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BorsiglianaUn antico borgo dell'Alta GarfagnanaBorsigliana è una frazione del comune di Piazza al Serchio, nell'Alta Garfagnana, in provincia di Lucca. Il piccolo borgo sorge a circa 700 metri di altitudine sul versante appenninico, alla sinistra del Serchio di Soraggio, immerso in un paesaggio di prati, campi e boschi. Le dimensioni ridotte del paese non devono ingannare. Borsigliana conserva infatti una storia molto antica e soprattutto un patrimonio artistico sorprendente, concentrato nella Chiesa di Santa Maria Assunta. Qui si trova uno dei dipinti più importanti dell'arte quattrocentesca della Garfagnana: il trittico attribuito a Pietro da Talada, artista così strettamente collegato a questo luogo da essere conosciuto anche come il “Maestro di Borsigliana”. Ma la storia del paese comprende anche un antico comune rurale, una porta del borgo ancora riconoscibile, statuti comunitari seicenteschi e una delle testimonianze scolpite più enigmatiche dell'arte religiosa locale.Borsigliana e il Serchio di SoraggioLa posizione geografica è fondamentale per comprendere il paese. Borsigliana sorge sul lato appenninico dell'Alta Garfagnana, sulla sinistra del Serchio di Soraggio. Questo ramo del Serchio scende dalle montagne settentrionali della valle e raggiunge Piazza al Serchio, dove incontra il Serchio di Gramolazzo. Da questa confluenza nasce il corso principale del Serchio. Borsigliana appartiene quindi a un territorio nel quale montagne, acqua e vie di comunicazione hanno determinato per secoli la posizione degli insediamenti.Un piccolo borgo raccoltoIl nucleo storico conserva una dimensione tipicamente rurale. Le abitazioni sono raccolte intorno alle antiche vie del paese e alla chiesa parrocchiale. La pietra domina ancora molti elementi del paesaggio costruito: muri, portali, fontane e fabbricati agricoli raccontano una società nella quale i materiali disponibili sul territorio venivano utilizzati praticamente per ogni necessità. Borsigliana non possiede l'aspetto di un grande centro fortificato. Il suo fascino nasce invece dalla scala ridotta e dalla continuità tra case, chiesa e campagna.Il Comune BurcilianiUna delle testimonianze storiche più importanti risale al 1376. In quell'anno Borsigliana viene ricordata con il nome di “Comune Burciliani”. La denominazione è significativa perché dimostra che nel XIV secolo la comunità possedeva già una propria identità amministrativa. Non era semplicemente un gruppo di case dipendente da un centro maggiore. Era riconosciuta come comunità rurale. La forma antica Burciliani permette inoltre di osservare come il nome del paese si sia trasformato nel corso dei secoli fino all'attuale Borsigliana.Borsigliana e VergnanoLa storia del paese è strettamente collegata alla vicina Vergnano. Le fonti comunali ricordano che Borsigliana e la piccola villa di Vergnano formavano anticamente un comune autonomo. Successivamente Vergnano venne aggregata al territorio di Piazza, mentre Borsigliana continuò a conservare la propria identità di paese. È un particolare importante perché mostra quanto fosse frammentata l'organizzazione territoriale medievale e moderna della Garfagnana. Accanto ai centri maggiori esistevano infatti numerosi piccoli comuni rurali, dotati di regole e consuetudini proprie.I comuni rurali della GarfagnanaPer comprendere Borsigliana bisogna dimenticare per un momento il significato moderno della parola “comune”. Nel Medioevo e nell'età moderna anche comunità molto piccole potevano possedere proprie istituzioni. Gli abitanti dovevano organizzare l'utilizzo dei boschi, dei pascoli, delle acque e dei terreni comuni. Occorreva stabilire obblighi fiscali, manutenzione delle strade e modalità di utilizzo delle risorse collettive. Da queste esigenze nascevano statuti, capitoli e ordinamenti locali. Borsigliana possedeva anch'essa questa tradizione comunitaria.I Capitoli di BorsiglianaUna testimonianza straordinariamente concreta è conservata nell'Archivio della Garfagnana. Tra gli statuti rurali, i capitoli e le memorie delle comunità compare infatti una raccolta dei Capitoli di Borsigliana del 1671, conservata attraverso una copia realizzata nel 1838. Questi documenti permettono di comprendere che la comunità non era soltanto un'entità geografica. Possedeva regole proprie. I capitoli rurali disciplinavano aspetti molto concreti della vita collettiva e rappresentavano una sorta di memoria giuridica del paese.Piazza al Serchio e gli EstensiLa storia di Borsigliana seguì progressivamente quella della Comunità di Piazza. Il territorio era rimasto per secoli sotto l'influenza politica di Lucca, ma nel 1446 Piazza e numerose comunità dell'Alta Garfagnana si offrirono agli Estensi. Da quel momento entrarono nell'orbita del Ducato di Modena. Il Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche ricorda espressamente Borsigliana tra i comunelli rurali facenti capo alla Comunità di Piazza. Insieme a essa vengono ricordati Colognoro, Cogna, Livignano, Ricciano, Piazza e Sala, Petrognano, Sant'Anastasio e Gragnano, San Donnino e San Michele.Una Garfagnana estenseL'ingresso nell'orbita degli Este rappresentò uno dei cambiamenti politici più importanti nella storia dell'Alta Garfagnana. Il territorio venne progressivamente inserito nel sistema amministrativo del Ducato di Modena. Per una piccola comunità rurale, però, la vita quotidiana continuava a dipendere soprattutto dalla terra. Cambiare sovrano non significava modificare improvvisamente il modo di coltivare i campi, utilizzare i boschi o allevare gli animali. Le grandi trasformazioni politiche convivevano quindi con ritmi di vita molto più antichi.Gli archivi perdutiLa storia documentaria di Borsigliana presenta purtroppo anche una grave lacuna. La Direzione Generale Archivi ricorda che l'antica documentazione dei comuni rurali del territorio di Piazza al Serchio deve essere considerata in larga parte dispersa. Tra questi antichi comuni viene citata espressamente Borsigliana. È una perdita importante. Registri, deliberazioni, contabilità e altri documenti avrebbero probabilmente permesso di conoscere molto meglio la vita quotidiana della comunità. Proprio per questo i documenti sopravvissuti, come i Capitoli del 1671, acquistano un valore ancora maggiore.La Chiesa di Santa Maria AssuntaIl principale monumento del paese è la S. Maria Assunta. È considerata una delle chiese più antiche della Garfagnana. L'edificio attuale è il risultato di numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli. La struttura medievale venne infatti ampliata e modificata soprattutto durante il XVIII secolo. Nonostante questi interventi, la facciata conserva ancora tracce molto evidenti della chiesa precedente. Ed è proprio qui che comincia una delle parti più interessanti della visita.Entrare attraverso l'antica porta del borgoPer raggiungere la chiesa si passa attraverso un arco che corrisponde all'antica porta del borgo. È un particolare architettonico molto suggestivo. Chiesa e struttura dell'abitato appaiono così strettamente collegate. Attraversare quell'arco significa idealmente entrare nel cuore storico di Borsigliana. È uno di quei piccoli elementi che permettono di comprendere molto meglio la forma originaria del paese rispetto a una semplice descrizione.Le tracce della chiesa medievaleOsservando la facciata di Santa Maria Assunta si riconoscono ancora alcuni elementi appartenenti alla struttura precedente. Sulla parte sinistra rimane infatti visibile la lunetta di un antico ingresso oggi murato. Accanto a essa si trova un elemento ancora più importante: un architrave scolpito in pietra arenaria. La chiesa attuale racconta quindi almeno due edifici sovrapposti nel tempo. Quello visibile oggi e quello medievale nascosto parzialmente nelle sue murature.L'architrave scolpitoL'antico architrave in arenaria costituisce una delle testimonianze artistiche più interessanti di Borsigliana. La pietra è suddivisa in più scomparti, quasi come se fosse un piccolo polittico scolpito. Al centro compare la Madonna in trono con Gesù Bambino. Ai lati sono raffigurati diversi santi. Una delle figure viene generalmente identificata con Sant'Antonio Abate. La scultura presenta uno stile semplice e fortemente lineare, molto diverso dalla raffinatezza del grande trittico conservato all'interno.Un'opera misteriosaLa datazione e l'interpretazione dell'architrave hanno generato nel tempo diverse ipotesi. Le fonti turistiche territoriali lo attribuiscono al XV secolo. Il Comune di Piazza al Serchio ricorda però che alcuni studiosi hanno considerato il bassorilievo una testimonianza molto più antica, arrivando a indicarlo come possibile documento antichissimo della presenza cristiana in Garfagnana e individuandovi persino elementi precedenti alla cristianizzazione. Si tratta di interpretazioni che devono essere presentate con prudenza. Non esiste infatti un consenso tale da trasformarle in una datazione certa. Proprio questa incertezza rende però la pietra ancora più affascinante.Una scultura rimasta nascostaUn'altra curiosità riguarda la sua riscoperta. L'architrave non è sempre stato visibile come oggi. Per molto tempo rimase infatti coperto dall'intonaco della facciata. Secondo la documentazione turistica locale tornò alla luce soltanto negli anni Cinquanta del Novecento, quando una parte dell'intonaco cadde. Un elemento artistico rimasto nascosto per generazioni tornava così improvvisamente a far parte dell'immagine del paese.La chiesa settecentescaNel corso del XVIII secolo Santa Maria Assunta venne ampliata e profondamente modificata. Questi lavori determinarono in buona parte l'aspetto che osserviamo oggi. La facciata mantiene comunque una notevole semplicità, con la pietra che contribuisce a inserirla perfettamente nell'ambiente del borgo. L'interno è organizzato in una sola navata. Ma è soprattutto nella zona absidale che si trova il vero tesoro della chiesa.Pietro da TaladaIl nome più importante legato a Borsigliana è quello di Pietro da Talada. Talada è una località dell'Appennino reggiano e il pittore fu attivo nel XV secolo tra le montagne poste sui due versanti dell'Appennino. La sua pittura rappresenta perfettamente un territorio nel quale Toscana ed Emilia comunicavano continuamente attraverso passi e strade di montagna. Gli studiosi riconoscono nelle sue opere una cultura tardo-gotica arricchita da influenze provenienti sia dall'area lucchese sia da quella emiliana. Il legame con Borsigliana è talmente importante che Pietro viene indicato anche come Maestro di Borsigliana.Il trittico di BorsiglianaNell'abside della chiesa si conserva un magnifico trittico quattrocentesco a tempera su tavola. L'opera raffigura la Madonna con il Bambino e Santi. La Vergine occupa la parte centrale della composizione, mentre ai lati compaiono figure di santi. Tra quelli identificati dalle fonti storico-artistiche figurano San Prospero e San Nicola di Bari. L'opera costituisce uno dei più importanti esempi della pittura tardogotica conservata nelle chiese della Garfagnana.Il Maestro di BorsiglianaIl soprannome stesso dell'artista dimostra l'importanza del dipinto. Quando un pittore antico non era conosciuto con certezza attraverso documenti, gli storici dell'arte erano soliti attribuirgli un nome convenzionale derivato dalla sua opera più significativa. Pietro da Talada venne così associato strettamente al paese. Borsigliana, nonostante le piccole dimensioni, ha quindi dato indirettamente il proprio nome a un protagonista dell'arte quattrocentesca appenninica.Tra Gentile da Fabriano e il RinascimentoIl Comune di Piazza al Serchio riconduce il trittico alla cultura pittorica legata alla scuola di Gentile da Fabriano. L'opera mantiene infatti molti caratteri del tardogotico: eleganza delle figure, attenzione decorativa e forte componente devozionale. Allo stesso tempo emergono influenze provenienti dal nascente Rinascimento lucchese e dalla pittura emiliana. Il risultato è uno stile molto particolare, perfettamente adatto a un territorio di confine culturale come l'Appennino tosco-emiliano.L'arte attraversava le montagneLa presenza di Pietro da Talada a Borsigliana racconta qualcosa di più ampio della storia di un singolo dipinto. Dimostra che le montagne non impedivano la circolazione degli artisti. Pittori, scultori, maestranze e artigiani attraversavano l'Appennino seguendo le stesse vie utilizzate da mercanti, pastori e pellegrini. Le comunità della Garfagnana potevano quindi commissionare opere ad artisti provenienti dall'altro versante. Il trittico di Borsigliana è una splendida testimonianza di questi scambi.Il secondo tritticoSanta Maria Assunta conserva anche un secondo trittico, più recente rispetto a quello di Pietro da Talada. Anche quest'opera presenta la Madonna in trono accompagnata da santi. La presenza di due trittici all'interno di una chiesa di paese così piccola testimonia l'importanza attribuita dalla comunità al proprio edificio religioso. Per generazioni gli abitanti hanno conservato opere che oggi costituiscono un patrimonio storico-artistico di interesse ben superiore alle dimensioni del borgo.Il fonte battesimaleAll'interno della chiesa si trova anche un interessante fonte battesimale ligneo. Le fonti territoriali lo collocano nel XVI secolo. Il battistero aveva naturalmente un ruolo fondamentale nella vita religiosa della comunità. Qui venivano battezzati i nuovi abitanti del paese e il loro nome entrava nei registri parrocchiali. Una fonte locale dedicata alla chiesa segnala che i registri dei battesimi di Borsigliana risalgono almeno al 1525. È un elemento molto importante per la storia genealogica delle famiglie del borgo.Il tabernacoloAnche il tabernacolo viene indicato tra le opere cinquecentesche conservate nella chiesa. Insieme al fonte battesimale testimonia una fase di arricchimento dell'edificio successiva alla realizzazione del trittico quattrocentesco. La chiesa non deve quindi essere letta come un monumento appartenente a una sola epoca. È il risultato di secoli di devozione e interventi. Ogni generazione ha lasciato qualcosa.Il coro ligneoNella zona absidale si trova inoltre un coro in legno intagliato. Il coro venne sottoposto a restauro tra il 1986 e il 1988 sotto la tutela della Soprintendenza. La presenza del coro contribuisce a rendere particolarmente ricca la parte terminale della chiesa, dominata dal trittico di Pietro da Talada. È proprio qui che si concentra gran parte del patrimonio artistico di Santa Maria Assunta.La fontana in pietraDavanti alla chiesa si trova una fontana in pietra, altro elemento caratteristico del paese. Le fontane pubbliche avevano un'importanza essenziale prima della diffusione degli acquedotti domestici. Qui gli abitanti raccoglievano l'acqua necessaria alla vita quotidiana. La fontana diventava inevitabilmente anche un luogo d'incontro. Chiesa e fontana rappresentavano quindi due punti centrali della vita comunitaria: uno religioso e l'altro pratico.Le abitazioni ruraliBorsigliana conserva inoltre diversi edifici legati alla tradizione rurale. Le abitazioni erano strettamente connesse alle attività agricole. I piani inferiori potevano essere utilizzati come depositi, cantine o ricoveri per gli animali. Gli ambienti destinati alla famiglia si trovavano generalmente ai livelli superiori. Attorno al paese si sviluppavano campi, prati e boschi utilizzati quotidianamente. La distinzione tra borgo e campagna era quindi molto meno netta di quella che possiamo percepire oggi.La coltivazione del farroIl territorio di Piazza al Serchio appartiene a una delle aree storicamente legate alla coltivazione del farro della Garfagnana. Ancora oggi le frazioni del comune sono circondate da terreni utilizzati per farro e colture foraggere. Il farro si adattava bene alle condizioni climatiche della valle e alle quote montane. Per secoli cereali di questo tipo hanno rappresentato una componente importante dell'alimentazione locale. Oggi il Farro della Garfagnana è uno dei prodotti simbolo dell'intero territorio.Il castagnoAccanto ai campi, il castagno rappresentava una delle principali risorse alimentari. Le castagne venivano raccolte in autunno e potevano essere essiccate nei metati. Successivamente venivano macinate per ottenere la farina. La farina di castagne si conservava a lungo e permetteva alle famiglie di affrontare i mesi invernali. Necci, polenta e altre preparazioni costituivano per secoli una parte essenziale della dieta della montagna.Allevamento e pratiI prati intorno a Borsigliana erano utilizzati anche per la produzione di fieno. L'allevamento di bovini e ovini forniva latte, formaggi, carne e letame per concimare i campi. L'economia tradizionale funzionava quindi attraverso l'integrazione di attività differenti. Campi, prati, boschi e animali facevano parte dello stesso sistema. Niente veniva considerato isolatamente.Il terremoto del 1920Il 7 settembre 1920 la Garfagnana e la Lunigiana furono colpite da un terremoto devastante. L'intera Alta Valle del Serchio risentì fortemente dell'evento. Anche per Borsigliana il terremoto appartiene quindi al grande spartiacque storico che interessò tutte le comunità della zona. In assenza di una ricostruzione documentaria edificio per edificio, è però preferibile non attribuire alla frazione danni specifici non verificati. Quello che possiamo affermare con sicurezza è che il paese si trovava all'interno dell'area colpita dal grande sisma.Il Novecento e lo spopolamentoCome gran parte dei piccoli paesi della Garfagnana, Borsigliana conobbe nel corso del Novecento un progressivo calo della popolazione. L'agricoltura tradizionale richiedeva un lavoro durissimo e offriva possibilità economiche sempre più limitate. Molti abitanti si trasferirono verso i centri maggiori o emigrarono. Campi e castagneti che per secoli erano stati mantenuti quotidianamente vennero progressivamente abbandonati. Il bosco tornò a occupare spazi che in precedenza erano prati o terreni coltivati.Un paesaggio trasformatoQuesta trasformazione è comune a gran parte della montagna italiana. Oggi osserviamo un paesaggio molto verde e ricco di vegetazione. Ma in passato intorno ai paesi esistevano superfici aperte molto più estese. Campi, pascoli, prati da fieno e castagneti curati occupavano una parte consistente del territorio. Il paesaggio attuale di Borsigliana è quindi il risultato sia della lunga presenza umana sia del successivo ridimensionamento dell'agricoltura.Borsigliana oggiOggi Borsigliana conserva soprattutto il carattere di un piccolo paese residenziale e rurale. La tranquillità è uno dei suoi elementi più evidenti. Non esistono grandi attrazioni turistiche o strutture monumentali paragonabili a quelle dei centri maggiori. Eppure la presenza di Santa Maria Assunta rende il paese una tappa di grande interesse per chi vuole conoscere l'arte della Garfagnana. Il trittico di Pietro da Talada, da solo, giustifica la visita.Un borgo tra Toscana ed EmiliaBorsigliana permette inoltre di comprendere quanto l'Alta Garfagnana sia stata storicamente una terra di collegamento. Il paese si trova sul versante toscano dell'Appennino, ma l'arte conservata nella sua chiesa racconta continui rapporti con l'Emilia. Pietro proveniva da Talada, sull'altro versante della montagna. La sua opera unisce influenze artistiche diverse. È quindi possibile leggere il trittico come il risultato culturale di quelle strade appenniniche che per secoli hanno collegato comunità apparentemente separate dalle montagne.Cosa vedere a BorsiglianaLa visita deve iniziare naturalmente dal borgo storico, piccolo e raccolto, osservando gli edifici rurali e la struttura dell'insediamento. Particolarmente suggestivo è l'arco dell'antica porta, attraverso il quale si raggiunge la Chiesa di Santa Maria Assunta. La Chiesa di Santa Maria Assunta rappresenta il principale monumento del paese. Sulla facciata bisogna cercare la lunetta dell'antico ingresso murato e soprattutto il bassorilievo in arenaria, con la Madonna col Bambino e i santi. All'interno, il protagonista assoluto è il trittico quattrocentesco di Pietro da Talada, uno dei tesori artistici dell'Alta Garfagnana. Meritano attenzione anche il secondo trittico, il fonte battesimale ligneo, il tabernacolo e il coro. All'esterno vale infine la pena osservare la fontana in pietra e il paesaggio rurale circostante.Curiosità su BorsiglianaNel 1376 era il “Comune Burciliani��������È una delle attestazioni storiche più significative del paese. Formava un comune autonomo con Vergnano Le due piccole comunità erano anticamente unite dal punto di vista amministrativo. Possedeva propri Capitoli L'Archivio della Garfagnana conserva i Capitoli di Borsigliana del 1671, attraverso una copia ottocentesca. Santa Maria Assunta è una delle chiese più antiche della Garfagnana L'edificio medievale è stato trasformato soprattutto nel XVIII secolo. Per entrare nella zona della chiesa si attraversa un'antica porta del borgo L'arco è ancora oggi uno degli elementi più suggestivi dell'abitato. La facciata nasconde la chiesa precedente Sono ancora riconoscibili una vecchia lunetta murata e un antico architrave. Il bassorilievo rimase nascosto fino agli anni Cinquanta Tornò visibile dopo la caduta dell'intonaco che lo ricopriva. La sua datazione è discussa Le fonti territoriali lo collocano nel Quattrocento, mentre interpretazioni locali gli hanno attribuito un'origine molto più antica. È quindi corretto presentare queste ultime come ipotesi. Pietro da Talada è conosciuto come Maestro di Borsigliana Il rapporto con il trittico conservato nel paese è talmente importante da aver contribuito alla denominazione storico-artistica del pittore. Il trittico unisce Toscana ed Emilia L'artista proveniva dall'Appennino reggiano, mentre l'opera mostra anche influenze lucchesi e tardogotiche. La chiesa conserva due trittici Il secondo è più recente rispetto al capolavoro quattrocentesco. I registri battesimali risalgono almeno al Cinquecento Una fonte locale dedicata alla chiesa indica l'inizio del registro dei battesimi nel 1525. Borsigliana passò sotto gli Estensi La Comunità di Piazza si offrì agli Este nel 1446 e rimase nel Ducato di Modena fino all'Unità d'Italia. Parte dell'antico archivio è andata perduta La documentazione dei vecchi comuni rurali dell'area di Piazza al Serchio è considerata in larga parte dispersa. Perché visitare BorsiglianaBorsigliana dimostra perfettamente come un piccolo paese possa custodire una storia molto più grande delle proprie dimensioni. Nel Trecento era già una comunità riconoscibile, ricordata come Comune Burciliani. In seguito possedette regole proprie, testimoniate dai Capitoli del 1671. Ma è soprattutto la Chiesa di Santa Maria Assunta a rendere eccezionale il borgo. Per raggiungerla si attraversa ancora l'arco dell'antica porta. Sulla facciata, una pietra scolpita rimasta nascosta sotto l'intonaco per secoli conserva immagini religiose la cui interpretazione continua ad affascinare gli studiosi. All'interno si trova invece il vero capolavoro. Il trittico di Pietro da Talada porta in una minuscola chiesa della Garfagnana il linguaggio artistico del Quattrocento e racconta i rapporti culturali tra Toscana ed Emilia. È forse questo il modo migliore per comprendere Borsigliana. Un paese piccolo, apparentemente appartato, che in realtà apparteneva a una rete di strade, artisti, comunità e scambi che attraversava l'Appennino. Per questo Borsigliana merita una visita: non per la quantità dei monumenti, ma per la qualità e la profondità della storia che conserva. |