Pontedera

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Pontedera

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Comune di Pontedera

Il Comune

Pontedera

Il Comune

Pontedera

Piazza del Comune

Pontedera

Il Comune

Pontedera

Interno del Comune

Pontedera

All'interno del Comune

Città di Pomtedera

Piazza Andrea da Pontedera

Pontedera

Monumento ad Andrea da Pontedera

Pontedera

Via 1° Maggio

Pontedera

Via 1° Maggio

Piazzale Andrea da Pontedera

Locandina

Pontedera

La Stazione Ferroviaria

Pontedera

Centro storico

Statua di ragazza

Pontedera

Viale alberato

Pontedera

Fiume Era

Ponte sul fiume Era

Ponte di ferro o Passarella

Passarella

Pontedera

Scultura in città (toro)

Pontedera

Palazzo Pretorio

Porticato del Palazzo Pretorio

Vista dal porticato

Palazzo Pretorio

Iscrizione

Particolare sul palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio

Torre dell'Orologio

In un incrocio

Piazza Trieste

Piazza Trieste

Piazza Trieste

Cartello

Ponte Napoleonico sul fiume Era

Ponte Napoleonico sul fiume Era

Ponte Napoleonico sul fiume Era

In piazza della Libertà

In piazza della Libertà

In piazza della Libertà

In piazza della Libertà

Murales d'autore

Murales d'autore

Murales d'autore

Murales d'autore

Murales d'autore

Murales d'autore

Panchina d'autore

Piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi

Arte in piazza Garibaldi

Panchina d'aitore

Panchine d'autore in piazza Garibaldi

Panchine d'autore in piazza Garibaldi

Statua

Statua

Panchine d'autore in piazza Garibaldi

Panchine d'autore in piazza Garibaldi

Il Duomo San Faustino

Propositura dei Santi Jacopo e Filippo

Statua sulla torre campanaria

Torre campanaria

Interno del Duomo di San Faustino

Acquasantiera

Interno

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Pulpito

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Colonnato del Duomo

Chiesa parrocchiale di San Jacopo e Filippo

Chiesa della Misericordia

Chiesa della Misericordia

Iscrizione

Pontedera

Fontana

In paese

Santuario del Santissimo Crocifisso

Interno del Santuario

Acquasantiera

Confessionale

Interno del Santuario del Crocifisso

Interno della Chiesa del SS. Crocifisso

Interno della Chiesa del SS.Crocifisso

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La Chiesa del SS. Crocifisso

Pontedera

Arte in piazza Curtatone

Pontedera

In città

Case e palazzi

Pontedera

Palazzi

Pontedera

In paese

Punto di incontro tra fiume Era ed Arno

Fiume Arno

Punto di incontro tra fiume Era ed Arno

Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Pontedera. Provincia di Pisa, Regione Toscana. Italy


Frazioni, borghi, località del Comune di Pontedera sono: Chiesa di Gello, Gello di Lavaiano, Granchi, Il Romito, La Borra, La Cava, La Pineta, La Porzia, La Rotta, Le Cantine, Le Vallicelle, Magazzini, Montecastello, Pardossi, Santa Lucia, Tiro a Segno, Treggiaia, Zona Industriale Gello.

BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano: Pontederesi. Il nome è un composto di ponte e del nome di fiume Era nei pressi del quale sorse il paese. Probabilmente abitata sin dal paleolitico e nel neolitico ma le prime tracce di Pontedera risalgono al 1163 quando venne inclusa nell'elenco dei castelli pisani. Nel 1172 a Pontedera ci fu il primo scontro dei Pisani  i quali respinsero gli attaccanti da parte della coalizione di Cristiano di Magonza,  formata dai lucchesi, senesi , pistoiesi e i Guidi. Nei secoli ci furono altre battaglie di conquista tra Pisa e Firenze con esito alterno che portarono Pontedera sotto il controllo ora dell'una ora dell'altra potenza dell'epoca. Il borgo fu fortificato solo nel XIII secolo. Il 1 luglio 1252 il castello fu teatro di una guerra tra Pisa ghibellina e la coalizione di Firenze e Lucca guelfa, vinta dalla coalizione. Il 23 settembre 1256, mediante un trattato, Pisa da una parte e Lucca e Firenze dall'altra, Pontedera passò a quest'ultimi ma fu riconquistato sei anni più tardi. Fu stabilito lo smantellamento del castello nella pace del 1256 fra Pisa e Firenze. Il conte Ugolino della Gherardesca nel 1274 accetta di smantellare il castello e il ponte. Nel 1278 il castello, non distrutto viene consegnato al papa. Nel 1285 è occupato dai ghibellini fuoriusciti da Firenze. Nel 1287 è occupato da Fiorentini e Guelfi ribelli di Pisa. Firenze il 19 luglio 1291 stanzia tremila lire per la fortificazione del castello. Nonostante questi lavori Pontedera nel 1291 torna sotto il dominio pisano dopo un assalto di Guido da Montefeltro e il 12 luglio 1293 con lapace di Fucecchio Pisa è costretta ad abbattere le fortificazioni di Pontedera. La battaglia più importante si tenne nel 1369, fu combattuta tra l'esercito fiorentino e quello mercenario di Bernabò Visconti signore di Milano, comandato dal condottiero inglese John Hawkwood, subendone la sconfitta. Durante il Rinascimento Pontedera assume sempre di più le caratteristiche di un comune a forte vocazione commerciale. Durante la seconda guerra mondiale la località subì pesanti bombardamenti per via della fabbrica di aerei della Piaggio. Pontedera sorge nel Valdarno Inferiore alla confluenza del fiume Era, che divide il comune fra est e ovest, nell'Arno che fa da confine a nord. Quasi completamente pianeggiante, fattore importante per muoversi in bicicletta, risulta come una città moderna, con qualche edificio a ricordo medievale. L'economia locale è basata sull'industria metalmeccanica della Piaggio, sui servizi ed i prezzi applicati, sui prodotti , affitti, servizi... sono maggiori a confronto di altre città più importanti turisticamente. Non essendoci molto da vedere i turisti potranno rifarsi con gli eventi e le sagre organizzate dal Comune e dalla comunità pontederese.

Informazioni utili

Municipio: Corso Matteotti, 37
56025 - Pontedera (Pisa)
Telefono: 0587.299111
Fax: 0587.53292
Il Santo Patrono:
Orario dei Bus / Meteo / Mappa
Orario dei bus
Meteo LocaleMappa della località
C.F./P.Iva
00353170509
Codice ISTAT:
050029
Codice catasto:
G843
Musei e Biblioteche
Cinema e Teatro
Superficie:
45,89 Kmq
Altezza s.l.m.
14 m
Latitudine:
43°39'39,13''
Longitudine:
10°38'4,56''
Prefisso telefonico:
0587
C.A.P.
56025
Zona 3 (sismicità medio-bassa)

Pontedera: storia, industria e cultura nel cuore della Valdera

Alla confluenza dell'Era con l'Arno, nel punto in cui le strade provenienti da Pisa, Firenze, Volterra e dalla Valdera si incontrano, sorge Pontedera. La sua posizione geografica spiega quasi tutta la sua storia. Pontedera non nacque infatti su una collina facilmente difendibile, come tanti borghi toscani. Nacque intorno a un ponte, a due fiumi e a un importante nodo di comunicazioni. Per questo fu luogo di passaggio, mercato, castello di frontiera, centro commerciale e infine città industriale. Oggi Pontedera è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per un oggetto apparentemente semplice: la Vespa. Ma dietro la Vespa esiste una storia molto più lunga, che comincia migliaia di anni prima dell'arrivo della Piaggio.

Prima di Pontedera

Il territorio intorno alla città conserva tracce di frequentazione umana risalenti addirittura al Neolitico. Successivamente l'area fu frequentata dagli Etruschi e quindi dai Romani. È proprio durante l'età romana che emerge con chiarezza una delle caratteristiche destinate a determinare il futuro della città: la posizione di crocevia. Qui si incontravano itinerari terrestri diretti da Pisa verso Firenze e percorsi provenienti dalle Maremme e diretti verso la Valdinievole. A questi si aggiungevano le vie d'acqua rappresentate dall'Arno e dall'Era.

Una città nata dall'acqua

Pontedera è quindi prima di tutto una città delle acque. L'Arno rappresentava una grande arteria commerciale. L'Era collegava la pianura con l'interno della Valdera. Ma i fiumi erano contemporaneamente una risorsa e un pericolo. Permettevano il trasporto e favorivano l'agricoltura, ma potevano provocare alluvioni devastanti. Il rapporto con l'acqua avrebbe accompagnato Pontedera per tutta la sua storia.

Il ponte sull'Era

Il nome stesso della città racconta questa origine. Pontedera significa, in sostanza, “ponte sull'Era”. L'esistenza di un attraversamento del fiume è quindi alla base dell'identità urbana. Il Comune ricorda che il più antico ponte documentato risale al 1099, anche se un attraversamento potrebbe essere esistito già in precedenza e forse perfino in epoca romana. Il ponte non era soltanto un'infrastruttura. Era il motivo per cui mercanti, soldati e viaggiatori passavano da questo luogo. E dove passano le persone nascono mercati, locande, botteghe e abitazioni.

Dal ponte al borgo

Intorno all'attraversamento dell'Era si sviluppò progressivamente un insediamento. La posizione era economicamente favorevole ma militarmente pericolosa. Chi controllava Pontedera controllava infatti un passaggio fondamentale lungo la strada tra Pisa e l'interno della Toscana. Per questo nel Duecento venne costruito un vero castello. Le mura erano realizzate in pietra e mattoni e anche il ponte venne fortificato.

Il castello di Pontedera

La Pontedera medievale doveva quindi apparire molto diversa dalla città attuale. Il centro era racchiuso all'interno di fortificazioni. Il ponte rappresentava uno dei punti più delicati del sistema difensivo. Le strade conducevano agli accessi del castello e al passaggio sul fiume. Pontedera era diventata una vera fortezza di pianura.

Tra Pisa, Lucca e Firenze

La posizione trasformò inevitabilmente Pontedera in un luogo conteso. Tra il XIII e il XV secolo la città fu coinvolta ripetutamente nelle guerre tra Pisa, Lucca e Firenze. Passò più volte da un esercito all'altro. Subì saccheggi. Le fortificazioni furono danneggiate. Le abitazioni vennero distrutte. In alcuni periodi lo spopolamento fu così grave che, nella metà del Quattrocento, si rese necessario favorire espressamente il ripopolamento del centro.

Una terra di frontiera

Pontedera pagava quindi un prezzo altissimo per la propria posizione. In tempo di pace il ponte favoriva commerci e ricchezza. In tempo di guerra lo stesso ponte trasformava il paese in un obiettivo militare. È una contraddizione che accompagna tutta la storia medievale della città. La geografia che produceva ricchezza produceva anche guerra.

La Battaglia di Cascina e il territorio pontederese

Il territorio del Valdarno inferiore fu ripetutamente attraversato dagli eserciti impegnati nelle guerre tra Pisa e Firenze. Pontedera rappresentava uno dei punti obbligati per chi voleva muoversi verso Pisa provenendo dall'interno. Per questo la città compare continuamente nelle vicende militari della Toscana medievale. La sua storia non può essere separata da quella più ampia della lotta per il controllo del basso Arno.

Firenze

Il grande cambiamento arrivò nel 1406, quando Firenze conquist�� Pisa. Pontedera entrò così nell'orbita politica fiorentina. Anche dopo quella data il territorio rimase però coinvolto nelle successive ribellioni e guerre pisane. Solo con la definitiva stabilizzazione del dominio fiorentino la funzione militare cominciò lentamente a perdere importanza.

Dalla fortezza al mercato

Con il diminuire delle guerre, Pontedera poté sfruttare maggiormente ciò che in precedenza l'aveva resa vulnerabile: la propria posizione. Le strade e i fiumi favorivano gli scambi. La città si trasformò progressivamente in un centro commerciale al servizio della Valdera. Prodotti agricoli, animali, tessuti e merci arrivavano dalle campagne circostanti e venivano scambiati nei mercati cittadini. Questa funzione commerciale sarebbe rimasta fondamentale anche nei secoli successivi.

Il Palazzo Pretorio

La memoria della città amministrativa sopravvive nel Palazzo Pretorio, situato nel centro. Per secoli l'edificio ha rappresentato uno dei luoghi del potere civile e giudiziario. Nel XXI secolo è stato trasformato nel PALP – Palazzo Pretorio, spazio destinato a mostre e attività culturali. Il recupero dell'edificio è particolarmente significativo: un antico luogo del potere è diventato uno dei principali spazi espositivi contemporanei della Valdera.

La Chiesa del Santissimo Crocifisso

Tra gli edifici religiosi storici del centro figura la Chiesa del Santissimo Crocifisso. La sua posizione è strettamente legata al cuore dell'antica Pontedera e al ponte. Proprio davanti alla chiesa, alla metà del XIV secolo, l'Ufficio del Pontonario costruì il proprio palazzo; nel 1384 l'edificio fu acquistato dalla comunità e destinato alle funzioni del potere civile. Questo dettaglio mostra quanto fosse importante il ponte. A Pontedera persino l'amministrazione cittadina si organizzò intorno alla gestione dell'attraversamento del fiume.

Il Duomo

La principale chiesa cittadina è oggi il Duomo, dedicato ai Santi Jacopo e Filippo. La sua costruzione appartiene soprattutto all'Ottocento. Il Comune ricorda infatti che l'edificazione iniziò intorno alla metà del XIX secolo, mentre il completamento definitivo dell'edificio sarebbe arrivato soltanto nella seconda metà del Novecento. È un dato significativo. Il principale edificio religioso di Pontedera non appartiene alla grande stagione romanica o medievale, ma alla fase nella quale il vecchio borgo stava trasformandosi in una città moderna.

Il Settecento e la lana

La vera svolta economica cominciò nella seconda metà del Settecento. A Pontedera si sviluppò in maniera significativa la produzione dei tessuti di lana. Una parte importante del lavoro veniva svolta a domicilio. Piccoli mercanti-imprenditori distribuivano il lavoro alle famiglie, organizzavano la produzione e successivamente commercializzavano i tessuti. Era ancora un sistema lontano dalla grande fabbrica. Ma rappresentava già un passaggio fondamentale dall'economia prevalentemente agricola a quella manifatturiera.

Dalla lana al cotone

Durante l'Ottocento la lavorazione della lana lasciò progressivamente spazio al cotone. Tra gli anni Ottanta del XIX secolo e i primi quindici anni del Novecento nacque una vera industria tessile pontederese. Le fabbriche contribuirono anche a modificare fisicamente la città. Il tessuto urbano cominciò a espandersi soprattutto lungo la strada Pisana. Pontedera stava diventando una città operaia.

Fabbriche e nuovi quartieri

La crescita industriale attirava lavoratori. Aumentavano le abitazioni. Nascevano nuovi quartieri. Il centro storico non era più sufficiente a contenere la popolazione. La città iniziava così ad assumere quella struttura urbana moderna che l'avrebbe distinta dai piccoli borghi agricoli circostanti.

La ferrovia

Anche la ferrovia contribuì profondamente alla trasformazione. La linea ferroviaria permetteva collegamenti rapidi con Pisa, Firenze e Livorno. La presenza della ferrovia aumentava l'attrattività industriale della città. Le fabbriche potevano ricevere materie prime e spedire prodotti con maggiore facilità. Fu proprio accanto alla ferrovia che si sarebbe sviluppata gran parte della Pontedera industriale del Novecento.

Arriva la Piaggio

Il momento decisivo arrivò nel 1924. In quell'anno la Società Piaggio di Genova si insediò a Pontedera. Fu l'inizio di una trasformazione enorme. L'azienda costruì nuovi stabilimenti e richiamò operai, tecnici e impiegati provenienti anche da altre regioni italiane. Pontedera cambiò dimensione. Cambiò economia. Cambiò identità.

Prima della Vespa

È importante ricordare che la Piaggio non arrivò a Pontedera per costruire scooter. L'azienda aveva una storia industriale già importante e operava in differenti settori dei trasporti e della meccanica. Lo stabilimento pontederese divenne soprattutto un grande centro della produzione aeronautica. La Vespa appartiene invece alla storia della riconversione del dopoguerra. Il Museo Piaggio racconta oggi questa lunga evoluzione industriale attraverso mezzi, documenti e collezioni che attraversano differenti forme della mobilità.

Una città operaia

Durante gli anni Venti e Trenta l'espansione della Piaggio trasformò Pontedera in uno dei principali centri industriali della Toscana. Vennero costruiti nuovi capannoni. Nacquero abitazioni per operai e impiegati specializzati. L'area industriale si sviluppò soprattutto a sud della ferrovia. Parallelamente si ampliarono i quartieri residenziali.

Pontedera diventa città

La crescita economica e demografica fu così importante che nel 1930 Pontedera ottenne ufficialmente il titolo di “Città”. È una data simbolica. Il vecchio castello medievale nato intorno al ponte sull'Era era ormai diventato una moderna città industriale.

Giovanni Gronchi

Tra i personaggi più importanti nati a Pontedera troviamo Giovanni Gronchi. La sua formazione politica iniziò proprio nella città natale, all'interno dell'associazionismo cattolico. Divenne successivamente una figura nazionale del Partito Popolare, del movimento sindacale cattolico e della Democrazia Cristiana, fino a essere eletto Presidente della Repubblica Italiana. La sua figura lega quindi Pontedera direttamente alla storia politica dell'Italia repubblicana.

La Seconda guerra mondiale

La Seconda guerra mondiale rappresentò una delle pagine più drammatiche della storia cittadina. La presenza di un grande stabilimento industriale strategico rese Pontedera un obiettivo militare. I bombardamenti provocarono enormi danni agli impianti produttivi e al patrimonio edilizio. Numerosi abitanti persero la vita. Nel 1944 anche il ponte sull'Era venne distrutto durante le operazioni belliche.

Il ponte napoleonico

Quello distrutto nel 1944 era il cosiddetto ponte napoleonico. Era stato costruito nel 1810 dall'ingegnere Giacinto Garella dopo il crollo, avvenuto l'anno precedente, del precedente ponte in legno. Per oltre un secolo aveva rappresentato uno degli elementi più importanti del paesaggio cittadino. Oggi ne rimangono soltanto alcuni frammenti marmorei nell'acqua sotto il ponte moderno, visibili in particolari condizioni durante l'estate.

La ricostruzione

Alla fine della guerra Pontedera doveva ricostruire contemporaneamente case, infrastrutture e fabbriche. La ripresa fu molto rapida. Gli edifici vennero ricostruiti. Il ponte tornò a collegare le due sponde dell'Era. Le attività commerciali riaprirono. Ma soprattutto la Piaggio dovette decidere cosa produrre in una nuova Italia che non aveva più bisogno della precedente produzione aeronautica militare.

Nasce la Vespa

Da quella necessità di riconversione nacque uno dei prodotti italiani più famosi al mondo: la Vespa. Il piccolo scooter trasformò non soltanto la Piaggio, ma anche Pontedera. Economica, pratica e relativamente semplice da utilizzare, la Vespa rispondeva perfettamente alle esigenze dell'Italia del dopoguerra. La mobilità individuale stava diventando accessibile a una parte sempre più ampia della popolazione.

Molto più di uno scooter

La Vespa sarebbe diventata presto qualcosa di più di un mezzo di trasporto. Diventò simbolo di libertà. Di giovinezza. Del boom economico. Del design italiano. Del viaggio. Del cinema. E naturalmente il nome di Pontedera divenne inseparabile da quello dello scooter. Ancora oggi lo stabilimento e il Museo Piaggio costituiscono uno dei principali elementi identitari della città.

L'Ape

Accanto alla Vespa bisogna ricordare anche l'Ape. Il piccolo veicolo commerciale ha avuto un'importanza enorme nella vita economica italiana. Artigiani, commercianti, agricoltori e piccoli imprenditori potevano disporre di un mezzo economico per trasportare merci. Vespa e Ape raccontano quindi due facce differenti della ricostruzione italiana. La Vespa racconta soprattutto la mobilità personale. L'Ape racconta il lavoro.

Il Museo Piaggio

Il luogo fondamentale per conoscere questa storia è il Museo Piaggio. È stato inaugurato nel marzo del 2000 all'interno dell'ex officina attrezzeria, uno dei corpi di fabbrica storici dello stabilimento pontederese. La scelta dell'edificio è particolarmente significativa. Il museo non è stato costruito lontano dalla fabbrica. È nato dentro la fabbrica stessa.

Un museo della mobilità

Le collezioni non raccontano soltanto la Vespa. Il percorso comprende mezzi e testimonianze legati a Piaggio, Vespa, Ape, Gilera, Moto Guzzi e Aprilia, oltre a veicoli speciali e da competizione. Dopo il grande ampliamento, il museo ha superato i 5.000 metri quadrati e raccoglie oltre 250 pezzi, presentandosi come il più grande museo motociclistico italiano e uno dei maggiori d'Europa.

L'Archivio Storico Piaggio

Accanto ai veicoli esiste un patrimonio meno spettacolare ma forse ancora più importante: l'Archivio Storico Piaggio. Conserva oltre 120.000 documenti e circa 60.000 disegni tecnici. Disegni, fotografie, progetti e documentazione aziendale permettono di studiare la storia dell'impresa e contemporaneamente quella del lavoro, del design e della società italiana.

La fabbrica e la città

A Pontedera il rapporto tra fabbrica e città è stato particolarmente intenso. Generazioni di famiglie hanno avuto almeno un componente impiegato nello stabilimento. I turni della Piaggio influenzavano il ritmo quotidiano. Le biciclette e poi i motorini degli operai riempivano le strade negli orari di entrata e uscita. Bar, negozi, abitazioni e servizi si sviluppavano anche in funzione della grande popolazione operaia. La fabbrica non era soltanto un luogo di lavoro. Era una parte della struttura sociale della città.

Il Villaggio Piaggio

L'espansione industriale portò anche alla realizzazione di abitazioni e servizi destinati ai lavoratori. Il rapporto tra impresa e città assunse quindi una dimensione urbanistica. Quartieri e strutture sociali raccontano ancora oggi il modello della grande industria novecentesca, nella quale l'azienda interveniva spesso anche nella vita quotidiana dei dipendenti.

L'alluvione del 1966

L'acqua tornò drammaticamente protagonista nel 1966. Nello stesso anno della celebre alluvione di Firenze, anche Pontedera venne duramente colpita. Il Comune ricorda l'evento come uno dei grandi momenti di crisi della città contemporanea. Ancora una volta la posizione tra Arno ed Era mostrava il proprio doppio volto. Le acque che avevano favorito la nascita della città potevano anche minacciarla.

Pontedera città commerciale

Parallelamente all'industria, Pontedera ha mantenuto una fortissima vocazione commerciale. La sua posizione al centro della Valdera la rende il punto naturale di riferimento per un territorio molto più vasto dei confini comunali. Mercati, negozi, servizi e attività pubbliche hanno progressivamente rafforzato questa funzione. Nel secondo dopoguerra Pontedera divenne anche un importante centro scolastico e socio-sanitario per la Valdera.

La città dei servizi

Questa trasformazione è fondamentale per comprendere Pontedera oggi. La città non è soltanto Piaggio. È anche scuole. Ospedale. Commercio. Servizi pubblici. Cultura. Ricerca. Per molti abitanti dei comuni circostanti Pontedera rappresenta ancora oggi il principale centro urbano di riferimento della Valdera.

L'arte contemporanea

Negli ultimi decenni Pontedera ha costruito un'altra identità ancora: quella di città dell'arte contemporanea. Sculture, installazioni e interventi urbani sono distribuiti in piazze, rotatorie, strade e spazi pubblici. Il risultato è una sorta di museo all'aperto.

Il Muro di Enrico Baj

Tra le opere più riconoscibili figura il grande intervento di Enrico Baj. Il muro rivestito da mosaici colorati corre lungo la ferrovia e costituisce una delle maggiori realizzazioni ambientali dell'artista. L'opera ha modificato profondamente l'immagine di una zona urbana trasformando un'infrastruttura in un elemento artistico. Nel 2011 il monumento venne inoltre inserito nel progetto “Percorsi e soste” del Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia.

Un museo all'aperto

Il percorso urbano comprende opere di importanti protagonisti dell'arte contemporanea. Tra quelle ricordate dalle fonti turistiche troviamo il Toro di Pietro Cascella, la Vespa di Mino Trafeli e la Giovane donna di Giuliano Vangi. Il visitatore può quindi scoprire l'arte semplicemente camminando. Non è necessario entrare in un museo. Le opere fanno parte della città.

PALP – Palazzo Pretorio

Per le mostre temporanee uno dei principali punti di riferimento è PALP – Palazzo Pretorio. La trasformazione dell'antico edificio giudiziario in centro espositivo è iniziata nel 2016. Oggi rappresenta uno dei principali presidi culturali della città e dell'intera Valdera. Il dialogo è interessante. Un palazzo legato alla storia amministrativa di Pontedera ospita oggi linguaggi artistici contemporanei.

Il Centrum Sete Sóis Sete Luas

Un altro luogo particolarmente originale è il Centrum Sete Sóis Sete Luas, ospitato in Viale Rinaldo Piaggio. È la sede italiana della rete culturale nata dal festival omonimo e dedicata soprattutto alle culture del Mediterraneo e del mondo lusofono. Mostre, musica, residenze artistiche e scambi internazionali hanno trasformato un'altra parte del patrimonio industriale cittadino in spazio culturale.

Dalla fabbrica alla cultura

È un processo che si ripete in molti punti della Pontedera contemporanea. Gli spazi industriali non vengono necessariamente demoliti. Possono essere reinterpretati. L'ex officina diventa Museo Piaggio. L'ex archivio industriale diventa centro culturale. Le pareti lungo la ferrovia diventano opere d'arte. Il patrimonio industriale entra così a far parte del patrimonio culturale.

Il teatro

Pontedera possiede inoltre una storia teatrale di rilevanza internazionale. Negli anni Settanta nacque un'esperienza di ricerca che avrebbe portato alla formazione del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale. Il gruppo entrò in rapporto con alcune delle esperienze più innovative del teatro europeo.

Jerzy Grotowski a Pontedera

Il passaggio fondamentale arrivò nel 1986, quando il grande regista e teorico teatrale Jerzy Grotowski creò a Pontedera il proprio Centro di Lavoro su iniziativa del centro di ricerca locale. La presenza di Grotowski diede alla città una straordinaria visibilità nel mondo del teatro sperimentale internazionale. Ancora una volta Pontedera dimostrava di poter trasformare la propria identità. Alla città della fabbrica si aggiungeva la città della ricerca teatrale.

Il Teatro Era

Questa tradizione continua nel Teatro Era, inaugurato nel 2008. La struttura è oggi un centro teatrale di rilievo nazionale e internazionale e prosegue l'esperienza di ricerca iniziata negli anni Settanta. Il teatro rappresenta quindi uno dei capitoli meno conosciuti, ma più importanti, della cultura pontederese contemporanea.

Sandro Mazzinghi

Pontedera è legata anche alla storia dello sport italiano attraverso Sandro Mazzinghi. Il futuro campione nacque il 3 ottobre 1938 nel popolare quartiere di Bella di Mai. Quel quartiere operaio racconta perfettamente la Pontedera del Novecento. Famiglie numerose. Lavoratori. Piccoli artigiani. Donne impiegate nelle fabbriche. Una forte solidarietà tra vicini. È da questo ambiente popolare che emerse uno dei grandi nomi del pugilato italiano.

La memoria dei quartieri operai

Raccontare Pontedera significa quindi raccontare anche luoghi apparentemente meno monumentali. Cortili. Case operaie. Officine. Vecchi stabilimenti. Bar. Circoli. Sono questi spazi ad aver costruito la cultura sociale della città industriale. La storia non appartiene soltanto ai palazzi. Appartiene anche alle persone che ogni mattina entravano in fabbrica.

La robotica e la ricerca

La trasformazione non si è fermata alla meccanica tradizionale. Pontedera ha sviluppato nel tempo una forte vocazione verso ricerca, innovazione e robotica. La stessa amministrazione comunale presenta oggi la città come centro di innovazione nei settori della meccanica, della robotica, del commercio e della cultura. È una continuità interessante. La città che nel Novecento costruiva motori continua a interrogarsi sulle tecnologie del futuro.

I Laghi Braccini

Anche il paesaggio industriale può trasformarsi in ambiente naturale. Un esempio interessante è rappresentato dai Laghi Braccini. Sono laghi artificiali formatisi negli antichi invasi di argilla utilizzata per produrre laterizi. Vicino rimane l'antica fornace dei Fratelli Braccini fu Francesco, risalente al 1921, con una ciminiera alta circa 32 metri. È un piccolo esempio di archeologia industriale che dialoga oggi con un'area verde.

Le frazioni

Il territorio comunale non coincide naturalmente con il solo centro urbano. Pontedera comprende anche nuclei e frazioni che conservano una propria identità storica e rurale. Allontanandosi dal centro industriale, il paesaggio cambia rapidamente. La pianura urbana lascia progressivamente spazio alle campagne e alle colline della Valdera.

La campagna intorno alla città

Prima dell'industrializzazione, Pontedera era circondata da un territorio essenzialmente agricolo. Grano, vite, allevamento e altre coltivazioni costituivano la base economica delle campagne. La crescita della città ha inglobato una parte di questi terreni, ma appena fuori dall'area urbana il rapporto con il paesaggio rurale rimane ancora evidente. Pontedera rappresenta quindi un punto di passaggio tra il Valdarno industriale e la Toscana collinare della Valdera.

Il mercato

La vocazione commerciale continua anche attraverso i mercati cittadini. Il mercato non è soltanto un luogo nel quale acquistare prodotti. È l'erede moderno della funzione che Pontedera svolge da secoli. Un luogo nel quale la popolazione della campagna e quella della città si incontrano. La storia commerciale di Pontedera è quindi molto più antica delle moderne vie dello shopping.

San Faustino

Il patrono cittadino è San Faustino martire. La festa patronale costituisce uno dei momenti nei quali la comunità rinnova il proprio legame con la tradizione religiosa e civica. Anche in una città profondamente trasformata dall'industria sopravvivono quindi rituali e identità provenienti da un passato molto più antico.

Una città costruita più volte

Pontedera è stata ricostruita e reinventata molte volte. Prima il ponte. Poi il castello. Poi il mercato. Poi le manifatture tessili. Poi la fabbrica. Poi la Vespa. Poi i servizi, l'arte, il teatro e la ricerca. Ogni fase non ha cancellato completamente quella precedente. Le diverse identità si sono sovrapposte.

Dal ponte alla Vespa

Forse le due immagini che meglio riassumono Pontedera sono proprio il ponte e la Vespa. Il ponte rappresenta l'origine. Permetteva alle persone di attraversare l'Era e trasformò quel punto in un luogo di incontro. La Vespa rappresenta la modernità. Permise a milioni di persone di muoversi liberamente e portò il nome di Pontedera nel mondo. Sono due oggetti destinati al movimento. Ed è difficile immaginare una metafora migliore per una città che ha costruito tutta la propria storia sul passaggio e sulla trasformazione.

Pontedera oggi

Oggi si può arrivare in città in treno e cominciare la visita proprio dal paesaggio industriale. Il Museo Piaggio racconta la fabbrica e la Vespa. Il Centrum Sete Sóis Sete Luas racconta l'incontro tra culture. Il Muro di Baj introduce alla città dell'arte contemporanea. PALP riporta nel centro storico. Le chiese e gli edifici civili raccontano invece la Pontedera precedente all'industria. Infine l'Era e l'Arno ricordano perché tutto è cominciato proprio qui.

Pontedera, la città che continua a cambiare

Pontedera non possiede l'immagine immobile del borgo medievale perfettamente conservato. La sua ricchezza è esattamente l'opposto. È una città che ha sempre cambiato forma. Le guerre hanno cancellato gran parte del castello. L'industria ha trasformato la campagna. I bombardamenti hanno distrutto edifici e fabbriche. La ricostruzione ha creato nuovi quartieri. La crisi delle vecchie industrie ha liberato spazi che in alcuni casi sono diventati musei e centri culturali. La città continua quindi a reinterpretare il proprio passato.

Una storia italiana

In questo senso Pontedera racconta qualcosa che va molto oltre i propri confini. La sua storia è anche una piccola storia dell'Italia. La civiltà medievale dei castelli. Le guerre tra Comuni. La Toscana granducale. La manifattura settecentesca. L'industrializzazione. La città operaia. La guerra. La ricostruzione. Il boom economico. La motorizzazione di massa. Il design italiano. La trasformazione postindustriale. L'arte e la ricerca contemporanea. Tutte queste epoche possono essere lette nello stesso territorio. Pontedera è dunque molto più della città della Vespa. È una città nata da un ponte, cresciuta grazie alle strade e alle fabbriche e diventata uno dei luoghi nei quali industria, cultura e innovazione raccontano insieme la trasformazione della Toscana moderna.
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