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Volastra. L'antico
borgo collinare tra vigneti, ulivi e mare
Volastra è uno
dei quattro borghi del Comune di Riomaggiore, insieme a Riomaggiore,
Manarola e Groppo.
Adagiata a circa 330 metri di altitudine sulle colline
delle Cinque Terre, Volastra presenta un carattere molto diverso
rispetto ai celebri borghi marinari della costa. Qui il rapporto con la
montagna, con la terra e con l'agricoltura appare ancora particolarmente
evidente.
Il piccolo abitato è circondato da vigneti
terrazzati, uliveti, muri a secco e antichi sentieri. Da
Volastra lo sguardo si apre sul mare e sulle ripide pendici delle Cinque
Terre, offrendo una prospettiva diversa rispetto a quella dei paesi
costruiti direttamente sulla costa.
Volastra è quindi un luogo importante non soltanto per
il suo valore paesaggistico, ma anche per comprendere la storia più
antica e rurale del territorio.
Le origini di Volastra
Le origini di Volastra sono molto antiche e, come per
gli altri insediamenti del territorio di Riomaggiore, la documentazione
medievale permette di ricostruirne la storia soprattutto a partire dal
XIII secolo.
Una testimonianza particolarmente importante risale al
10 maggio 1211. In un documento relativo alla vendita
del castello di Corvara al Comune di Genova viene infatti citato il distretto di Volastra.
Il termine "distretto" indicava nel Medioevo un
territorio sul quale un signore esercitava determinati diritti. La
presenza di Volastra nel documento mostra quindi che già all'inizio del
XIII secolo il borgo e il territorio circostante costituivano un
riferimento territoriale riconoscibile.
Nel 1240 compare invece la chiesa di
San Lorenzo di Volastra in un documento storico.
Queste testimonianze rendono Volastra uno dei punti
più interessanti per comprendere la storia degli insediamenti collinari
delle Cinque Terre.
Prima dei borghi sul mare
La storia di Volastra deve essere inserita nel più
ampio processo che portò alla formazione degli attuali borghi costieri.
Il Comune di Riomaggiore ricorda che, mentre per
Monterosso e Vernazza esistono documenti già dall'XI secolo, per
Riomaggiore, Manarola e Volastra le prime testimonianze scritte
risalgono al XIII secolo.
Prima dello sviluppo degli abitati sulla costa
esistevano diversi insediamenti sulle colline, tra cui quelli di
mezzacosta e delle zone più interne.
La sicurezza dei collegamenti marittimi e l'evoluzione
politica della Liguria contribuirono successivamente allo sviluppo dei
paesi costieri.
In questo quadro Volastra assume un'importanza
particolare: la sua posizione collinare testimonia una fase della storia
delle Cinque Terre nella quale la vita delle comunità era fortemente
legata all'agricoltura e ai percorsi verso l'entroterra.
Il nome Volastra e gli ulivi
Il nome di Volastra è stato tradizionalmente collegato
alla presenza degli ulivi.
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, presentando
l'itinerario della Via dei Ciàn, richiama l'antico nome latino
Vicus Oleaster, interpretato come "città" o "insediamento degli
ulivi". Il riferimento è coerente con il paesaggio agricolo che ancora
oggi caratterizza l'area.
È però opportuno distinguere la tradizione etimologica
dalla documentazione storica certa: l'origine antica del toponimo viene
interpretata in modi diversi e non è necessario presentare come
definitivamente dimostrata un'origine romana o preromana.
Ciò che è invece evidente ancora oggi è il ruolo dell'olivicoltura
nel paesaggio di Volastra.
Il paesaggio degli ulivi e delle vigne
A Volastra il paesaggio racconta più della semplice
bellezza naturale delle Cinque Terre.
Le colline sono state modellate nel corso dei secoli
attraverso la costruzione di muri a secco, che hanno
permesso di creare superfici coltivabili sui pendii.
Su queste terrazze sono state coltivate soprattutto
vite e ulivo, due produzioni fondamentali per
l'economia tradizionale del territorio.
Il Parco Nazionale descrive i sentieri intorno a
Volastra come percorsi attraverso coltivi, vigneti terrazzati, oliveti e
aree di vegetazione spontanea, mostrando chiaramente il continuo
rapporto fra ambiente naturale e intervento umano.
I terrazzamenti sono quindi parte integrante della
storia del borgo.
I muri a secco
Uno degli elementi più caratteristici di Volastra sono
i muri a secco.
La loro funzione era essenziale: permettere di
coltivare pendii che, senza terrazzamenti, sarebbero stati troppo ripidi
e soggetti all'erosione.
La costruzione e la manutenzione dei muri richiedevano
una grande quantità di lavoro manuale. Le pietre venivano raccolte,
selezionate e posate senza l'uso di malta, creando strutture capaci di
sostenere la terra delle fasce.
Ancora oggi, camminando nei dintorni del borgo, è
possibile comprendere quanto lavoro sia stato necessario per trasformare
la montagna in un paesaggio agricolo.
Questo è uno degli aspetti che rendono Volastra
particolarmente importante per comprendere la civiltà contadina
delle Cinque Terre.
La viticoltura
La vite rappresenta una delle coltivazioni
storicamente più importanti dell'intero territorio.
Il Comune di Riomaggiore sottolinea come vino e Cinque
Terre siano legati da una lunga storia, documentata già in epoca
medievale.
Dalle antiche produzioni di vernaccia, razzese e
amabile si è arrivati alle attuali denominazioni Cinque Terre
DOC e Cinque Terre Sciacchetrà.
La viticoltura non ha quindi soltanto un valore
economico o enogastronomico: ha contribuito a plasmare il paesaggio e
l'identità culturale delle comunità locali.
A Volastra questo rapporto è particolarmente evidente.
Il Santuario di Nostra Signora della Salute
Il principale edificio storico di Volastra è il Santuario di Nostra Signora della Salute.
Le prime attestazioni documentarie della chiesa
risalgono al 1240. L'edificio presenta una struttura a
navata unica, senza abside, realizzata con conci regolari di pietra.
La facciata conserva caratteristiche di gusto
romanico, con un portale a ogiva e una piccola bifora.
All'interno è venerata un'immagine della Madonna
incoronata nel 1861.
La festa religiosa dedicata a Nostra Signora della
Salute si celebra tradizionalmente l'8 settembre.
Il santuario non è soltanto un monumento: per la
comunità rappresenta una testimonianza della lunga storia religiosa del
borgo e del legame fra fede, territorio e vita agricola.
San Lorenzo e la storia del santuario
Le vicende del santuario sono legate anche alla storia
della precedente intitolazione della chiesa.
La documentazione medievale del 1240 parla infatti
della chiesa di San Lorenzo di Volastra.
Nel corso della storia l'edificio è stato associato al
culto mariano e alla devozione verso Nostra Signora della Salute.
La presenza della chiesa già nel XIII secolo
costituisce una delle testimonianze più importanti dell'antichità
dell'insediamento.
Volastra e Manarola
Il rapporto tra Volastra e Manarola è
fondamentale per comprendere la storia del territorio.
I due abitati sono collegati da un'antica rete di
sentieri che attraversa vigneti, oliveti e terrazzamenti.
Il percorso da Manarola al santuario di Volastra è
lungo circa 2 chilometri e presenta una successione di
scalinate e tratti attraverso le fasce agricole. Il Parco Nazionale
indica un tempo di percorrenza di circa un'ora e una difficoltà
escursionistica.
Il percorso non deve essere considerato soltanto come
un itinerario panoramico.
Per secoli, sentieri di questo tipo hanno
rappresentato vere e proprie vie di comunicazione quotidiana, utilizzate
per raggiungere i terreni, trasportare prodotti agricoli e collegare i
diversi nuclei abitati.
La Via dei Ciàn
Uno degli itinerari più interessanti per conoscere
Volastra è la Via dei Ciàn.
Il percorso attraversa un paesaggio nel quale si
alternano aree coltivate, vigneti, terrazzamenti, sentieri e canali per
il deflusso delle acque.
Procedendo verso Volastra, il paesaggio mostra
progressivamente la presenza degli ulivi e delle coltivazioni
tradizionali.
Il nome "ciàn" indica le antiche aree terrazzate e
coltivate, spesso caratterizzate da una forma quasi ad anfiteatro.
Il sentiero permette quindi di leggere il territorio
come un vero e proprio paesaggio storico, nel quale
ogni fascia e ogni muro raccontano il lavoro delle generazioni
precedenti.
Volastra e Groppo
Volastra è inoltre collegata a Groppo,
piccolo borgo del Comune di Riomaggiore.
I due nuclei sono inseriti nella stessa rete storica
di percorsi agricoli e collinari che collega le alture con Manarola.
Questi collegamenti sono particolarmente importanti
perché permettono di comprendere come, in passato, i diversi borghi non
fossero realtà isolate, ma facessero parte di un sistema territoriale
integrato.
Volastra, Groppo e Manarola possono quindi essere
considerati tre punti di una stessa storia agricola.
Un balcone sulle Cinque Terre
La posizione di Volastra offre uno dei punti di
osservazione più interessanti sulle Cinque Terre.
A differenza dei borghi costieri, qui il visitatore si
trova in alto, circondato dai vigneti e dagli ulivi.
Da questa posizione è possibile osservare la
successione dei terrazzamenti che scendono verso il mare e comprendere
meglio la particolare conformazione della costa.
Il panorama non è quindi soltanto spettacolare:
permette di leggere il rapporto fra montagna, agricoltura e mare
che caratterizza l'intero territorio delle Cinque Terre.
Volastra e il turismo lento
Volastra rappresenta una destinazione particolarmente
adatta a chi vuole conoscere le Cinque Terre attraverso il
turismo lento.
Il borgo non presenta la concentrazione di visitatori
tipica delle località costiere più famose e conserva una dimensione più
raccolta.
Il suo valore turistico è legato soprattutto a:
il patrimonio storico del borgo;
il Santuario di Nostra Signora della Salute;
i vigneti terrazzati;
gli uliveti;
i muri a secco;
gli antichi sentieri;
i panorami sulla costa;
il collegamento con Manarola e Groppo;
la cultura agricola ed enogastronomica delle
Cinque Terre.
L'itinerario Volastra – Case Pianca
Dal piazzale del santuario parte il sentiero
586, Volastra – Case Pianca.
Il percorso attraversa inizialmente i vigneti della
produzione DOC "Le Coste", proseguendo fra terrazzamenti sostenuti da
muri a secco.
Successivamente il paesaggio cambia e alcune aree
agricole abbandonate lasciano spazio alla vegetazione spontanea, con
pinete e leccete.
Il percorso offre quindi un'interessante lettura
dell'evoluzione del paesaggio: da una parte le zone ancora coltivate e
mantenute dall'uomo, dall'altra quelle nelle quali la natura ha
progressivamente riconquistato gli spazi agricoli abbandonati.
Volastra oggi
Oggi Volastra conserva una forte identità legata al
territorio.
La presenza del santuario, dei vigneti e degli ulivi,
insieme alla rete dei sentieri, rende il borgo un luogo nel quale la
dimensione storica e quella naturalistica sono particolarmente difficili
da separare.
Visitare Volastra significa quindi scoprire una parte
delle Cinque Terre meno legata alla dimensione balneare e più vicina
alla storia quotidiana delle comunità che hanno costruito il paesaggio.
Cosa vedere a Volastra
Tra i principali luoghi e aspetti da scoprire:
Santuario di Nostra Signora della Salute;
il piccolo centro storico;
gli uliveti secolari;
i vigneti terrazzati;
i muri a secco;
la rete degli antichi sentieri;
la Via dei Ciàn;
il percorso verso Manarola;
il percorso verso Groppo;
l'itinerario verso Case Pianca;
i panorami sulle Cinque Terre e sul Mar Ligure.
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