nato in una casa di Vergnano. La genealogia diventa così una forma contemporanea di riscoperta del borgo.L'agricolturaPer secoli l'economia di Vergnano fu essenzialmente rurale. La posizione appenninica richiedeva un utilizzo attento di ogni terreno disponibile. I campi erano destinati a cereali, patate e altre colture. I prati producevano il fieno. Gli animali garantivano latte, carne e formaggi. Il bosco forniva legna. I castagneti rappresentavano una delle principali risorse alimentari.Il castagnoIl castagno ebbe un ruolo fondamentale nella vita della montagna garfagnina. Le castagne potevano essere consumate fresche, ma soprattutto potevano essere conservate. Venivano essiccate e successivamente macinate. La farina di castagne permetteva di preparare necci, polenta e altri alimenti. In un'economia nella quale i raccolti potevano essere compromessi dal clima, il castagno rappresentava una forma di sicurezza alimentare.Il farroAnche il farro appartiene alla tradizione agricola della Garfagnana. Oggi è conosciuto soprattutto come prodotto tipico e come Farro della Garfagnana IGP. In passato il suo valore era molto più semplice: era un cereale resistente, adatto a un ambiente montano e utile per l'alimentazione quotidiana. Le minestre di farro rappresentavano un piatto nutriente ottenuto con ingredienti disponibili localmente.L'allevamentoL'agricoltura era strettamente collegata all'allevamento. I prati dovevano essere falciati durante l'estate. Il fieno veniva fatto essiccare e conservato per l'inverno. Gli animali producevano latte, carne e concime. La disponibilità di letame permetteva a sua volta di fertilizzare i campi. Era quindi un sistema circolare nel quale quasi nulla veniva sprecato.Il boscoAnche il bosco era uno spazio produttivo. Oggi lo osserviamo soprattutto dal punto di vista naturalistico. In passato forniva combustibile e materiale da costruzione. Alcune aree potevano essere utilizzate per il pascolo. Si raccoglievano castagne e altri prodotti. La manutenzione dei sentieri era indispensabile per raggiungere le varie proprietà. Il confine tra ambiente naturale e ambiente agricolo era quindi molto meno netto di oggi.Le antiche stradeVergnano era collegato a Borsigliana e agli altri nuclei attraverso una rete di strade locali e mulattiere. Prima della diffusione dell'automobile questi percorsi costituivano la vera infrastruttura della montagna. Le persone si spostavano a piedi. Le merci più pesanti venivano trasportate con muli e altri animali. Raggiungere Piazza al Serchio richiedeva quindi tempi e fatiche molto diversi da quelli attuali.GambarottaUno dei punti di riferimento della viabilità moderna è Gambarotta, collegata all'area di Vergnano e Borsigliana. Oggi rappresenta anche un punto della rete di trasporto pubblico che collega le piccole località con Piazza al Serchio. Il passaggio dalla mulattiera all'autobus racconta bene la trasformazione della mobilità montana. Le direttrici continuano spesso a seguire le necessità geografiche del passato, ma cambiano completamente i mezzi utilizzati.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920 la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un terremoto devastante. Vergnano si trovava all'interno del territorio interessato dal sisma. Numerosi paesi dell'Alta Valle del Serchio subirono gravi danni. Per Vergnano, tuttavia, è preferibile non attribuire la distruzione o ricostruzione di singoli edifici al terremoto senza una documentazione specifica. L'evento rimane comunque uno dei grandi spartiacque della storia contemporanea della zona.La Seconda guerra mondialeAnche la Seconda guerra mondiale raggiunse queste piccole comunità. Un episodio personale permette di osservare la dimensione umana del conflitto. Vergnano ha ricordato nel 2021 il centenario della nascita di Renato Guidetti, alpino della Divisione Cuneense. Partito per il fronte russo, fu catturato e morì il 26 febbraio 1943 nel campo di prigionia n. 81 di Khrinovoje, nella regione di Voronež. Aveva poco più di vent'anni e aveva lasciato a casa la moglie e un figlio di pochi mesi.Una storia dentro la grande storiaLa vicenda di Renato Guidetti mostra come eventi enormi possano essere raccontati attraverso una singola famiglia. La campagna italiana di Russia sembra geograficamente lontanissima da Vergnano. Eppure raggiunse direttamente il paese. Un giovane partì dalle montagne della Garfagnana e morì migliaia di chilometri più a est. Per la comunità il ricordo della guerra non è quindi soltanto una pagina dei libri di storia. È legato a nomi, famiglie e fotografie.Il secondo dopoguerraDopo la guerra la montagna cambiò rapidamente. Le strade migliorarono. L'automobile ridusse l'isolamento. Le attività agricole tradizionali iniziarono a diminuire. Sempre più persone trovarono lavoro nei centri maggiori. Molti abitanti lasciarono definitivamente i piccoli paesi. Anche Vergnano conobbe questa trasformazione.Lo spopolamentoLo spopolamento ha avuto effetti visibili sul paesaggio. Quando un campo non viene più coltivato, la vegetazione torna progressivamente a occupare lo spazio. I prati diventano arbusteti. Gli arbusteti diventano bosco. Il paesaggio che oggi può sembrare completamente naturale è quindi spesso il risultato relativamente recente dell'abbandono agricolo. In passato intorno ai paesi esistevano molte più superfici aperte.Il paese oggiVergnano rimane un nucleo di dimensioni molto ridotte. Proprio questa caratteristica gli permette però di conservare un'atmosfera autenticamente rurale. Non ci sono grandi monumenti. Non esiste un centro turistico costruito artificialmente. Ci sono case, una piccola chiesa, strade e il paesaggio dell'Appennino. È un luogo adatto soprattutto a chi vuole conoscere la dimensione meno spettacolare ma più quotidiana della Garfagnana.Il problema del versanteLa montagna continua però a presentare anche problemi concreti. Nel 2023 sono stati avviati importanti lavori di sistemazione idrogeologica sul versante occidentale dell'abitato di Vergnano, lungo la strada comunale verso Borsigliana. La zona era interessata da tempo da un movimento franoso che danneggiava la strada e un piccolo parcheggio. La Regione Toscana ha inserito l'intervento nel programma di difesa del suolo, con finanziamenti destinati alla messa in sicurezza dell'area.La fragilità della montagnaLa vicenda della frana permette di comprendere un aspetto importante della vita nei borghi appenninici. Il paesaggio è bellissimo, ma richiede manutenzione continua. Acqua, pendenza dei versanti e caratteristiche geologiche possono provocare dissesti. Quando diminuisce la popolazione, anche la manutenzione tradizionale di campi, fossi e boschi tende a ridursi. La difesa del territorio diventa quindi una delle grandi sfide contemporanee delle comunità montane.L'incendio del 2024Nel marzo 2024 una piccola area boschiva in località Vergnano è stata interessata da un incendio. La documentazione pubblicata dal Comune e dall'Unione Comuni Garfagnana registra una superficie percorsa dal fuoco di circa 0,0368 ettari. Si trattò quindi di un episodio territorialmente molto limitato, ma la registrazione è significativa perché rientra nel sistema di controllo dei boschi percorsi da incendio.Civitas BorsiglianaLa vita contemporanea di Vergnano rimane strettamente collegata a quella di Borsigliana. L'associazione Civitas Borsigliana ODV, nata nel 2013, opera per la valorizzazione sociale, culturale e religiosa dell'intero territorio parrocchiale. Nel 2023 contava oltre centoventi associati e ricordava esplicitamente tra i territori di riferimento Borsigliana, Vergnano, Molinello, Grotto e Gambarotta. Per piccoli paesi con pochi residenti, associazioni di questo tipo svolgono un ruolo particolarmente importante.Mantenere viva una comunitàOggi la sopravvivenza culturale di un piccolo borgo non dipende soltanto dal numero dei residenti. Contano anche le persone originarie del luogo che vivono altrove. Contano le seconde case. Contano le associazioni. Contano le feste. Conta chi raccoglie fotografie e documenti. Conta persino chi, vivendo in Argentina o Brasile, ricostruisce il proprio albero genealogico fino a Vergnano. La comunità diventa quindi molto più grande dei soli abitanti permanenti.Il paesaggioUno degli elementi più belli di Vergnano è il rapporto con il paesaggio. Il borgo si trova sul lato appenninico della valle. Boschi e prati circondano le case. Verso ovest si apre la vista in direzione della catena apuana. Il contrasto tra Appennino e Alpi Apuane rappresenta una delle caratteristiche più spettacolari dell'intera Garfagnana. Da piccoli paesi come Vergnano questa geografia si percepisce con particolare chiarezza.Cosa vedere a VergnanoVergnano non deve essere visitato aspettandosi un grande patrimonio monumentale. Il principale motivo di interesse è il borgo stesso. Vale la pena attraversare lentamente il piccolo nucleo, osservando le case e il rapporto tra abitato e campagna. Il principale edificio religioso è l'Oratorio di Santa Elisabetta, una piccola chiesa a navata unica che conserva la dimensione raccolta della devozione rurale. La visita deve poi essere necessariamente collegata a Borsigliana, con la quale Vergnano formava anticamente un comune autonomo. A Borsigliana è possibile vedere la Chiesa di Santa Maria Assunta, l'antica porta del borgo, il bassorilievo in arenaria e soprattutto il trittico quattrocentesco attribuito a Pietro da Talada. Un itinerario tra Vergnano e Borsigliana permette quindi di leggere insieme due nuclei che per secoli hanno condiviso territorio, religione e amministrazione.Curiosità su VergnanoVergnano e Borsigliana erano un unico ComuneIl Comune di Piazza al Serchio conferma che i due nuclei formavano anticamente un comune autonomo. Oggi Vergnano è un piccolo nucleo del comune di Piazza al Serchio Le fonti territoriali contemporanee lo identificano chiaramente all'interno del territorio comunale. Possiede una propria chiesetta È l'Oratorio di Santa Elisabetta. Santa Elisabetta è la madre di San Giovanni Battista La dedicazione distingue il piccolo luogo di culto dalle chiese dei paesi vicini. L'oratorio è minuscolo Una ricerca recente lo descrive come una piccola chiesa a navata unica, semplice ma particolarmente curata. Religiosamente Vergnano è legato a Borsigliana Il territorio parrocchiale comprende Borsigliana, Vergnano, Molinello, Grotto e Gambarotta. Un libro racconta specificamente anche Vergnano Nel 2022 Dino Magistrelli ha pubblicato una storia del territorio formato da Borsigliana, Vergnano, Molinello, Gambarotta e Grotto. L'autore è nato proprio a Vergnano Dino Magistrelli, storico locale, insegnante e giornalista, è originario del paese. La memoria degli emigranti arriva fino in Sud America I registri parrocchiali sono stati utilizzati da discendenti di famiglie locali provenienti anche da Argentina e Brasile per ricostruire le proprie origini. Un giovane di Vergnano morì durante la campagna di Russia Renato Guidetti, alpino della Divisione Cuneense, morì in prigionia il 26 febbraio 1943. Il territorio parrocchiale oggi è piccolissimo Nel 2022 venivano indicati poco più di cento residenti complessivi tra Borsigliana, Vergnano, Molinello, Gambarotta e Grotto. La montagna continua a richiedere interventi di manutenzione Nel 2023 sono stati realizzati importanti lavori di sistemazione del versante occidentale di Vergnano a causa di un movimento franoso. Nel 2024 si è verificato un piccolo incendio boschivo La superficie ufficialmente registrata come percorsa dal fuoco è stata di 0,0368 ettari. La comunità è ancora molto attiva Civitas Borsigliana riunisce persone legate anche a Vergnano e agli altri nuclei del territorio parrocchiale. Perché visitare VergnanoVergnano non è un paese da visitare per cercare grandi monumenti. È un luogo nel quale cercare una storia più piccola. E proprio per questo, forse, più vicina alla vita quotidiana. Per secoli Vergnano e Borsigliana formarono una comunità autonoma. Gli abitanti coltivavano i campi, allevavano animali, utilizzavano i boschi e percorrevano a piedi le strade della montagna. Vergnano possedeva il proprio piccolo Oratorio di Santa Elisabetta, mentre per le celebrazioni principali la comunità guardava alla vicina Santa Maria Assunta di Borsigliana. Poi il mondo cambiò. Arrivarono l'emigrazione e le guerre. Un giovane del paese, Renato Guidetti, partì per la Russia e non tornò più. Altre famiglie attraversarono l'Atlantico. I loro discendenti vivono oggi anche in Argentina e Brasile. I campi diminuirono. Il bosco avanzò. La popolazione si ridusse. Eppure Vergnano non è scomparsa. Le case sono ancora lì. La piccola chiesa continua a identificare il paese. Le associazioni mantengono unite le persone. Uno studioso nato proprio a Vergnano ha dedicato anni a raccogliere documenti, fotografie e testimonianze affinché la storia di questa piccola comunità non venisse dimenticata. È questo il vero interesse del borgo. Vergnano racconta che la storia della Garfagnana non è fatta soltanto di castelli, duchi e grandi chiese. È fatta anche di piccoli gruppi di case. Di sentieri. Di campi. Di una chiesetta. Di famiglie partite per il mondo. E di persone che continuano a considerare questo minuscolo paese il luogo delle proprie radici. |