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BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano:Spezzini.La Spezia è caratterizzata da vicende alterne e da periodi
turbolenti sia nel Comune come in tutta la Provincia. Invasioni a più
riprese e lotte per il dominio del territorio, riconosciuto come punto
strategico sia militare che commerciale.Liguri,
Etruschi,
Romani,
Vandali,
Longobardi,
Saraceni,
Normanni,
caratterizzarono
il periodo storico più antico.
Genovesi,
Spagnoli, Francesi della storia più
recente. I Liguri-Apuani vi risiedevano già dall’età del ferro e del bronzo.
Intorno al VII secolo a.C. gli Etruschi furono i primi a conquistarsi questo
importante territorio a sua volta i Liguri lo riconquistarono. Fu solo
l'inizio di vari periodi turbolenti. Nel 299 a.C. i Liguri erano alleati dei
Galli
e dei
Cartaginesi
e furono sconfitti dai Romani, cosi ebbe la
dominazione romana con varie guerre con i Liguri, che si protrassero per 250
anni. Per i romani il Golfo era un punto ideale per concentrarvi le truppe
dove da qui partirono le armate contro i Sardi e la campagna di Spagna. I
liguri ebbero modo di riconquistarsi il territorio perso, nel 193 e nel 185
a.C. Nei secoli IX e X d.C. dopo la decadenza di Luni, sorsero i primi
agglomerati sulle alture collinari del Golfo. Fu parte della podesteria di
Carpena,quindi passò ai
Fieschi che la cedettero ai Genovesi nel 1256 dove
ebbe un predominio militare e commerciale sul Golfo iniziando cosi lo
sviluppo del porto. Per la sudditanza verso Genova il porto dal punto di
vista commerciale andò a diminuire assumendo più un’importanza militare. Qui
si ebbero due spedizioni militari navali di una certa rilevanza storica.Nel
1541 verso Algeri nella “guerra agli infedeli”. Nel 1572 altra spedizione
contro i turchi ottomani che invasero Cipro e che si concluse con la
Battaglia di Lepanto. Così la vita degli abitanti ruotava attorno al porto
che offriva lavoro e qualche guadagno. Nel 1808 Napoleone ne fece un porto
militare per farvi un Arsenale e nel 1814 gli inglesi lo distrussero. Fu
Cavour a farne il più grande Arsenale Militare d'Italia nel 1860. Durante
l’ultima guerra mondiale la Spezia fu bombardata pesantemente dagli alleati
e fu necessaria una ricostruzione profonda della città e del porto. Oggi
l’attività primaria della Spezia rimane l’Arsenale Militare e il Porto
Militare. La cantieristica, sia di navi di grossa stazza che da natanti da
diporto ,grande e piccolo cabotaggio. Il porto mercantile , caratterizzato
più da portacontainers. L’industria metalmeccanica, principalmente
costituita da grandi aziende come l’Oto Melara,la San Giorgio,la
Termomeccanica e la cantieristica di grandi navi ne fanno una città
industrializzata. Il turismo è attratto più nelle sue frazioni,sia
rivierasche che dell’entroterra. Un'attrazione sportiva, importante per le
borgate marinare che si svolge nel Comune della Spezia è il "Palio del Golfo
preceduta dalla sfilata allegorica e la gara con imbarcazioni tipo "gozzi"
da competizione a sedile fisso, con quattro remi e timoniere.
Il Patrono del Golfo della Spezia e dei fanalisti
d'Italia è
San Venerio,festeggiato il 13 Settembre.
Il Patrono della Spezia è
San Giuseppe, festeggiato il 19 Marzo.
Per saperne di più visita:
www.comune.laspezia.it Indirizzo: piazza Europa 1 – 19100 La
Spezia – SP
Telefono: 0187.7271
Fax: 0187.778.293
Pubblica Assistenza
Via Carducci – 19100 La Spezia
Tel. Emerg.: 0187/56.40.01
Tel. Segr.: 0187/56.40.02
Fax: 0187/51.92.45
Coordinate Geografiche: 44°06'39.80" N -
9°48'45.02" E
|
Biassa |
315
metri s.l.m. |
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Campiglia |
389 |
|
Carozzo |
127 |
|
Isola |
275 |
|
La Spezia |
3 |
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Madonna di Buonviaggio |
102 |
|
Pitelli |
118 |
|
Case Ratti |
326 |
|
Ceppo |
280 |
|
Coregna-San Rocco |
205 |
|
Cozzano |
258 |
|
Ghiaccio |
200 |
|
Il Monte |
163 |
|
Il Piano |
264 |
|
Pianazza |
261 |
|
Proffiano |
120 |
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Rigazzara |
125 |
|
Valdurasca |
132 |
Per una lettura approfondita, sulla storia della Spezia, proseguite qui
sotto.
LA SPEZIA
Tratto da un'edizione dell'Ente Provinciale per il
Turismo "Itinerario storico-artistico del Golfo della Spezia e sue vicinanze" di
Ubaldo Formentini.Stampato il 31 Marzo 1959 .
Che La Spezia sia d'origine relativamente
recente è un detto comune;le prime notizie che ne abbiamo non sono anteriori al
secolo XII:occorre però avvertire che questo piccolo centro marinaro medievale
sorse e s'annidò nel sito e fra i ruderi di un considerevole abitato romano
ancora imponenti nel secolo XIV quando gli spezzini ne cavarono pietre per
costruire le proprie mura. L'idea della romanità della Spezia non è frutto di
moderne indagini e congetture, ma deriva da una tradizione locale di cui
troviamo già un'eco nella letteratura umanistica. I centri romani corrispondenti
al territorio dell'attuale Comune della Spezia,ciascuna dei quali ebbe un
particolare svolgimento demografico ed economico,sono diversi:l'uno,rivelato
dagli scavi dell'Arsenale,è da situarsi nella regione di S.Vito ove è ora il
bacino detto "dei legnami";stava sulla riva di un piccolo porto la cui esistenza
è indicata da numerose anfore,evidentemente cadute in fondo al mare,ritrovatesi
a grande profondità negli scavi circostanti;l'altro,a poca distanza dal
primo,nel cuore della moderna città,si pone accanto alla cattedrale di
S.Maria,ove un ponte romano fu riconosciuto dal Mazzini durante uno scavo
occasionale nel sottosuolo di Biassa;non lungi doveva trovarsi l'"ampio arsenale
di molti archi e volte" ricordato dall'erudito spezzino Gaspare Massa, nel
secolo XVII. Quest'ultimo è propriamente il nucleo che,sviluppandosi ai piedi
del Poggio, intorno alla cappella di S.Maria ,figliale della pieve di
Marinasco,prese,sul cadere del secolo XI,l'enigmatico nome della Spezia.-Oltre
ai nuclei predetti,altri di natura più propriamente agricola,concorsero alla
formazione della comunità cittadina incorporandosi ad essa. Fra questi il
"fundus" di Vivera (testimoniato in tarda età romana da un'ara
compitale,dedicata da un "vilicus",già sorgente davanti alla cappella di
S.Brizio demolitasi nel costruire un piazzale della stazione ferroviaria);tenuta
fondiaria venuta ai marchesi
Obertenghi e da questi ceduta a monaci piacentini
che ne fecero una loro colonia;qui vi appare già nel secolo XII una sagra
popolare intitolata a S.Antonino,comune a tutti i villaggi che formarono poi la
parrocchia di S.Maria della Spezia. Non meno importante un'altra antica unità
fondiaria del tipo curtense, pure passata attraverso il dominio dei marchesi,col
nome di Ariana, ricordata toponomasticamente dal vocabolo Piandarana,nel tratto
superiore di Corso Cavour.- Occorre infine tenere conto della stazione
itineraria e base navale di Boron segnalata dalla Tavola di Pentinger, la cui
giurisdizione territoriale ,continuata nella Pieve di San Venerio,estendendosi a
tutto il settore orientale del moderno Comune,raggiungeva l'area interna del
sito dell'attuale Piazza Verdi.- Il grande risveglio marinaro delle città
tirreniche,avvenuto nel secolo XI,che portò Genova e Pisa a combattere una
guerra mortale d'egemonia all'imboccatura del Golfo della Spezia,fu preceduto e
in gran parte suscitato dalle iniziative navali dei conti di Luni e marchesi
della Liguria Orientale,alle quali unicamente è dovuta la liberazione del mare
dalla secolare "oppressio Saracenorum". I piccoli porti che formano il Golfo
della Spezia e le popolazioni di questo circuito ebbero una parte importante nei
fasti della marina feudale dell'Alto Medioevo, sotto alla guida dei minori
gentilizi signorili,in particolar modo dei signori di Vezzano che,valvassori dei
marchesi Obertenghi, specie del ramo di Massa e Corsica,signoreggiavano,così il
porto di Baron,come quello di Portò Venere,nonchè il piccolo nido marinaro della
Spezia quale pertinenza del loro castello di Vesigna. D'altra parte i Vezzanesi
appaiono strettamente legati anche ai signori della Riviera che si raggruppano
intorno ai conti dellavagna,questi pure celebrati navarchi nelle lotte contro i
Saraceni. - Nel secolo XII diversi gruppi feudali di varia origine si riunirono
nel consorzio di Carpena e questo castello divenne il capoluogo politico del
territorio a cui la Spezia apparteneva. I domini di Carpena e quelli di Vezzano
furono i tramite dell'espansione genovese nella Riviera Orientale e nel Golfo
giacchè la Repubblica procedette mediante alleanze con la classe dei minori
feudatari coi quale anche gli uomini delle singole comunità a loro soggetti
entrarono nella "compagna" esterna del Comune genovese.- La definitiva
annessione della Spezia allo Stato genovese avvenne nel secolo XIII,in
circostanze eccezionali,in seguito al tentativo fatto dai
Fieschi, col favore
del pontefice Innocenzo IV loro congiunto,di costituire una loro signoria
nell'estrema Riviera di Levante e nella prossima Lunigiana.Allorchè, scoppiata
la guerra civile si costituì a Genova il governo ghibellino, i Fieschi, espulsi
dalla città,utilizzarono i loro castelli della Val di Vara,delle Cinque Terre e
del Golfo come base militare nella lotta contro il Comune,soccorsi dalle forze
del loro alleato,il re
Carlo D'Angiò. Il conte Nicolò Fieschi si stabilì nel
centro di S.Maria della Spezia,fin'allora un modesto villaggio di pescatori,lo
fortificò e lo popolò di fuorusciti
Guelfi genovesi.- Nel corso della guerra
civile,combattutasi con alterna fortuna,la Spezia fu presa nel 1272 dal capitano
genovese Oberto D'Oria che ne smantellò le difese e la incendiò. Più tardi a
contesa fu tacitata mediante una convenzione fra il comune genovese e i Fieschi
con la quale questi ultimi cedettero alla Repubblica tutti i terreni da essi
acquistati nella estrema Riviera di Levante tra cui la Spezia e le ville
vicine.- La Spezia che ignota dianzi,aveva acquistato effimera importanza di
capitale nello stato dei Fieschi,non perde prestigio nella nuova condizione:essa,
in sostanza viene a prevalere sui più antichi capoluoghi del Golfo,Porto Venere
e Lerici,i quali,per la loro situazione topografica,non potevano adempiere alla
funzione centralizzatrice richiesta da un capoluogo con larga base
territoriale.- Lo sviluppo economico del giovane centro è altrettanto rapido che
l'estendimento della sua giurisdizione; nel 1343 è eretto in podesteria dal doge
Simon Boccanegra, ventott'anni dopo,nel 1371,si aggrega la vecchia podesteria di
Carpena. Con ciò diventa la sede d'uno degli uffici maggiori in cui si divide lo
stato genovese.La sua circoscrizione assume il titolo di "Vicariato della
Riviera di Levante da Pietra Còrice al Corvo"; sono pressappoco i confini
dell'attuale provincia,eccettuati il territorio di Varese Ligure e quello
d'oltre Magra che formò il Commissariato di Sarzana. Così, nel secolo XV e
XVI,mentre alcuni storici e umanisti,come il Fazio e lo Stella,celebrano
l"emporium portu e mercatu nobile" altri,come il Bracelli e il
Giustiniani,magnificano la giurisdizione vicarile,"ad quem quiquid litium oritur
a remotioribus etiam populis defertur".- Benchè i genovesi,nel secolo XIV e
XV,facessero ripetuti tentativi per allargare il loro dominio dalla Riviera di
Levante in tutta l'antica Lunigiana,raggiungendo per alcun tempo l'alta Val di
Magra e Pietrasanta,non riuscirono veramente a consolidarsi che nel territorio
di cui erano padroni alla fine del Duecento;aggiungendovi poi,dopo lunghe lotte
con i Fiorentini,Sarzana,la cui circoscrizione rimase però sempre staccata da
quella del Vicariato della Riviera.- Venuta definitivamente ai Genovesi,la
Spezia partecipa attivamente,non senza atteggiamenti di indipendenza,alle
fazioni interne e alle vicende esterne della Repubblica.- Divenuto il reggimento
di Filippo Mario Visconti odioso ai Genovesi,nel 1436,cacciato il presidio
milanese,questi richiamarono da Sarzana e rielessero il doge Tommaso
Campofregoso. Le fortezze della Riviera di Levante rimasero in potere dei
milanesi,e la Spezia nella Guerra che ne seguì ebbe molto a soffrire.- Nelle
lotte interne di Genova fra gli Adorni e i Fregosi la Spezia ospitò questi
ultimi,che colle loro aderenze del passato governo e con la parentela della
famiglia locale dei Biassa pensarono di sostenere qui la loro fortuna. Spedito
dalla Repubblica Bartolomeo Giustiniani con un esercito per discacciarli,il
popolo della Spezia si sottomette,salva la libertà ai rifugiati di ritirarsi
altrove.- Quando fu chiamato al reggimento della Repubblica Francesco Sforza
duca di Milano,l'anno 1464, i Milanesi,occupato lo stato di Genova,eressero alla
Spezia,ai piedi della collina del Poggio,un arsenale per la costruzione delle
galere. Morto il duca Francesco e successogli il figlio Galeazzo,le due vecchie
fazioni antagoniste della Repubblica si coalizzarono (1477) gli
Spezzini,sollevatisi coi Fregosi contro le autorità ducali,distrussero le opere
dell'arsenale,attaccarono e presero il castello ed il forte bastione di
S.Caterina che era posto sul culmine della collina dominante la Spezia.- Nelle
vicende ove Genova fu dominata alternativamente dalla Francia e dai Milanesi,fra
il cozzo delle fazioni locali e la lotta delle grandi famiglie e della nobiltà
vecchia e nuova,la Spezia ebbe parte frequente,non solo passiva. Fu presa e
ripresa dai
Fieschi,dagli Adorni,dai Fregosi, finchè non fu ristabilita la
libertà della Repubblica nel 1528.- Il 18 ottobre 1541 fu alla Spezia Carlo V
,ospite dei Biassa e di qui partì con seicento navi per la spedizione
d'Algeria.- Nel 1575 la Spezia e Porto Venere furono occupati da Andrea
Doria,nella lotta che questi intraprese a sostegno della vecchia nobiltà di San
Luca.- Pacificatesi le lotte interne della Repubblica e intervenuta la riforma
dello Stato,la Spezia fu scelta a sede di uno degli otto uffici principali col
nome di Capitanato.- Nei primi del secolo XVII fu fortemente munita dai
genovesi,venuti a temere le pretese della Spagna sopra la Lunigiana e in
particolare sopra il Golfo.- L'incremento economico e demografico raggiunto
dalla Spezia sotto la dominazione repubblicana,con gli stessi processi che
caratterizzano il suo sviluppo odierno,toccava un punto fermo forse già alla
fine del quattrocento;segnando un brusco declino nei primi del Seicento.La
potenza genovese era stata creazione d'una aristocrazia avventuriera,la quale
aveva saputo fare dei propri privilegi uno strumento mirabile di espansione;
tramontata l'età eroica,un ristretto protezionismo commerciale doveva divenire
la legge della sua conservazione e tradursi in provvedimenti restrittivi della
navigazione e del traffico portuale,i quali posero in un vero stato di
sudditanza economica tutti i centri marinari delle due Riviere.- Queste
condizioni,alle quali invano la città tentò di sottrarsi chiedendo provvedimenti
adeguati al governo della Repubblica,come l'istituzione di un porto franco e
l'apertura di strade verso la Lombardia,furono aggravate dai disastri della
guerra. Dal momento in cui il Golfo della Spezia divenne campo di azioni navali
e sbarchi di truppe assai frequenti nelle guerre mondiali del secolo
XVIII,specialmente quando si svolsero in Lunigiana e alla Spezia diversi episodi
della lotta tra Galli-Ispani alleati dei Genovesi da una parte e agli Austriaci
uniti alle forze sarde dall'altra.- La città fu presa dalle forze austriache
condotte dal generale Botta con tutto il territorio genovese,dopo la partenza
dell'armata gallo-ispana. Venuta la leggendaria sollevazione di Genova nel
1746,gli Austriaci si ritirarono sulla Spezia tentando poi di prendere la
fortezza di Sarzanello. Ma la resistenza di questo presidio,aiutato dalle forze
di Francesco Franzone,comandante del forte di S.Maria del Golfo,e da
volontari,costrinse gli assalitori a patti,onde essi abbandonarono il territorio
alla Repubblica.- Un nuovo assalto austriaco guidato dal generale Woeter,disceso
dall'altura di Fosdinovo nel 1747, fu fermato sulla Magra dalle forze genovesi
secondate da bande volontarie di vezzanesi.- Nel 1748 non avendo deposto gli
Austriaci l'idea di impadronirsi di Genova,decisero di portare l'attacco nella
Riviera di Levante,penetrando per il passo delle Cento Croci. Divisa in tal modo
nel mezzo la Riviera,speravano gli Austriaci di impadronirsi di Genova e del
Golfo della Spezia,togliendo ad ambedue le parti,con la comunicazione per
terra,il modo di difendersi e soccorrersi,com'era accaduto nel 1747. Perciò i
Genovesi accrebbero e munirono tutti i forti del Golfo. Gli Spagnoli furono
incaricati della difesa del Castello di Porto Venere,che fu restaurato; i
Francesi della difesa di quelli della Spezia e di Lerici,nuovamente e
poderosamente muniti di buone artiglierie e di opere. In ogni luogo poi si erano
ordinate compagnie di milizie e di paesani,e date le migliori disposizioni per
contendere palmo a palmo il terreno agli assalitori. Il conte di Broune venne
alla testa di quarantamila Tedeschi per occupare la Spezia e il Golfo,e valicò
il passo delle Cento Croci. Ma trovata resistenza nei confederati, il 14 giugno
dello stesso anno venne ad un armistizio in San Pietro Vara.Poco dopo gli
Austriaci si ritirarono nel Parmense.- Alla fine del secolo XVIII e sui primi
dell'Ottocento,la Spezia fu investita dal turbine della
Rivoluzione Francese e
della conquista napoleonica.- Dopo la sconfitta di capo di Noli la flotta
inglese entrava,il 10 marzo 1795, nel golfo della Spezia,conducendo le navi
francesi "ca ira e Censeur" catturate,sopra cui si trovavano circa trecento
feriti,i quali sbarcati alla Spezia,furono alloggiati,per mancanza di ospedali,
nella casa di Marco Federici. In causa di quell'agglomeramento di malati si
sviluppò nel paese un'epidemia.- Nel 1797 venne proclamata in Genova la
Repubblica Ligure. Sorta sulle rovine dell'antica repubblica aristocratica. La
Spezia fu tra le prime città della Liguria ad accettare con entusiasmo il nuovo
governo popolare e ad innalzare l'albero della Libertà. Il territorio della
Repubblica fu diviso in 32 distretti; e la Spezia fu il capoluogo del "Distretto
del Golfo di Venere".- Nel 1797 i governo della Repubblica francese aveva
mandato alla Spezia il generale Miollis,che prese il comando del Golfo, e vi
organizzò la guardia civica. Ma caduta per molti rovesci la fortuna dei
Francesi,gli Austro-Russi,vennero ad occupare il Golfo e la Riviera di Levante.
Nel 1799 un'avanguardia della cavalleria austriaca invase la Spezia insieme con
un gran numero di contadini reazionari insorti, i quali,al grido di "Viva Maria"
commisero atti violenti e rapine. L'albero della Libertà venne abbattuto e molte
case messe a sacco. All'arrivo dei Tedeschi le milizie franco-liguri s'erano
ritirate nel forte di Santa Maria. Il 6 agosto un piccolo corpo di franco-liguri
rioccupò la Spezia,ed allora l'avanguardia austriaca fuggì verso Sarzana. Ma
nella mattina del 13,tornati gli Austriaci in maggior numero alla Spezia,ne
scacciarono i francesi che trovarono rifugio nel forte di Santa Maria.-
Giunse quindi alla Spezia,sotto il comando del generale Klenau,un corpo di
milizie austro-russe con lo scopo di scacciare i francesi dalla poderosa
fortezza dove s'erano fortificati. I francesi sostennero valorosamente per quel
tempo l'assedio,finchè.ottenute onorevoli condizioni,abbandonarono il forte
negli ultimi di agosto.-Venuto Napoleone in Italia,vinti gli Austriaci a
Marengo,venne fatta la convenzione di Alessandria,per cui,fra l'altro, Genova
doveva essere occupata dai Francesi dal 16 al 24 giugno del 1800. Prima che
scadesse quel termine una squadra inglese venuta dal Golfo ne spogliò i
forti,asportando da S.Maria 12 colubrine di bronzo dette gli Apostoli. Quindi
minò,il giorno 23,la torre di S.Giovanni Battista,detta la Scuola,ed un angolo
della stessa fortezza di S.Maria.- La Repubblica Ligure si riorganizzò,e vennero
un'altra volta,con maggior pompa e solennità,innalzati gli alberi della Libertà.
Nel 1803,un'altra volta fu modificata la divisione amministrativa del territorio
della Repubblica,che venne compresa in sei giurisdizioni; e la Spezia fu
capoluogo della quarta con il nome del Golfo di Venere.- Nel 1808 Napoleone,con
decreto dell'11 maggio,dichiarava il Golfo della Spezia porto militare creando
la Spezia sede di "Arrondissement maritime",con una Prefettura marittima.
L'imperatore voleva formare un grande arsenale militare nel lato occidentale del
Golfo,ed a questo scopo cominciò la costruzione della strada fra Spezia e Porto
Venere; nel 1811 cominciarono i lavori per un grande forte sulla vetta del Monte
Castellana.- Nell'anno 1812 la Spezia cessò di far parte del Circondario di
Sarzana,essendo stato creato, con decreto imperiale del 17 marzo,un quarto
circondario del dipartimento degli Appennini con capoluogo alla Spezia. Il
sottoprefetto fu il grande patriota Santorre di Santa Rosa,che tenne l'ufficio
fino al 1814. Nel quale anno,caduta la fortuna di Napoleone,milizie austriache
occuparono la Spezia,donde il 24 marzo erano già usciti i francesi,che
lasciarono soltanto una piccola guarnigione nel forte di Santa Maria. La flotta
inglese,composta da più di 25 legni,entrò nel Golfo al comando di Lord Bentink e
diede l'attacco al forte ancora occupato da quarantotto francesi,i quali dopo
nove giorni di resistenza si arresero. Gli inglesi fecero saltare il forte di
San Gerolamo,presso Cadimare ,e la torre del Pezzino.- Caduta cosi la
dominazione francese,pareva che dovesse risorgere la Repubblica Ligure. Ma nel
congresso di Vienna venne spenta l'antica libertà dei Liguri ed il territorio
della Repubblica venne unito agli stati di Vittorio Emanuele I re di Sardegna,il
7 gennaio 1815. Un editto regio divise il nuovo possesso in tre intendenze;la
Spezia fu capoluogo della intendenza di Levante col titolo di sottoprefettura.-
Il compimento di un'opera pubblica che illustrò il regno di Carlo
Felice,l'apertura della grande arteria di comunicazione fra la Toscana ed il
Piemonte avvenuta nel 1823,provocò il mutamento dell'assetto urbanistico della
città e un nuovo avviamento della vita locale.- Nacque un'effimera città di
soggiorni e bagni preferita dalla Reale Famiglia,visitata dagli artisti e dai
poeti,i cui ricordi vivono nei diari di Charles Dickens,di Wagner,di Dora
d'Istria. La città cosmopolita delle Madame Reali e degli Inglesi doveva avere
vita breve; gli sviluppi nazionali della politica piemontese preparavano il
destino militare navale della Spezia ed in pari tempo ponevano le premesse del
suo sviluppo industriale e commerciale.
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