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Vezzola, l’antico
insediamento di Zignago tra castellaro e fortificazioni
Vezzola è una delle frazioni storiche del Comune di
Zignago, nell’alta Val di Vara. Oggi è un piccolo borgo raccolto sulle
pendici del territorio comunale, poco distante dalla Pieve di Zignago,
ma la sua storia affonda le radici in epoche molto più antiche
dell’abitato attuale.
A poca distanza dal paese, in località
Poggio Castellaro, si trova
infatti uno dei siti archeologici più importanti dello Zignago. Le
ricerche hanno documentato diverse fasi di frequentazione, dall’età del
Bronzo fino alla seconda età del Ferro, seguite da una successiva
presenza di carattere militare riconducibile all’età bizantina.
Vezzola rappresenta quindi un caso particolarmente
interessante di continuità e trasformazione del popolamento montano: un
territorio frequentato dalle comunità preistoriche, utilizzato
successivamente per il controllo delle vie di comunicazione e infine
organizzato intorno al borgo rurale che conosciamo oggi.
Il castellaro di Poggio CastellaroIl luogo più importante per conoscere la storia antica
di Vezzola è il Castellaro,
situato a circa 512 metri di quota, a sud-est dell'attuale abitato.
Gli scavi archeologici condotti all'inizio degli anni
Ottanta hanno individuato una sequenza di quattro fasi di occupazione.
Le due più antiche appartengono alla
tarda età del Bronzo, mentre altre due sono riconducibili alla
seconda età del Ferro.
Le strutture più antiche comprendevano probabilmente
abitazioni realizzate con materiali deperibili, di forma ovale o
circolare. Gli scavi hanno restituito focolari, ceramiche, macinelli e
fusaiole, cioè piccoli strumenti utilizzati nella lavorazione delle
fibre tessili.
Proprio le fusaiole sono particolarmente significative
perché suggeriscono che tra le attività economiche delle comunità
insediate sul castellaro vi fosse anche la lavorazione della lana e, più
in generale, un'economia legata alla pastorizia.
Il sito non fu però abitato ininterrottamente. Dopo
una fase di abbandono, la frequentazione riprese durante la seconda età
del Ferro, con una fase databile alla prima metà del
II secolo a.C..
I rapporti con il mondo ligure e con
il porto di LuniI reperti rinvenuti a Poggio Castellaro permettono di
inserire Vezzola in un quadro storico più ampio.
Tra i materiali della fase preromana sono presenti
ceramiche riconducibili a tradizioni culturali dell'Italia
nord-occidentale, mentre alcuni frammenti di ceramica a vernice nera e
soprattutto la presenza di anfore
greco-italiche testimoniano rapporti commerciali più ampi.
Questi reperti sono importanti perché mostrano come
anche le comunità dell'entroterra montano fossero coinvolte nei traffici
che interessavano il Levante ligure. Tra III e II secolo a.C., infatti,
i collegamenti con il portus Lunae,
l'antico porto di Luni, divennero sempre più intensi.
Il castellaro di Vezzola non era dunque un
insediamento isolato: la sua posizione faceva parte di una rete di
rapporti che collegava le montagne della Val di Vara alle vie
commerciali della costa.
Una fortificazione di epoca bizantinaUno degli aspetti più sorprendenti del sito è la
presenza di strutture murarie che sembrano appartenere a una fase molto
più tarda.
Durante le indagini archeologiche furono individuati
resti di muri a secco disposti secondo una configurazione interpretabile
come difensiva. Gli scavi
delle fosse di fondazione hanno permesso di riconoscere nell'area un
complesso militare attribuito all'epoca
bizantina.
La fortificazione sarebbe stata collocata lungo la
strada altomedievale che collegava
Brugnato e Borgotaro, una direttrice importante per
attraversare l'entroterra.
Questo dato modifica profondamente la lettura del
castellaro: non si tratta soltanto di un sito protostorico riutilizzato
occasionalmente, ma di un luogo che, molti secoli dopo le prime
frequentazioni, tornò ad assumere una funzione legata al controllo del
territorio e delle comunicazioni.
Dal castellaro al borgoL'attuale Vezzola sorse successivamente più a valle
rispetto al castellaro.
La formazione dell'abitato viene generalmente
ricondotta all'epoca medievale, quando il popolamento della zona si
organizzò progressivamente in piccoli nuclei legati alle pievi, alle
attività agricole e alle vie di comunicazione.
Non bisogna quindi identificare automaticamente il
castellaro con il paese attuale. Sono due realtà insediative distinte,
appartenenti a epoche differenti, anche se entrambe testimoniano
l'importanza della posizione geografica di Vezzola.
La presenza di un insediamento antico e, in seguito,
di una struttura militare indica però una continuità nella funzione
strategica del territorio: la collina permetteva di controllare i
percorsi che attraversavano questa parte dello Zignago.
La cappella dell’Immacolata
ConcezioneNel borgo attuale il principale edificio religioso è
la cappella dell'Immacolata Concezione,
dipendente dalla parrocchia di San Pietro nella Pieve di Zignago.
La cappella rappresenta la dimensione religiosa del
piccolo abitato e testimonia l'organizzazione ecclesiastica che per
secoli ha fatto capo alla Pieve di Cornia, l'antica Pieve di Zignago.
La pieve ebbe infatti una giurisdizione molto estesa.
Secondo la documentazione diocesana, nel Medioevo da essa dipendevano
numerose comunità dell'alta Val di Vara, tra cui Valgiuncata, Torpiana,
Scogna, Antessio e Rossano. Vezzola è ancora oggi compresa nell'ambito
parrocchiale della Pieve.
La Pieve di Cornia e il territorio di
VezzolaPer comprendere la storia di Vezzola è necessario
quindi guardare anche alla Pieve di
Cornia.
Le prime testimonianze scritte della pieve risalgono
al XII secolo e nel 1148 essa
passò ufficialmente alle dipendenze della diocesi e del vescovo di Luni.
Il territorio della pieve costituiva una delle più
vaste circoscrizioni religiose dell'area e comprendeva numerosi piccoli
insediamenti. La sua importanza era legata anche alla posizione
geografica: lo Zignago si trovava lungo i collegamenti fra
Levanto e Pontremoli e lungo
le direttrici che mettevano in comunicazione la costa con l'interno.
La storia religiosa di Vezzola va quindi inserita in
questo sistema territoriale più ampio, nel quale la pieve rappresentava
un punto di riferimento spirituale, amministrativo e comunitario.
Le strade e il controllo del
territorioLa posizione di Vezzola aiuta a spiegare perché il
territorio sia stato frequentato e fortificato in epoche tanto diverse.
Le montagne dello Zignago erano attraversate da
numerosi percorsi che collegavano i borghi dell'alta Val di Vara con i
passi verso la Lunigiana e l'Appennino. In età medievale e altomedievale
queste vie avevano un'importanza notevole sia per gli spostamenti locali
sia per i collegamenti a più lunga distanza.
La presenza della struttura militare bizantina di
Poggio Castellaro lungo la direttrice Brugnato-Borgotaro costituisce una
testimonianza particolarmente significativa dell'importanza di questi
percorsi.
Il controllo delle strade significava infatti
controllare anche il passaggio di persone, merci e animali. Per una
comunità montana come quella di Vezzola, la viabilità era quindi parte
integrante dell'organizzazione del territorio.
Il borgo ruraleCon la formazione dell'abitato moderno, la funzione
militare lasciò spazio a una struttura prevalentemente rurale.
Come negli altri paesi dello Zignago, la vita della
comunità era legata alla coltivazione dei terreni, all'allevamento e
allo sfruttamento dei boschi. La casa rurale non era semplicemente un
luogo di abitazione, ma comprendeva ambienti destinati alla
conservazione dei prodotti, al ricovero degli animali e alle attività
quotidiane.
La pietra locale e l'arenaria caratterizzano
l'architettura tradizionale, mentre la disposizione compatta delle
abitazioni rispondeva alle esigenze di una comunità abituata a vivere in
un ambiente montano.
Anche in questo caso il borgo racconta quindi una
storia fatta non soltanto di edifici religiosi o archeologici, ma
soprattutto del lavoro quotidiano delle famiglie che hanno abitato la
collina.
Vezzola nella storia dello ZignagoLe vicende di Vezzola si inseriscono nella storia
politica dell'intero territorio zignaghese.
In età altomedievale la zona apparteneva alla Pieve di
Cornia. Nel 1273 gli uomini
della comunità di Zignago giurarono fedeltà a Genova dopo l'uccisione
del signore locale, appartenente ai Malaspina.
La posizione strategica dell'area mantenne comunque a
lungo il territorio al centro delle contese tra Genova e le signorie
locali. La comunità di Zignago ottenne poi propri statuti, confermati
nel 1580.
Vezzola rimase all'interno di questa organizzazione
territoriale, conservando però il carattere di piccolo centro rurale
legato alla Pieve e agli altri borghi dell'alta valle.
La memoria del NovecentoLa storia di Vezzola non termina con la fine
dell'antico sistema rurale.
Come le altre frazioni dello Zignago, anche il paese
fu coinvolto nelle vicende del Novecento e in particolare nella memoria
della Resistenza, che
interess������ profondamente l'alta Val di Vara.
La posizione montana e la rete di antiche strade che
per secoli avevano collegato i diversi borghi assunsero nuovamente
importanza durante gli anni della guerra e della lotta di Liberazione.
La memoria della Resistenza appartiene oggi alla
storia collettiva dell'intero Comune di Zignago, insignito nel
1984 della Croce al Valore Militare
per il contributo dato alla lotta di Liberazione.
La memoria di VezzolaLa storia di Vezzola è una storia di lunga durata.
Sul Poggio Castellaro si incontrano le tracce delle
comunità dell'età del Bronzo e dell'et���� del Ferro; più tardi lo stesso
territorio fu interessato da una struttura militare di epoca bizantina,
legata a un'importante via di comunicazione. Nei secoli successivi il
popolamento si spostò verso l'attuale borgo, organizzato intorno alla
vita rurale e alla Pieve di Zignago.
Questa successione rende Vezzola particolarmente
significativa nel panorama dell'alta Val di Vara. Non sono soltanto le
case del paese a raccontarne la storia: la memoria del territorio è
custodita anche nelle strutture archeologiche nascoste sulle colline,
nelle antiche vie e nella piccola cappella dell'Immacolata Concezione.
Vezzola conserva così una storia fatta di
castellari, fortificazioni, pievi e
comunità rurali, nella quale le diverse epoche non si
cancellano a vicenda, ma lasciano tracce sovrapposte sullo stesso
territorio.
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