Volastra: Foto, storia e informazioni della località

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Ogni muro a secco, ogni vigneto e ogni ulivo raccontano una parte della storia delle Cinque Terre. Qui si comprende come il famoso paesaggio della costa non sia soltanto opera della natura, ma il risultato di secoli di lavoro.Volastra rappresenta così una delle chiavi per leggere la storia più autentica delle Cinque Terre: una storia di agricoltura, devozione, fatica, comunità e rapporto con la montagna. Ed è proprio questo il motivo per cui, accanto alle immagini dei borghi sul mare, vale la pena raccontare anche questo piccolo paese collinare.

Volastra

Volastra

Volastra

Vista da Groppo

Volastra

Nostra Signora della Salute

Volastra

Nostra Signora della Salute

Nostra Signora della Salute

La Chiesa

Facciata della Chiesa

Volastra

La Chiesa

Vista del campanile

La Chiesa

La Chiesa

La Chiesa Nostra Signora della Salute

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa

Interno della Chiesa Nostra Signora della Salute

In paese

Scalinata per Manarola

Vecchio torchio

In paese

Carruggio

Carruggio

Case

In paese

Carruggio

Case

Volastra. L'antico borgo collinare tra vigneti, ulivi e mare

Volastra è uno dei quattro borghi del Comune di Riomaggiore, insieme a Riomaggiore, Manarola e Groppo. Adagiata a circa 330 metri di altitudine sulle colline delle Cinque Terre, Volastra presenta un carattere molto diverso rispetto ai celebri borghi marinari della costa. Qui il rapporto con la montagna, con la terra e con l'agricoltura appare ancora particolarmente evidente. Il piccolo abitato è circondato da vigneti terrazzati, uliveti, muri a secco e antichi sentieri. Da Volastra lo sguardo si apre sul mare e sulle ripide pendici delle Cinque Terre, offrendo una prospettiva diversa rispetto a quella dei paesi costruiti direttamente sulla costa. Volastra è quindi un luogo importante non soltanto per il suo valore paesaggistico, ma anche per comprendere la storia più antica e rurale del territorio.

Le origini di Volastra

Le origini di Volastra sono molto antiche e, come per gli altri insediamenti del territorio di Riomaggiore, la documentazione medievale permette di ricostruirne la storia soprattutto a partire dal XIII secolo. Una testimonianza particolarmente importante risale al 10 maggio 1211. In un documento relativo alla vendita del castello di Corvara al Comune di Genova viene infatti citato il distretto di Volastra. Il termine "distretto" indicava nel Medioevo un territorio sul quale un signore esercitava determinati diritti. La presenza di Volastra nel documento mostra quindi che già all'inizio del XIII secolo il borgo e il territorio circostante costituivano un riferimento territoriale riconoscibile. Nel 1240 compare invece la chiesa di San Lorenzo di Volastra in un documento storico. Queste testimonianze rendono Volastra uno dei punti più interessanti per comprendere la storia degli insediamenti collinari delle Cinque Terre.

Prima dei borghi sul mare

La storia di Volastra deve essere inserita nel più ampio processo che portò alla formazione degli attuali borghi costieri. Il Comune di Riomaggiore ricorda che, mentre per Monterosso e Vernazza esistono documenti già dall'XI secolo, per Riomaggiore, Manarola e Volastra le prime testimonianze scritte risalgono al XIII secolo. Prima dello sviluppo degli abitati sulla costa esistevano diversi insediamenti sulle colline, tra cui quelli di mezzacosta e delle zone più interne. La sicurezza dei collegamenti marittimi e l'evoluzione politica della Liguria contribuirono successivamente allo sviluppo dei paesi costieri. In questo quadro Volastra assume un'importanza particolare: la sua posizione collinare testimonia una fase della storia delle Cinque Terre nella quale la vita delle comunità era fortemente legata all'agricoltura e ai percorsi verso l'entroterra.

Il nome Volastra e gli ulivi

Il nome di Volastra è stato tradizionalmente collegato alla presenza degli ulivi. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, presentando l'itinerario della Via dei Ciàn, richiama l'antico nome latino Vicus Oleaster, interpretato come "città" o "insediamento degli ulivi". Il riferimento è coerente con il paesaggio agricolo che ancora oggi caratterizza l'area. È però opportuno distinguere la tradizione etimologica dalla documentazione storica certa: l'origine antica del toponimo viene interpretata in modi diversi e non è necessario presentare come definitivamente dimostrata un'origine romana o preromana. Ciò che è invece evidente ancora oggi è il ruolo dell'olivicoltura nel paesaggio di Volastra.

Il paesaggio degli ulivi e delle vigne

A Volastra il paesaggio racconta più della semplice bellezza naturale delle Cinque Terre. Le colline sono state modellate nel corso dei secoli attraverso la costruzione di muri a secco, che hanno permesso di creare superfici coltivabili sui pendii. Su queste terrazze sono state coltivate soprattutto vite e ulivo, due produzioni fondamentali per l'economia tradizionale del territorio. Il Parco Nazionale descrive i sentieri intorno a Volastra come percorsi attraverso coltivi, vigneti terrazzati, oliveti e aree di vegetazione spontanea, mostrando chiaramente il continuo rapporto fra ambiente naturale e intervento umano. I terrazzamenti sono quindi parte integrante della storia del borgo.

I muri a secco

Uno degli elementi più caratteristici di Volastra sono i muri a secco. La loro funzione era essenziale: permettere di coltivare pendii che, senza terrazzamenti, sarebbero stati troppo ripidi e soggetti all'erosione. La costruzione e la manutenzione dei muri richiedevano una grande quantità di lavoro manuale. Le pietre venivano raccolte, selezionate e posate senza l'uso di malta, creando strutture capaci di sostenere la terra delle fasce. Ancora oggi, camminando nei dintorni del borgo, è possibile comprendere quanto lavoro sia stato necessario per trasformare la montagna in un paesaggio agricolo. Questo è uno degli aspetti che rendono Volastra particolarmente importante per comprendere la civiltà contadina delle Cinque Terre.

La viticoltura

La vite rappresenta una delle coltivazioni storicamente più importanti dell'intero territorio. Il Comune di Riomaggiore sottolinea come vino e Cinque Terre siano legati da una lunga storia, documentata già in epoca medievale. Dalle antiche produzioni di vernaccia, razzese e amabile si è arrivati alle attuali denominazioni Cinque Terre DOC e Cinque Terre Sciacchetrà. La viticoltura non ha quindi soltanto un valore economico o enogastronomico: ha contribuito a plasmare il paesaggio e l'identità culturale delle comunità locali. A Volastra questo rapporto è particolarmente evidente.

Il Santuario di Nostra Signora della Salute

Il principale edificio storico di Volastra è il Santuario di Nostra Signora della Salute. Le prime attestazioni documentarie della chiesa risalgono al 1240. L'edificio presenta una struttura a navata unica, senza abside, realizzata con conci regolari di pietra. La facciata conserva caratteristiche di gusto romanico, con un portale a ogiva e una piccola bifora. All'interno è venerata un'immagine della Madonna incoronata nel 1861. La festa religiosa dedicata a Nostra Signora della Salute si celebra tradizionalmente l'8 settembre. Il santuario non è soltanto un monumento: per la comunità rappresenta una testimonianza della lunga storia religiosa del borgo e del legame fra fede, territorio e vita agricola.

San Lorenzo e la storia del santuario

Le vicende del santuario sono legate anche alla storia della precedente intitolazione della chiesa. La documentazione medievale del 1240 parla infatti della chiesa di San Lorenzo di Volastra. Nel corso della storia l'edificio è stato associato al culto mariano e alla devozione verso Nostra Signora della Salute. La presenza della chiesa già nel XIII secolo costituisce una delle testimonianze più importanti dell'antichità dell'insediamento.

Volastra e Manarola

Il rapporto tra Volastra e Manarola è fondamentale per comprendere la storia del territorio. I due abitati sono collegati da un'antica rete di sentieri che attraversa vigneti, oliveti e terrazzamenti. Il percorso da Manarola al santuario di Volastra è lungo circa 2 chilometri e presenta una successione di scalinate e tratti attraverso le fasce agricole. Il Parco Nazionale indica un tempo di percorrenza di circa un'ora e una difficoltà escursionistica. Il percorso non deve essere considerato soltanto come un itinerario panoramico. Per secoli, sentieri di questo tipo hanno rappresentato vere e proprie vie di comunicazione quotidiana, utilizzate per raggiungere i terreni, trasportare prodotti agricoli e collegare i diversi nuclei abitati.

La Via dei Ciàn

Uno degli itinerari più interessanti per conoscere Volastra è la Via dei Ciàn. Il percorso attraversa un paesaggio nel quale si alternano aree coltivate, vigneti, terrazzamenti, sentieri e canali per il deflusso delle acque. Procedendo verso Volastra, il paesaggio mostra progressivamente la presenza degli ulivi e delle coltivazioni tradizionali. Il nome "ciàn" indica le antiche aree terrazzate e coltivate, spesso caratterizzate da una forma quasi ad anfiteatro. Il sentiero permette quindi di leggere il territorio come un vero e proprio paesaggio storico, nel quale ogni fascia e ogni muro raccontano il lavoro delle generazioni precedenti.

Volastra e Groppo

Volastra è inoltre collegata a Groppo, piccolo borgo del Comune di Riomaggiore. I due nuclei sono inseriti nella stessa rete storica di percorsi agricoli e collinari che collega le alture con Manarola. Questi collegamenti sono particolarmente importanti perché permettono di comprendere come, in passato, i diversi borghi non fossero realtà isolate, ma facessero parte di un sistema territoriale integrato. Volastra, Groppo e Manarola possono quindi essere considerati tre punti di una stessa storia agricola.

Un balcone sulle Cinque Terre

La posizione di Volastra offre uno dei punti di osservazione più interessanti sulle Cinque Terre. A differenza dei borghi costieri, qui il visitatore si trova in alto, circondato dai vigneti e dagli ulivi. Da questa posizione è possibile osservare la successione dei terrazzamenti che scendono verso il mare e comprendere meglio la particolare conformazione della costa. Il panorama non è quindi soltanto spettacolare: permette di leggere il rapporto fra montagna, agricoltura e mare che caratterizza l'intero territorio delle Cinque Terre.

Volastra e il turismo lento

Volastra rappresenta una destinazione particolarmente adatta a chi vuole conoscere le Cinque Terre attraverso il turismo lento. Il borgo non presenta la concentrazione di visitatori tipica delle località costiere più famose e conserva una dimensione più raccolta. Il suo valore turistico è legato soprattutto a: il patrimonio storico del borgo; il Santuario di Nostra Signora della Salute; i vigneti terrazzati; gli uliveti; i muri a secco; gli antichi sentieri; i panorami sulla costa; il collegamento con Manarola e Groppo; la cultura agricola ed enogastronomica delle Cinque Terre.

L'itinerario Volastra – Case Pianca

Dal piazzale del santuario parte il sentiero 586, Volastra – Case Pianca. Il percorso attraversa inizialmente i vigneti della produzione DOC "Le Coste", proseguendo fra terrazzamenti sostenuti da muri a secco. Successivamente il paesaggio cambia e alcune aree agricole abbandonate lasciano spazio alla vegetazione spontanea, con pinete e leccete. Il percorso offre quindi un'interessante lettura dell'evoluzione del paesaggio: da una parte le zone ancora coltivate e mantenute dall'uomo, dall'altra quelle nelle quali la natura ha progressivamente riconquistato gli spazi agricoli abbandonati.

Volastra oggi

Oggi Volastra conserva una forte identità legata al territorio. La presenza del santuario, dei vigneti e degli ulivi, insieme alla rete dei sentieri, rende il borgo un luogo nel quale la dimensione storica e quella naturalistica sono particolarmente difficili da separare. Visitare Volastra significa quindi scoprire una parte delle Cinque Terre meno legata alla dimensione balneare e più vicina alla storia quotidiana delle comunità che hanno costruito il paesaggio.

Cosa vedere a Volastra

Tra i principali luoghi e aspetti da scoprire: Santuario di Nostra Signora della Salute; il piccolo centro storico; gli uliveti secolari; i vigneti terrazzati; i muri a secco; la rete degli antichi sentieri; la Via dei Ciàn; il percorso verso Manarola; il percorso verso Groppo; l'itinerario verso Case Pianca; i panorami sulle Cinque Terre e sul Mar Ligure.

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