Vitoio - Camporgiano

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Foto-fotografie -Immagini-Borgo-frazione-Località della Garfagnana (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)

Vitoio

Inizio del paese

La Chiesa vista dalla strada

La Chiesa vista dalla strada

Indicazione

La Chiesa vista dalla strada

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta

La fontana dalla Chiesa

Chiesa di Santa Maria Assunta

Campanile

Fregio sul portale

Lapide commemorativa

Entrata laterale della Chiesa

Canonica

Forno in disuso della Canonica

La Chiesa lato strada

Interno della Chiesa

Interno

Interno

Il pulpito

Interno

Interno

Interno

Interno

Acquasantiera

Confessionale

In paese

In paese

La fontana

In paese

In paese

In paese

In paese

Vista

In paese

Immagine su casa

Gatto di paese

Gatto di paese

Gatto di paese

Antico palazzo

Casa

Cane che abbaia

Vista sulla Chiesa

Vista sulla Chiesa

Palazzo

Portale

Figura su casa

Casa

Il paese visto dalla campagna sottostante

Il paese visto dalla campagna sottostante

Il paese visto dalla campagna sottostante

Caprette locali

Capretta locale

Informazioni storiche, culturali della località.

Vitoio: storia, Santa Maria Assunta e tradizioni dell'Alta Garfagnana

Vitoio è una frazione del Comune di Camporgiano , nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. È un piccolo borgo immerso nel paesaggio rurale della valle, circondato da boschi, prati e antichi terreni agricoli e strettamente legato alla vicina Casatico . Le dimensioni contenute del paese non devono però trarre in inganno. Vitoio custodisce infatti una delle più antiche testimonianze religiose documentate dell'intera Garfagnana. La Chiesa di Santa Maria Assunta affonda le proprie radici nell'Alto Medioevo e conserva ancora oggi tracce di differenti epoche costruttive, opere d'arte e uno straordinario soffitto ligneo seicentesco. La storia del paese attraversa così più di dodici secoli, dall'età longobarda alla Garfagnana medievale, dal dominio estense alla civiltà contadina, fino ai terremoti e alle trasformazioni del Novecento.

Una storia che comincia nell'Alto Medioevo

Il nome di Vitoio compare in documenti molto antichi. La testimonianza più celebre risale al 6 dicembre 795 . In quella data un personaggio longobardo ricordato dalle fonti come Toto o Totone fondò e dotò un edificio religioso dedicato alla Vergine Maria. La documentazione rappresenta una delle testimonianze altomedievali più importanti del territorio di Camporgiano. Siamo in un'epoca nella quale il Regno longobardo era appena terminato e l'Italia centro-settentrionale era entrata nell'orbita carolingia. La presenza di famiglie di origine longobarda rimaneva però fortissima.

Toto e la chiesa del 795

Secondo le antiche pergamene, Toto destinò beni alla chiesa da lui fondata. Altri beni furono aggiunti negli anni successivi. Queste donazioni erano frequenti nell'Alto Medioevo. Un proprietario poteva fondare una chiesa privata e dotarla di terreni, case e rendite necessarie al suo mantenimento. La chiesa diventava così contemporaneamente un luogo religioso e un centro di organizzazione del territorio. La carta del 795 dimostra quindi l'esistenza a Vitoio di una comunità e di proprietà sufficientemente strutturate già oltre milleduecento anni fa.

La prudenza degli studiosi

È però importante fare una distinzione. Il documento del 795 dimostra l'esistenza di una chiesa a Vitoio , ma non significa necessariamente che le murature più antiche dell'edificio attuale appartengano a quella costruzione. Gli studi archeologici e architettonici più recenti hanno infatti evidenziato una storia costruttiva molto complessa. L'edificio medievale visibile oggi appartiene probabilmente a una fase successiva. La chiesa altomedievale e quella attuale sono quindi unite dalla continuità del luogo e della tradizione religiosa, ma non possono essere automaticamente considerate lo stesso edificio materiale.

Viturio

Nei documenti medievali il nome del paese compare in forme differenti. Una delle più interessanti è Viturio . Nel 1154 , in un privilegio di papa Anastasio IV relativo alla diocesi di Luni, viene ricordata una Sancte Maria in Viturio. Questa attestazione è fondamentale perché ci porta direttamente alla fase medievale della chiesa. Mostra inoltre un elemento importante della storia religiosa dell'Alta Garfagnana: il territorio non fu sempre ecclesiasticamente legato a Lucca come lo è oggi.

Tra Lucca e Luni

Nel Medioevo i confini delle diocesi erano differenti da quelli attuali. Una parte dell'Alta Garfagnana gravitava ecclesiasticamente verso Luni . Le montagne non costituivano una barriera assoluta. Sentieri e mulattiere mettevano in comunicazione la valle del Serchio con Lunigiana e Versilia. Persone, merci e devozioni attraversavano continuamente i passi. La storia di Santa Maria di Vitoio conserva quindi anche la memoria di una Garfagnana posta all'incrocio tra territori differenti.

Il borgo medievale

Intorno alla chiesa e alle proprietà rurali si sviluppò nel tempo il piccolo insediamento di Vitoio. Il paese non assunse mai le dimensioni di un grande centro. Rimase una comunità agricola raccolta. Le case venivano costruite utilizzando soprattutto pietra e legname disponibili localmente. Vicino alle abitazioni si trovavano orti, stalle, fienili e piccoli appezzamenti. Il borgo era inseparabile dal territorio che lo circondava.

Una villa padronale

Il nucleo storico di Vitoio presenta una caratteristica particolare. L'abitato si raccoglie anche intorno a una villa padronale , testimonianza di una struttura sociale nella quale accanto alle piccole proprietà contadine esistevano patrimoni fondiari più consistenti. La villa e le case rurali raccontano quindi due aspetti dello stesso mondo. Da una parte le famiglie che lavoravano direttamente la terra. Dall'altra proprietari e famiglie che disponevano di beni più estesi.

Santa Maria Assunta

Il monumento più importante del paese è senza dubbio la Chiesa di Santa Maria Assunta . Vista dall'esterno appare relativamente semplice. La muratura in pietra lasciata a vista permette però di leggere chiaramente numerose trasformazioni. Materiali e tecniche costruttive differenti testimoniano ampliamenti e rifacimenti realizzati nel corso dei secoli. La chiesa che vediamo oggi non appartiene quindi a un'unica epoca. È il risultato di una storia lunghissima.

La fase romanica

Una parte importante delle murature viene ricondotta alla fase medievale e romanica . L'edificio originario doveva essere più piccolo rispetto a quello attuale. La facciata e la zona absidale subirono profonde trasformazioni. La chiesa venne allungata. L'antica abside fu sostituita dalla scarsella rettangolare. Nuove aperture modificarono le pareti. Proprio queste trasformazioni rendono Santa Maria Assunta particolarmente interessante per lo studio dell'architettura medievale della Garfagnana.

Una chiesa trasformata dalla comunità

Ogni modifica racconta anche un cambiamento nella popolazione. Quando una comunità cresceva, la chiesa poteva diventare troppo piccola. Quando cambiavano le forme della liturgia, occorreva modificare altari e presbiterio. Quando terremoti o infiltrazioni danneggiavano l'edificio, bisognava ricostruire. Santa Maria Assunta può quindi essere letta come una sorta di archivio costruito. Le sue pietre conservano le tracce delle generazioni che l'hanno utilizzata.

Il Seicento

Il XVII secolo fu particolarmente importante. Nel 1618 venne ricostruita o profondamente modificata la zona absidale. Pochi anni dopo iniziarono lavori destinati a lasciare una delle testimonianze più spettacolari dell'intera chiesa. Nel 1624 artigiani locali iniziarono infatti a lavorare alla copertura interna. Nacque così il grande soffitto ligneo che ancora oggi domina la navata.

Il soffitto a cassettoni

Il soffitto di Santa Maria Assunta è realizzato in legno di castagno . Occupa praticamente tutta la navata. Misura circa 18 metri di lunghezza per 7,10 di larghezza . È formato da 64 cassettoni lignei , ognuno decorato in maniera differente. All'interno delle forme geometriche compaiono rombi dentellati e motivi floreali. È un'opera straordinaria non soltanto per la qualità decorativa, ma anche perché utilizza uno dei materiali simbolo della Garfagnana: il castagno.

Il castagno trasformato in arte

Per gli abitanti della montagna il castagno significava soprattutto sopravvivenza. Produceva alimento. Forniva legna. Permetteva di costruire travi, mobili e attrezzi. A Vitoio lo stesso materiale venne però trasformato anche in arte sacra . Il soffitto della chiesa dimostra quindi la straordinaria capacità degli artigiani locali. Un albero che sosteneva l'economia contadina diventava parte di una delle più importanti decorazioni religiose del paese.

Le capriate

Anche la struttura del tetto conserva un notevole interesse. La copertura è sostenuta da grandi capriate lignee in castagno . La scelta del materiale non era casuale. Il castagno garantiva travi resistenti e relativamente durevoli. La struttura portante e il soffitto decorato formano quindi un unico grande sistema ligneo. È una testimonianza importante delle tecniche costruttive utilizzate nella Garfagnana moderna.

Le trasformazioni del Settecento

Anche il Settecento modificò profondamente la chiesa. Nel 1718 venne interessato il campanile. Intorno al 1740 furono realizzati interventi decorativi nella zona della scarsella. La facciata venne successivamente riorganizzata. Il portale attuale appartiene alla fase finale di questa lunga stagione di lavori. Una data ricorda infatti il 1784 .

Il portale del 1784

Il portale che oggi introduce nella chiesa non è quello medievale. La sua sistemazione risale al 1784 . Sopra l'ingresso si trova un timpano spezzato con un cartiglio che conserva la data. La modifica faceva parte di una serie più ampia di interventi che avevano progressivamente trasformato l'antico edificio romanico. Il risultato è particolarmente interessante. La facciata conserva infatti insieme elementi medievali e aggiunte settecentesche.

La navata

L'interno è organizzato in un'unica navata . Subito dopo l'ingresso si incontra la cantoria. Il grande soffitto ligneo accompagna lo sguardo verso il presbiterio. Lungo le pareti si trovano altari e opere devozionali. L'ambiente non è monumentale nelle dimensioni. La ricchezza deriva soprattutto dalla qualità delle opere conservate e dalla stratificazione delle decorazioni.

La cantoria e l'organo

Sopra l'ingresso si trova una cantoria lignea . Qui è collocato l'organo, inserito all'interno di un'edicola tripartita. Le canne rimangono chiaramente visibili. L'organo accompagnava le celebrazioni più importanti. Nelle feste religiose il suono dello strumento, insieme alle campane, trasformava completamente l'atmosfera del piccolo paese. Per una comunità rurale era uno dei momenti nei quali musica, fede e vita collettiva diventavano inseparabili.

Pietro da Talada

Tra le opere conservate nella chiesa emerge il nome di Pietro da Talada , conosciuto anche come il Maestro di Borsigliana . Fu uno degli artisti più interessanti attivi nell'Alta Garfagnana tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. Le sue opere sono conservate in diverse chiese della valle. Il suo linguaggio unisce elementi tardogotici e rinascimentali, dando origine a immagini particolarmente riconoscibili. La presenza di una sua opera a Vitoio inserisce il paese in un vero itinerario artistico della Garfagnana.

La Madonna con il Bambino

Nella zona di fondo della chiesa si conserva una composizione nella quale compare una Madonna con il Bambino , affiancata da figure dipinte di santi. L'opera viene collegata a Pietro da Talada. Sono rappresentati Sant'Antonio, San Pietro, San Giovanni e San Domenico . La composizione costituisce una delle principali testimonianze artistiche conservate a Vitoio. Per secoli non fu naturalmente osservata come un'opera museale. Era prima di tutto un'immagine davanti alla quale pregare.

La Madonna del Rosario

Un'altra importante pala rappresenta la Madonna del Rosario . La devozione al Rosario conobbe una grande diffusione soprattutto in età moderna. Le confraternite contribuirono a diffonderne il culto anche nei piccoli paesi. La presenza dell'altare testimonia quindi l'evoluzione della religiosità locale. Santa Maria Assunta conserva opere appartenenti a epoche differenti proprio perché ogni generazione aggiunse nuove forme di devozione.

L'altare maggiore

Particolarmente ricco è anche l'antico altare maggiore . Il tabernacolo assume la forma di un piccolo tempio concluso da una cupola dorata. Intorno si trovano grandi candelieri e figure di angeli. L'apparato appartiene a una concezione della chiesa molto diversa dalla semplicità medievale originaria. È il risultato della progressiva trasformazione barocca degli spazi sacri.

Il campanile

Il campanile rappresentava la voce del paese. Le campane scandivano la giornata. Annunciavano la Messa. Segnalavano matrimoni e funerali. Potevano richiamare la popolazione in caso di emergenza. In una comunità priva di telefoni e orologi personali, il suono delle campane era un vero sistema di comunicazione. Il rifacimento documentato nel 1718 testimonia l'importanza attribuita alla struttura.

Vitoio e Casatico

La storia di Vitoio è strettamente intrecciata con quella di Casatico . I due paesi sorgono molto vicini e hanno condiviso per secoli numerosi aspetti della vita religiosa e sociale. Ancora oggi la parrocchia viene indicata come Santa Maria Assunta di Vitoio-Casatico . Per gli abitanti di Casatico, Santa Maria rappresentò a lungo il principale riferimento parrocchiale. L'Oratorio dello Spirito Santo di Casatico completava invece la presenza religiosa nel paese vicino.

Una chiesa madre del territorio

L'importanza di Santa Maria Assunta andava un tempo oltre Vitoio e Casatico. Le fonti locali ricordano infatti che anche comunità vicine facevano riferimento alla chiesa per alcuni sacramenti. Prima dell'autonomia di altre parrocchie, il fonte battesimale di Vitoio svolse quindi una funzione per un territorio più ampio. È un altro indizio dell'antichità e dell'importanza ecclesiastica di Santa Maria.

I Capitoli della comunità di Vitoio

La storia civile del paese possiede una testimonianza altrettanto interessante. Nell' Archivio storico della Garfagnana sono conservati i Capitoli della comunità di Vitoio . La documentazione comprende riforme e conferme successive e una copia ottocentesca. L'esistenza dei Capitoli dimostra che Vitoio era una comunità organizzata, capace di regolare direttamente molti aspetti della propria vita collettiva.

Le regole della comunità

Nei paesi rurali le regole erano indispensabili. Boschi, pascoli, strade e acque dovevano essere gestiti in maniera condivisa. Bisognava impedire che gli animali danneggiassero i campi. Era necessario stabilire chi dovesse partecipare alla manutenzione delle vie. I beni comuni dovevano essere protetti. Le comunità svilupparono così propri sistemi di norme e sanzioni. I Capitoli di Vitoio appartengono a questa lunga tradizione di autogoverno della montagna.

Vitoio nella Garfagnana estense

Nel Quattrocento il territorio di Camporgiano entrò progressivamente sotto il dominio degli Este . Camporgiano divenne sede di una delle principali vicarie della Garfagnana estense. Vitoio condivise quindi per secoli la storia politica del Ducato. La Rocca di Camporgiano rappresentava il principale centro militare e amministrativo. Le piccole comunità continuavano però a mantenere una forte identità locale.

La vita rurale

Per la maggior parte degli abitanti la grande politica rimaneva lontana dalla quotidianità. La vita era dominata dalle stagioni. Si seminava. Si falciava il fieno. Si raccoglievano le castagne. Si curavano gli animali. Si tagliava la legna. L'agricoltura della Garfagnana non produceva grandi eccedenze. Era soprattutto un'economia familiare nella quale ogni risorsa aveva valore.

I castagneti

Il castagno era fondamentale. Non sorprende che proprio il legno di castagno sia stato utilizzato in maniera così estesa anche nella chiesa. Nei boschi intorno al paese gli alberi venivano curati come vere coltivazioni. Il terreno era pulito. Le piante venivano innestate e potate. In autunno la raccolta coinvolgeva intere famiglie. La castagna rappresentava una delle principali garanzie alimentari dell'inverno.

I metati

Le castagne destinate alla farina venivano portate nei metati . Questi piccoli edifici erano divisi in due livelli. In alto venivano distribuiti i frutti. Sotto ardeva lentamente un fuoco. Il calore e il fumo essiccavano le castagne nel corso di diverse settimane. Terminato il processo, potevano essere sbucciate e portate al mulino.

La farina di castagne

La farina ottenuta costituiva uno degli alimenti fondamentali. Con essa si preparavano necci , polente e altre pietanze. La farina poteva essere conservata per molto tempo. In un'economia nella quale l'inverno rappresentava il periodo più difficile, questa caratteristica era essenziale. Il castagno non era quindi soltanto un elemento del paesaggio. Era una vera forma di sicurezza alimentare.

Campi e prati

Accanto ai castagneti esistevano campi destinati ai cereali, alle patate, ai legumi e agli ortaggi. I prati fornivano invece il fieno necessario agli animali. Durante l'estate la fienagione impegnava tutta la famiglia. L'erba veniva tagliata, lasciata asciugare e infine trasportata nei fienili. Bisognava accumularne abbastanza per superare i lunghi mesi invernali.

Gli animali

Bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile completavano l'economia familiare. Gli animali producevano latte, formaggi e carne. I bovini potevano inoltre essere utilizzati nel lavoro agricolo. Il letame serviva per concimare i campi. Nulla veniva sprecato. L'economia rurale funzionava attraverso un equilibrio molto preciso tra bosco, coltivazioni e allevamento.

Le mulattiere

Prima della costruzione delle moderne strade, Vitoio era collegato agli altri paesi attraverso mulattiere e sentieri . Un percorso raggiungeva rapidamente Casatico. Altri conducevano verso Camporgiano, Puglianella, Roggio e le campagne circostanti. Le persone camminavano quotidianamente per chilometri. I muli trasportavano merci e materiali. Sentieri oggi utilizzati per passeggiare erano allora vere strade di lavoro.

Il terremoto del 1920

Il 7 settembre 1920 un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana. Il territorio di Camporgiano fu duramente interessato. Case, chiese e infrastrutture subirono danni. Il sisma segnò profondamente anche la storia amministrativa locale: una parte consistente dell'antico archivio comunale di Camporgiano, comprese carte relative ai comunelli di Vitoio e Casatico , andò perduta a causa del terremoto e, successivamente, degli eventi della Seconda guerra mondiale. Per la ricostruzione della storia locale questa perdita è enorme.

Una memoria documentaria spezzata

La distruzione degli archivi aiuta anche a comprendere perché alcuni aspetti della storia dei piccoli paesi siano oggi difficili da ricostruire. Registri, deliberazioni e carte amministrative raccontavano la vita quotidiana delle comunità. Quando questi documenti scompaiono, rimangono soltanto frammenti conservati altrove. Per fortuna una parte delle carte della Garfagnana estense è sopravvissuta negli archivi statali. È grazie a queste fonti che conosciamo, per esempio, i Capitoli della comunità di Vitoio.

La Seconda guerra mondiale

Tra il 1944 e il 1945 la Garfagnana tornò a essere direttamente coinvolta nella guerra. La Linea Gotica attraversava le montagne della Toscana settentrionale. Il territorio di Camporgiano visse mesi difficili, segnati dalla presenza militare, dagli sfollamenti e dalla scarsità di risorse. Per le comunità rurali significava affrontare nuovamente una situazione di emergenza appena una generazione dopo il terremoto.

Il dopoguerra

Dopo il conflitto iniziò una trasformazione radicale. Migliorarono le strade. Automobili e mezzi motorizzati sostituirono progressivamente muli e carri. L'agricoltura perse la centralità economica che aveva avuto per secoli. Molti giovani cercarono lavoro nei centri maggiori o fuori dalla Garfagnana. Anche Vitoio conobbe quindi il fenomeno dello spopolamento.

Il bosco ritorna

L'abbandono dell'agricoltura modificò profondamente il paesaggio. Terreni che per generazioni erano stati coltivati tornarono lentamente al bosco. Molti prati non vennero più falciati. I castagneti furono curati meno intensamente. Il paesaggio attuale appare così più boscoso rispetto a quello che avrebbero conosciuto gli abitanti dell'Ottocento. La natura che oggi circonda il borgo è in parte il risultato di questa trasformazione recente.

I restauri contemporanei

Negli ultimi decenni Santa Maria Assunta è stata oggetto di importanti interventi di conservazione. Nel 2011 venne restaurata la copertura. Dal 2013 iniziarono interventi sul prezioso soffitto ligneo. Nello stesso anno un terremoto provocò nuovi danni all'edificio. Nel 2014 furono realizzati lavori di consolidamento. Il recupero del soffitto e del coro ha restituito alla comunità uno dei principali tesori artistici della chiesa.

Il restauro del soffitto

Il lavoro sul soffitto fu particolarmente delicato. Tre secoli avevano inevitabilmente lasciato tracce sul legno. Fu necessario pulire le superfici, consolidare le parti indebolite e sostituire gli elementi ormai compromessi. Il restauro permise di riportare alla luce la ricchezza dei 64 cassettoni . La chiesa recuperò così uno dei suoi elementi più spettacolari.

Le ricerche sulla chiesa

Santa Maria Assunta è stata anche oggetto di studi universitari. L'edificio è stato documentato attraverso fotomodellazione e laser scanner tridimensionale . Queste tecnologie permettono di registrare con grande precisione le murature. Differenze nei materiali, aperture tamponate e cambiamenti nella tecnica costruttiva aiutano gli studiosi a ricostruire le varie fasi dell'edificio. Una chiesa nata molti secoli fa viene quindi studiata oggi utilizzando strumenti digitali estremamente avanzati.

Una storia ancora da comprendere

Le ricerche hanno mostrato anche quanto sia complessa la storia della chiesa. Per lungo tempo si è identificato direttamente l'edificio attuale con la fondazione longobarda del 795. Gli studi più recenti invitano invece alla prudenza. Alcuni reperti e la lettura delle murature suggeriscono una vicenda più articolata. Questo non diminuisce l'importanza di Santa Maria Assunta. Al contrario, rende la sua storia ancora più affascinante.

Dalla diocesi di Massa a Lucca

Per una parte dell'età contemporanea la parrocchia appartenne alla Diocesi di Massa . La situazione cambiò nel 1992 , quando una riorganizzazione dei confini ecclesiastici trasferì diverse parrocchie della Garfagnana estense all' Arcidiocesi di Lucca . Santa Maria Assunta tornò così nell'organizzazione ecclesiastica lucchese. Era quasi un ritorno alle origini, considerando che la documentazione altomedievale del territorio è profondamente legata alla storia religiosa di Lucca.

Vitoio oggi

Oggi Vitoio conserva l'aspetto di un piccolo borgo rurale. La vicinanza con Casatico mantiene vivo il legame storico tra le due comunità. Il paesaggio è dominato dai boschi e dal verde. Santa Maria Assunta rimane il principale monumento. La sua semplice muratura esterna nasconde un interno sorprendentemente ricco. È proprio questo contrasto a rendere la chiesa particolarmente affascinante.

Dodici secoli di storia

Pochi piccoli paesi possono raccontare la propria storia attraverso una sequenza documentaria così lunga. 795 : la fondazione longobarda di una chiesa a Vitoio. 1154 : Santa Maria in Viturio compare nella documentazione medievale. 1618 : trasformazione della zona absidale. 1624 : inizio della realizzazione del grande soffitto ligneo. 1718 : interventi sul campanile. 1784 : nuovo portale. 1920 : il grande terremoto. 2013-2014 : nuovi danni sismici e consolidamento. Sono date lontanissime tra loro, ma appartengono tutte alla storia dello stesso luogo.

Il vero tesoro di Vitoio

Il patrimonio di Vitoio non consiste soltanto nelle singole opere d'arte. Il suo valore più grande è la continuità . Per oltre mille anni generazioni differenti hanno frequentato lo stesso luogo. Hanno modificato la chiesa. L'hanno ampliata. L'hanno decorata. L'hanno riparata dopo terremoti e deterioramenti. Hanno continuato a considerarla parte della propria identità. Ogni intervento ha aggiunto un nuovo capitolo.

Un borgo da riscoprire

Visitare Vitoio significa quindi entrare in uno dei luoghi storicamente più interessanti del territorio di Camporgiano. La sua storia è nelle pergamene dell'Alto Medioevo. È nelle pietre romaniche di Santa Maria Assunta. È nella Madonna legata a Pietro da Talada. È nel grande soffitto di castagno costruito dagli artigiani del Seicento. È nei Capitoli dell'antica comunità. È nei castagneti, nei metati e nelle mulattiere che sostenevano la vita quotidiana. Ed è nel rapporto con Casatico, ancora oggi evidente nell'identità parrocchiale condivisa. Vitoio racconta così una Garfagnana antichissima, nella quale Longobardi, comunità medievali, artisti, contadini e artigiani hanno lasciato tracce sovrapposte per più di dodici secoli. Un piccolo paese che custodisce, dietro l'apparente semplicità delle sue case e dei suoi boschi, uno dei capitoli più lunghi e affascinanti della storia di Camporgiano.
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