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Comuni & Città
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Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di
Crespina Lorenzana. Provincia di Pisa, Regione Toscana. Italy
Frazioni, borghi, località del Comune di Crespina Lorenzana sono: Cenaia, Tripalle, Ceppaiano, Siberia, Le Lame, Lavoria, Botteghino, Pettinaccio, I Gioielli, II Colle, Cenaia Vecchia, Migliano, La Tana, Volpaia, La Capannina, Fungiaia, Belvedere, Tremoleto, I Greppioli, La Casa, Colle Alberti, La Fonte, Roncione, Vicchio, Laura, Selvapiana. |
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BREVE STORIA DI CRESPINA
Gli abitanti si chiamano:
Crespinesi. Il nome deriva da Crispina, dal nome etrusco di persona
Crespina oppure Crespini o Crespnie o dal latino Crispinius.
Dopo gli etruschi, i romani, i longobardi e i franchi, Crespina visse le
vicende medievali dell'epoca caratterizzate dalle lotte territoriali
tra Pisa, Lucca e Firenze. Alla fine del VI secolo a Crespina si insediò un feudatario imperiale. La
liberazione dalla dipendenza feudale e una certa autonomia di regole ed
autorità arrivò nel secolo XI quando Crespina divenne parte
della Repubblica pisana. Nel 1115 il centro passò sotto la
dominazione lucchese per essere occupato dai Pisani nel 1165 e ritornare
dieci anni dopo sotto la sovranità lucchese. Nel XIII secolo risulta definitivamente sotto il dominio pisano
essendo inserito nel Capitanato delle Colline inferiori. Nelle varie
scorrerie fiorentine, nel 1332 fu abbattuta la rocca, finché nel 1405 il
castello, dopo lungo assedio fu conquistato dalle truppe fiorentine. Nel
1415 Crespina fu annessa al Vicariato di Lari in qualità di podestàeria ma
i crespinesi, comunque, non presero bene il progetto di
smantellamento del castello voluto dai fiorentini. In occasione della
discesa delle truppe milanesi dei Visconti, agli ordini del condottiero
Piccinino, nel 1431, i cittadini di Crespina innescano una ribellione contro
i Fiorentini che venne soffocata con la violenza. La fortezza venne
definitivamente rasa al suolo nel 1434. In epoca moderna Crespina è stata
prima annessa sotto il Capitanato di Livorno, nel 1680, e in seguito alle
riforme leopoldine è entrata a far parte del Comune di Fauglia, dal quale si
è distaccata solo nel 1902. Il territorio è caratterizzato prevalentemente
dal paesaggio di vigneti messi in buon ordine, da uliveti e campi
coltivati a girasoli e zone boschive pertanto l'economia locale rimane
legata alle attività agroalimentare oltre alla lavorazione del legno. Il
turista è attratto per i paesaggi tipici toscani, con campi coltivati,
numerosi corsi d'acqua, torrenti e laghi palustri con animali acquatici
che li popolano e nidificano. Crespina e il Comune di Lorenzana si sono
uniti in unico comune il 1/1/2014.
BREVE STORIA DI LORENZANA
Gli abitanti si chiamano: Lorenzanesi.
Il toponimo deriva dal nome latino di persona Laurentius con l'aggiunta del
suffisso -anus che indica possesso.
Probabilmente prima gli etruschi e poi i romani passarono da queste
parti prima diventare un possedimento dei Vescovi di Pisa nel X secolo.
Ai tempi della
Repubblica Pisana Lorenzana fece parte
come rocca del capitanato delle Colline superiori, di
cui Lari era la guida principale. Il castello di
Lorenzana si assoggettò e prestò giuramento di fedeltà
alla
Repubblica Fiorentina il 20 ottobre 1406. Gli uomini di Lorenzana nel 1433 e di nuovo nel
1496 si ribellarono con altri paesi del contado
pisano ai Fiorentini, i quali, ben presto,
soffocarono queste rivolte. Nel 1491 la giurisdizione del castello di Lorenzana
passò sotto il vicariato di Lari. Nel 1606, durante la
formazione del Capitanato nuovo di Livorno, il territorio di Lorenzana venne
riunito nei possedimenti livornesi, ma nel 1722 si distaccò dalla
giurisdizione di Livorno, allorché il Granduca
Cosimo III de' Medici eresse Lorenzana a feudo granducale,
con titolo di contea, a favore del nobile fiorentino Francesco Lorenzi e dei
suoi figli discendenti maschi. Nel 1783
il discendente Francesco Orlando Lorenzi, in assenza di eredi maschi,
restituisce il feudo nelle mani di
Pietro Leopoldo di Lorena, il quale lo elevò al rango
di comune autonomo. La dominazione lorenese si protrasse quasi ininterrottamente fino
all'Unità d'Italia, nel 1861. Lorenzana sorge nell'alta valle del
fiume Tora ed è posta in un luogo dal quale è visibile l'intero profilo
delle colline pisane. Immerso nel verde, il paese conserva l'aspetto tipico
del borgo collinare. L'economia locale si basa sulla coltivazione di
cereali, olive e uva. A metà settembre si svolge la Festa dell'Uva e del
Vino un appuntamento da non perdere e sarà l'occasione per visitare il borgo
e le frazioni circostanti, nelle colline della campagna toscana.
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Informazioni utili |
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Municipio: Piazza Battisti, 22
56040 - Crespina Lorenzana (PI)
Telefono: 050 634711
Fax: 050 634740
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Il Santo Patrono:
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Orario dei Bus / Meteo / Mappa |
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| Codice ISTAT: | 050041 |
| Codice catasto: | M328 |
| Musei e Biblioteche | QUI |
| Cinema e Teatro | QUI |
| Superficie: | 46,39 Kmq |
| Altezza s.l.m. | 86 m |
| Latitudine: | 43°34'13,26'' |
| Longitudine: | 10°33'48,76'' |
| Prefisso telefonico: | 050 |
| C.A.P. | 56040 |
| CI sismica | Zona 2 (sismicità medio alta) |
Crespina Lorenzana: storia, arte e ville nelle Colline PisaneTra la pianura dell'Arno e le colline che scendono verso la costa livornese, Crespina Lorenzana è un territorio nel quale storia, arte e paesaggio rurale si incontrano in maniera particolarmente armoniosa. Il Comune attuale è relativamente giovane: è nato il 1º gennaio 2014 dalla fusione degli antichi comuni di Crespina e Lorenzana. Dietro questa recente unione amministrativa si nascondono però secoli di storia. Crespina e Lorenzana erano infatti due comunità distinte già durante il Medioevo, con castelli, chiese e istituzioni proprie. Nel corso dei secoli furono coinvolte nelle lotte tra Pisa, Lucca e Firenze, entrarono nel sistema amministrativo del Granducato di Toscana e svilupparono un'economia profondamente legata alla campagna. Crespina divenne inoltre, soprattutto tra Settecento e Ottocento, un luogo di villeggiatura scelto da importanti famiglie pisane e livornesi. Proprio da questa tradizione nacquero le numerose ville signorili che ancora oggi rappresentano uno degli elementi più caratteristici del territorio. Alcune di queste dimore furono frequentate da pittori e artisti, creando un legame particolare tra Crespina e la grande stagione dei Macchiaioli toscani.Una terra di colline e corsi d'acquaIl territorio di Crespina Lorenzana appartiene alle Colline Pisane. Il paesaggio è caratterizzato da dolci rilievi, vallate, piccoli corsi d'acqua, vigneti, oliveti e campi coltivati. Le quote non sono particolarmente elevate, ma la posizione dei borghi permette spesso di osservare panorami molto ampi sulla campagna circostante. Questa conformazione geografica ha influenzato profondamente la storia. Durante il Medioevo i castelli venivano costruiti sulle alture per controllare le strade e comunicare visivamente tra loro. Nei secoli successivi le stesse colline, ormai meno importanti dal punto di vista militare, divennero luoghi ideali per costruire ville, fattorie e residenze di campagna.CrespinaLe originiLe prime testimonianze scritte relative a Crespina risalgono all'Alto Medioevo. Il nome compare in un documento del 16 agosto 983, nel quale viene ricordato il villaggio di Crispina. Il documento riguarda beni appartenenti alla Pieve di Santa Maria di Atriano, oggi generalmente identificata con l'area di Valtriano. Questo significa che già nel X secolo esisteva una comunità organizzata nel territorio.L'origine del nomeL'etimologia di Crespina non è completamente certa. In passato il nome è stato collegato a un personale romano, forse Crispinius, a sua volta di possibile origine etrusca. Studi più recenti hanno proposto anche una derivazione collegata alla vegetazione spontanea e alla presenza di rovi e sterpaglie nella valle attraversata dal torrente Crespina. Come accade per molti toponimi antichi, non esiste quindi un'interpretazione universalmente accettata. La forma Crispina, comunque, è documentata già nel 983.Il castello medievale di CrespinaNel Medioevo Crespina era un borgo fortificato. Il castello occupava una posizione strategica sulle colline e permetteva di controllare parte del territorio circostante. La sua storia fu particolarmente tormentata. Crespina si trovava infatti in una zona di confine tra differenti poteri e fu coinvolta nelle guerre che per secoli opposero le principali città toscane.Tra Lucca e PisaNel 1115 Crespina passò sotto il controllo lucchese. Nel 1165 venne occupata dai Pisani, per tornare circa dieci anni dopo sotto Lucca. Nel corso del XIII secolo la situazione cambiò nuovamente e Crespina entrò stabilmente nell'orbita della Repubblica di Pisa. Venne inserita nel sistema amministrativo delle Colline Inferiori e divenne uno dei numerosi castelli che proteggevano il territorio pisano.Le guerre con FirenzeLa posizione di Crespina la rese inevitabilmente coinvolta anche nel lungo conflitto tra Pisa e Firenze. Nel corso del Trecento il castello subì attacchi e devastazioni. La fortezza venne colpita durante le incursioni fiorentine e più volte ricostruita o riparata. Il momento decisivo arrivò all'inizio del Quattrocento.La conquista fiorentinaNel 1405, durante le operazioni che avrebbero portato Firenze alla conquista di Pisa, il castello di Crespina venne assediato e conquistato dalle truppe fiorentine. L'anno successivo anche Pisa cadde. Crespina entrò così definitivamente nel sistema politico dello Stato fiorentino. Le tensioni, tuttavia, continuarono ancora per alcuni decenni. A seguito di una ribellione, Firenze decise infine di smantellare le strutture fortificate. Dell'antico castello oggi non rimangono monumentali strutture visibili. La sua presenza sopravvive soprattutto nella conformazione del paese, nella documentazione storica e nelle indagini archeologiche.Una rete di castelliGli studi archeologici moderni hanno permesso di ricostruire un aspetto particolarmente interessante del paesaggio medievale. Crespina non era infatti un castello isolato. Sulle colline circostanti esisteva una vera rete di fortificazioni e torri di avvistamento. Dalle alture era possibile mantenere un contatto visivo con Tripalle, Lorenzana e altri fortilizi del territorio. Segnali luminosi o di fumo potevano quindi essere utilizzati per trasmettere rapidamente informazioni. Il tranquillo paesaggio collinare che vediamo oggi era dunque, nel Medioevo, un territorio attentamente controllato.Dal castello alla campagna delle villeCon il consolidarsi del dominio fiorentino e la progressiva perdita della funzione militare dei castelli, il territorio cambiò profondamente. Le colline di Crespina divennero sempre più importanti dal punto di vista agricolo. Fattorie, poderi e case coloniche occuparono la campagna. Ma tra la fine del Seicento e soprattutto tra Settecento e Ottocento avvenne un'altra trasformazione. Le famiglie nobili e benestanti di Pisa e Livorno iniziarono a scegliere Crespina come luogo di villeggiatura.Le ville di CrespinaQuesta moda ha lasciato uno dei patrimoni architettonici più caratteristici del Comune. Sulle colline sorsero numerose ville padronali, circondate da parchi, giardini, limonaie, cappelle e fattorie. Non erano semplicemente case di campagna. Rappresentavano luoghi nei quali le famiglie trascorrevano lunghi periodi lontano dalla città, organizzavano ricevimenti, amministravano le proprietà agricole e ospitavano amici e artisti. Crespina assunse così un carattere particolare: accanto al vecchio borgo rurale nacque una vera e propria cultura della villa toscana.Villa BelvedereTra le residenze più conosciute figura Villa Belvedere. Il nome deriva dalla splendida posizione panoramica. La villa è circondata da un grande parco e possiede un giardino all'inglese, una limonaia e un oratorio. Il complesso testimonia il gusto delle famiglie aristocratiche tra Settecento e Ottocento. Il giardino non aveva soltanto una funzione decorativa. Era concepito come uno spazio nel quale natura e architettura dovevano fondersi creando scorci, prospettive e percorsi.Villa Corsini ValdisonziUn'altra importante dimora è Villa Corsini Valdisonzi. L'edificio presenta la particolarità di possedere facciate differenti e un ampio parco. La villa rappresenta uno degli esempi più significativi del sistema di residenze che trasformò Crespina in una delle località di villeggiatura preferite dalla società pisana e livornese. Il rapporto tra villa e campagna era fondamentale. Accanto agli ambienti destinati alla famiglia proprietaria esistevano infatti strutture collegate alla gestione delle terre e delle attività agricole.Villa Il PoggioTra le dimore storiche si trova anche Villa Il Poggio. La villa è particolarmente importante per il rapporto tra Crespina e il mondo dell'arte. Residenze come questa furono infatti frequentate da pittori e intellettuali che trovavano nelle colline pisane soggetti ideali per le proprie opere. Campi, alberi, animali, contadini e strade di campagna divennero così protagonisti della pittura toscana dell'Ottocento.Crespina e i MacchiaioliUno degli aspetti culturali più affascinanti del territorio è proprio il rapporto con i Macchiaioli. Questo movimento pittorico nacque in Toscana nella seconda metà dell'Ottocento. Gli artisti cercavano di superare la pittura accademica tradizionale dipingendo direttamente dal vero e studiando soprattutto gli effetti della luce e del colore. Le campagne intorno a Crespina offrivano condizioni ideali. Ville, poderi, animali, alberi e scene di vita rurale fornivano una quantità inesauribile di soggetti.Giovanni FattoriTra gli artisti legati a Crespina figura Giovanni Fattori, uno dei massimi esponenti dei Macchiaioli. Fattori dedicò una parte importante della propria pittura al mondo rurale toscano. Buoi, contadini, cavalli e paesaggi diventano nelle sue opere protagonisti assoluti. La campagna non viene idealizzata. È rappresentata attraverso la luce, il lavoro e la quotidianità. La presenza di Fattori nelle ville e nel territorio di Crespina costituisce quindi un legame importante tra il paese e la storia dell'arte italiana dell'Ottocento.Silvestro Lega, Luigi Gioli e Giorgio KienerkCrespina è associata anche ad altri protagonisti della pittura toscana. Tra questi troviamo Silvestro Lega, Luigi Gioli e Giorgio Kienerk. Le ville della zona divennero luoghi d'incontro tra proprietari, artisti e intellettuali. Questo ambiente culturale trasformò la campagna in qualcosa di più di un semplice luogo agricolo. Divenne uno spazio di ispirazione artistica. Ancora oggi osservando le colline di Crespina è facile comprendere perché tanti pittori fossero attratti da questo paesaggio.Giovanni Battista TempestiIl rapporto tra Crespina e l'arte era iniziato però prima dei Macchiaioli. Nel Settecento il territorio fu infatti legato anche alla figura del pittore Giovanni Battista Tempesti. Tempesti fu uno dei protagonisti della pittura toscana del suo periodo e lavorò per importanti famiglie aristocratiche. La sua presenza contribuisce a dimostrare come le ville di Crespina fossero già allora inserite in un ambiente culturale raffinato.Villa-Museo Carlo PepiUn capitolo più recente è rappresentato dalla Villa-Museo Carlo Pepi. Carlo Pepi è stato un importante collezionista e conoscitore d'arte, noto anche per le sue battaglie contro le falsificazioni. La villa conserva una vasta collezione che permette di compiere un viaggio nella pittura e nell'arte moderna e contemporanea. È uno dei luoghi nei quali la tradizione artistica di Crespina continua ancora oggi. Dalle ville frequentate dai Macchiaioli si arriva così a una moderna casa-museo dedicata alla conservazione e allo studio dell'arte.La Chiesa di San MicheleTra gli edifici religiosi più importanti di Crespina figura la Chiesa di San Michele Arcangelo. L'edificio conserva opere appartenenti a epoche differenti e testimonia la lunga storia religiosa della comunità. La chiesa ha subito numerosi interventi nel corso dei secoli, seguendo le trasformazioni del paese. Come in molti piccoli centri toscani, la parrocchia rappresentava un punto fondamentale della vita sociale oltre che religiosa.La Fiera di CrespinaCrespina possiede anche una lunga tradizione legata alle fiere agricole e al bestiame. In passato questi appuntamenti erano fondamentali per l'economia delle campagne. Contadini, allevatori e commercianti arrivavano dai paesi vicini per vendere e acquistare animali e prodotti. La Fiera di Crespina entrò anche nella cultura letteraria e scolastica italiana attraverso uno scritto di Giuseppe Gioli, successivamente pubblicato da Giovanni Pascoli nella raccolta didattica Fior da Fiore. È un piccolo ma interessante esempio di come una tradizione locale sia entrata nella memoria culturale nazionale.CenaiaIl territorio dell'antico Comune di Crespina comprende anche Cenaia, oggi uno dei centri più popolosi del Comune. La località si sviluppò soprattutto nella pianura, in una zona profondamente legata all'agricoltura. Rispetto al borgo collinare di Crespina, Cenaia presenta quindi una storia e una conformazione differenti. La pianura favoriva coltivazioni più estese e collegamenti più facili con Pisa, Livorno e gli altri centri della zona. Con il Novecento Cenaia conobbe una significativa crescita residenziale e produttiva.TripalleUn altro piccolo centro storico è Tripalle. Il borgo sorge in posizione collinare e la sua origine è molto antica. Durante il Medioevo esisteva qui un castello inserito nella stessa rete difensiva alla quale apparteneva Crespina. Le ricerche archeologiche e l'analisi del paesaggio hanno dimostrato che i castelli della zona potevano comunicare visivamente tra loro. Tripalle rappresenta quindi un tassello importante per comprendere l'organizzazione medievale del territorio.LorenzanaSe Crespina è conosciuta soprattutto per le ville e per i pittori, Lorenzana conserva maggiormente l'immagine del piccolo borgo collinare. Il paese sorge in posizione panoramica e domina un vasto tratto delle Colline Pisane. Le case seguono l'andamento della collina e il centro mantiene ancora un'atmosfera raccolta. La storia di Lorenzana è documentata già nell'Alto Medioevo.LaurentianaIl nome compare nei documenti medievali nella forma Laurentiana. Il toponimo viene generalmente fatto derivare dal nome personale latino Laurentius. Il significato originario sarebbe quindi quello di terre o proprietà appartenenti a una persona chiamata Lorenzo. Lorenzana è ricordata in documenti già nel X secolo. Nel 1131 una bolla di papa Innocenzo II confermò all'arcivescovo di Pisa la giurisdizione sulla zona.Il Castello di LorenzanaDurante il Medioevo anche Lorenzana possedeva un castello. La posizione collinare offriva un eccellente controllo sulla campagna e sulle vie di comunicazione. Nel XIII secolo il borgo entrò definitivamente nell'area controllata dalla Repubblica di Pisa. Faceva parte del sistema amministrativo delle Colline Pisane e seguì quindi le vicende politiche della città. Quando Firenze conquistò Pisa nel 1406, anche Lorenzana si sottomise al nuovo governo.La Podesteria di Crespina e LorenzanaIl dominio fiorentino modificò l'organizzazione amministrativa del territorio. Nel Quattrocento Crespina e Lorenzana vennero riunite in una Podesteria. Un documento particolarmente importante è rappresentato dagli Statuti della Podesteria di Crespina e Lorenzana del 1414. Il consiglio era formato da quindici consoli che rimanevano in carica per sei mesi. La Podesteria comprendeva, oltre a Crespina e Lorenzana, anche diversi centri circostanti. Le riunioni si tenevano a Lorenzana, dove risiedeva il podestà. Nel 1423 questa struttura amministrativa venne riassorbita nella Podesteria di Lari.Palazzo LorenziNel centro di Lorenzana si trova l'antico Palazzo dei Lorenzi. Durante il periodo fiorentino l'edificio fu legato alle funzioni amministrative del paese e alla Podesteria. La presenza di questo palazzo ricorda il ruolo che Lorenzana ebbe come piccolo centro amministrativo delle Colline Pisane. Accanto sorge la principale chiesa del borgo.La Chiesa dei Santi Bartolomeo e CristoforoLa Chiesa dei Santi Bartolomeo e Cristoforo rappresenta il principale edificio religioso di Lorenzana. La sua posizione nel cuore del paese ne sottolinea l'importanza storica. Come molti edifici religiosi toscani, la chiesa è il risultato di trasformazioni avvenute nel corso di diversi secoli. Intorno alla chiesa e al vicino palazzo si sviluppa il nucleo storico del borgo.Lorenzana diventa una conteaNel 1722 avvenne un cambiamento importante. Lorenzana venne trasformata in feudo granducale con il titolo di contea. Il territorio fu assegnato al nobile fiorentino Francesco Lorenzi. La contea comprendeva, oltre a Lorenzana, anche Tremoleto, Collealberti, Vicchio e Roncione. Il feudatario risiedeva a Lorenzana, mentre il funzionario incaricato dell'amministrazione della giustizia aveva sede a Tremoleto.La fine del feudoLa contea rimase nelle mani della famiglia Lorenzi per buona parte del Settecento. Nel 1783, in assenza di discendenti maschi, il conte Francesco Orlando restituì il feudo. La giurisdizione venne quindi nuovamente riunita a quella di Lari. Erano gli anni delle grandi riforme del granduca Pietro Leopoldo, che stavano progressivamente trasformando l'amministrazione toscana e riducendo il peso delle vecchie strutture feudali.TremoletoTra i piccoli centri del territorio figura Tremoleto. La località ebbe un ruolo importante proprio durante il periodo della contea di Lorenzana. Qui risiedeva infatti il funzionario incaricato dell'amministrazione della giustizia. Tremoleto conserva ancora oggi il carattere del piccolo nucleo rurale immerso nelle Colline Pisane. La campagna circostante è caratterizzata da oliveti, vigneti e poderi.CollealbertiAnche Collealberti possiede origini antiche. Il piccolo centro sorge sulle pendici collinari e faceva parte della contea settecentesca di Lorenzana. La sua storia è strettamente legata al mondo agricolo. Luoghi come Collealberti permettono di comprendere come per secoli la maggior parte della popolazione non vivesse nei centri principali, ma fosse distribuita tra piccoli borghi, poderi e case coloniche.Vicchio e gli antichi nuclei ruraliUn altro nome che ricorre frequentemente nella documentazione storica è Vicchio. In passato costituiva una comunità autonoma e possedeva propri rappresentanti e documenti amministrativi. Successivamente venne progressivamente integrato nel territorio di Lorenzana. Insieme a Tremoleto e Collealberti testimonia l'antica frammentazione amministrativa delle campagne toscane.Le ville e le fattorie di LorenzanaAnche Lorenzana possiede importanti testimonianze della cultura delle ville-fattoria. Tra queste viene ricordata la Villa-Fattoria dei Conti Giuli. La villa non era soltanto una residenza signorile. Costituiva il centro di una grande azienda agricola dalla quale venivano amministrati poderi, coltivazioni e attività rurali. Il sistema villa-fattoria rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere il paesaggio toscano tra Seicento e Ottocento.Villa SforniTra gli edifici storici del territorio viene ricordata anche Villa Sforni, con una chiesa annessa di origine romanica. Complessi come questo mostrano quanto fosse articolata l'organizzazione delle grandi proprietà agricole. Accanto alla residenza padronale potevano trovarsi cappelle, edifici agricoli, abitazioni dei lavoratori e strutture destinate alla conservazione dei prodotti.La civiltà della mezzadriaPer secoli l'economia di Crespina e Lorenzana fu prevalentemente agricola. Uno dei sistemi che caratterizzò maggiormente queste campagne fu la mezzadria. Le grandi proprietà erano suddivise in poderi affidati a famiglie contadine. Il mezzadro coltivava la terra e divideva il raccolto con il proprietario. Ogni podere tendeva a produrre gran parte di ciò che serviva alla famiglia: grano, vino, olio, ortaggi, animali da cortile e altri prodotti. Era una vita dura, scandita completamente dal ritmo delle stagioni.Le case colonicheLa mezzadria ha lasciato una traccia evidente nel paesaggio. Le case coloniche sono ancora oggi disseminate sulle colline. Molte sono state trasformate in abitazioni, agriturismi o strutture ricettive, ma conservano la posizione originaria al centro degli antichi poderi. Accanto alla casa si trovavano stalle, fienili, forno, pozzo e spazi destinati agli animali. Questi edifici costituiscono uno degli elementi più caratteristici del paesaggio rurale toscano.La viteLa coltivazione della vite ha una lunga tradizione nel territorio. Le colline presentano terreni e condizioni climatiche favorevoli alla viticoltura. Oggi Crespina Lorenzana è attraversata dalla Strada del Vino delle Colline Pisane e diverse aziende producono vini legati alle denominazioni del territorio. La vite non rappresenta soltanto una moderna attività economica. Vendemmia, cantine e produzione del vino facevano parte da secoli della vita delle famiglie contadine.L'olivoAccanto alla vite troviamo l'olivo. Gli oliveti modellano ancora oggi numerosi versanti collinari. La raccolta delle olive era uno dei momenti fondamentali dell'anno agricolo. Intere famiglie partecipavano al lavoro e le olive venivano portate nei frantoi per essere trasformate in olio. L'olio extravergine rimane uno dei prodotti più rappresentativi della campagna pisana.Il florovivaismoUn'attività più recente ma particolarmente sviluppata nel territorio è il florovivaismo. Le condizioni climatiche favorevoli e la disponibilità di terreni hanno permesso la crescita di aziende specializzate nella coltivazione di piante ornamentali. Il settore rappresenta oggi una componente importante dell'economia agricola locale. È un esempio di come la tradizione rurale abbia saputo trasformarsi adattandosi alle esigenze contemporanee.Una campagna dipinta dagli artistiUno degli aspetti più affascinanti di Crespina Lorenzana è la possibilità di osservare il paesaggio anche attraverso gli occhi dei pittori. Le colline, le ville, gli alberi, gli animali e le strade rurali che vediamo oggi sono gli stessi elementi che nell'Ottocento affascinarono i Macchiaioli. Naturalmente il territorio è cambiato. Molte campagne sono state trasformate, nuove abitazioni sono state costruite e l'agricoltura moderna è diversa da quella mezzadrile. Eppure alcuni panorami conservano ancora quell'equilibrio tra natura e lavoro umano che caratterizza tanta pittura toscana.Dalla villa al podereIl territorio permette inoltre di osservare due aspetti della stessa società rurale. Da una parte c'erano le grandi ville dei proprietari, con giardini, limonaie, sale decorate e parchi. Dall'altra esistevano i poderi dei mezzadri, con case coloniche, stalle, campi e animali. Due mondi profondamente differenti, ma economicamente collegati. La villa amministrava la proprietà. Il podere produceva grano, vino, olio e gli altri beni che alimentavano l'economia della fattoria. Comprendere questo rapporto aiuta a leggere correttamente il paesaggio di Crespina Lorenzana.L'Archivio StoricoUn patrimonio meno visibile ma molto importante è rappresentato dall'Archivio Storico comunale. A Lorenzana sono conservati documenti appartenenti alle antiche istituzioni locali. Tra questi figurano gli atti della Podesteria di Crespina e Lorenzana, quelli delle comunità di Lorenzana, Tremoleto e Vicchio e documenti appartenenti alle amministrazioni successive. L'archivio permette di seguire secoli di storia quotidiana. Nei registri si trovano decisioni amministrative, questioni economiche, proprietà, controversie e norme che regolavano la vita delle comunità.La nascita del nuovo ComunePer secoli Crespina e Lorenzana seguirono vicende spesso comuni, ma rimasero amministrativamente separate. Anche dopo l'Unità d'Italia continuarono a esistere come comuni distinti. Crespina divenne Comune autonomo nel 1902 e mantenne questa condizione fino al 2013. Lorenzana aveva invece una storia amministrativa autonoma ancora più lunga. Nel 2013 le popolazioni furono coinvolte nel percorso istituzionale destinato alla fusione. Con la Legge Regionale Toscana n. 69 del 22 novembre 2013 venne istituito ufficialmente il nuovo Comune. Dal 1º gennaio 2014 Crespina e Lorenzana costituiscono quindi un'unica realtà amministrativa: Crespina Lorenzana.Due identità in un solo territorioLa particolarità del Comune è proprio questa. Crespina e Lorenzana non hanno perso le proprie caratteristiche storiche. Crespina racconta soprattutto la storia del castello scomparso, delle ville aristocratiche, della villeggiatura e dei pittori. Lorenzana conserva maggiormente l'immagine del piccolo borgo collinare medievale, trasformato nel Settecento nel centro di una contea. Intorno troviamo poi Cenaia, Tripalle, Tremoleto, Collealberti e gli altri nuclei rurali, ciascuno con una propria storia.Crespina Lorenzana oggiOggi il territorio mantiene una forte vocazione agricola. Vigneti, oliveti e vivai si alternano alle case coloniche e alle ville storiche. La vicinanza con Pisa e Livorno rende il Comune facilmente raggiungibile, ma appena si abbandonano le strade principali il paesaggio torna rapidamente rurale. È proprio questa combinazione a rendere Crespina Lorenzana interessante per il turismo lento. Non esiste un unico grande monumento capace di riassumere tutto il territorio. La visita consiste piuttosto nel passare da una villa a una chiesa, da un piccolo borgo a un vigneto, seguendo strade che attraversano le colline.Un territorio da scoprire lentamenteCrespina Lorenzana è quindi un luogo nel quale la storia si legge soprattutto nel paesaggio. Le colline sulle quali sorgevano i castelli medievali sono diventate nei secoli successivi luoghi di villeggiatura. Le antiche proprietà feudali si sono trasformate in fattorie e poderi. Le case dei mezzadri sono oggi parte integrante del paesaggio turistico. Le ville nelle quali soggiornavano le famiglie aristocratiche hanno ospitato pittori che avrebbero segnato la storia dell'arte italiana. Dai castelli medievali ai Macchiaioli, dalle ville settecentesche alla civiltà della mezzadria, Crespina Lorenzana racconta così quasi mille anni di trasformazioni delle Colline Pisane. Una storia nella quale arte, agricoltura e paesaggio sono rimasti sempre profondamente legati. |