Tereglio - Coreglia Antelminelli

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Foto - fotografie - Immagini - Borgo - frazione - Località della Mediavalle (LU = Lucca. Regione Toscana. Italy)

Tereglio

Tereglio

Verso il paese

In paese

Cartelli

Cartello

Oratorio dell'Immagine

Oratorio dell'Immagine

Oratorio dell'Immagine

Vista dalla località

Vista dalla località

Oratorio dell'Immagine

Abside

Il retro dell'oratorio

Case

Nella facciata dell'Oratorio

Nella facciata dell'Oratorio

Nella facciata dell'Oratorio

Nella facciata dell'Oratorio

Casa

Vista dalla località

Vista dal parcheggio

Il parcheggio

Casupola sotto strada

Case vecchie

Case vecchie

Case vecchie

Case vecchie

Il parcheggio

Case vecchie

Case vecchie

Case vecchie

In paese

In paese

Vista

In paese

In paese

Vista

Vista su Coreglia Antelminelli

Vista su Coreglia Antelminelli

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Vista

Verso il centro del paese

Case

Nella via principale

Nella via principale

In paese

In paese

In paese

In paese

Iscrizione

Iscrizione su portale

Nella via principale

Nella via principale

In paese

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Il Sagrato

Nel piazzale della Chiesa

Santa Maria Assunta

Il Sagrato

In paese

Locandina

In paese

La Chiesa

In paese

Case

Tetti

In paese

Il retro della Chiesa

La torre campanaria

La torre campanaria

In paese

La torre campanaria

La torre campanaria

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Antica porta Vecchia

Nella via principale

Antico portale

Nella via centrale

Lapide

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Nella via centrale

Antica porta

Antica porta Mezzana

In paese

In paese

In paese

In paese

Vista dal piazzale del paese

Tereglio

Tereglio

Vista dalla località

In paese

Fregio nobiliare

Antico portale

In paese

In paese

Dalla porta del Fortino

Dalla porta del Fortino

Dalla porta del Fortino

Antica torre

Antica torre

Tereglio

Cartello

Porta del Fortino

Porta del Fortino

Porta del Fortino

Porta del Fortino

Porta del Fortino

Porta del Fortino

Vista dalla località

La torre

Stemma

Porta del Fortino

Dalla porta del Fortino

Dalla porta del Fortino

Porta del Fortino

Dalla porta del Fortino

In paese

In paese

In paese

Piazzale in paese

Antico portale

Stemma nobiliare

Stemma nobilire

In paese

In paese

In paese

In paese

Stemma

Fontanella

Portale

In paese

In paese

Stemma

Torre campanaria

Antico portale

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Monumento ai caduti in guerra

Il campo sportivo

Il campo sportivo

La Parrocchiale

Parrocchia di S.Maria Assunta

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

In paese

Lapide

Vista dalla località

S.Maria Assunta

S.Maria Assunta

In paese

In paese

Tereglio

Torre campanaria

Torre campanaria

Torre campanaria

Tereglio

Torre campanaria

Informazioni storiche, culturali della località.

Tereglio

Storia, arte e cultura di un borgo tra la Valle del Serchio e l’Appennino

Tereglio è una frazione del Comune di Coreglia Antelminelli, nella Media Valle del Serchio, in provincia di Lucca. Il paese sorge in posizione elevata, sulle montagne che separano la Valle del Serchio dall’Appennino tosco-emiliano. La sua posizione geografica ha avuto un ruolo fondamentale nella sua storia. Tereglio non era infatti soltanto un paese di montagna. Per secoli fu un castello di frontiera, posto a controllo delle vie che attraverso l’Appennino collegavano il territorio lucchese con l’Emilia. Ancora oggi il centro storico conserva numerose testimonianze di questa funzione: antiche porte, tratti delle fortificazioni, il Fortino, passaggi coperti, case in pietra e palazzi costruiti nei secoli successivi. A questo patrimonio si aggiunge la straordinaria Chiesa di Santa Maria Assunta, che conserva opere d’arte medievali di grande importanza, tra cui il celebre Crocifisso attribuito all’ambito di Berlinghiero Berlinghieri. Tereglio è quindi particolarmente interessante perché permette di studiare insieme archeologia, Medioevo, arte, vie di comunicazione, vita di frontiera e storia della montagna.

Prima di Tereglio: la necropoli di Margeglio

La storia del territorio comincia molto prima del borgo medievale. Nella zona di Margeglio, è stata individuata una necropoli attribuita a popolazioni liguri e datata tra il III e il II secolo a.C. Il ritrovamento dimostra che queste montagne erano frequentate e abitate già in epoca preromana. Si tratta di un dato archeologico particolarmente importante perché collega il territorio di Tereglio alle popolazioni liguri che vivevano nell’Appennino settentrionale prima della completa romanizzazione della zona.

Chi erano i Liguri?

Con il nome di Liguri, gli autori antichi indicavano diverse popolazioni stanziate in un vasto territorio dell’Italia nord-occidentale e dell’Appennino. Non costituivano necessariamente un unico popolo organizzato politicamente. Vivevano in gruppi differenti e occupavano anche molte aree montane dell’attuale Toscana settentrionale. Tra III e II secolo a.C. entrarono progressivamente in conflitto con l’espansione di Roma.

Una distinzione importante

La necropoli di Margeglio dimostra la presenza umana nel territorio, ma non permette di affermare automaticamente che l’attuale Tereglio sia un paese di origine ligure. Tra una necropoli preromana e la nascita del borgo medievale possono esserci molti secoli di trasformazioni. Per una ricerca scolastica è quindi corretto scrivere: “Il territorio di Tereglio era frequentato da popolazioni liguri già nel III-II secolo a.C.” È invece meno corretto affermare senza ulteriori prove: “Tereglio fu fondato dai Liguri.” Questa distinzione mostra bene la differenza tra un dato archeologico e un’interpretazione.

Le origini del paese

Le vicende dell’attuale insediamento sono meno chiare. Le fonti istituzionali sottolineano che non conosciamo con precisione il momento nel quale nacque il borgo. Esistono riferimenti locali a documenti altomedievali, ma la ricostruzione più sicura della storia politica di Tereglio comincia nel XIII secolo. Nel 1272, il paese entrò a far parte della Vicaria di Coreglia. Nel 1287, Tereglio compare inoltre tra le comunità alle quali erano stati riconosciuti i privilegi della cittadinanza lucchese.

Che cosa significava essere cittadini lucchesi?

Nel Medioevo la cittadinanza non aveva esattamente lo stesso significato che possiede oggi. Essere riconosciuti come cittadini di Lucca poteva comportare particolari diritti, protezioni e obblighi nei confronti dello Stato. Per una comunità montana significava soprattutto essere inserita più direttamente nel sistema politico della città. Tereglio entrava così nella complessa organizzazione territoriale lucchese.

La Vicaria di Coreglia

Dal 1272, Tereglio fece parte della Vicaria di Coreglia. Una vicaria era una circoscrizione amministrativa e giudiziaria. Il territorio lucchese era suddiviso in diverse vicarie attraverso le quali il governo centrale controllava castelli e comunità rurali. Il vicario amministrava la giustizia e rappresentava l’autorità dello Stato. Le singole comunità mantenevano però anche una propria organizzazione locale.

Un castello di frontiera

La posizione geografica rese Tereglio particolarmente importante. Il paese controllava infatti una delle vie attraverso le quali era possibile attraversare l’Appennino. Chi proveniva dalla pianura emiliana e voleva raggiungere la Valle del Serchio poteva utilizzare i valichi montani che conducevano verso Tereglio. Per questo il borgo divenne un vero castello di frontiera. La sua funzione non era soltanto quella di proteggere gli abitanti. Doveva controllare strade, persone, merci e possibili eserciti provenienti da oltre l’Appennino.

Il castello

Dell’antico sistema fortificato rimangono ancora diverse testimonianze. Il centro storico conserva infatti: le zone del Fortino, Porta Mezzana, altre tracce degli antichi accessi, tratti delle mura, passaggi coperti, strade strette adattate alla conformazione del terreno. Questi elementi permettono ancora oggi di leggere la struttura del borgo medievale.

Il Fortino

Una delle zone più caratteristiche è quella del Fortino. Il nome conserva chiaramente la memoria della funzione difensiva del luogo. Questa parte del paese era inserita nel sistema di fortificazioni che proteggeva gli accessi al borgo. Le strutture visibili oggi sono il risultato di trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, ma la loro posizione permette ancora di comprendere l’organizzazione militare di Tereglio.

Porta Mezzana

Particolarmente significativa è Porta Mezzana. Le porte erano punti fondamentali di un castello. Permettevano di controllare chi entrava e usciva. In caso di guerra potevano essere chiuse e difese. Durante i periodi di pace rappresentavano invece il punto attraverso il quale transitavano abitanti, mercanti, animali e viaggiatori. Una porta medievale era quindi contemporaneamente una struttura militare e un luogo della vita quotidiana.

Le mura

Tereglio conserva ancora parti dell’antica cinta muraria. La presenza delle mura conferma l’importanza strategica raggiunta dal paese. Costruire e mantenere una fortificazione richiedeva infatti grandi quantità di lavoro e denaro. Le mura dovevano essere periodicamente riparate. Le porte dovevano essere sorvegliate. Le strutture difensive dovevano essere mantenute efficienti. La fortificazione coinvolgeva quindi l’intera comunità.

Francesco Castracani

Nel Trecento la storia di Tereglio si intrecciò con quella degli Antelminelli. Particolarmente importante fu Francesco Castracani, appartenente alla stessa famiglia del celebre Castruccio Castracani. Francesco riuscì a costruire nella Media Valle del Serchio un importante dominio personale. La Vicaria di Coreglia divenne poi una vera contea. Anche Tereglio fu inserito in questo sistema politico.

La Contea di Coreglia

Nel 1355, l’imperatore Carlo IV riconobbe a Francesco Castracani il titolo di conte di Coreglia. Il territorio controllato dagli Antelminelli comprendeva diversi paesi e castelli. Tereglio rappresentava uno dei punti più strategici del dominio perché controllava il settore montano verso l’Appennino. Dopo la morte di Francesco, i suoi figli conservarono ancora per alcuni anni il controllo del paese.

Il 1371

Tereglio possiede una particolarità significativa nella storia politica della valle. Secondo la documentazione storica utilizzata dal Comune, fino al 1371, rimase l’ultimo dominio feudale conservato dai figli di Francesco Castracani all’interno delle terre lucchesi. Il dato mostra quanto fosse difficile per Lucca rinunciare al controllo di un castello tanto importante. Dopo questa fase Tereglio entrò più stabilmente nell’organizzazione territoriale lucchese.

Una sentinella verso l’Appennino

Nei secoli successivi la funzione militare del paese non scomparve. Tereglio continuò a essere considerato un importante baluardo della Repubblica di Lucca. La ragione era sempre la stessa: la geografia. Dall’altra parte delle montagne si trovavano territori appartenenti ad altri Stati. In caso di guerra o tensione politica, le strade appenniniche potevano trasformarsi rapidamente in vie d’invasione.

Il Seicento e la difesa di Lucca

La funzione strategica di Tereglio fu particolarmente importante nel XVII secolo. La Repubblica di Lucca era un piccolo Stato indipendente circondato da territori molto più potenti. Difendere i passi montani era quindi essenziale. Tereglio rappresentava una delle sentinelle poste a protezione del confine settentrionale. Soldati, posti di controllo e strutture fortificate facevano parte della vita del territorio.

La Repubblica di Lucca

Per comprendere Tereglio bisogna ricordare che Lucca rimase per secoli uno Stato indipendente. La Repubblica lucchese possedeva un proprio governo, proprie leggi e propri confini. Le montagne di Tereglio non erano quindi semplicemente il limite di una provincia. Erano, in determinati periodi, un vero confine di Stato. Questo spiega l’importanza delle fortificazioni e della successiva Dogana.

La Dogana

Tra gli edifici storici di Tereglio viene ricordata la Dogana. La sua presenza è direttamente collegata alla posizione di frontiera. Una dogana serviva a controllare il passaggio delle merci e a riscuotere eventuali dazi. Era quindi contemporaneamente una struttura economica e politica. La presenza di una dogana dimostra che le montagne non erano luoghi isolati. Erano attraversate da persone, animali e merci.

Contrabbando e confini

Dove esistevano dogane e dazi poteva naturalmente esistere anche il contrabbando. Per le comunità montane i confini erano una realtà quotidiana. Un sentiero poteva condurre da uno Stato all’altro. Merci che attraversavano legalmente il confine dovevano pagare tasse. Altre potevano essere trasportate attraverso percorsi secondari per evitare i controlli. Anche questo faceva parte della vita delle zone di frontiera.

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Il monumento artistico più importante del paese è la Chiesa di Santa Maria Assunta. Le sue origini sono medievali. Elementi lapidei ancora presenti nell’edificio testimoniano una fase romanica, mentre una lapide conserva la data 1277. La chiesa attuale, tuttavia, è il risultato di numerose trasformazioni. Non deve quindi essere immaginata come un edificio rimasto immutato dal Medioevo.

La chiesa romanica

Sul fianco settentrionale sono ancora visibili importanti tracce della primitiva costruzione romanica. Il romanico fu uno degli stili principali dell’architettura europea tra XI e XIII secolo. Le chiese erano generalmente caratterizzate da murature robuste, archi a tutto sesto e decorazioni scolpite nella pietra. Le tracce conservate a Tereglio permettono quindi di osservare direttamente una parte dell’edificio medievale.

La lapide del 1277

Particolarmente importante è la presenza di una lapide sulla quale compare la data 1277. Le iscrizioni sono fonti storiche preziose. A differenza di una tradizione tramandata oralmente, una data incisa nella pietra costituisce una testimonianza materiale legata direttamente all’edificio. Naturalmente anche un’iscrizione deve essere interpretata correttamente: può riferirsi a una costruzione, a un intervento o a un altro avvenimento. Ma conferma comunque l’antichità medievale della chiesa.

Le trasformazioni della chiesa

Nel corso dei secoli Santa Maria Assunta venne ampliata e trasformata. Tra Cinquecento e Seicento furono realizzati importanti interventi. La chiesa venne arricchita con nuovi altari e con un grande soffitto ligneo a cassettoni. Ulteriori trasformazioni modificarono successivamente l’edificio. Gli interventi più consistenti che determinarono l’aspetto attuale risalgono al periodo compreso tra il 1841 e il 1849.

Le tre navate

Oggi l’interno è organizzato in tre navate. Le navate sono separate da archi a tutto sesto sostenuti da colonne di ordine toscano. La struttura conferisce alla chiesa un aspetto monumentale. La navata centrale è dominata dal grande soffitto ligneo. L’edificio rappresenta quindi una sovrapposizione di epoche differenti: Medioevo, età moderna e Ottocento convivono nello stesso monumento.

Il soffitto a cassettoni

Uno degli elementi più spettacolari della chiesa è il soffitto ligneo a cassettoni. Un soffitto a cassettoni è suddiviso in riquadri geometrici, spesso decorati. Queste strutture erano particolarmente diffuse nelle chiese e nei palazzi dell’età rinascimentale e barocca. A Tereglio il soffitto contribuisce in modo decisivo alla ricchezza dell’interno.

Il Crocifisso di Tereglio

L’opera d’arte più famosa conservata nella chiesa è il cosiddetto Crocifisso di Tereglio. Si tratta di una grande croce dipinta medievale, databile al XIII secolo. L’opera è stata collegata dalla critica a Berlinghiero Berlinghieri, e alla sua cerchia. Berlinghiero fu uno dei più importanti pittori attivi a Lucca nella prima metà del Duecento.

Perché il Crocifisso è importante?

La pittura lucchese del Duecento ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte medievale toscana. Prima della rivoluzione artistica rappresentata da Cimabue e Giotto, pittori come Berlinghiero e i suoi figli lavoravano ancora all’interno di una forte tradizione bizantina. Il Crocifisso di Tereglio permette quindi di collegare un piccolo paese appenninico alla grande storia dell’arte italiana.

Un’attribuzione da formulare con cautela

Quando si parla di arte medievale bisogna usare con attenzione la parola “attribuito”. Non sempre possediamo un documento che dica chi realizzò un’opera. Gli storici dell’arte confrontano stile, tecnica, colori e forme con opere conosciute. Per questo è preferibile scrivere che il Crocifisso è attribuito a Berlinghiero Berlinghieri o al suo ambito, evitando di presentare l’autore come assolutamente certo.

La Madonna con il Bambino

La chiesa conserva anche una Madonna in trono con il Bambino, in legno. L’opera appartiene alla tradizione della scultura lignea medievale lucchese ed è collocata tra XIII e XIV secolo. Le statue in legno erano molto diffuse nelle chiese medievali. Venivano dipinte e potevano diventare oggetto di particolare devozione da parte della popolazione.

L’Annunciazione

Un altro importante gruppo ligneo rappresenta l’Annunciazione. Le figure dell’Angelo e della Vergine appartengono alla cultura artistica toscana tra Trecento e primo Quattrocento. L’opera è stata collegata all’ambito di Piero d’Angelo, scultore attivo tra Lucca e Siena e padre del più famoso Jacopo della Quercia. Anche in questo caso è opportuno parlare di attribuzione o ambito artistico, non di certezza documentaria.

Gli altari a intarsio

La chiesa conserva inoltre eleganti altari a intarsio. L’intarsio consiste nell’accostare materiali differenti creando motivi geometrici e decorativi. Questa tecnica richiedeva grande abilità artigianale. Gli altari dimostrano che la comunità di Tereglio investì nel corso dei secoli importanti risorse per arricchire la propria chiesa.

Arte e comunità

Le opere conservate a Santa Maria Assunta non devono essere considerate soltanto oggetti da museo. Per secoli furono parte della vita religiosa del paese. Gli abitanti pregavano davanti alle immagini. Le opere venivano portate o mostrate durante particolari celebrazioni. Famiglie e confraternite potevano contribuire alla costruzione degli altari. L’arte era quindi strettamente collegata alla vita della comunità.

I portali cinquecenteschi

Nel paese si conservano numerosi portali in pietra, alcuni dei quali risalgono al Cinquecento. I portali costituiscono un’importante testimonianza della trasformazione del borgo dopo il Medioevo. Quando diminuì la necessità di vivere all’interno di un castello esclusivamente militare, le famiglie cominciarono a trasformare le proprie abitazioni. Portali lavorati, stemmi e decorazioni potevano mostrare il prestigio raggiunto dai proprietari.

Casa Noccorini

Tra gli edifici civili storici viene ricordata Casa Noccorini. La presenza di palazzi e abitazioni di un certo prestigio dimostra che Tereglio non era soltanto un povero paese di montagna. La sua posizione sulle vie di comunicazione favoriva contatti con persone e ambienti differenti. Mercanti, funzionari, militari e viaggiatori attraversavano il territorio.

Casa Giannini

Un altro edificio particolarmente importante è Casa Giannini. Nell’Ottocento ospitò più volte personaggi legati alla corte lucchese e alla realizzazione della grande strada appenninica. Tra gli ospiti viene ricordata Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca. La casa divenne così un punto di riferimento durante una delle più importanti trasformazioni infrastrutturali della montagna.

Maria Luisa di Borbone

Dopo la caduta di Napoleone, il territorio lucchese divenne il Ducato di Lucca. Dal 1817 il governo fu affidato a Maria Luisa di Borbone. La duchessa promosse diversi interventi destinati a migliorare il territorio e le comunicazioni. Uno dei progetti più ambiziosi riguardò proprio il collegamento attraverso l’Appennino.

La Via di Foce a Giovo

Nell’Ottocento venne realizzata una nuova strada attraverso il Passo di Foce a Giovo. L’obiettivo era migliorare il collegamento tra il Ducato di Lucca e i territori emiliani. La strada attraversava una zona montana difficile e richiese importanti lavori. Tereglio si trovava lungo questo sistema di comunicazioni e ne fu direttamente coinvolto.

La Strada del Duca

La via è conosciuta anche come Strada del Duca, o strada di Foce a Giovo. Il percorso divenne uno dei simboli della politica infrastrutturale del Ducato di Lucca. Una strada carrozzabile attraverso l’Appennino aveva un significato enorme. Riduceva l’isolamento. Facilitava il trasporto delle merci. Permetteva spostamenti più rapidi. Rafforzava il controllo politico del territorio.

Le antiche mulattiere

Prima della costruzione delle moderne strade, i collegamenti avvenivano soprattutto attraverso mulattiere. Erano percorsi percorribili a piedi o con animali da soma. Muli e asini trasportavano farina, castagne, sale, vino, tessuti e altri prodotti. La montagna era attraversata da una vera rete di comunicazioni. Per questo è sbagliato immaginare Tereglio come un paese completamente isolato.

La Val Fegana

Tereglio è strettamente legato anche alla Val Fegana. Il territorio scende verso una delle aree naturalisticamente più importanti della Media Valle del Serchio. Boschi, corsi d’acqua e montagne hanno condizionato per secoli l’economia locale. Il paesaggio non rappresentava semplicemente uno scenario. Era una fonte di risorse.

Il bosco

Il bosco forniva legname da costruzione e combustibile. Le foglie potevano essere utilizzate nelle stalle. Alcune aree erano sfruttate per il pascolo. Il legname poteva essere trasformato in carbone. La gestione dei boschi rappresentava quindi una questione economica fondamentale.

I carbonai

Una delle attività tradizionali delle montagne appenniniche era quella dei carbonai. Il carbone vegetale veniva prodotto attraverso le carbonaie. La legna veniva disposta accuratamente e coperta con terra e altri materiali. La combustione doveva procedere lentamente, con pochissimo ossigeno. Era un lavoro difficile che richiedeva esperienza e sorveglianza continua.

Il castagno

Anche il castagno, rappresentava una risorsa fondamentale. Le castagne potevano essere consumate fresche oppure essiccate e trasformate in farina. La farina di castagne permetteva di preparare numerosi alimenti e si conservava per lunghi periodi. Per questo il castagno veniva spesso chiamato “albero del pane”.

I metati

Le castagne venivano essiccate nei metati. Erano piccoli edifici generalmente organizzati su due livelli. Al piano inferiore veniva mantenuto un fuoco lento. Al piano superiore erano sistemate le castagne. Il calore e il fumo permettevano una lenta essiccazione. Successivamente le castagne potevano essere pulite e portate al mulino.

Una comunità con propri archivi

Tereglio possedeva una precisa identità amministrativa. L’Archivio storico del Comune di Coreglia Antelminelli conserva infatti un fondo autonomo denominato Comunità di Tereglio. La documentazione conservata copre il periodo dal 1558 al 1808. È una testimonianza molto importante. Dimostra che Tereglio non era semplicemente un gruppo di case dipendente dal capoluogo. Era una vera comunità storica dotata di una propria amministrazione.

Perché gli archivi sono importanti?

I documenti amministrativi permettono di conoscere aspetti della storia che raramente compaiono nelle cronache. Possiamo studiare: le spese della comunità, le tasse, la manutenzione delle strade, la gestione dei beni comuni, i rapporti con le autorità, l’assistenza ai poveri, i problemi legati al territorio. Per ricostruire la storia quotidiana di un paese, questi documenti sono spesso più importanti dei racconti sulle battaglie.

L’Opera Pia di Tereglio

L’Archivio storico conserva inoltre documentazione relativa all’Opera Pia di Tereglio. Le opere pie erano istituzioni destinate ad attività assistenziali e caritative. Potevano amministrare lasciti, distribuire aiuti e sostenere persone in difficoltà. La loro presenza permette di studiare un altro aspetto della società tradizionale: l’organizzazione dell’assistenza prima della nascita del moderno sistema sociale pubblico.

Vita quotidiana

La maggior parte degli abitanti di Tereglio non era composta da soldati o grandi proprietari. La vita quotidiana dipendeva soprattutto dalle risorse della montagna. Agricoltura, castagneti, allevamento, boschi e lavori stagionali costituivano la base dell’economia. La famiglia era spesso contemporaneamente unità domestica e unità produttiva. Tutti contribuivano alle attività necessarie alla sopravvivenza.

Le case del borgo

Le abitazioni tradizionali erano costruite soprattutto in pietra. Gli ambienti inferiori potevano essere utilizzati come cantine, stalle o depositi. I piani superiori erano destinati all’abitazione. La struttura delle case rifletteva quindi direttamente l’economia delle famiglie. Anche l’architettura domestica può essere utilizzata come fonte storica.

L’emigrazione

Come molti paesi dell’Appennino, anche Tereglio conobbe il fenomeno dell’emigrazione. Tra Ottocento e Novecento numerosi abitanti lasciarono le montagne in cerca di migliori opportunità. Alcuni si spostarono verso altre zone d’Italia. Altri raggiunsero paesi stranieri. L’emigrazione contribuì alla diminuzione della popolazione e alla trasformazione dell’economia tradizionale.

Lo spopolamento della montagna

Nel Novecento il processo divenne ancora più evidente. La crescita delle città e delle industrie offriva nuove possibilità di lavoro. Le attività agricole di montagna diventavano invece sempre meno competitive. Campi e castagneti furono progressivamente abbandonati. Il bosco riconquistò terreni che per secoli erano stati coltivati.

Il paesaggio come fonte storica

Un vecchio terrazzamento può indicare un campo scomparso. Un metato ricorda l’economia della castagna. Una mulattiera mostra la direzione degli antichi collegamenti. Una dogana racconta l’esistenza di un confine. Una porta ricorda la presenza del castello. Il territorio di Tereglio può quindi essere letto come un grande documento storico all’aperto.

Tereglio oggi

Oggi Tereglio conserva uno dei centri storici più caratteristici del Comune di Coreglia Antelminelli. La sua posizione montana, le case in pietra, le porte e i passaggi mantengono leggibile l’impianto antico. La Chiesa di Santa Maria Assunta custodisce un patrimonio artistico di eccezionale interesse. La rete dei sentieri conserva invece il rapporto storico con la montagna e con la Val Fegana.

Storia, archeologia e tradizione

Per raccontare correttamente Tereglio è particolarmente importante distinguere diversi tipi di fonte. La necropoli di Margeglio, costituisce una fonte archeologica e dimostra una presenza ligure nel territorio tra III e II secolo a.C. Non dimostra però che l’attuale paese esistesse già allora. Il 1272, e il 1287, appartengono invece alla storia documentaria del borgo medievale. Le mura, il Fortino e Porta Mezzana sono fonti materiali. La Chiesa di Santa Maria Assunta è contemporaneamente una fonte architettonica, artistica ed epigrafica. Gli archivi della Comunità di Tereglio sono fonti scritte. Utilizzare insieme questi diversi tipi di testimonianza permette di costruire una storia molto più affidabile.

Per una ricerca scolastica: perché Tereglio è importante

Tereglio è particolarmente adatto a una ricerca scolastica perché permette di attraversare oltre duemila anni di storia senza confondere epoche differenti. La necropoli di Margeglio del III-II secolo a.C., introduce allo studio delle popolazioni liguri dell’Appennino. Il passaggio alla Vicaria di Coreglia nel 1272, permette di comprendere l’organizzazione territoriale medievale di Lucca. La concessione della cittadinanza lucchese nel 1287, mostra il rapporto politico tra una comunità montana e la città dominante. La fase di Francesco Castracani, collega il paese agli Antelminelli e alla storia delle signorie del Trecento. Il 1371, segna la fine dell’ultimo dominio feudale conservato dai figli di Francesco Castracani nelle terre lucchesi. Le fortificazioni spiegano il funzionamento di un castello di frontiera. La Dogana, permette di comprendere che l’Appennino era anche un confine politico ed economico. La Chiesa di Santa Maria Assunta, con la testimonianza del 1277, mostra come un edificio possa conservare elementi appartenenti a epoche differenti. Il Crocifisso del XIII secolo, collega Tereglio alla grande pittura medievale lucchese. La documentazione della Comunità di Tereglio dal 1558 al 1808, permette di studiare la vita amministrativa di un piccolo paese. La costruzione ottocentesca della strada di Foce a Giovo, permette infine di comprendere quanto le infrastrutture possano modificare la vita di una comunità montana. Tereglio racconta così una storia molto più ampia di quella di un singolo paese. Racconta il rapporto tra montagna e uomini, castelli e confini, arte e religione, strade e commerci. Ed è proprio la sua posizione, apparentemente periferica, a renderlo storicamente importante: per molti secoli Tereglio non fu ai margini del territorio lucchese. Fu una delle sue porte verso l’Appennino.
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