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La Spezia
Comune
Città della Spezia
Panorama
Vista da Biassa
Zona industriale
Vista dal Termo
La costa spezzina
Chiesa di Santa Maria
Santa Maria
S.Maria
La torre campanaria di S.Maria
Bassorilievo sull'ingresso
Il portale
Interno
Interno S.Maria
Confessionale
Il grattacielo
Via Prione
In via Prione
Via del Prione
Corso Cavour
Via Cavour
Il mercato coperto
Il mercato
Al mercato
Museo del Sigillo,ingresso
Museo Lia
Piazza Garibaldi
Galleria Spallanzani
La fontana
Nostra Signora della Neve
Da via Prione
Panorama dalla Pieve di Marinasco
Il palazzo della Provincia
Palazzo della Provincia
Ingresso all'Arsenale M.M.
Monumento a D.Chiodo
Pilotine
Il porto
Rimorchiatori in banchina
Rimorchiatore in banchina
Rimorchiatore
Capitaneria di Porto
Mezzi Guardia Costiera
Mezzo Guardia Costiera
Prua
Poppa
Riparatore di reti
Il compagno
Lavori al molo Italia
Il Faro
Monumento a G.Garibaldi
Santuario S.Rita
Interrno S.Rita
Santuario di S.Rita
Castello San Giorgio
Stemma e bassorilievo
P.zza Brin
Piazza Brin
L'Ospedale S.Andrea
Piazzale Kennedy
Via XXIV Maggio
Comune e Provincia
Cattedrale Cristo Re
Palazzo del Comune
Monumento ai Caduti
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Palazzo Guardia Costiera
Molo Italia
Passeggiata Morin
Vecchi cannoni nella passeggiata Morin
Giardini lungomare
Giardini
I giardini
Via Chiodo
Piazza Verdi
Spezia
I portici
Piazza Europa
P.zza Europa
Palazzo del Tribunale
Fiera di San Giuseppe
Spuntino
Cittadini alla fiera
Fiera di San Giuseppe 2008
Bancarelle
Vista
Dalla Chiesa di Isola
Migliarina
La Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa
La Chiesa vista dal treno
Gaggiola
Chiesa di Sant'Antonio
Loc.Gaggiola
Facciata della Chiesa
Loc.Parodi
Area attrezzata
Palestra nel verde
Loc. Chiappa
La Via
Cozzano
Inizio del paese
Case
In paese
Immagine
Cappelletta privata
La Foce
Vista dalla Foce
Località La Foce
Fabiano Alto
Vista dalla litoranea
Vista dalla Litoranea
La Chiesa di Sant'Andrea
Il sagrato
S.Andrea
Interno della Chiesa
Interno di Sant'Andrea
Fabiano Basso
La Chiesa S.Antonio Gianelli
Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Spezia - La Spezia.Italia
Gli abitanti si chiamano: Spezzini. La Spezia è caratterizzata da vicende alterne e da periodi turbolenti sia nel Comune come in tutta la Provincia. Invasioni a più riprese e lotte per il dominio del territorio, riconosciuto come punto strategico sia militare che commerciale. Liguri, Etruschi, Romani, Vandali, Longobardi, Saraceni, Normanni, caratterizzarono il periodo storico più antico. Genovesi, Spagnoli, Francesi della storia più recente. I Liguri-Apuani vi risiedevano già dall’età del ferro e del bronzo, intorno al VII secolo a.C. gli Etruschi furono i primi a conquistarsi questo importante territorio a sua volta i Liguri lo riconquistarono. Fu solo l'inizio di vari periodi turbolenti. Nel 299 a.C. i Liguri erano alleati dei Galli e dei Cartaginesi e furono sconfitti dai Romani, cosi ebbe la dominazione romana con varie guerre con i Liguri, che si protrassero per 250 anni. Per i romani il Golfo era un punto ideale per concentrarvi le truppe dove da qui partirono le armate contro i Sardi e la campagna di Spagna. I liguri ebbero modo di riconquistarsi il territorio perso, nel 193 e nel 185 a.C. Nei secoli IX e X d.C. dopo la decadenza di Luni, sorsero i primi agglomerati sulle alture collinari del Golfo. Fu parte della podesteria di Carpena, quindi passò ai Fieschi che la cedettero ai Genovesi nel 1256 dove ebbe un predominio militare e commerciale sul Golfo iniziando cosi lo sviluppo del porto. Per la sudditanza verso Genova il porto dal punto di vista commerciale andò a diminuire assumendo più un’importanza militare. Qui si ebbero due spedizioni militari navali di una certa rilevanza storica. Nel 1541 verso Algeri nella “guerra agli infedeli”. Nel 1572 altra spedizione contro i turchi ottomani che invasero Cipro e che si concluse con la Battaglia di Lepanto. Così la vita degli abitanti ruotava attorno al porto che offriva lavoro e qualche guadagno. Nel 1808 Napoleone ne fece un porto militare per farvi un Arsenale e nel 1814 gli inglesi lo distrussero. Fu Cavour a farne il più grande Arsenale Militare d'Italia nel 1860. Durante l’ultima guerra mondiale la Spezia fu bombardata pesantemente dagli alleati e fu necessaria una ricostruzione profonda della città e del porto. Oggi l’attività primaria della Spezia rimane l’Arsenale Militare e il porto Militare. La cantieristica, sia di navi di grossa stazza che da natanti da diporto, grande e piccolo cabotaggio. Il porto mercantile, caratterizzato più da porta-containers. L’industria metalmeccanica, principalmente costituita da grandi aziende metalmeccaniche come l’Oto Melara, la Termomeccanica e la cantieristica di grandi navi ne fanno una città industrializzata. Il turismo è attratto più nelle sue frazioni, sia rivierasche che dell’entroterra. Un'attrazione sportiva. importante per le borgate marinare che si svolge nel Comune della Spezia è il "Palio del Golfo preceduta dalla sfilata allegorica e la gara con imbarcazioni tipo "gozzi" da competizione a sedile fisso, con quattro remi e timoniere.
Pubblica Assistenza Via Carducci – 19100 La Spezia Tel. Emerg.: 0187/56.40.01 Tel. Segr.: 0187/56.40.02 Fax: 0187/51.92.45
Coordinate Geografiche: 44°06'39.80" N - 9°48'45.02" E
Per una lettura approfondita, sulla storia della Spezia, proseguite qui sotto.
LA SPEZIA
Tratto da un'edizione dell'Ente Provinciale per il Turismo "Itinerario storico-artistico del Golfo della Spezia e sue vicinanze" di Ubaldo Formentini. Stampato il 31 Marzo 1959 .
Che La Spezia sia d'origine relativamente recente è un detto comune;le prime notizie che ne abbiamo non sono anteriori al secolo XII: occorre però avvertire che questo piccolo centro marinaro medievale sorse e s'annidò nel sito e fra i ruderi di un considerevole abitato romano ancora imponenti nel secolo XIV quando gli spezzini ne cavarono pietre per costruire le proprie mura. L'idea della romanità della Spezia non è frutto di moderne indagini e congetture, ma deriva da una tradizione locale di cui troviamo già un'eco nella letteratura umanistica. I centri romani corrispondenti al territorio dell'attuale Comune della Spezia, ciascuna dei quali ebbe un particolare svolgimento demografico ed economico, sono diversi:l'uno, rivelato dagli scavi dell'Arsenale, è da situarsi nella regione di S.Vito ove è ora il bacino detto "dei legnami"; stava sulla riva di un piccolo porto la cui esistenza è indicata da numerose anfore,evidentemente cadute in fondo al mare, ritrovatesi a grande profondità negli scavi circostanti;l'altro, a poca distanza dal primo, nel cuore della moderna città, si pone accanto alla cattedrale di S.Maria, ove un ponte romano fu riconosciuto dal Mazzini durante uno scavo occasionale nel sottosuolo di Biassa; non lungi doveva trovarsi l'"ampio arsenale di molti archi e volte" ricordato dall'erudito spezzino Gaspare Massa, nel secolo XVII. Quest'ultimo è propriamente il nucleo che, sviluppandosi ai piedi del Poggio, intorno alla cappella di S.Maria , figliale della pieve di Marinasco, prese, sul cadere del secolo XI, l'enigmatico nome della Spezia.-Oltre ai nuclei predetti, altri di natura più propriamente agricola, concorsero alla formazione della comunità cittadina incorporandosi ad essa. Fra questi il "fundus" di Vivera (testimoniato in tarda età romana da un'ara compitale, dedicata da un "vilicus",già sorgente davanti alla cappella di S.Brizio demolitasi nel costruire un piazzale della stazione ferroviaria);tenuta fondiaria venuta ai marchesi Obertenghi e da questi ceduta a monaci piacentini che ne fecero una loro colonia;qui vi appare già nel secolo XII una sagra popolare intitolata a S.Antonino, comune a tutti i villaggi che formarono poi la parrocchia di S.Maria della Spezia. Non meno importante un'altra antica unità fondiaria del tipo curtense, pure passata attraverso il dominio dei marchesi, col nome di Ariana, ricordata toponomasticamente dal vocabolo Piandarana, nel tratto superiore di Corso Cavour.- Occorre infine tenere conto della stazione itineraria e base navale di Boron segnalata dalla Tavola di Pentinger, la cui giurisdizione territoriale, continuata nella Pieve di San Venerio, estendendosi a tutto il settore orientale del moderno Comune, raggiungeva l'area interna del sito dell'attuale Piazza Verdi.- Il grande risveglio marinaro delle città tirreniche, avvenuto nel secolo XI, che portò Genova e Pisa a combattere una guerra mortale d'egemonia all'imboccatura del Golfo della Spezia, fu preceduto e in gran parte suscitato dalle iniziative navali dei conti di Luni e marchesi della Liguria Orientale, alle quali unicamente è dovuta la liberazione del mare dalla secolare "oppressio Saracenorum". I piccoli porti che formano il Golfo della Spezia e le popolazioni di questo circuito ebbero una parte importante nei fasti della marina feudale dell'Alto Medioevo, sotto alla guida dei minori gentilizi signorili. In particolar modo dei signori di Vezzano che, valvassori dei marchesi Obertenghi specie del ramo di Massa e Corsica, signoreggiavano, così il porto di Baron, come quello di Porto Venere, nonché il piccolo nido marinaro della Spezia quale pertinenza del loro castello di Vesigna. D'altra parte i Vezzanesi appaiono strettamente legati anche ai signori della Riviera che si raggruppano intorno ai conti di Lavagna, questi pure celebrati navarchi nelle lotte contro i Saraceni.-Nel secolo XII diversi gruppi feudali di varia origine si riunirono nel consorzio di Carpena e questo castello divenne il capoluogo politico del territorio a cui la Spezia apparteneva. I domini di Carpena e quelli di Vezzano furono i tramite dell'espansione genovese nella Riviera Orientale e nel Golfo giacché la Repubblica procedette mediante alleanze con la classe dei minori feudatari coi quale anche gli uomini delle singole comunità a loro soggetti entrarono nella "compagna" esterna del Comune genovese.- La definitiva annessione della Spezia allo Stato genovese avvenne nel secolo XIII. In circostanze eccezionali, in seguito al tentativo fatto dai Fieschi, col favore del pontefice Innocenzo IV loro congiunto, di costituire una loro signoria nell'estrema Riviera di Levante e nella prossima Lunigiana. Allorché, scoppiata la guerra civile si costituì a Genova il governo ghibellino. I Fieschi, espulsi dalla città, utilizzarono i loro castelli della Val di Vara, delle Cinque Terre e del Golfo come base militare nella lotta contro il Comune, soccorsi dalle forze del loro alleato, il re Carlo D'Angiò. Il conte Nicolò Fieschi si stabilì nel centro di S.Maria della Spezia, fin'allora un modesto villaggio di pescatori, lo fortificò e lo popolò di fuorusciti Guelfi genovesi.- Nel corso della guerra civile, combattutasi con alterna fortuna, la Spezia fu presa nel 1272 dal capitano genovese Oberto D'Oria che ne smantellò le difese e la incendiò. Più tardi a contesa fu tacitata mediante una convenzione fra il comune genovese e i Fieschi con la quale questi ultimi cedettero alla Repubblica tutti i terreni da essi acquistati nella estrema Riviera di Levante tra cui la Spezia e le ville vicine.- La Spezia che ignota dianzi, aveva acquistato effimera importanza di capitale nello stato dei Fieschi, non perde prestigio nella nuova condizione:essa. In sostanza viene a prevalere sui più antichi capoluoghi del Golfo, Porto Venere e Lerici. I quali, per la loro situazione topografica, non potevano adempiere alla funzione centralizzatrice richiesta da un capoluogo con larga base territoriale.- Lo sviluppo economico del giovane centro è altrettanto rapido che l'estendimento della sua giurisdizione; nel 1343 è eretto in podesteria dal doge Simon Boccanegra, ventott'anni dopo, nel 1371, si aggrega la vecchia podesteria di Carpena. Con ciò diventa la sede d'uno degli uffici maggiori in cui si divide lo stato genovese. La sua circoscrizione assume il titolo di "Vicariato della Riviera di Levante da Pietra Corice al Corvo"; sono pressappoco i confini dell'attuale provincia, eccettuati il territorio di Varese Ligure e quello d'oltre Magra che formò il Commissariato di Sarzana. Così, nel secolo XV e XVI, mentre alcuni storici e umanisti, come il Fazio e lo Stella, celebrano l"emporium portu e mercatu nobile" altri, come il Bracelli e il Giustiniani, magnificano la giurisdizione vicarile,"ad quem quiquid litium oritur a remotioribus etiam populis defertur".- Benché i genovesi, nel secolo XIV e XV, facessero ripetuti tentativi per allargare il loro dominio dalla Riviera di Levante in tutta l'antica Lunigiana, raggiungendo per alcun tempo l'alta Val di Magra e Pietrasanta, non riuscirono veramente a consolidarsi che nel territorio di cui erano padroni alla fine del Duecento;aggiungendovi poi, dopo lunghe lotte con i Fiorentini, Sarzana, la cui circoscrizione rimase però sempre staccata da quella del Vicariato della Riviera.- Venuta definitivamente ai Genovesi, la Spezia partecipa attivamente, non senza atteggiamenti di indipendenza, alle fazioni interne e alle vicende esterne della Repubblica.- Divenuto il reggimento di Filippo Mario Visconti odioso ai Genovesi, nel 1436, cacciato il presidio milanese, questi richiamarono da Sarzana e rielessero il doge Tommaso Campofregoso. Le fortezze della Riviera di Levante rimasero in potere dei milanesi,e la Spezia nella Guerra che ne segui ebbe molto a soffrire.- Nelle lotte interne di Genova fra gli Adorni e i Fregosi la Spezia ospitò questi ultimi, che colle loro aderenze del passato governo e con la parentela della famiglia locale dei Biassa pensarono di sostenere qui la loro fortuna. Spedito dalla Repubblica Bartolomeo Giustiniani con un esercito per discacciarli. Il popolo della Spezia si sottomette, salva la libertà ai rifugiati di ritirarsi altrove.- Quando fu chiamato al reggimento della Repubblica Francesco Sforza duca di Milano, l'anno 1464. I Milanesi, occupato lo stato di Genova,eressero alla Spezia, ai piedi della collina del Poggio, un arsenale per la costruzione delle galere. Morto il duca Francesco e successogli il figlio Galeazzo, le due vecchie fazioni antagoniste della Repubblica si coalizzarono (1477) gli Spezzini, sollevatisi coi Fregosi contro le autorità ducali, distrussero le opere dell'arsenale, attaccarono e presero il castello ed il forte bastione di S.Caterina che era posto sul culmine della collina dominante la Spezia.- Nelle vicende ove Genova fu dominata alternativamente dalla Francia e dai Milanesi, fra il cozzo delle fazioni locali e la lotta delle grandi famiglie e della nobiltà vecchia e nuova, la Spezia ebbe parte frequente, non solo passiva. Fu presa e ripresa dai Fieschi, dagli Adorni, dai Fregosi, finché non fu ristabilita la libertà della Repubblica nel 1528.- Il 18 ottobre 1541 fu alla Spezia Carlo V , ospite dei Biassa e di qui partì con seicento navi per la spedizione d'Algeria.- Nel 1575 la Spezia e Porto Venere furono occupati da Andrea Doria, nella lotta che questi intraprese a sostegno della vecchia nobiltà di San Luca.- Pacificatesi le lotte interne della Repubblica e intervenuta la riforma dello Stato, la Spezia fu scelta a sede di uno degli otto uffici principali col nome di Capitanato.- Nei primi del secolo XVII fu fortemente munita dai genovesi, venuti a temere le pretese della Spagna sopra la Lunigiana e in particolare sopra il Golfo.- L'incremento economico e demografico raggiunto dalla Spezia sotto la dominazione repubblicana, con gli stessi processi che caratterizzano il suo sviluppo odierno, toccava un punto fermo forse già alla fine del quattrocento;segnando un brusco declino nei primi del Seicento. La potenza genovese era stata creazione d'una aristocrazia avventuriera, la quale aveva saputo fare dei propri privilegi uno strumento mirabile di espansione; tramontata l'età eroica, un ristretto protezionismo commerciale doveva divenire la legge della sua conservazione e tradursi in provvedimenti restrittivi della navigazione e del traffico portuale. I quali posero in un vero stato di sudditanza economica tutti i centri marinari delle due Riviere.- Queste condizioni, alle quali invano la città tentò di sottrarsi chiedendo provvedimenti adeguati al governo della Repubblica, come l'istituzione di un porto franco e l'apertura di strade verso la Lombardia, furono aggravate dai disastri della guerra. Dal momento in cui il Golfo della Spezia divenne campo di azioni navali e sbarchi di truppe assai frequenti nelle guerre mondiali del secolo XVIII, specialmente quando si svolsero in Lunigiana e alla Spezia diversi episodi della lotta tra Galli-Ispani alleati dei Genovesi da una parte e agli Austriaci uniti alle forze sarde dall'altra.- La città fu presa dalle forze austriache condotte dal generale Botta con tutto il territorio genovese, dopo la partenza dell'armata gallo-ispana. Venuta la leggendaria sollevazione di Genova nel 1746,gli Austriaci si ritirarono sulla Spezia tentando poi di prendere la fortezza di Sarzanello. Ma la resistenza di questo presidio, aiutato dalle forze di Francesco Franzone, comandante del forte di S.Maria del Golfo, e da volontari, costrinse gli assalitori a patti, onde essi abbandonarono il territorio alla Repubblica.- Un nuovo assalto austriaco guidato dal generale Woeter, disceso dall'altura di Fosdinovo nel 1747, fu fermato sulla Magra dalle forze genovesi secondate da bande volontarie di vezzanesi.- Nel 1748 non avendo deposto gli Austriaci l'idea di impadronirsi di Genova, decisero di portare l'attacco nella Riviera di Levante, penetrando per il passo delle Cento Croci. Divisa in tal modo nel mezzo la Riviera, speravano gli Austriaci di impadronirsi di Genova e del Golfo della Spezia, togliendo ad ambedue le parti, con la comunicazione per terra. Il modo di difendersi e soccorrersi, com'era accaduto nel 1747. Perciò i Genovesi accrebbero e munirono tutti i forti del Golfo. Gli Spagnoli furono incaricati della difesa del Castello di Porto Venere, che fu restaurato; i Francesi della difesa di quelli della Spezia e di Lerici, nuovamente e poderosamente muniti di buone artiglierie e di opere. In ogni luogo poi si erano ordinate compagnie di milizie e di paesani,e date le migliori disposizioni per contendere palmo a palmo il terreno agli assalitori. Il conte di Broune venne alla testa di quarantamila Tedeschi per occupare la Spezia e il Golfo,e valicò il passo delle Cento Croci. Ma trovata resistenza nei confederati. Il 14 giugno dello stesso anno venne ad un armistizio in San Pietro Vara. poco dopo gli Austriaci si ritirarono nel Parmense.- Alla fine del secolo XVIII e sui primi dell'Ottocento, la Spezia fu investita dal turbine della Rivoluzione Francese e della conquista Napoleonica.- dopo la sconfitta di capo di Noli la flotta inglese entrava. Il 10 marzo 1795, nel golfo della Spezia, conducendo le navi francesi "Ca Ira e Censeur" catturate, sopra cui si trovavano circa trecento feriti. I quali sbarcati alla Spezia, furono alloggiati, per mancanza di ospedali, nella casa di Marco Federici. In causa di quell'agglomeramento di malati si sviluppò nel paese un'epidemia.- Nel 1797 venne proclamata in Genova la Repubblica Ligure. Sorta sulle rovine dell'antica repubblica aristocratica. La Spezia fu tra le prime città della Liguria ad accettare con entusiasmo il nuovo governo popolare e ad innalzare l'albero della Libertà. Il territorio della Repubblica fu diviso in 32 distretti; e la Spezia fu il capoluogo del "Distretto del Golfo di Venere".- Nel 1797 i governo della Repubblica francese aveva mandato alla Spezia il generale Miollis, che prese il comando del Golfo, e vi organizzò la guardia civica. Ma caduta per molti rovesci la fortuna dei Francesi,gli Austro-Russi, vennero ad occupare il Golfo e la Riviera di Levante. Nel 1799 un'avanguardia della cavalleria austriaca invase la Spezia insieme con un gran numero di contadini reazionari insorti. I quali, al grido di "Viva Maria" commisero atti violenti e rapine. L'albero della Libertà venne abbattuto e molte case messe a sacco. All'arrivo dei Tedeschi le milizie franco-liguri s'erano ritirate nel forte di Santa Maria. Il 6 agosto un piccolo corpo di franco-liguri rioccupò la Spezia,ed allora l'avanguardia austriaca fuggì verso Sarzana. Ma nella mattina del 13, tornati gli Austriaci in maggior numero alla Spezia, ne scacciarono i francesi che trovarono rifugio nel forte di Santa Maria.- Giunse quindi alla Spezia, sotto il comando del generale Klenau, un corpo di milizie austro-russe con lo scopo di scacciare i francesi dalla poderosa fortezza dove s'erano fortificati. I francesi sostennero valorosamente per quel tempo l'assedio, finché, ottenute onorevoli condizioni, abbandonarono il forte negli ultimi di agosto.-Venuto Napoleone in Italia, vinti gli Austriaci a Marengo, venne fatta la convenzione di Alessandria, per cui, fra l'altro, Genova doveva essere occupata dai Francesi dal 16 al 24 giugno del 1800. Prima che scadesse quel termine una squadra inglese venuta dal Golfo ne spogliò i forti, asportando da S.Maria 12 colubrine di bronzo dette gli Apostoli. Quindi minò. Il giorno 23, la torre di S.Giovanni Battista, detta la Scuola,ed un angolo della stessa fortezza di S.Maria.- La Repubblica Ligure si riorganizzò,e vennero un'altra volta, con maggior pompa e solennità. Innalzati gli alberi della Libertà. Nel 1803, un'altra volta fu modificata la divisione amministrativa del territorio della Repubblica, che venne compresa in sei giurisdizioni; e la Spezia fu capoluogo della quarta con il nome del Golfo di Venere.- Nel 1808 Napoleone, con decreto dell'11 maggio, dichiarava il Golfo della Spezia porto militare creando la Spezia sede di "Arrondissement maritime", con una Prefettura marittima. L'imperatore voleva formare un grande arsenale militare nel lato occidentale del Golfo,ed a questo scopo cominciò la costruzione della strada fra Spezia e Porto Venere; nel 1811 cominciarono i lavori per un grande forte sulla vetta del Monte Castellana.- Nell'anno 1812 la Spezia cessò di far parte del Circondario di Sarzana, essendo stato creato, con decreto imperiale del 17 marzo, un quarto circondario del dipartimento degli Appennini con capoluogo alla Spezia. Il sottoprefetto fu il grande patriota Santorre di Santa Rosa, che tenne l'ufficio fino al 1814. Nel quale anno, caduta la fortuna di Napoleone, milizie austriache occuparono la Spezia, donde il 24 marzo erano già usciti i francesi, che lasciarono soltanto una piccola guarnigione nel forte di Santa Maria. La flotta inglese, composta da più di 25 legni,entrò nel Golfo al comando di Lord Bentink e diede l'attacco al forte ancora occupato da quarantotto francesi. I quali dopo nove giorni di resistenza si arresero. Gli inglesi fecero saltare il forte di San Gerolamo, presso Cadimare , e la torre del Pezzino.- Caduta cosi la dominazione francese, pareva che dovesse risorgere la Repubblica Ligure. Ma nel congresso di Vienna venne spenta l'antica libertà dei Liguri ed il territorio della Repubblica venne unito agli stati di Vittorio Emanuele I re di Sardegna. Il 7 gennaio 1815. Un editto regio divise il nuovo possesso in tre intendenze;la Spezia fu capoluogo della intendenza di Levante col titolo di sottoprefettura.- Il compimento di un'opera pubblica che illustrò il regno di Carlo Felice, l'apertura della grande arteria di comunicazione fra la Toscana ed il Piemonte avvenuta nel 1823, provocò il mutamento dell'assetto urbanistico della città e un nuovo avviamento della vita locale.- Nacque un'effimera città di soggiorni e bagni preferita dalla Reale Famiglia, visitata dagli artisti e dai Poeti. I cui ricordi vivono nei diari di Charles Dickens, di Wagner, di Dora d'Istria. La città cosmopolita delle Madame Reali e degli Inglesi doveva avere vita breve; gli sviluppi nazionali della politica piemontese preparavano il destino militare navale della Spezia ed in pari tempo ponevano le premesse del suo sviluppo industriale e commerciale.