Vitoio: storia, Santa
Maria Assunta e tradizioni dell'Alta Garfagnana
Vitoio
è una frazione del Comune di
Camporgiano
, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca.
È un piccolo borgo immerso nel paesaggio rurale della
valle, circondato da boschi, prati e antichi terreni agricoli e
strettamente legato alla vicina
Casatico
.
Le dimensioni contenute del paese non devono però
trarre in inganno.
Vitoio custodisce infatti una delle più antiche
testimonianze religiose documentate dell'intera Garfagnana.
La
Chiesa di Santa
Maria Assunta
affonda le proprie radici nell'Alto Medioevo e
conserva ancora oggi tracce di differenti epoche costruttive, opere
d'arte e uno straordinario soffitto ligneo seicentesco.
La storia del paese attraversa così più di dodici
secoli, dall'età longobarda alla Garfagnana medievale, dal dominio
estense alla civiltà contadina, fino ai terremoti e alle trasformazioni
del Novecento.
Una storia che comincia nell'Alto
Medioevo
Il nome di Vitoio compare in documenti molto antichi.
La testimonianza più celebre risale al
6 dicembre 795
.
In quella data un personaggio longobardo ricordato
dalle fonti come
Toto o Totone
fondò e dotò un edificio religioso dedicato alla Vergine Maria.
La documentazione rappresenta una delle testimonianze
altomedievali più importanti del territorio di Camporgiano.
Siamo in un'epoca nella quale il Regno longobardo era
appena terminato e l'Italia centro-settentrionale era entrata
nell'orbita carolingia.
La presenza di famiglie di origine longobarda rimaneva
però fortissima.
Toto e la chiesa del 795
Secondo le antiche pergamene, Toto destinò beni alla
chiesa da lui fondata.
Altri beni furono aggiunti negli anni successivi.
Queste donazioni erano frequenti nell'Alto Medioevo.
Un proprietario poteva fondare una chiesa privata e
dotarla di terreni, case e rendite necessarie al suo mantenimento.
La chiesa diventava così contemporaneamente un luogo
religioso e un centro di organizzazione del territorio.
La carta del 795 dimostra quindi l'esistenza a Vitoio
di una comunità e di proprietà sufficientemente strutturate già oltre
milleduecento anni fa.
La prudenza degli studiosi
È però importante fare una distinzione.
Il documento del 795 dimostra l'esistenza di una
chiesa a Vitoio
, ma non
significa necessariamente che le murature più antiche dell'edificio
attuale appartengano a quella costruzione.
Gli studi archeologici e architettonici più recenti
hanno infatti evidenziato una storia costruttiva molto complessa.
L'edificio medievale visibile oggi appartiene
probabilmente a una fase successiva.
La chiesa altomedievale e quella attuale sono quindi
unite dalla continuità del luogo e della tradizione religiosa, ma non
possono essere automaticamente considerate lo stesso edificio materiale.
Viturio
Nei documenti medievali il nome del paese compare in
forme differenti.
Una delle più interessanti è
Viturio
.
Nel
1154
, in
un privilegio di papa Anastasio IV relativo alla diocesi di Luni, viene
ricordata una Sancte Maria in Viturio.
Questa attestazione è fondamentale perché ci porta
direttamente alla fase medievale della chiesa.
Mostra inoltre un elemento importante della storia
religiosa dell'Alta Garfagnana: il territorio non fu sempre
ecclesiasticamente legato a Lucca come lo è oggi.
Tra Lucca e Luni
Nel Medioevo i confini delle diocesi erano differenti
da quelli attuali.
Una parte dell'Alta Garfagnana gravitava
ecclesiasticamente verso
Luni
.
Le montagne non costituivano una barriera assoluta.
Sentieri e mulattiere mettevano in comunicazione la
valle del Serchio con Lunigiana e Versilia.
Persone, merci e devozioni attraversavano
continuamente i passi.
La storia di Santa Maria di Vitoio conserva quindi
anche la memoria di una Garfagnana posta all'incrocio tra territori
differenti.
Il borgo medievale
Intorno alla chiesa e alle proprietà rurali si
sviluppò nel tempo il piccolo insediamento di Vitoio.
Il paese non assunse mai le dimensioni di un grande
centro.
Rimase una comunità agricola raccolta.
Le case venivano costruite utilizzando soprattutto
pietra e legname disponibili localmente.
Vicino alle abitazioni si trovavano orti, stalle,
fienili e piccoli appezzamenti.
Il borgo era inseparabile dal territorio che lo
circondava.
Una villa padronale
Il nucleo storico di Vitoio presenta una
caratteristica particolare.
L'abitato si raccoglie anche intorno a una
villa padronale
, testimonianza
di una struttura sociale nella quale accanto alle piccole proprietà
contadine esistevano patrimoni fondiari più consistenti.
La villa e le case rurali raccontano quindi due
aspetti dello stesso mondo.
Da una parte le famiglie che lavoravano direttamente
la terra.
Dall'altra proprietari e famiglie che disponevano di
beni più estesi.
Santa Maria Assunta
Il monumento più importante del paese è senza dubbio
la
Chiesa di Santa Maria Assunta
.
Vista dall'esterno appare relativamente semplice.
La muratura in pietra lasciata a vista permette però
di leggere chiaramente numerose trasformazioni.
Materiali e tecniche costruttive differenti
testimoniano ampliamenti e rifacimenti realizzati nel corso dei secoli.
La chiesa che vediamo oggi non appartiene quindi a
un'unica epoca.
È il risultato di una storia lunghissima.
La fase romanica
Una parte importante delle murature viene ricondotta
alla fase
medievale e romanica
.
L'edificio originario doveva essere più piccolo
rispetto a quello attuale.
La facciata e la zona absidale subirono profonde
trasformazioni.
La chiesa venne allungata.
L'antica abside fu sostituita dalla scarsella
rettangolare.
Nuove aperture modificarono le pareti.
Proprio queste trasformazioni rendono Santa Maria
Assunta particolarmente interessante per lo studio dell'architettura
medievale della Garfagnana.
Una chiesa trasformata dalla comunità
Ogni modifica racconta anche un cambiamento nella
popolazione.
Quando una comunità cresceva, la chiesa poteva
diventare troppo piccola.
Quando cambiavano le forme della liturgia, occorreva
modificare altari e presbiterio.
Quando terremoti o infiltrazioni danneggiavano
l'edificio, bisognava ricostruire.
Santa Maria Assunta può quindi essere letta come una
sorta di archivio costruito.
Le sue pietre conservano le tracce delle generazioni
che l'hanno utilizzata.
Il Seicento
Il
XVII secolo
fu particolarmente importante.
Nel
1618
venne ricostruita o profondamente modificata la zona absidale.
Pochi anni dopo iniziarono lavori destinati a lasciare
una delle testimonianze più spettacolari dell'intera chiesa.
Nel
1624
artigiani locali iniziarono infatti a lavorare alla copertura interna.
Nacque così il grande soffitto ligneo che ancora oggi
domina la navata.
Il soffitto a cassettoni
Il soffitto di Santa Maria Assunta è realizzato in
legno di castagno
.
Occupa praticamente tutta la navata.
Misura circa
18 metri
di lunghezza per 7,10 di larghezza
.
È formato da
64
cassettoni lignei
, ognuno decorato in maniera differente.
All'interno delle forme geometriche compaiono rombi
dentellati e motivi floreali.
È un'opera straordinaria non soltanto per la qualità
decorativa, ma anche perché utilizza uno dei materiali simbolo della
Garfagnana: il castagno.
Il castagno trasformato in arte
Per gli abitanti della montagna il castagno
significava soprattutto sopravvivenza.
Produceva alimento.
Forniva legna.
Permetteva di costruire travi, mobili e attrezzi.
A Vitoio lo stesso materiale venne però trasformato
anche in
arte sacra
.
Il soffitto della chiesa dimostra quindi la
straordinaria capacità degli artigiani locali.
Un albero che sosteneva l'economia contadina diventava
parte di una delle più importanti decorazioni religiose del paese.
Le capriate
Anche la struttura del tetto conserva un notevole
interesse.
La copertura è sostenuta da grandi
capriate lignee in castagno
.
La scelta del materiale non era casuale.
Il castagno garantiva travi resistenti e relativamente
durevoli.
La struttura portante e il soffitto decorato formano
quindi un unico grande sistema ligneo.
È una testimonianza importante delle tecniche
costruttive utilizzate nella Garfagnana moderna.
Le trasformazioni del Settecento
Anche il
Settecento
modificò profondamente la chiesa.
Nel
1718
venne interessato il campanile.
Intorno al
1740
furono realizzati interventi decorativi nella zona della scarsella.
La facciata venne successivamente riorganizzata.
Il portale attuale appartiene alla fase finale di
questa lunga stagione di lavori.
Una data ricorda infatti il
1784
.
Il portale del 1784
Il portale che oggi introduce nella chiesa non è
quello medievale.
La sua sistemazione risale al
1784
.
Sopra l'ingresso si trova un timpano spezzato con un
cartiglio che conserva la data.
La modifica faceva parte di una serie più ampia di
interventi che avevano progressivamente trasformato l'antico edificio
romanico.
Il risultato è particolarmente interessante.
La facciata conserva infatti insieme elementi
medievali e aggiunte settecentesche.
La navata
L'interno è organizzato in
un'unica navata
.
Subito dopo l'ingresso si incontra la cantoria.
Il grande soffitto ligneo accompagna lo sguardo verso
il presbiterio.
Lungo le pareti si trovano altari e opere devozionali.
L'ambiente non è monumentale nelle dimensioni.
La ricchezza deriva soprattutto dalla qualità delle
opere conservate e dalla stratificazione delle decorazioni.
La cantoria e l'organo
Sopra l'ingresso si trova una
cantoria lignea
.
Qui è collocato l'organo, inserito all'interno di
un'edicola tripartita.
Le canne rimangono chiaramente visibili.
L'organo accompagnava le celebrazioni più importanti.
Nelle feste religiose il suono dello strumento,
insieme alle campane, trasformava completamente l'atmosfera del piccolo
paese.
Per una comunità rurale era uno dei momenti nei quali
musica, fede e vita collettiva diventavano inseparabili.
Pietro da Talada
Tra le opere conservate nella chiesa emerge il nome di
Pietro da Talada
, conosciuto
anche come il
Maestro di Borsigliana
.
Fu uno degli artisti più interessanti attivi nell'Alta
Garfagnana tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento.
Le sue opere sono conservate in diverse chiese della
valle.
Il suo linguaggio unisce elementi tardogotici e
rinascimentali, dando origine a immagini particolarmente riconoscibili.
La presenza di una sua opera a Vitoio inserisce il
paese in un vero itinerario artistico della Garfagnana.
La Madonna con il Bambino
Nella zona di fondo della chiesa si conserva una
composizione nella quale compare una
Madonna con il Bambino
, affiancata da figure dipinte di santi.
L'opera viene collegata a Pietro da Talada.
Sono rappresentati
Sant'Antonio, San Pietro, San Giovanni e San Domenico
.
La composizione costituisce una delle principali
testimonianze artistiche conservate a Vitoio.
Per secoli non fu naturalmente osservata come un'opera
museale.
Era prima di tutto un'immagine davanti alla quale
pregare.
La Madonna del Rosario
Un'altra importante pala rappresenta la
Madonna del Rosario
.
La devozione al Rosario conobbe una grande diffusione
soprattutto in età moderna.
Le confraternite contribuirono a diffonderne il culto
anche nei piccoli paesi.
La presenza dell'altare testimonia quindi l'evoluzione
della religiosità locale.
Santa Maria Assunta conserva opere appartenenti a
epoche differenti proprio perché ogni generazione aggiunse nuove forme
di devozione.
L'altare maggiore
Particolarmente ricco è anche l'antico
altare maggiore
.
Il tabernacolo assume la forma di un piccolo tempio
concluso da una cupola dorata.
Intorno si trovano grandi candelieri e figure di
angeli.
L'apparato appartiene a una concezione della chiesa
molto diversa dalla semplicità medievale originaria.
È il risultato della progressiva trasformazione
barocca degli spazi sacri.
Il campanile
Il campanile rappresentava la voce del paese.
Le campane scandivano la giornata.
Annunciavano la Messa.
Segnalavano matrimoni e funerali.
Potevano richiamare la popolazione in caso di
emergenza.
In una comunità priva di telefoni e orologi personali,
il suono delle campane era un vero sistema di comunicazione.
Il rifacimento documentato nel
1718
testimonia l'importanza
attribuita alla struttura.
Vitoio e Casatico
La storia di Vitoio è strettamente intrecciata con
quella di
Casatico
.
I due paesi sorgono molto vicini e hanno condiviso per
secoli numerosi aspetti della vita religiosa e sociale.
Ancora oggi la parrocchia viene indicata come
Santa Maria Assunta di Vitoio-Casatico
.
Per gli abitanti di Casatico, Santa Maria rappresentò
a lungo il principale riferimento parrocchiale.
L'Oratorio dello Spirito Santo di Casatico completava
invece la presenza religiosa nel paese vicino.
Una chiesa madre del territorio
L'importanza di Santa Maria Assunta andava un tempo
oltre Vitoio e Casatico.
Le fonti locali ricordano infatti che anche comunità
vicine facevano riferimento alla chiesa per alcuni sacramenti.
Prima dell'autonomia di altre parrocchie, il fonte
battesimale di Vitoio svolse quindi una funzione per un territorio più
ampio.
È un altro indizio dell'antichità e dell'importanza
ecclesiastica di Santa Maria.
I Capitoli della comunità di Vitoio
La storia civile del paese possiede una testimonianza
altrettanto interessante.
Nell'
Archivio storico
della Garfagnana
sono conservati i
Capitoli della comunità di Vitoio
.
La documentazione comprende riforme e conferme
successive e una copia ottocentesca.
L'esistenza dei Capitoli dimostra che Vitoio era una
comunità organizzata, capace di regolare direttamente molti aspetti
della propria vita collettiva.
Le regole della comunità
Nei paesi rurali le regole erano indispensabili.
Boschi, pascoli, strade e acque dovevano essere
gestiti in maniera condivisa.
Bisognava impedire che gli animali danneggiassero i
campi.
Era necessario stabilire chi dovesse partecipare alla
manutenzione delle vie.
I beni comuni dovevano essere protetti.
Le comunità svilupparono così propri sistemi di norme
e sanzioni.
I Capitoli di Vitoio appartengono a questa lunga
tradizione di autogoverno della montagna.
Vitoio nella Garfagnana estense
Nel Quattrocento il territorio di Camporgiano entrò
progressivamente sotto il dominio degli
Este
.
Camporgiano divenne sede di una delle principali
vicarie della Garfagnana estense.
Vitoio condivise quindi per secoli la storia politica
del Ducato.
La Rocca di Camporgiano rappresentava il principale
centro militare e amministrativo.
Le piccole comunità continuavano però a mantenere una
forte identità locale.
La vita rurale
Per la maggior parte degli abitanti la grande politica
rimaneva lontana dalla quotidianità.
La vita era dominata dalle stagioni.
Si seminava.
Si falciava il fieno.
Si raccoglievano le castagne.
Si curavano gli animali.
Si tagliava la legna.
L'agricoltura della Garfagnana non produceva grandi
eccedenze.
Era soprattutto un'economia familiare nella quale ogni
risorsa aveva valore.
I castagneti
Il
castagno
era fondamentale.
Non sorprende che proprio il legno di castagno sia
stato utilizzato in maniera così estesa anche nella chiesa.
Nei boschi intorno al paese gli alberi venivano curati
come vere coltivazioni.
Il terreno era pulito.
Le piante venivano innestate e potate.
In autunno la raccolta coinvolgeva intere famiglie.
La castagna rappresentava una delle principali
garanzie alimentari dell'inverno.
I metati
Le castagne destinate alla farina venivano portate nei
metati
.
Questi piccoli edifici erano divisi in due livelli.
In alto venivano distribuiti i frutti.
Sotto ardeva lentamente un fuoco.
Il calore e il fumo essiccavano le castagne nel corso
di diverse settimane.
Terminato il processo, potevano essere sbucciate e
portate al mulino.
La farina di castagne
La farina ottenuta costituiva uno degli alimenti
fondamentali.
Con essa si preparavano
necci
, polente e altre
pietanze.
La farina poteva essere conservata per molto tempo.
In un'economia nella quale l'inverno rappresentava il
periodo più difficile, questa caratteristica era essenziale.
Il castagno non era quindi soltanto un elemento del
paesaggio.
Era una vera forma di sicurezza alimentare.
Campi e prati
Accanto ai castagneti esistevano campi destinati ai
cereali, alle patate, ai legumi e agli ortaggi.
I
prati
fornivano invece il fieno necessario agli animali.
Durante l'estate la fienagione impegnava tutta la
famiglia.
L'erba veniva tagliata, lasciata asciugare e infine
trasportata nei fienili.
Bisognava accumularne abbastanza per superare i lunghi
mesi invernali.
Gli animali
Bovini, pecore, capre, maiali e animali da cortile
completavano l'economia familiare.
Gli animali producevano latte, formaggi e carne.
I bovini potevano inoltre essere utilizzati nel lavoro
agricolo.
Il letame serviva per concimare i campi.
Nulla veniva sprecato.
L'economia rurale funzionava attraverso un equilibrio
molto preciso tra bosco, coltivazioni e allevamento.
Le mulattiere
Prima della costruzione delle moderne strade, Vitoio
era collegato agli altri paesi attraverso
mulattiere e sentieri
.
Un percorso raggiungeva rapidamente Casatico.
Altri conducevano verso Camporgiano, Puglianella,
Roggio e le campagne circostanti.
Le persone camminavano quotidianamente per chilometri.
I muli trasportavano merci e materiali.
Sentieri oggi utilizzati per passeggiare erano allora
vere strade di lavoro.
Il terremoto del 1920
Il
7 settembre 1920
un violentissimo terremoto colpì Garfagnana e Lunigiana.
Il territorio di Camporgiano fu duramente interessato.
Case, chiese e infrastrutture subirono danni.
Il sisma segnò profondamente anche la storia
amministrativa locale: una parte consistente dell'antico archivio
comunale di Camporgiano, comprese carte relative ai comunelli di
Vitoio e Casatico
, andò
perduta a causa del terremoto e, successivamente, degli eventi della
Seconda guerra mondiale.
Per la ricostruzione della storia locale questa
perdita è enorme.
Una memoria documentaria spezzata
La distruzione degli archivi aiuta anche a comprendere
perché alcuni aspetti della storia dei piccoli paesi siano oggi
difficili da ricostruire.
Registri, deliberazioni e carte amministrative
raccontavano la vita quotidiana delle comunità.
Quando questi documenti scompaiono, rimangono soltanto
frammenti conservati altrove.
Per fortuna una parte delle carte della Garfagnana
estense è sopravvissuta negli archivi statali.
È grazie a queste fonti che conosciamo, per esempio, i
Capitoli della comunità di Vitoio.
La Seconda guerra mondiale
Tra il
1944 e il 1945
la Garfagnana tornò a essere direttamente coinvolta nella guerra.
La Linea Gotica attraversava le montagne della Toscana
settentrionale.
Il territorio di Camporgiano visse mesi difficili,
segnati dalla presenza militare, dagli sfollamenti e dalla scarsità di
risorse.
Per le comunità rurali significava affrontare
nuovamente una situazione di emergenza appena una generazione dopo il
terremoto.
Il dopoguerra
Dopo il conflitto iniziò una trasformazione radicale.
Migliorarono le strade.
Automobili e mezzi motorizzati sostituirono
progressivamente muli e carri.
L'agricoltura perse la centralità economica che aveva
avuto per secoli.
Molti giovani cercarono lavoro nei centri maggiori o
fuori dalla Garfagnana.
Anche Vitoio conobbe quindi il fenomeno dello
spopolamento.
Il bosco ritorna
L'abbandono dell'agricoltura modificò profondamente il
paesaggio.
Terreni che per generazioni erano stati coltivati
tornarono lentamente al bosco.
Molti prati non vennero più falciati.
I castagneti furono curati meno intensamente.
Il paesaggio attuale appare così più boscoso rispetto
a quello che avrebbero conosciuto gli abitanti dell'Ottocento.
La natura che oggi circonda il borgo è in parte il
risultato di questa trasformazione recente.
I restauri contemporanei
Negli ultimi decenni Santa Maria Assunta è stata
oggetto di importanti interventi di conservazione.
Nel
2011
venne restaurata la copertura.
Dal
2013
iniziarono interventi sul prezioso soffitto ligneo.
Nello stesso anno un terremoto provocò nuovi danni
all'edificio.
Nel
2014
furono realizzati lavori di consolidamento.
Il recupero del soffitto e del coro ha restituito alla
comunità uno dei principali tesori artistici della chiesa.
Il restauro del soffitto
Il lavoro sul soffitto fu particolarmente delicato.
Tre secoli avevano inevitabilmente lasciato tracce sul
legno.
Fu necessario pulire le superfici, consolidare le
parti indebolite e sostituire gli elementi ormai compromessi.
Il restauro permise di riportare alla luce la
ricchezza dei
64 cassettoni
.
La chiesa recuperò così uno dei suoi elementi più
spettacolari.
Le ricerche sulla chiesa
Santa Maria Assunta è stata anche oggetto di studi
universitari.
L'edificio è stato documentato attraverso
fotomodellazione e laser scanner
tridimensionale
.
Queste tecnologie permettono di registrare con grande
precisione le murature.
Differenze nei materiali, aperture tamponate e
cambiamenti nella tecnica costruttiva aiutano gli studiosi a ricostruire
le varie fasi dell'edificio.
Una chiesa nata molti secoli fa viene quindi studiata
oggi utilizzando strumenti digitali estremamente avanzati.
Una storia ancora da comprendere
Le ricerche hanno mostrato anche quanto sia complessa
la storia della chiesa.
Per lungo tempo si è identificato direttamente
l'edificio attuale con la fondazione longobarda del 795.
Gli studi più recenti invitano invece alla prudenza.
Alcuni reperti e la lettura delle murature
suggeriscono una vicenda più articolata.
Questo non diminuisce l'importanza di Santa Maria
Assunta.
Al contrario, rende la sua storia ancora più
affascinante.
Dalla diocesi di Massa a Lucca
Per una parte dell'età contemporanea la parrocchia
appartenne alla
Diocesi di Massa
.
La situazione cambiò nel
1992
, quando una
riorganizzazione dei confini ecclesiastici trasferì diverse parrocchie
della Garfagnana estense all'
Arcidiocesi
di Lucca
.
Santa Maria Assunta tornò così nell'organizzazione
ecclesiastica lucchese.
Era quasi un ritorno alle origini, considerando che la
documentazione altomedievale del territorio è profondamente legata alla
storia religiosa di Lucca.
Vitoio oggi
Oggi
Vitoio
conserva l'aspetto di un piccolo borgo rurale.
La vicinanza con Casatico mantiene vivo il legame
storico tra le due comunità.
Il paesaggio è dominato dai boschi e dal verde.
Santa Maria Assunta rimane il principale monumento.
La sua semplice muratura esterna nasconde un interno
sorprendentemente ricco.
È proprio questo contrasto a rendere la chiesa
particolarmente affascinante.
Dodici secoli di storia
Pochi piccoli paesi possono raccontare la propria
storia attraverso una sequenza documentaria così lunga.
795
:
la fondazione longobarda di una chiesa a Vitoio.
1154
:
Santa Maria in Viturio compare nella documentazione medievale.
1618
:
trasformazione della zona absidale.
1624
:
inizio della realizzazione del grande soffitto ligneo.
1718
:
interventi sul campanile.
1784
:
nuovo portale.
1920
:
il grande terremoto.
2013-2014
:
nuovi danni sismici e consolidamento.
Sono date lontanissime tra loro, ma appartengono tutte
alla storia dello stesso luogo.
Il vero tesoro di Vitoio
Il patrimonio di Vitoio non consiste soltanto nelle
singole opere d'arte.
Il suo valore più grande è la
continuità
.
Per oltre mille anni generazioni differenti hanno
frequentato lo stesso luogo.
Hanno modificato la chiesa.
L'hanno ampliata.
L'hanno decorata.
L'hanno riparata dopo terremoti e deterioramenti.
Hanno continuato a considerarla parte della propria
identità.
Ogni intervento ha aggiunto un nuovo capitolo.
Un borgo da riscoprire
Visitare Vitoio significa quindi entrare in uno dei
luoghi storicamente più interessanti del territorio di Camporgiano.
La sua storia è nelle pergamene dell'Alto Medioevo.
È nelle pietre romaniche di Santa Maria Assunta.
È nella Madonna legata a Pietro da Talada.
È nel grande soffitto di castagno costruito dagli
artigiani del Seicento.
È nei Capitoli dell'antica comunità.
È nei castagneti, nei metati e nelle mulattiere che
sostenevano la vita quotidiana.
Ed è nel rapporto con Casatico, ancora oggi evidente
nell'identità parrocchiale condivisa.
Vitoio racconta così una Garfagnana
antichissima, nella quale
Longobardi,
comunità medievali, artisti, contadini e artigiani
hanno
lasciato tracce sovrapposte per più di dodici secoli.
Un piccolo paese che custodisce, dietro l'apparente
semplicità delle sue case e dei suoi boschi, uno dei capitoli più lunghi
e affascinanti della storia di Camporgiano. |