Villagrossa - Calice Al Cornoviglio

: Foto, storia e informazioni del borgo

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Oggi Villagrossa può essere considerata una delle piccole località nelle quali è ancora possibile leggere, attraverso il paesaggio e le architetture, il rapporto tra Lunigiana e Liguria, tra civiltà contadina e storia contemporanea. Un borgo appartato, ma tutt'altro che privo di storia: nelle sue pietre, nei suoi boschi e nella memoria della comunità rimangono le tracce di secoli di vita dell'entroterra spezzino...

Villagrossa

Villagrossa

Villagrossa

Il borgo

Chiesa di San Sebastiano

Chiesa di San Sebastiano

Chiesa di San Sebastiano

Chiesa

Dalla strada

Chiesa di San Sebastiano

Chiesa

Dal paese

In paese

Passaggio

Ruderi di casa

Passaggio

Case in paese

Vicolo

Case

La Chiesa

Il campanile

Case sopra strada

Informazioni storiche, culturali della località.

Villagrossa, il borgo tra la Lunigiana e la Val di Vara

Villagrossa è una delle località storiche del territorio di Calice al Cornoviglio, nel cuore della Lunigiana ligure. Il borgo si trova a circa 3 chilometri dal capoluogo, a oltre 500 metri di altitudine, immerso in un paesaggio caratterizzato da boschi, castagneti e rilievi che fanno da corona alla valle dell'Usurana. Il territorio di Calice al Cornoviglio conserva ancora oggi una forte identità rurale e una particolare posizione geografica: è infatti una terra di passaggio tra la Val di Vara, la Lunigiana e l'area appenninica, storicamente attraversata da mulattiere e percorsi che collegavano i diversi versanti dell'Appennino. Villagrossa appartiene a questo paesaggio storico e ne rappresenta uno degli esempi più interessanti per la presenza di edifici religiosi, architetture rurali e testimonianze della vita contadina.

Un territorio antico

La storia di Villagrossa deve essere letta all'interno delle vicende di Calice e dell'antica Lunigiana. Calice è documentato almeno dall'XI secolo e il suo territorio fu interessato nel Medioevo dalle dominazioni e dalle contese tra Malaspina, Fieschi e altre signorie locali, prima dell'affermazione del dominio genovese. Le vicende politiche del territorio furono strettamente legate alla posizione strategica dei suoi castelli e delle vallate che collegavano la costa ligure con l'entroterra. Villagrossa, pur non essendo un centro fortificato paragonabile ai castelli di Calice e Madrignano, conserva nelle proprie architetture la memoria di una società organizzata secondo le esigenze della vita rurale e della difesa.

L'architettura rurale di Villagrossa

Uno degli aspetti più caratteristici di Villagrossa è rappresentato dalle grandi case rurali con criptoportico, diffuse anche in altri borghi del territorio calicese. Si tratta di complessi edilizi di notevole dimensione, formati da più corpi di fabbrica organizzati intorno a spazi interni e collegati da gallerie e passaggi coperti. Queste strutture rispondevano contemporaneamente alle esigenze abitative, agricole e di protezione degli abitanti. A Villagrossa sono quindi leggibili le caratteristiche di quella particolare architettura ligure-lunigianese che si sviluppò nei borghi dell'entroterra: edifici in pietra, passaggi coperti, corti, portali e strutture pensate per adattarsi al pendio e al clima della montagna. La presenza di queste architetture è considerata una delle testimonianze più significative del patrimonio storico minore di Calice al Cornoviglio.

La chiesa di San Sebastiano

Nel cuore dell'abitato si trova la chiesa di San Sebastiano, una delle principali testimonianze religiose di Villagrossa. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali attribuisce la chiesa al XVII secolo e la identifica come edificio religioso realizzato con maestranze locali. La tradizione locale e le fonti descrittive ricordano inoltre l'edificio come costruzione in pietra arenaria e sottolineano il particolare portale del 1635, caratterizzato dalla lavorazione a punta di diamante. All'interno sono conservate statue dedicate a Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano, testimonianza della devozione religiosa che per secoli ha accompagnato la vita della comunità. La chiesa non è soltanto un luogo di culto: rappresenta uno dei punti attraverso cui leggere la storia sociale del borgo, perché le chiese e gli oratori delle piccole comunità rurali erano tradizionalmente luoghi di incontro, celebrazione e riconoscimento dell'identità collettiva.

La famiglia Rapallini e le dimore storiche

Tra le architetture civili di maggiore interesse viene ricordata la villa della famiglia Rapallini, edificio storico attribuito probabilmente al XVI secolo. La villa conserva elementi di particolare pregio, tra cui un atrio di gusto genovese e decorazioni pittoriche attribuite al pittore spezzino Agostino Fossati. La presenza di una dimora di questo tipo testimonia l'esistenza, anche nei piccoli centri dell'entroterra, di famiglie che avevano raggiunto una certa posizione economica e sociale e che investivano nella costruzione e nella decorazione delle proprie abitazioni. È proprio questo incontro tra architettura rurale, case signorili e luoghi religiosi a rendere particolarmente interessante il patrimonio storico di Villagrossa.

Il castagno e la civiltà contadina

Per comprendere la cultura di Villagrossa bisogna soprattutto considerare il rapporto con il bosco e il castagno. Per secoli il castagno ha rappresentato una risorsa fondamentale per le popolazioni delle vallate interne. Fino agli anni Sessanta del Novecento molte famiglie calicesi affiancavano all'agricoltura e all'allevamento la raccolta delle castagne. Il frutto veniva selezionato: le castagne migliori erano destinate all'essiccazione e alla successiva macinazione, mentre quelle meno pregiate venivano utilizzate come alimento per gli animali. La farina di castagne entrava così nell'alimentazione quotidiana e veniva utilizzata per preparare polenta, frittelle, castagnaccio e altri piatti della tradizione. È significativo che proprio Villagrossa sia stata la prima sede della Festa del Castagno di Calice. La manifestazione nacque nel 1964 per iniziativa della Pro Loco e le prime edizioni si svolsero nell'area dell'attuale parco comunale, allora conosciuta con il nome dialettale di “larora”. Nel 1968 la festa venne trasferita a Calice Castello, dove continua a svolgersi ancora oggi. La storia della Festa del Castagno racconta quindi anche il passaggio da una società nella quale il castagno era una vera risorsa economica e alimentare a una nuova fase nella quale questo patrimonio è diventato soprattutto elemento della memoria e della cultura locale.

Villagrossa e la Resistenza

Uno dei capitoli più importanti della storia contemporanea di Villagrossa è legato alla Resistenza. Dopo l'8 settembre 1943, nel territorio di Calice al Cornoviglio nacquero diversi gruppi di opposizione al fascismo e di sostegno ai militari italiani sbandati. Uno di questi nuclei si organizzò proprio a Villagrossa, sotto il comando di Ugo Tarantola. Il gruppo si collegò progressivamente con altre realtà della zona, estendendo la propria rete verso Santa Maria, Molunghi, Calice, Campi, Nasso, Suvero, Veppo e Casoni. Già il 19 ottobre 1943, rappresentanti dei gruppi di Villagrossa, Borseda e Debeduse parteciparono a un primo incontro di coordinamento presso il cascinale Buscini, a Debeduse. L'incontro, promosso dal tenente Daniele Bucchioni, rappresentò uno dei primi momenti organizzativi della Resistenza calicese. La posizione geografica di Villagrossa assunse progressivamente una particolare importanza. I percorsi montani collegavano il borgo con le zone dell'alta Val di Vara e con i valichi appenninici. Nell'autunno del 1944 il Battaglione Val di Vara, appartenente alla Colonna “Giustizia e Libertà”, ebbe la propria sede a Villagrossa. Il battaglione era comandato da Orazio Montefiori “Martini”, con Daniele Bucchioni “Dany” come vicecomandante. La presenza partigiana trasformò così Villagrossa in uno dei luoghi importanti della rete resistenziale della Val di Vara e del territorio spezzino. Questa memoria costituisce ancora oggi una parte essenziale dell'identità storica del borgo e dell'intero territorio calicese.

Una piccola comunità nel paesaggio dell'Appennino

La storia di Villagrossa è dunque quella di una comunità di montagna che ha costruito la propria identità attraverso il rapporto con il territorio. La pietra delle case, i criptoportici, la chiesa di San Sebastiano, le antiche dimore, i castagneti e gli antichi percorsi raccontano una società nella quale abitare significava adattarsi alla montagna e utilizzare con attenzione le risorse del territorio. A questa storia si aggiunge quella del Novecento, con l'abbandono progressivo delle campagne, la trasformazione dell'economia rurale e la conservazione delle tradizioni attraverso feste, memoria familiare e iniziative culturali. Oggi Villagrossa può essere considerata una delle piccole località nelle quali è ancora possibile leggere, attraverso il paesaggio e le architetture, il rapporto tra Lunigiana e Liguria, tra civiltà contadina e storia contemporanea. Un borgo appartato, ma tutt'altro che privo di storia: nelle sue pietre, nei suoi boschi e nella memoria della comunità rimangono le tracce di secoli di vita dell'entroterra spezzino.
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