Biassa: Foto, storia e informazioni del borgo

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Biassa mantiene il carattere di piccolo borgo collinare della Spezia, ma la sua storia continua a vivere attraverso le feste, le associazioni locali, la memoria degli abitanti e la riscoperta dei suoi percorsi storici. Passeggiare per Biassa significa attraversare diversi secoli di storia: dall'antica San Martino Vecchia alla Rocca di Coderone, dalla potente famiglia dei Biassa alle attività agricole di Tramonti, fino alle tradizioni che ancora oggi animano il paese. È proprio questo intreccio fra storia, paesaggio, memoria e tradizioni a rendere Biassa una delle realtà più interessanti dell'entroterra spezzino: un borgo che conserva, a pochi chilometri dalla città e dalle Cinque Terre, una parte autentica della storia del territorio.

Biassa

Biassa

Il paese

Il paese

La Chiesa

L'oratorio

In paese

Case

Case

Passaggio

Case

In paese

La Chiesa

La Chiesa

Biassa

Campanile

Case

In paese

In paese

In paese

Verso la Chiesa

In paese

La Chiesa

Passaggio

Case

In paese

Case vecchie

Case vecchie

In paese

In paese

Passaggio

Passaggio

Le vasche

Le vasche

Lungo strada

Vista dal campo sportivo

Monumento ai caduti in guerra

In paese

In paese

In paese

Casa

Passaggio

Case

In paese

Passaggio

Passaggio

Verso la Chiesa di San Martino

Verso la Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

Case

In paese

Il piazzale della Chiesa

Case

La Chiesa

Il campanile

La Chiesa

Iscrizione

L'orologio del campanile

Case

Dalla Chiesa

Chiesa e Oratorio

Oratorio

La Chiesa

Vista dalla strada

Casa vecchia

Finestra vecchia e rotta della casa vecchia

Piazza dalla Chiesa

In paese

Il borgo

Il paese

Vista da Biassa

Vista da Biassa

Vista da Biassa

Le scuole elementari

Dalla parte alta del paese

Castello di Coderone

Castello di Coderone

Castello di Coderone

Castello di Coderone

Ruderi del Castello di Coderone

Il campo sportivo

Il campo sportivo

Il parco giochi

Il parco giochi

Biassa, il borgo tra storia e memoria

Alle spalle della Spezia, lungo l'antica direttrice verso le Cinque Terre, Biassa conserva ancora oggi l'aspetto e l'atmosfera di un antico borgo ligure. Case in pietra addossate le une alle altre, stretti passaggi, portali in arenaria e la chiesa di San Martino raccontano una storia secolare, legata alla vita rurale, alle vie di comunicazione fra la costa e l'entroterra e alle vicende della Repubblica di Genova. Il borgo è noto almeno dal XIII secolo, ma le sue origini sono più antiche. La storia di Biassa è infatti legata a diversi insediamenti che nel corso dei secoli hanno cambiato posizione, seguendo le esigenze della comunità e le trasformazioni politiche e militari del territorio. [1]

Dalle origini di Roccanera al borgo attuale

Uno dei nuclei più antichi era quello di Roccanera, situato più in alto, alle pendici del Monte Verrugoli, nell'area del Monte Parodi. Qui sorgeva l'antica chiesa di San Martino, che rappresentava un importante punto di riferimento religioso per una comunità molto più ampia di quella attuale. La chiesa di San Martino Vecchio, anteriore al XII secolo e documentata almeno dal 1229, fu infatti la matrice delle comunità religiose di Biassa, Carpena e Riomaggiore. Dell'antico edificio rimane oggi soprattutto la caratteristica abside romanica, costruita con la pietra locale. [2] Nel corso del XIII secolo gli equilibri del territorio cambiarono. La posizione di Biassa, vicina alla costa e alle vie che conducevano verso le Cinque Terre, la rese importante anche dal punto di vista strategico. Nel 1251 venne redatto lo statuto di Biassa, una testimonianza significativa dell'organizzazione della comunità medievale. Pochi decenni dopo, nella seconda metà del XIII secolo, Genova costruì nelle vicinanze la Rocca di Coderone, destinata a controllare il territorio e l'accesso verso la costa, nel contesto della rivalità fra Genova e Pisa. [1][3]

La Rocca di Coderone e la famiglia Biassa

La Rocca di Coderone rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della storia di Biassa. Costruita nel XIII secolo su uno sperone roccioso, ospitava anche un piccolo insediamento con una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. La funzione militare della rocca si attenuò nei secoli successivi e Coderone divenne una residenza signorile legata alla potente famiglia Biassa, una delle più importanti famiglie della Spezia medievale e rinascimentale. Il complesso è oggi in rovina e immerso nella vegetazione, ma conserva ancora importanti strutture murarie. [3] Il nome di Biassa è infatti legato a personaggi che ebbero un ruolo rilevante nella storia della Liguria e della Repubblica di Genova. Tra questi vi fu Antonio Biassa, attivo nel XV secolo, che ricoprì importanti incarichi politici e militari e fu nominato nel 1460 ammiraglio delle galee pontificie da papa Pio II. I suoi figli Gaspare e Baldassarre Biassa continuarono la tradizione familiare nel campo politico e militare. [4][5][6] Baldassarre, in particolare, divenne comandante della marina pontificia e fu protagonista delle vicende militari e diplomatiche dell'Italia tra Quattrocento e Cinquecento. La storia della famiglia Biassa testimonia quindi il ruolo che questo piccolo territorio ebbe nei rapporti fra la Spezia, Genova e le grandi potenze del Mediterraneo. [5]

San Martino, il cuore religioso del paese

Il cuore di Biassa è la chiesa di San Martino Vescovo, ancora oggi punto di riferimento della comunità. La presenza di una chiesa dedicata a San Martino è documentata già nel XIII secolo. L'attuale edificio deriva dall'ampliamento di una precedente cappella romanica e conserva elementi architettonici e artistici di particolare interesse. La struttura comprende colonne in arenaria e testimonianze artistiche risalenti anche al XV secolo. La Diocesi segnala inoltre la presenza di un prezioso piatto di bronzo sbalzato, di produzione tedesca, databile al Quattrocento. [2] San Martino è il patrono di Biassa e la sua festa viene celebrata l'11 novembre. La ricorrenza ha mantenuto nel tempo un forte carattere comunitario ed è diventata una delle manifestazioni più rappresentative dell'identità del borgo. La tradizionale Festa di San Martino è stata riconosciuta dalla Regione Liguria come manifestazione storica e tradizionale, essendo presente sul territorio da oltre 25 anni. Negli ultimi anni la festa è stata accompagnata anche dalla rievocazione "Biassa nel Medioevo", con antichi mestieri, musica, spettacoli, attività per bambini, gastronomia e ricostruzioni della vita medievale. [7][8]

La vita contadina e i vigneti di Tramonti

La storia di Biassa non è soltanto fatta di castelli, nobili e vicende militari. Per secoli la vita del paese è stata profondamente legata al lavoro agricolo e al rapporto con la montagna e il mare. L'economia tradizionale del territorio comprendeva soprattutto la coltivazione della vite, in particolare sui versanti occidentali rivolti verso il mare, nella zona di Tramonti, e l'attività nelle cave di arenaria. [1] Il rapporto fra Biassa e Tramonti era particolarmente intenso. I prodotti della terra dovevano essere trasportati lungo sentieri ripidi e difficili, creando una rete quotidiana di collegamenti fra il borgo e i terrazzamenti affacciati sul mare. La memoria di questa attività è ancora presente nelle testimonianze raccolte sulla cultura popolare di Biassa. In occasione della festa di San Martino, ad esempio, si attendeva il vino nuovo prodotto a Tramonti. I barili venivano trasportati a mano fino a Biassa e, da qui, una parte del vino proseguiva verso La Spezia. [9] Queste testimonianze restituiscono l'immagine di una comunità abituata a vivere in stretta relazione con un territorio difficile, fatto di pendii, sentieri, terrazzamenti e boschi.

La pietra e il paesaggio

Un altro elemento fondamentale della cultura materiale di Biassa è la pietra. L'arenaria locale è stata utilizzata nell'architettura del borgo e negli edifici religiosi, contribuendo a creare quell'aspetto caratteristico che ancora oggi si può osservare passeggiando per le sue vie. Il paesaggio di Biassa rappresenta quindi un vero patrimonio culturale: non soltanto natura, ma il risultato di secoli di lavoro umano. I sentieri, i terrazzamenti, i muri a secco, le antiche case e i collegamenti con Tramonti raccontano una storia fatta di agricoltura, fatica e adattamento alla montagna ligure.

Un territorio di passaggio verso le Cinque Terre

La posizione di Biassa ha contribuito per secoli alla sua importanza. Il borgo si trova infatti lungo uno degli antichi percorsi che collegavano la Spezia con il territorio delle Cinque Terre. Oggi questa posizione permette di leggere Biassa come una sorta di porta fra la città e il paesaggio delle Cinque Terre: un luogo nel quale la dimensione urbana della Spezia lascia spazio alla montagna, ai boschi, ai sentieri e ai terrazzamenti che scendono verso il mare. Da Biassa il territorio si apre inoltre verso luoghi di grande valore paesaggistico e storico, fra cui Tramonti, il Monte Parodi, il Monte Verrugoli e le alture che circondano il Golfo della Spezia.

Biassa e la memoria popolare

Una parte importante dell'identità di Biassa è conservata non soltanto nei monumenti, ma nella memoria orale. Leggende, soprannomi, parole del dialetto locale, nomi dei luoghi, racconti di famiglia e antiche usanze costituiscono un patrimonio immateriale che permette di conoscere il paese anche al di là delle fonti ufficiali. La cultura popolare di Biassa è stata oggetto di studi e raccolte dedicate alle storie di Biassa e Tramonti e al particolare patrimonio linguistico e toponomastico della zona. Queste testimonianze sono preziose perché conservano una dimensione della storia che difficilmente compare nei documenti amministrativi: quella della vita quotidiana delle persone. Anche il patrimonio tradizionale dell'abbigliamento ligure ha lasciato tracce nella cultura locale: fonti storiche dell'inizio del Novecento ricordano infatti la permanenza a Biassa di elementi del costume tradizionale della Liguria.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT (OpenAI)