Foto, storia e informazioni del borgo
Informazioni storiche, culturali della località. |
Pastine, il borgo delle antiche mulattiere verso monte Bardellone:A 185 metri sul livello del mare, sulla sommità di un promontorio nel cuore della valle di Levanto, si trova Pastine Superiore. Più in basso, a circa 140 metri, sorge Pastine Inferiore. Insieme formano uno dei piccoli insediamenti storici più caratteristici della valle: due nuclei distinti, ma strettamente collegati tra loro da antichi percorsi e da una storia comune che risale almeno al Medioevo. Pastine nacque e si sviluppò proprio lungo una delle vecchie vie di comunicazione della valle. La mulattiera che dalle Ghiare sale verso la Foce di Bardellone attraversa infatti il nucleo superiore, mentre un antico percorso di crinale collega Pastine Superiore con il nucleo inferiore e quindi con le Ghiare. È un borgo nel quale la forma delle case racconta ancora oggi la storia della strada.Due Pastine, un solo borgoLa prima cosa da capire visitando Pastine è che il paese non è costituito da un unico nucleo. Esistono infatti Pastine Superiore e Pastine Inferiore, situate a quote differenti e sviluppatesi secondo la conformazione naturale del terreno. Pastine Superiore si trova sulla testa del promontorio, a circa 185 metri, e si è formato attorno alla vecchia mulattiera che saliva dal fondovalle delle Ghiare verso la Foce di Bardellone. Il nucleo si presenta compatto, con una serie di viuzze di mezza costa che si incrociano con il percorso principale. Pastine Inferiore, invece, è posto a circa 140 metri, su un dosso attraversato dal percorso di crinale che scende dal nucleo superiore verso le Ghiare. Anche qui le abitazioni sono raccolte e organizzate soprattutto tra due strade di mezza costa, situate a quote diverse. Questa struttura apparentemente complessa è in realtà una perfetta risposta alla morfologia del territorio. Le case non potevano essere disposte secondo uno schema regolare: dovevano seguire la pendenza, lasciare spazio ai percorsi e adattarsi al profilo della collina.Un borgo nato lungo una mulattieraA Pastine la strada antica non è semplicemente un elemento del paesaggio. È l'elemento che ha generato il borgo. La mulattiera che sale dalle Ghiare verso Bardellone attraversava il nucleo superiore e costituiva il principale asse di sviluppo dell'abitato. Da questo percorso si diramavano le vie secondarie, creando quella caratteristica struttura fatta di brevi carruggi e percorsi trasversali. Proseguendo oltre Pastine Superiore, la strada raggiungeva la zona di Bardellone, collegando il territorio di Levanto con la rete di antichi itinerari dell'entroterra. Per secoli queste vie furono percorse soprattutto a piedi o con animali da soma. Erano le vere strade della valle prima della costruzione della moderna viabilità. È quindi possibile leggere Pastine come un borgo di passaggio, nato non lontano da una strada importante, ma direttamente modellato dalla strada stessa.La prima testimonianza: Pastinum nel 1222Il primo documento conosciuto nel quale compare Pastine risale al 1222. Il luogo viene indicato con il nome latino di Pastinum. Questo dato colloca Pastine tra gli insediamenti storici più antichi della valle documentati con certezza. Naturalmente, una prima attestazione documentaria non coincide necessariamente con la data di fondazione del borgo. Quando un luogo compare per la prima volta in un documento, infatti, significa semplicemente che a quella data esisteva già ed era sufficientemente importante da essere registrato. Per questo è più corretto dire che Pastine è documentata almeno dal 1222, evitando di attribuirle una data precisa di fondazione che le fonti non permettono di stabilire.Pastine nel CinquecentoLa popolazione di Pastine permette di capire meglio le dimensioni che il borgo aveva in passato. Nella prima metà del Cinquecento vivevano a Pastine circa 120 abitanti, distribuiti in parti pressoché uguali tra il nucleo superiore e quello inferiore. Nel 1607 gli abitanti erano saliti a circa 152. Nel 1828, invece, le persone registrate erano circa 147. Sono numeri relativamente contenuti, ma importanti per comprendere la storia della valle. Pastine non era un semplice gruppo di case sparse: era una vera villa, cioè un centro abitato organizzato e riconoscibile all'interno dell'antico territorio di Levanto. La sostanziale stabilità della popolazione tra il Seicento e l'Ottocento racconta inoltre di una comunità che riuscì a mantenere nel tempo una propria consistenza.La piazzetta dell'AssuntaUno dei luoghi più suggestivi di Pastine è la piazzetta davanti alla Cappella di Santa Maria Assunta. Qui convergono le strade del nucleo e le abitazioni circostanti formano una sorta di piccola quinta architettonica. La piazza è descritta dalle fonti locali come uno spazio ampio e irregolare, dal quale si apre anche una bella veduta panoramica sulla valle. È un esempio interessante di come, nei borghi liguri, lo spazio pubblico non sia necessariamente costituito da una grande piazza geometrica. Spesso nasce semplicemente nel punto in cui si incontrano le strade, davanti alla chiesa o alla cappella, e finisce per diventare il luogo centrale della vita della comunità. A Pastine questo processo è particolarmente evidente.La Cappella di Santa Maria AssuntaAll'ingresso del nucleo di Pastine si trova la Cappella di Santa Maria Assunta. L'edificio è addossato all'archivolto sotto il quale passa l'antica mulattiera per Bardellone. È un particolare architettonico estremamente interessante: la strada storica e l'edificio religioso sono fisicamente sovrapposti, quasi a ricordare quanto fosse stretto il rapporto tra viabilità e vita religiosa. La cappella era già officiata nel 1624 e venne visitata nel 1628 dal delegato episcopale. La costruzione è semplice e presenta una pianta rettangolare con abside concava. Il presbiterio è separato dal resto dell'aula da due gradini, leggermente avanzati rispetto all'arco di trionfo. Nonostante le dimensioni ridotte, l'interno conserva alcuni elementi di notevole interesse.La Madonna in trono e i santiNella cappella è conservata una tela raffigurante la Madonna in trono con il Bambino tra i santi Sebastiano, Francesco e Rocco. Il dipinto, delle dimensioni di circa 130 × 100 centimetri, è datato alla fine del XVI secolo. La presenza di San Sebastiano e San Rocco è particolarmente significativa nel contesto delle piccole comunità rurali liguri. Entrambi i santi erano infatti oggetto di una forte devozione popolare, anche per il loro tradizionale legame con la protezione dalle malattie e dalle epidemie. La tela rappresenta quindi non soltanto un'opera d'arte, ma anche una testimonianza della religiosità della comunità che frequentava la cappella.La statua dell'AssuntaL'opera più importante conservata nella cappella è probabilmente la statua lignea dipinta dell'Assunta. Si tratta di una scultura di scuola genovese del XVIII secolo, collocata all'interno di una grande nicchia sopra l'altare maggiore. La presenza di una statua lignea di questo tipo testimonia i rapporti artistici tra le comunità dell'entroterra levantese e il più ampio ambiente artistico genovese. Nonostante Pastine fosse un piccolo borgo, la sua chiesa poteva quindi ospitare opere appartenenti a una tradizione artistica di livello regionale. È un fenomeno comune nella Liguria storica: attraverso confraternite, benefattori, commerci e devozioni, anche i piccoli paesi potevano entrare in contatto con gli artisti e le botteghe di Genova.Un piccolo museo dell'architettura ruraleLe trasformazioni subite da Pastine nel corso del Novecento hanno modificato in parte l'aspetto dell'antico abitato. Gli edifici originari oggi sono relativamente pochi, perché molte abitazioni sono state ristrutturate. Questo non significa però che il borgo abbia perso ogni traccia del passato. La sua struttura urbana è ancora leggibile e permette di riconoscere l'antico rapporto tra case, sentieri e terreno. In particolare, il modo in cui gli edifici sono disposti lungo le vie di mezza costa mostra come l'architettura rurale fosse fortemente condizionata dalla morfologia della collina.Il ponte sul torrente MulinoUn altro elemento importante della storia di Pastine è il ponte sul torrente Mulino. La planimetria realizzata da Matteo Vinzoni nel 1722 mostra infatti un abitato già diviso in due dalla presenza del corso d'acqua e del ponte. È una testimonianza preziosa perché permette di confrontare la struttura del borgo di tre secoli fa con quella attuale. La mappa dimostra inoltre che l'impianto dell'abitato era già ben definito nel Settecento. Ancora una volta, la cartografia storica diventa uno strumento fondamentale per comprendere quanto dei piccoli borghi liguri sia rimasto riconoscibile nel tempo.Le strade verso Groppo, Lizza e LavaggiorossoPastine non era isolata. Dalla mulattiera principale si collegavano infatti altri percorsi antichi. La strada che attraversava il nucleo conduceva verso Groppo, mentre altri sentieri permettevano di raggiungere Lizza e Lavaggiorosso. Questo sistema di collegamenti è particolarmente interessante se si osserva la valle nel suo insieme. I piccoli borghi che oggi sembrano separati erano in realtà uniti da una fitta rete di mulattiere. Pastine rappresentava quindi uno dei nodi di questa rete, insieme a nuclei come Groppo, Lizza, Lavaggiorosso e Montale. La storia di Pastine diventa così anche una chiave per comprendere la geografia storica dell'intera valle di Levanto.Il vecchio mulinoNei pressi dell'abitato si trovava anche un antico mulino, oggi restaurato. La struttura conserva persino la girante in legno, elemento che permette di riconoscere concretamente l'antica funzione dell'edificio. I mulini erano fondamentali per l'economia delle comunità rurali. La forza dell'acqua permetteva di trasformare i prodotti agricoli della valle in farina, evitando di dover trasportare altrove le materie prime. In un territorio caratterizzato da corsi d'acqua e forti dislivelli, lo sfruttamento dell'energia idraulica rappresentava una delle risorse più importanti dell'economia tradizionale. Il mulino di Pastine deve quindi essere letto insieme ai sentieri e alle coltivazioni: era parte dello stesso sistema economico.Una traccia del Cinquecento: il portale in ardesiaNella parte alta del nucleo sono ancora visibili alcune tracce architettoniche riferibili al XVI secolo. Tra queste si segnalano alcuni resti di murature e soprattutto un portale in ardesia finemente lavorato. L'ardesia è uno dei materiali che più caratterizzano l'architettura storica della Liguria orientale. Veniva utilizzata per portali, soglie, architravi, elementi decorativi e coperture. Un portale lavorato non era soltanto una componente funzionale dell'edificio: poteva diventare anche un segno di prestigio del proprietario. A Pastine questo elemento permette di riconoscere, ancora oggi, la presenza di un'architettura più antica all'interno del tessuto abitativo.La Cappella di San GiuseppePastine conserva anche una seconda piccola architettura religiosa: la Cappella di San Giuseppe. È databile al XVII secolo ed è documentata a partire dal 1671. La cappella si affaccia su uno slargo acciottolato del nucleo. La facciata, oggi dipinta in una tinta uniforme, presenta nella parte superiore una particolare apertura a quattro lobi e, sul timpano, un piccolo campanile a vela. Una finestrella collocata accanto all'ingresso permette di vedere l'interno. All'interno si conservano un'acquasantiera seicentesca in marmo bianco di Carrara, un altare settecentesco decorato a stucco, un piccolo coro ligneo e una statua della Madonna con il Bambino. Sono dettagli piccoli, ma preziosi per ricostruire la storia della devozione locale.Un borgo agricolo, ma non isolatoCome gli altri centri della valle, Pastine era strettamente legato all'agricoltura. La posizione collinare favoriva la presenza di terrazzamenti, coltivazioni, oliveti e vigne, mentre i boschi e i corsi d'acqua completavano il paesaggio. Ma definirlo semplicemente “borgo agricolo” sarebbe riduttivo. La sua posizione sulla via per Bardellone e i collegamenti con gli altri nuclei della valle dimostrano che Pastine partecipava a una rete territoriale molto più ampia. Le persone che vivevano qui coltivavano la terra, ma utilizzavano contemporaneamente le antiche mulattiere per raggiungere gli altri paesi, trasportare prodotti e mantenere i rapporti con il fondovalle.Pastine nella cartografia di Matteo VinzoniLa carta di Matteo Vinzoni del 1722 rappresenta uno dei documenti più utili per ricostruire l'aspetto storico di Pastine. Dalla planimetria si riconoscono già la divisione dell'abitato, il ponte sul torrente Mulino e la rete delle principali vie di comunicazione. È significativo che la struttura generale sia ancora riconoscibile oggi. Questo permette di comprendere quanto lentamente potessero cambiare questi piccoli insediamenti prima dell'arrivo della viabilità moderna. Le trasformazioni più importanti sono avvenute soprattutto con le ristrutturazioni del Novecento, che hanno modificato molti edifici senza però cancellare completamente l'impianto storico.Pastine e il paesaggio della Foce di BardelloneUno degli aspetti più interessanti di Pastine è il suo rapporto con la Foce di Bardellone. La mulattiera che attraversa Pastine Superiore prosegue infatti verso quella zona, seguendo un percorso che attraversa le colline sopra Levanto. Per chi percorre oggi questi sentieri, il borgo rappresenta quindi una sorta di porta tra il fondovalle e il paesaggio montano. La strada antica conserva ancora la memoria della funzione che ebbe per secoli: mettere in comunicazione comunità diverse attraverso le montagne.Curiosità su Pastine1. Pastine è documentata dal 1222.Il primo documento conosciuto cita il luogo con il nome di Pastinum. 2. Esistono due Pastine. Pastine Superiore si trova a circa 185 metri, mentre Pastine Inferiore è a circa 140 metri. 3. Nel Cinquecento vivevano qui circa 120 persone. La popolazione era divisa quasi equamente tra il nucleo superiore e quello inferiore. Nel 1607 erano 152 e nel 1828 circa 147. 4. La mulattiera passa sotto la Cappella dell'Assunta. La cappella è costruita sopra alcune volte sotto le quali transitava l'antico percorso per Bardellone. 5. La statua dell'Assunta è di scuola genovese. È una scultura lignea dipinta del XVIII secolo, collocata nella nicchia sopra l'altare maggiore. 6. Pastine aveva un mulino con una girante in legno. La struttura è stata restaurata e conserva ancora questo elemento dell'antico impianto. 7. Il borgo aveva collegamenti diretti con altri nuclei della valle. Dalla rete delle antiche mulattiere si raggiungevano Groppo, Lizza e Lavaggiorosso. 8. La Cappella di San Giuseppe conserva un'acquasantiera del Seicento. �� realizzata in marmo bianco di Carrara, mentre l'altare è settecentesco. Pastine oggiOggi Pastine appare come un piccolo borgo collinare tranquillo, immerso nel paesaggio della valle di Levanto. Le ristrutturazioni del Novecento hanno modificato molti degli edifici originari, ma la struttura del paese è ancora leggibile. Basta osservare la disposizione delle case per capire che Pastine non è nato intorno a una piazza progettata a tavolino. È nato lungo una strada. Prima la mulattiera, poi le case, le cappelle, il ponte, il mulino e le vie secondarie. È questa la caratteristica che rende Pastine particolarmente interessante: il borgo conserva ancora il rapporto diretto tra paesaggio, viabilità e abitato che per secoli ha caratterizzato la valle di Levanto. |