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Pontecosi di Pieve Fosciana: un borgo tra il Serchio, l'antico ponte e il lagoPontecosi è una delle frazioni più conosciute del Comune di Pieve Fosciana, nel cuore della Garfagnana. Il paese sorge lungo il Serchio, sulle rive dell'omonimo lago, in un punto nel quale la presenza dell'acqua ha condizionato profondamente la storia e il paesaggio. Oggi Pontecosi è conosciuto soprattutto per il piccolo lago artificiale, per il caratteristico Ponte della Madonna e per il borgo raccolto intorno alla chiesa di San Magno. La storia di questo luogo è però molto più antica. Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che l'area di Pontecosi era frequentata dall'uomo già nel Paleolitico superiore. Molti millenni dopo vi sorsero un castello e un importante punto di attraversamento, mentre nel Novecento la costruzione dello sbarramento idroelettrico trasformò radicalmente il fondovalle creando il lago che oggi caratterizza il paese.Gli uomini preistorici di PontecosiLa pagina più antica della storia di Pontecosi risale a migliaia di anni prima della nascita del paese. Negli anni Novanta del Novecento, alcuni lavori eseguiti nell'area portarono alla scoperta di un importante sito preistorico all'aperto lungo il Serchio. Tra il 1998 e il 2000 furono quindi effettuati scavi archeologici diretti dall'Università di Pisa. Le ricerche portarono alla luce migliaia di manufatti in pietra scheggiata. Gli studiosi hanno attribuito gran parte di questi reperti all'Aurignaziano, la cultura preistorica associata alla prima grande diffusione dell'Homo sapiens in Europa. Questo significa che gruppi di cacciatori frequentavano il territorio di Pontecosi già durante il Paleolitico superiore.Un accampamento lungo il SerchioLa posizione del sito preistorico non era casuale. Il Serchio rappresentava infatti una naturale via di penetrazione all'interno della valle. Seguendo il corso del fiume, i gruppi di cacciatori potevano spostarsi attraverso il territorio alla ricerca di animali e materie prime. Gli strumenti rinvenuti a Pontecosi furono realizzati in gran parte utilizzando pietre disponibili localmente, ma una piccola percentuale del materiale proveniva da zone più lontane. È un dettaglio particolarmente interessante perché dimostra come già in epoca preistorica gli uomini che frequentavano la valle fossero inseriti in una rete di spostamenti molto più ampia. Gli studi archeologici su Pontecosi continuano ancora oggi. Alcuni manufatti sono stati recentemente analizzati attraverso tecniche di modellazione tridimensionale, permettendo agli archeologi di ricostruire virtualmente il modo in cui le pietre venivano lavorate.Pontecosi compare nei documenti medievaliDalla Preistoria dobbiamo compiere un enorme salto temporale per incontrare Pontecosi nelle fonti scritte. Il paese è ricordato già nel 954. Secondo la tradizione storiografica locale, un documento datato 29 aprile di quell'anno ricorda beni concessi dal vescovo di Lucca Cunerado al visconte Fraolmo III, appartenente a una potente famiglia di origine longobarda. La presenza di Pontecosi nella documentazione del X secolo dimostra che il luogo possedeva già allora una propria identità. La sua posizione lungo il Serchio e presso un importante punto di attraversamento avrebbe continuato a determinarne la storia nei secoli successivi.Il nome PontecosiIl nome del paese è tradizionalmente collegato proprio al suo ponte. Nelle fonti e nelle ricostruzioni locali compare l'antica denominazione Pontecausi, dalla quale sarebbe progressivamente derivato l'attuale Pontecosi. Nel corso dei secoli il toponimo avrebbe conosciuto diverse varianti. Il legame tra il nome del paese e il ponte è comunque significativo: prima ancora di identificare un abitato, Pontecosi indicava probabilmente un luogo di attraversamento. In un territorio montano come la Garfagnana, attraversato da fiumi e torrenti, i ponti avevano un'importanza fondamentale. Erano punti obbligati per mercanti, pastori, viaggiatori, soldati e abitanti delle comunità vicine.Il Ponte della MadonnaUna delle immagini più caratteristiche di Pontecosi è ancora oggi quella del Ponte della Madonna. Si tratta di un piccolo ponte a schiena d'asino situato presso l'oratorio della Madonna delle Grazie. Il ponte attraversa il corso d'acqua che confluisce nel bacino di Pontecosi e rappresenta una delle testimonianze più suggestive dell'antica viabilità locale. La tradizione attribuisce origini molto antiche al passaggio e lo collega alla viabilità di epoca romana. Il manufatto visibile oggi è però il risultato di ricostruzioni e rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli. Il ponte e il vicino edificio religioso formano ancora oggi uno degli angoli più caratteristici del paese.La tradizione della Via Clodia NovaLa tradizione storica locale collega il passaggio di Pontecosi alla Via Clodia Nova, l'antica strada romana che avrebbe percorso la valle del Serchio mettendo in comunicazione Lucca con i territori più settentrionali. È probabile che il fondovalle garfagnino fosse attraversato in epoca romana da importanti itinerari, ma è opportuno essere prudenti nell'identificare con certezza ogni singolo tratto con la Clodia Nova. Ciò che appare evidente è comunque la continuità della funzione viaria di Pontecosi. Il luogo era favorevole all'attraversamento e al controllo del territorio e questa caratteristica avrebbe assunto ancora maggiore importanza durante il Medioevo.Il castello di PontecosiNel Medioevo Pontecosi era infatti un castello. La fortificazione sorgeva in posizione strategica sopra il corso del Serchio e permetteva di controllare il passaggio di uomini, animali e merci. Nel XIII secolo il castello era legato ai Gherardinghi, una delle più potenti famiglie feudali della Garfagnana. La loro presenza nella valle era particolarmente forte e aveva uno dei principali punti di riferimento nel castello delle Verrucole. Possedere Pontecosi significava controllare un punto strategico del fondovalle. Chi attraversava il territorio poteva essere sottoposto al pagamento di pedaggi e dazi, una fonte di reddito importante per i signori locali.Pontecosi e papa Gregorio IXNel 1228 i signori di Pontecosi prestarono un giuramento di fedeltà che portò il castello sotto l'influenza di papa Gregorio IX. L'episodio deve essere letto nel complesso quadro politico del Medioevo, quando i piccoli castelli della Garfagnana cercavano di mantenere una propria autonomia sfruttando i contrasti tra poteri più grandi. Comuni, famiglie feudali, Impero e Papato si contendevano infatti il controllo delle terre e delle vie di comunicazione. Pontecosi tentò a lungo di sottrarsi alla crescente influenza di Lucca.La conquista luccheseAlla fine del XIII secolo la situazione cambiò. Lucca riuscì progressivamente a imporre il proprio controllo su gran parte della Garfagnana. Anche il castello di Pontecosi venne assoggettato. Da quel momento la fortificazione perse progressivamente la propria importanza e sul finire del Duecento era già in decadenza. Il borgo, tuttavia, non scomparve. La sua posizione lungo il Serchio continuava infatti a essere importante per gli spostamenti e per l'economia della valle.Pontecosi diventa estenseNel XV secolo la storia politica della Garfagnana cambiò nuovamente. Numerose comunità decisero di sottrarsi al dominio di Lucca e di affidarsi alla protezione degli Estensi, signori di Ferrara e Modena. Anche Pontecosi entrò così a far parte della Garfagnana estense, inserita nell'orbita amministrativa di Castelnuovo di Garfagnana. Per diversi secoli il paese condivise quindi le vicende politiche del territorio governato dagli Este. Questa situazione rimase sostanzialmente invariata fino alle grandi trasformazioni politiche avvenute tra la fine del Settecento e l'Ottocento.Dall'antico Comune a Pieve FoscianaPontecosi possedette per lungo tempo una propria identità amministrativa. La situazione cambiò all'inizio dell'Ottocento. Durante le riorganizzazioni amministrative dell'età napoleonica, i piccoli comuni montani vennero progressivamente aggregati in circoscrizioni più grandi. Fu allora che Pontecosi, insieme a Sillico e Bargecchia, venne aggregato al Comune di Pieve Fosciana. Da quel momento Pontecosi ne costituisce una frazione.La chiesa di San MagnoIl principale edificio religioso del borgo è la chiesa parrocchiale di San Magno. La chiesa sorge in posizione elevata rispetto all'abitato e costituisce uno degli elementi più riconoscibili del profilo del paese. La tradizione religiosa di Pontecosi è però più complessa di quanto possa sembrare. Oltre alla parrocchiale, nel borgo sono presenti altri due edifici di culto: l'oratorio della Madonna Addolorata, conosciuto localmente anche come la "Chiesina", e l'oratorio della Madonna delle Grazie, presso il caratteristico ponte. Questa concentrazione di piccoli edifici religiosi testimonia l'importanza che la devozione popolare ha avuto nella vita della comunità.La Madonna del PonteParticolarmente suggestivo è il complesso formato dal ponte e dalla Madonna delle Grazie, chiamata anche Madonna del Ponte. L'edificio religioso si trova accanto all'antico attraversamento. L'accostamento tra ponte e luogo sacro non è insolito nella cultura tradizionale. Ponti, valichi e incroci erano punti delicati del viaggio e spesso venivano posti sotto la protezione della Madonna o dei santi. Per chi percorreva a piedi o con animali le antiche strade della Garfagnana, questi piccoli edifici costituivano luoghi di sosta, preghiera e protezione.Quando il lago non esistevaOggi è quasi impossibile immaginare Pontecosi senza il suo lago. Eppure il paesaggio che osserviamo è relativamente recente. Per secoli davanti al paese scorreva semplicemente il Serchio, circondato dai terreni del fondovalle. La situazione cambiò profondamente nel Novecento con lo sviluppo della produzione idroelettrica. Negli anni Venti venne realizzato uno sbarramento sul Serchio. Nacque così il Lago di Pontecosi, un bacino artificiale destinato alla produzione di energia. Il nuovo specchio d'acqua modificò completamente il paesaggio del paese.Il Lago di PontecosiLa costruzione della diga rappresenta una delle trasformazioni più importanti nella storia contemporanea della frazione. Il fiume, che per millenni aveva costituito una via naturale e una risorsa economica, diventò parte di un sistema per la produzione di energia elettrica. Il bacino assunse progressivamente anche una funzione paesaggistica e naturalistica. Le acque poco profonde e i canneti sono oggi frequentati da diverse specie di uccelli acquatici, tra cui folaghe e anatre selvatiche. Quello che nacque come impianto industriale è diventato quindi anche un elemento caratteristico del paesaggio della Garfagnana.La ferrovia e il nuovo paesaggioIl Novecento portò un'altra importante novità: la ferrovia. La linea ferroviaria della Garfagnana raggiunse anche Pontecosi. La piccola fermata venne costruita nella parte alta dell'abitato, nei pressi del viadotto che domina il Ponte della Madonna. La stazione, oggi non più utilizzata per il servizio ferroviario, rappresenta una testimonianza della trasformazione dei trasporti avvenuta tra Ottocento e Novecento. Per secoli gli abitanti avevano utilizzato sentieri, mulattiere e ponti; l'arrivo della ferrovia inserì Pontecosi in una rete di comunicazioni completamente nuova.Il recupero del lagoAlla fine del Novecento il rapporto tra Pontecosi e il suo lago conobbe una nuova fase. Intorno al 2000 l'area circostante venne interessata da interventi di recupero e sistemazione. Lungo le rive furono realizzati percorsi pedonali e zone attrezzate. Il lago, nato per esigenze idroelettriche, divenne così anche uno spazio ricreativo utilizzato dagli abitanti della Garfagnana e dai visitatori. Oggi la passeggiata intorno alle sue sponde costituisce uno degli elementi più conosciuti di Pontecosi.Un paese legato all'acquaPochi borghi della Garfagnana hanno un rapporto con l'acqua così evidente come Pontecosi. Prima il Serchio, poi il ponte e infine il lago hanno determinato la storia del paese. Il fiume attirò gli uomini preistorici. Il punto di attraversamento favorì lo sviluppo dell'abitato. Nel Medioevo il castello controllava il passaggio di uomini e merci. Nel Novecento lo stesso fiume venne sbarrato per produrre energia elettrica. La storia di Pontecosi può quindi essere letta come una continua trasformazione del rapporto tra l'uomo e il Serchio.Dal Paleolitico al lago artificialeÈ proprio la straordinaria profondità cronologica a rendere Pontecosi particolare. Sulle rive del Serchio si fermarono gruppi di cacciatori del Paleolitico superiore, lasciando migliaia di strumenti in pietra. Molti millenni dopo sorse un insediamento stabile. Nel Medioevo Pontecosi divenne un castello controllato da potenti famiglie feudali e il suo ponte costituì un punto importante della viabilità della valle. Successivamente il borgo entrò nella Garfagnana estense e infine, all'inizio dell'Ottocento, venne aggregato a Pieve Fosciana. Nel Novecento l'uomo intervenne nuovamente sul territorio, questa volta modificando direttamente il corso del fiume e creando il lago.Pontecosi oggiOggi Pontecosi conserva le tracce delle diverse epoche della propria storia. Il Ponte della Madonna ricorda l'antica viabilità. Le chiese testimoniano la religiosità della comunità. La posizione del borgo conserva la memoria dell'antico castello. Il lago racconta invece la storia dell'industrializzazione e dello sfruttamento idroelettrico del Serchio. Ma la testimonianza più antica rimane nascosta sotto il terreno. Gli strumenti di pietra ritrovati dagli archeologi dimostrano infatti che molto prima dei castelli, delle chiese e dei ponti, altri uomini avevano scelto questo stesso luogo per fermarsi lungo il fiume. Per questo Pontecosi non è soltanto uno dei borghi più suggestivi del Comune di Pieve Fosciana: è un luogo nel quale è possibile leggere una storia che, dalla Preistoria fino al moderno lago artificiale, attraversa migliaia di anni di presenza umana in Garfagnana. |
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