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BREVE STORIA
Gli abitanti si chiamano: Sarzanesi. Il nome deriva da Serrezzana o da
Sergianum e riconosciuto come "Castrum Sarzanae".Sarzana si presenta come
una città del 500 ed è dovuta alla decadenza di Luni per le
mutate condizioni geografiche intorno all'anno 1000. Successivamente
Castruccio Castracani
dominò la città negli anni 1314/1328. Ci furono
battaglie e vicende che coinvolsero i
Pisani, i Genovesi, i
Visconti e i
Fiorentini per contendersi il controllo della città di Sarzana punto
nevralgico per la valle del Magra. Nel 1487
Lorenzo De Medici , il Magnifico,
ebbe la meglio sui Genovesi e fu merito suo la ricostruzione della fortezza Firmafede,
dominando la Cittadella,precedentemente fatta costruire dai Pisani alleati coi Sarzanesi,nel 1249. In seguito tornò sotto il dominio di
Genova prima attraverso il
Banco di San Giorgio e nel 1562 direttamente alla
Repubblica di Genova. Durante il
risorgimento Sarzana partecipò attivamente
alle lotte per l' Indipendenza e all'unificazione dell'Italia. Al giorno
d'oggi Sarzana non ha grandi attività produttive,l'agricoltura e
l'allevamento caratterizzano le frazioni. Marinella di Sarzana come punto
balneare e di svago estivo. L'artigianato e l'antiquariato è un'altro
importante appuntamento con Sarzana è la "Soffitta sulla Strada"
l'occasione per una visita interessata e specializzata. Da ricordare, anche,
la sagra della "Nocciola" che con i banchetti di ogni mercanzia
riempiono le strade del centro storico. Da visitare i castelli, le fortezze
facendo un tuffo nel passato, magari immaginando il periodo del Medio Evo
con i colori variopinti, le armature e le armi che i figuranti, in certi
periodi, rievocano con maestria. Arcieri,duellanti,damigelle,feudatari,
rinnovano il ricordo di quei periodi tribolati, simulando le vicende
storiche.
Il Patrono è
Sant'Andrea Apostolo, festeggiato il 30 Novembre.
Per saperne di più visita:
www.comune.sarzana.org
Indirizzo: Piazza Matteotti -
19038 Sarzana - SP
Telefono: 0187.614.1
Fax: 0187.614.252
Pubblica Assistenza
Misericordia & Olmo
Via Falcinello, 1 - 19038 Sarzana
Tel. Emerg.: 0187/62.97.00
Tel. Segr.: 0187/62.97.00
Fax: 0187/62.24.80
Coordinate Geografiche: 44°06'45.07" N -
9°57'34.93" E
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Falcinello |
280
metri s.l.m. |
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Marinella di Sarzana |
2 |
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Sarzana |
21 |
Per una lettura approfondita sulla storia di Sarzana, proseguite qui
sotto.
SARZANA
Tratto da un'edizione dell'Ente Provinciale per il
Turismo "Itinerario storico-artistico del Golfo della Spezia e sue vicinanze" di
Ubaldo Formentini.Stampato il 31 Marzo 1959 .
La via che corre da Lerici a Sarzana
per il vallone di Romito è un'antica diramazione della via
Francigena,nota a
Dante e dal
Petrarca,che portava i viaggiatori provenienti dalla Toscana ad
imbarcarsi a Lerici per i porti meridionali della Francia o per
San Giacomo
di Compostella. Sul colle di Barcola,essa offre la più affascinante visione
dell'ampia ,ondosa apertura del Golfo.- Alle origini di Sarzana sta una
remota comunità rurale rappresentata,nell'ordinamento pagense,dalla pieve di
Santa Maria di cui il territorio si estende,dai monti del Caprione,sul corso
estremo della Magra,risalendo per le piccole valli dell'Amola e della
Calcandola,dell'Isolone,al grande contrafforte delle Apuane che,staccandosi
dalla Tecchia di Monzone,in direzione di ponente,separa la valle dell'Aulella
dal litorale Lunense. Terreno a bosco e da pascolo che,in età romana,fu
intensamente colonizzato e ridotto a coltura agricola in tutta la sua zona
pianeggiante.- Il millenario destino agricolo e pastorale della comunità
sarzanese mutò a partire dalla metà circa del secolo XI,quando il
risorgimento delle città e dei loro commerci ed insieme un nuovo
orientamento dei pellegrinaggi internazionali portarono gran folla sui
margini dell'immensa palude che si estendeva in giro alla morta Luni,spingendo
i viandanti a cercare una più solida pista verso monte; allora la vecchia
via Francigena,abbandonato il percorso dell'antica
Aemilia Scauri, venne a
raggiungere la solitaria pieve di S.Maria intorno a cui sorse un borgo,del
quale abbiamo la prima notizia nel 1085, chiamato "burgus Sarzania",o, dal
nome della pieve,"burgus Mariae"(Marieborg nell'Itinerario Islandico del
1055, S.Maria de Sardena nell'Itinerario del re Filippo Augusto del 1191);
borgo fiorente, sorto a comune autonomo già nel 1124,allorchè vediamo i suoi
consoli patteggiare col vescovo,ricevuto poi sotto la protezione
dell'Impero,nel 1163,da Federico I,il quale lo dichiarò "burgus noster" e
concedette ai borghigiani di trasferirvi il mercato settimanale del sabato
che ancora si teneva nel "forum" della deserta metropoli lunense.- Sebbene
non se ne abbia una prova positiva,è da ritenersi che il sito originario
della pieve sia stato quello della futura cattedrale; in ogni caso è certo
che il borgo del secolo XI,fiancheggiando il nuovo corso della via
Francigena ,dalla pieve,in direzione di levante ,andava,fuori
porta,all'ospedale di S.Bartolomeo,presso cui i Sarzanesi,posero il mercato
a loro concesso dal Barbarossa che poi, con il crescere della
città,trasferirono nella piazza della Calcandola.- Il diploma federiciano
provocò un conflitto fra il vescovo e i "burgenses",accentuatosi allorchè,nel
1185, il medesimo sovrano riconobbe al vescovo Pietro (suo fedele legato
alla pace di Costanza),il titolo e l'ufficio di conte della città di Luni e
del comitato lunense "totum in integrum"; conflitto rimasto aperto fino
all'elezione del vescovo Gualtiero nel 1193. Questi,mutata la politica dei
suoi predecessori,si pacificò coi comuni e li chiamò a combattere con lui la
reazione feudalistica de intesi a ristabilire in Lunigiana,contro
il vescovo e i comuni,i poteri anacronistici della vecchia Marca Obertenga.
Breve accordo che tuttavia procurò un atto di capitale importanza nella
storia generale della Lunigiana; la traslazione della diocesi,preparata da
lunghe trattative fra il Comune,il Vescovo e il Capitolo dei Canonici della
Cattedrale e ratificata da Innocenzo II con Bolla del 25 marzo 1204.- Alla
morte di Gualtiero, nel 1213, il comune ruppe l'alleanza col vescovado
e,sostenuto dal parere dei grandi giuristi bolognesi,rimise in questione la
legalità dei poteri comitali del vescovo nell'ambito della città. La lotta
riarse violenta,anche con la partecipazione attiva del Capitolo, e si
concluse,sembra,con la soppressione del vescovo stesso (1220).
Successivamente, la locale competizione si esaltò nell'immane conflitto tra
il Papato e l'Impero incombente sulla Cristianità,prendendo partito,il
Comune,per Federico II , dal quale ottenne un nuovo esplicito riconoscimento
della sua autonomia,il vescovo Guglielmo,per il Papa,incontrando la perdita
dei capisaldi strategici del suo comitato,quindella prigionia e
l'allontanamento della diocesi per oltre un decennio. Periodo nel quale il
Comune fece il massimo sforzo per raggiungere la forma costituzionale e
l'espansione territoriale d'un comune metropolitano, appropriandosi le
regalie del vescovo in città e federando i vecchi comuni vincitori,dei quali
alcuni ricevettero simbolicamente il borghesiatico, come Santo Stefano,Castelnuovo
e Nicola,altri,come Arcola,inviarono colonie a popolare i borghi
nuovi,ampliando sempre più la cerchia foranea comunale,fino a
raggiungere il porto fluviale dell'Ameglia ed un tratto della sponda
orientale del Golfo della Spezia,fra il porto di S.Bartolomeo e il seno del
Muggiano: basi navali dell'antica marca marittima degli
Obertenghi.- Il
trionfo della Chiesa e la morte di Federico,nel 1250,riportarono il vescovo
Guglielmo a Sarzana,dove ristabilì precariamente la sua autorità temporale
mediante l'aiuto dei Lucchesi, ai quali anche il comune sarzanese finì per
aderire nel 1256, abbandonata l'alleanza pisana. Tuttavia la nuova
condizione politica della città non sopì la discordia intestina e il Comune
fu pronto a riprendere le ostilità quando,sullo scorcio del secolo, i
Malaspina dello Spino Secco mossero di nuovo alla rovina del potere
temporale del vescovo. Con la pace procurata da Dante Alighieri nel
1306,questo scopo fu raggiunto dai marchesi e indirettamente dal Comune di
Sarzana; pochi anni dopo ,nel 1313, Arrigo VII destituì formalmente dai
poteri temporali il vescovo Gherardino e questi,col consenso del
Capitolo,cedette formalmente al Comune i diritti e gli usi spettanti alla
Chiesa di Luni sulla città di Sarzana e il suo distretto: ma ne l'una ne
l'altra parte era ormai più nella condizione di poter garantire
l'indipendenza del territorio;pertanto,la cessione anzidetta,così come il
posteriore privilegio di Lodovico il Bavaro che restituì,nel 1355 ,al
vescovo di Luni,conferendogli il titolo di principe dell'Impero,i privilegi
politici già largitigli dagli Staufen,rimasero lettera morta. L'età delle
Signorie,non meno inquieta e tempestosa a Sarzana dell'età che la
precede,s'inizia con la trasformazione del protettorato lucchese nel dominio
personale di Castruccio Castracane,allorchè questi,nominato visconte delle
terre e castelli del vescovo,accettato dal Comune sarzanese,ottenne da
Ludovico il Bavaro la carica di vicario imperiale,con titolo ducale su Luni
e il suo distretto. Alla morte di Castruccio Castracani,datosi il Comune di
Sarzana ai Pisani,s'iniziò la turbinosa vicenda degli alterni e reiterati
domini dei genovesi,milanesi,fiorentini,Visconti,Scaligeri,
Fieschi,Grimaldi,del
vescovo Bernabò e di Spinetta Malaspina e,con maggiore solidità e
durata,della potente famiglia dogale genovese dei Fregosi. Domina questi
rapidi incessanti passaggi l'immanente ostilità fra Genova e Firenze che,a
prescindere dai frequenti incidenti politici e diplomatici,fu cagione di due
guerre, la prima conclusasi a favore dei genovesi nel 1413,dopo una
gagliarda difesa di Sarzana fatta dal capitano genovese Casano Spinola, la
seconda ,terminata vittoriosamente con l'espugnazione del borgo e la
distruzione della vecchia fortezza pisana di "Firma Fede",fatte da Lorenzo
il Magnifico,nel 1484, Pochi anni dopo,però,Piero de Medici cedette il borgo
con la fortezza di Sarzanello a Carlo VIII,ed i capitani del re li
vendettero al Banco di S.Giorgio onde il dominio genovese si affermò
definitivamente in Sarzana
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