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Sarzana
Il Comune
Stemma sul Municipio
Il Municipio
All'interno del Municipio
La Piazza del Comune
Piazza Matteotti
Monumento ai caduti in guerra
Casa natale di Papa Niccolò V
Fregio sul palazzo della casa natale di Papa Niccolò V
Case nella piazza del Comune
Nella piazza Matteotti
Case
La piazza
Dalla piazza
Vista da Via Torrione San Francesco
Il palazzo del Comune
Nel centro storico
Via Mazzini
Stemma su un palazzo
Via Mascardi
Indicazioni
I portici
Una colonna marmorea inglobata nelle mura dei portici
Antico palazzo
Sede della Comunità Montana
Ospedale Vecchio
San Bartolomeo
Sede del Tribunale
Via Paci
Piazzetta della Cittadella
Museo Diocesano
Centro storico
Vista
Vista dal Torrione Testaforte
In città
Verso Porta Parma
Porta Parma
Case di Porta Parma
Chiesa di Santa Maria Assunta
Sul portale della Chiesa
Il rosone
Interno della Chiesa
Interno
Acquasantiera
Confessionale
L'Altare
Sepolcro
Il pulpito
Particolare nell'ingresso
Santa Maria Assunta
Santa M.Assunta
Il Sagrato
La Cittadella
Fortezza Firmafede
Fortezza di Sarzanello da Firmafede
Chiesa di San Francesco
Particolare
Locandina
Il chiosco
San Francesco
Porta Romana
Pieve di Sant'Andrea
Organo
Leggio
Affreschi
Pieve di S.Andea
Il portale
Sul portale
L'Oratorio di San Girolamo
Interno dell'Oratorio
Torrione Genovese o di San Giorgio
Torrione Stella
Torrione San Francesco
Via Torrione San Francesco
Torrione Testaforte
L'orto del Torrione Testaforte
Fontana di Via Paci
In paese
Statua di Piazza Garibaldi
Passaggio di Via Torrione Stella
"Soffitta nella Strada"
Santa Caterina
La Chiesa di Santa Caterina
Chiesa di Santa Caterina
Sarzana-Cappuccini
Storia-History-Geschichte-Histoire-Historia
Breve storia del Comune, borgo, località e frazioni di Sarzana - La Spezia.Italia
Gli abitanti si chiamano: Sarzanesi. Il nome deriva da Serrezzana o da Sergianum e riconosciuto come "Castrum Sarzanae". Sarzana si presenta come una città del 500 ed è dovuta alla decadenza di Luni per le mutate condizioni geografiche intorno all'anno 1000. Successivamente Castruccio Castracani dominò la città negli anni 1314/1328. Ci furono battaglie e vicende che coinvolsero i Pisani, i Genovesi, i Visconti e i Fiorentini per contendersi il controllo della città di Sarzana punto nevralgico per la valle del Magra. Nel 1487 Lorenzo De Medici . Il Magnifico, ebbe la meglio sui Genovesi e fu merito suo la ricostruzione della fortezza Firmafede, dominando la Cittadella, precedentemente fatta costruire dai Pisani alleati coi Sarzanesi, nel 1249. In seguito tornò sotto il dominio di Genova prima attraverso il Banco di San Giorgio e nel 1562 direttamente alla Repubblica di Genova. Durante il risorgimento Sarzana partecipò attivamente alle lotte per l'indipendenza e all'unificazione dell'Italia. Al giorno d'oggi Sarzana non ha grandi attività produttive: piccole aziende artigianali mentre l'agricoltura e l'allevamento caratterizzano le frazioni. Marinella di Sarzana come punto balneare e di svago estivo. L'artigianato e l'antiquariato è un'altro importante appuntamento con Sarzana e la "Soffitta sulla Strada" è l'occasione per una visita interessata e specializzata. Da ricordare, anche, la sagra della "Nocciola" che con i banchetti di ogni mercanzia riempiono le strade del centro storico. Da visitare i castelli, le fortezze facendo un tuffo nel passato, magari immaginando il periodo del Medio Evo con i colori variopinti, le armature e le armi che i figuranti, in certi periodi, rievocano con maestria. Arcieri, duellanti, damigelle, feudatari, rinnovano il ricordo di quei periodi tribolati, simulando le vicende storiche.
Il Santo Patrono è: Sant'Andrea Apostolo
Pubblica Assistenza Misericordia & Olmo Via Falcinello, 1 - 19038 Sarzana Tel. Emerg.: 0187/62.97.00 Tel. Segr.: 0187/62.97.00 Fax: 0187/62.24.80
Coordinate Geografiche: 44°06'45.07" N - 9°57'34.93" E Alt: 21 m s.l.m.
Per una lettura approfondita sulla storia di Sarzana, proseguite qui sotto.
Tratto da un'edizione dell'Ente Provinciale per il Turismo "Itinerario storico-artistico del Golfo della Spezia e sue vicinanze" di Ubaldo Formentini. Stampato il 31 Marzo 1959 .
La via che corre da Lerici a Sarzana per il vallone di Romito è un'antica diramazione della via Francigena, nota a Dante e dal Petrarca che portava i viaggiatori provenienti dalla Toscana ad imbarcarsi a Lerici per i porti meridionali della Francia o per San Giacomo di Compostella. Sul colle di Barcola, essa offre la più affascinante visione dell'ampia , ondosa apertura del Golfo.- Alle origini di Sarzana sta una remota comunità rurale rappresentata, nell'ordinamento pagense, dalla pieve di Santa Maria di cui il territorio si estende, dai monti del Caprione, sul corso estremo della Magra, risalendo per le piccole valli dell'Amola e della Calcandola, dell'Isolone, al grande contrafforte delle Apuane che, staccandosi dalla Tecchia di Monzone. In direzione di ponente, separa la valle dell'Aulella dal litorale Lunense. Terreno a bosco e da pascolo che. In età romana, fu intensamente colonizzato e ridotto a coltura agricola in tutta la sua zona pianeggiante.- Il millenario destino agricolo e pastorale della comunità sarzanese mutò a partire dalla metà circa del secolo XI, quando il risorgimento delle città e dei loro commerci ed insieme un nuovo orientamento dei pellegrinaggi internazionali portarono gran folla sui margini dell'immensa palude che si estendeva in giro alla morta Luni, spingendo i viandanti a cercare una più solida pista verso monte; allora la vecchia via Francigena, abbandonato il percorso dell'antica Aemilia Scauri, venne a raggiungere la solitaria pieve di S.Maria intorno a cui sorse un borgo, del quale abbiamo la prima notizia nel 1085, chiamato "burgus Sarzania", o, dal nome della pieve,"burgus Mariae"(Marieborg nell'Itinerario Islandico del 1055, S.Maria de Sardena nell'Itinerario del re Filippo Augusto del 1191); borgo fiorente, sorto a comune autonomo già nel 1124, Allorché vediamo i suoi consoli patteggiare col vescovo, ricevuto poi sotto la protezione dell'Impero, nel 1163, da Federico I. Il quale lo dichiarò "burgus noster" e concedette ai borghigiani di trasferirvi il mercato settimanale del sabato che ancora si teneva nel "forum" della deserta metropo li lunense.- Sebbene non se ne abbia una prova positiva, è da ritenersi che il sito originario della pieve sia stato quello della futura cattedrale; in ogni caso è certo che il borgo del secolo XI, fiancheggiando il nuovo corso della via Francigena , dalla pieve. In direzione di levante , andava, fuori porta, all'ospedale di S.Bartolomeo, presso cui i Sarzanesi, posero il mercato a loro concesso dal Barbarossa che poi, con il crescere della città, trasferirono nella piazza della Calcandola.- Il diploma federiciano provocò un conflitto fra il vescovo e i "burgenses", accentuatosi Allorché, nel 1185, il medesimo sovrano riconobbe al vescovo Pietro (suo fedele legato alla pace di Costanza). Il titolo e l'ufficio di conte della città di Luni e del comitato lunense "totum in integrum"; conflitto rimasto aperto fino all'elezione del vescovo Gualtiero nel 1193. Questi, mutata la politica dei suoi predecessori, si pacificò coi comuni e li chiamò a combattere con lui la reazione feudalistica de intesi a ristabilire in Lunigiana, contro il vescovo e i comuni. I poteri anacronistici della vecchia Marca Obertenga. Breve accordo che tuttavia procurò un atto di capitale importanza nella storia generale della Lunigiana; la traslazione della diocesi, preparata da lunghe trattative fra il Comune. Il Vescovo e il Capitolo dei Canonici della Cattedrale e ratificata da Innocenzo II con Bolla del 25 marzo 1204.- Alla morte di Gualtiero, nel 1213. Il comune ruppe l'alleanza col vescovado e, sostenuto dal parere dei grandi giuristi bolognesi, rimise in questione la legalità dei poteri comitali del vescovo nell'ambito della città. La lotta riarse violenta, anche con la partecipazione attiva del Capitolo, e si concluse, sembra, con la soppressione del vescovo stesso (1220). Successivamente, la locale competizione si esaltò nell'immane conflitto tra il Papato e l'Impero incombente sulla Cristianità, prendendo partito. Il Comune, per Federico II , dal quale ottenne un nuovo esplicito riconoscimento della sua autonomia. Il vescovo Guglielmo, per il Papa. Incontrando la perdita dei capisaldi strategici del suo comitato, quindella prigionia e l'allontanamento della diocesi per oltre un decennio. Periodo nel quale il Comune fece il massimo sforzo per raggiungere la forma costituzionale e l'espansione territoriale d'un comune metropolitano, appropriandosi le regalie del vescovo in città e federando i vecchi comuni vincitori, dei quali alcuni ricevettero simbolicamente il borghesiatico, come Santo Stefano, Castelnuovo e Nicola, altri, come Arcola. Inviarono colonie a popolare i borghi nuovi, ampliando sempre più la cerchia foranea comunale, fino a raggiungere il porto fluviale dell'Ameglia ed un tratto della sponda orientale del Golfo della Spezia, fra il porto di S.Bartolomeo e il seno del Muggiano: basi navali dell'antica marca marittima degli Obertenghi.- Il trionfo della Chiesa e la morte di Federico, nel 1250, riportarono il vescovo Guglielmo a Sarzana, dove ristabilì precariamente la sua autorità temporale mediante l'aiuto dei Lucchesi, ai quali anche il comune sarzanese finì per aderire nel 1256, abbandonata l'alleanza pisana. Tuttavia la nuova condizione politica della città non sopì la discordia intestina e il Comune fu pronto a riprendere le ostilità quando, sullo scorcio del secolo. I Malaspina dello Spino Secco mossero di nuovo alla rovina del potere temporale del vescovo. Con la pace procurata da Dante Alighieri nel 1306, questo scopo fu raggiunto dai marchesi e indirettamente dal Comune di Sarzana; pochi anni dopo, nel 1313, Arrigo VII destituì formalmente dai poteri temporali il vescovo Gherardino e questi, col consenso del Capitolo, cedette formalmente al Comune i diritti e gli usi spettanti alla Chiesa di Luni sulla città di Sarzana e il suo distretto: ma ne l'una ne l'altra parte era ormai più nella condizione di poter garantire l'indipendenza del territorio;pertanto, la cessione anzidetta, così come il posteriore privilegio di Lodovico il Bavaro che restituì, nel 1355, al vescovo di Luni, conferendogli il titolo di principe dell'Impero. I privilegi politici già largitigli dagli Staufen, rimasero lettera morta. L'età delle Signorie, non meno inquieta e tempestosa a Sarzana dell'età che la precede, s'inizia con la trasformazione del protettorato lucchese nel dominio personale di Castruccio Castracane, Allorché questi, nominato visconte delle terre e castelli del vescovo, accettato dal Comune sarzanese, ottenne da Ludovico il Bavaro la carica di vicario imperiale, con titolo ducale su Luni e il suo distretto. Alla morte di Castruccio Castracani, datosi il Comune di Sarzana ai Pisani, s'iniziò la turbinosa vicenda degli alterni e reiterati domini dei genovesi, milanesi, fiorentini, visconti, scaligeri, Fieschi, Grimaldi, del vescovo Bernabò e di Spinetta Malaspina e, con maggiore solidità e durata, della potente famiglia dogale genovese dei Fregosi. Domina questi rapidi incessanti passaggi l'immanente ostilità fra Genova e Firenze che, a prescindere dai frequenti incidenti politici e diplomatici, fu cagione di due guerre, la prima conclusasi a favore dei genovesi nel 1413, dopo una gagliarda difesa di Sarzana fatta dal capitano genovese Casano Spinola, la seconda , terminata vittoriosamente con l'espugnazione del borgo e la distruzione della vecchia fortezza pisana di "Firma Fede", fatte da Lorenzo il Magnifico, nel 1484, pochi anni dopo , però, Piero de Medici cedette il borgo con la fortezza di Sarzanello a Carlo VIII, ed i capitani del re li vendettero al Banco di S.Giorgio onde il dominio genovese si affermò definitivamente in Sarzana.