Bastia: il borgo della
fortezza inespugnabile
Bastia è una frazione del Comune di Licciana Nardi
situata sulle colline della valle del
Taverone, nel cuore della Lunigiana.
Il piccolo abitato è dominato dall'imponente castello,
costruito in posizione strategica per controllare il territorio e le
antiche vie che attraversavano la valle e conducevano verso i passi
dell'Appennino.
Proprio la fortificazione ha determinato per secoli la
storia e persino il nome del paese. Bastia fu infatti un importante
presidio militare, conteso tra diverse potenze e successivamente
trasformato in residenza signorile dei Malaspina.
L'origine del nome Bastia
Il nome stesso del paese rivela la sua originaria
funzione militare.
Il termine “bastia”
era utilizzato nel Medioevo per indicare un'opera fortificata, costruita
per rafforzare un sistema difensivo o proteggere un punto
particolarmente importante.
Il toponimo è stato tradizionalmente collegato al
francese bâtir, cioè “costruire”.
Il paese nacque quindi in stretta relazione con la sua
fortificazione, tanto che ancora oggi castello e borgo formano un
insieme difficilmente separabile.
Il Castello di Bastia
Il monumento simbolo del paese è il
Castello di Bastia, conosciuto
anche come Fortezza di Santa Caterina.
La fortificazione sorge sulla sommità della collina e
domina la valle del Taverone e i rilievi circostanti.
Le sue origini risalgono almeno al
XIII secolo: Bastia compare
infatti nella documentazione relativa ai rapporti tra Francesco
d'Olivola e i Malaspina di Villafranca già nel 1294.
Il castello nacque con una funzione essenzialmente
militare e di controllo del territorio.
La sua struttura possente gli avrebbe successivamente
procurato la fama di “castello
inespugnabile”.
Una fortezza tra Medioevo e
Rinascimento
L'aspetto attuale del castello è il risultato di
numerose trasformazioni.
La fortificazione presenta una pianta irregolare,
sostanzialmente trapezoidale, caratterizzata da
quattro torri cilindriche agli angoli
e da un possente mastio centrale.
Secondo gli studi storici, proprio il mastio
rappresenterebbe la parte più antica del complesso.
Nel corso del Cinquecento la diffusione delle armi da
fuoco rese necessario modificare molti castelli medievali.
Anche Bastia venne quindi rafforzata e trasformata
secondo criteri militari più moderni.
Questi interventi conferirono alla fortezza
quell'aspetto massiccio e compatto che ancora oggi la distingue dagli
altri castelli della Lunigiana.
L'occupazione genovese
La posizione strategica di Bastia rese inevitabile il
coinvolgimento del paese nelle guerre che interessarono la Lunigiana.
Nel 1416 il
castello venne occupato dai Genovesi.
L'azione era collegata alla vendetta per l'uccisione
di Oderico Biassa, provicario genovese della Spezia, attribuita ai
marchesi Malaspina di Villafranca.
La dominazione genovese durò alcuni anni.
Nel 1423
Bastia tornò infatti sotto il controllo dei Malaspina di Villafranca.
Tra Firenze e Milano
Poco dopo, la fortezza venne nuovamente coinvolta in
un conflitto di portata più ampia.
Durante la guerra combattuta tra il
1424 e il 1428 tra Firenze e
il duca di Milano Filippo Maria Visconti, Bastia venne presidiata dai
Fiorentini.
L'obiettivo era impedire alle truppe milanesi di
penetrare in Lunigiana attraverso i passi dell'Appennino.
Questo episodio dimostra l'importanza strategica della
valle del Taverone.
Chi controllava Bastia poteva infatti sorvegliare uno
degli accessi naturali alla Lunigiana e alle vie dirette verso la Val di
Magra.
I Malaspina e il Marchesato di Monti
Nel Cinquecento Bastia entrò nella formazione del
Marchesato di Monti, governato
da Giovanni Spinetta Malaspina.
Fu probabilmente proprio in questo periodo che la
fortezza venne profondamente trasformata e adattata alle nuove esigenze
militari.
Alla morte di Giovanni Spinetta, nel
1535, i suoi possedimenti
furono divisi tra gli eredi.
Bastia passò a
Fioramonte II Malaspina e divenne un feudo autonomo.
Nacque così una specifica linea dei
Malaspina di Bastia, destinata
a governare il piccolo territorio per oltre due secoli.
Il feudo indipendente di Bastia
La storia del feudo di Bastia fu tutt'altro che
tranquilla.
Divisioni ereditarie, rivalità familiari e conflitti
tra i marchesi segnarono ripetutamente la vita della comunità.
Il castello non era più soltanto una fortificazione
militare: era diventato anche la
residenza dei signori del feudo e il centro dal quale veniva
amministrato il territorio.
La presenza dei Malaspina influenzò quindi
profondamente la vita politica ed economica del piccolo borgo.
Nestore Malaspina e la rivolta degli
abitanti
Uno degli episodi più drammatici della storia di
Bastia avvenne nella prima metà del
Seicento.
In quel periodo
Nestore Malaspina, fratello del marchese Carlo, divenne
protagonista di numerosi episodi di violenza e soprusi.
La situazione provocò una vera e propria
sollevazione popolare.
Le tensioni raggiunsero un livello tale da rendere
necessario l'intervento del Granduca di Toscana nel tentativo di
ristabilire l'ordine.
Gli scontri tuttavia continuarono e Nestore Malaspina
venne infine ucciso dai ribelli.
L'episodio costituisce una testimonianza
particolarmente significativa delle difficili relazioni che potevano
esistere tra le piccole comunità della Lunigiana e i loro signori
feudali.
Annetta Malaspina, l'ultima marchesa
Tra i personaggi più affascinanti legati a Bastia
troviamo Annetta Malaspina,
ultima marchesa della linea feudale del paese.
Nata nel Settecento, Annetta divenne una figura
conosciuta negli ambienti aristocratici e culturali dell'epoca.
Era celebre per la sua bellezza, ma anche per la
cultura e il talento.
Fu dama d'onore alla corte di Parma e venne celebrata
da importanti letterati, tra i quali
Vincenzo Monti e Innocenzo Frugoni.
La sua fama superò così ampiamente i confini della
piccola Lunigiana.
Annetta Malaspina alla corte di
Francia
Alla figura di Annetta è legato anche un curioso
episodio diplomatico.
Su impulso del gesuita Saverio Bettinelli, la marchesa
fu coinvolta in un tentativo di azione diplomatica a favore dei Gesuiti
francesi.
Venne inviata alla corte di Francia, dove avrebbe
dovuto conquistare la simpatia – e secondo il racconto tradizionale
anche l'interesse sentimentale – del re
Luigi XV, entrando così in competizione con l'influente Madame
de Pompadour.
Il progetto non ebbe il risultato sperato.
Annetta tornò in Italia ottenendo soltanto una modesta
pensione dalla corte francese.
L'episodio, a metà strada tra diplomazia, vita di
corte e aneddoto settecentesco, contribuì ulteriormente alla fama della
marchesa di Bastia.
La fine del feudo
La linea autonoma dei Malaspina di Bastia si estinse
nel 1783.
Pochi anni dopo l'intero sistema feudale della
Lunigiana sarebbe stato travolto dagli avvenimenti politici legati alla
Rivoluzione francese e all'arrivo delle truppe napoleoniche.
Nel 1797 gli
antichi feudi imperiali della Lunigiana vennero aboliti.
Terminava così un sistema politico che per secoli
aveva suddiviso il territorio in numerosi piccoli marchesati governati
dai diversi rami della famiglia Malaspina.
Il castello oggi
A differenza di molte fortificazioni medievali della
Lunigiana, ridotte nel tempo a ruderi, il
Castello di Bastia è ancora
perfettamente conservato.
Il complesso mantiene la sua imponente struttura con
le torri angolari e il mastio centrale.
Oggi il castello è di
proprietà privata, ma rappresenta uno degli edifici storici più
importanti del Comune di Licciana Nardi.
La sua conservazione permette di comprendere con
particolare immediatezza quale fosse l'aspetto di una fortezza della
Lunigiana trasformata e adattata tra Medioevo e Rinascimento.
Bastia e il sistema dei castelli del
Taverone
Il Castello di Bastia non deve essere considerato
isolatamente.
La valle del Taverone
conserva infatti una straordinaria concentrazione di castelli e
fortificazioni.
Monti, Licciana, Pontebosio e Bastia facevano parte di
un territorio attraversato da importanti vie di comunicazione che
collegavano la Val di Magra con l'Appennino e con la pianura emiliana.
Le fortezze permettevano di controllare le strade,
proteggere gli abitati e sorvegliare il movimento di uomini e merci.
Bastia rappresentava uno dei punti più forti di questo
sistema difensivo.
Il borgo e il paesaggio
Intorno alla fortezza si sviluppa il piccolo abitato
di Bastia.
Il paesaggio è quello tipico della
Lunigiana collinare, nel quale
boschi, piccoli appezzamenti agricoli e antichi percorsi circondano i
nuclei abitati.
La posizione elevata del castello permette di
comprendere immediatamente la ragione della sua costruzione: da qui era
possibile osservare un'ampia porzione della valle del Taverone e
controllare le vie provenienti dai passi appenninici.
Il rapporto tra fortificazione e paesaggio costituisce
quindi uno degli aspetti più interessanti del luogo.
Un borgo dominato dalla storia
Bastia è un piccolo paese, ma la sua storia attraversa
molti dei grandi avvenimenti che interessarono la Lunigiana.
Il castello medievale, l'occupazione genovese, le
guerre tra Firenze e Milano, la lunga presenza dei Malaspina, le rivolte
seicentesche e la figura cosmopolita di Annetta Malaspina raccontano
epoche molto diverse.
Al centro di tutto rimane la grande fortezza che
domina il borgo.
Visitare Bastia significa quindi scoprire uno dei
luoghi nei quali è più evidente il carattere della
Lunigiana dei castelli: una
terra attraversata da importanti vie di comunicazione e per questo,
durante il Medioevo e l'età moderna, continuamente contesa tra signori,
città e grandi potenze regionali. |